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Sport
Il calcio nel caos.
Sentenze esemplari

 

Parte l’appello. Sabato la prima camera di consiglio

18/07 Nessuna fretta preordinata perché il fine è solo quello di perseguire la verità, il lavoro della Corte d'appello sarà in linea con quello della Caf. Con i ricorsi già depositati e quelli che a scaglioni sono arrivati negli uffici federali si apre il conto alla rovescia per la prima udienza fissata per sabato mattina: il collegio giudicante si è già dato appuntamento nell'ampia sala dell'Hotel Parco dei Principi, lo stesso in cui sono state lette le sentenze di primo grado. E sarà un procedimento, con tutte le differenze tipiche di un secondo grado, che ricalcherà molto quello tenuto dai giudici presieduti da Cesare Ruperto. Una mini maratona agevolata anche dalla media anagrafica del collegio d'appello presieduto da Piero Sandulli rispetto ai colleghi della Caf: in realtà per garantire la lucidità dei giudici il dibattimento non sforerà mai nella serata. Parola dello stesso professore che ha già in mente come strutturare quello che non vuole personalizzare come il suo processo. Sabato si comincia con la parola alle difese che presenteranno nuove eccezioni: al termine scatterà la prima camera di consiglio per accogliere o respingere le richieste dei legali degli incolpati. Nel primo pomeriggio si riprende per entrare nel vivo delle questioni: il collegio (cinque i membri che lavoreranno con Sandulli: Carlo Malinconico, Salvatore Catalano, Silvio Traversa, Mario Sanino e Mario Serio) dovrebbe lavorare quattro ore la mattina e quattro la sera. "Sono un professor universitario e sono abituato alle maratone di dieci ore per le sedute d'esame" sorride Sandulli. E si andrà avanti a oltranza, con celerità ma senza venir meno alla ricerca della verità, per arrivare a giuste sentenze. Che, secondo quanto ha già detto lo stesso Sandulli, devono essere considerate definitive, perché il ricorso al Tar non sarebbe ammissibile. Ma le difese stanno già pensando ai tribunali amministrativi qualora la corte d'appello non dovesse approdare a proscioglimenti pieni. Perché a parte la Juventus che si batterà per vedersi mitigata la retrocessione con 30 punti di handicap e per salvare uno dei due scudetti, gli altri tre club e anche gli incolpati vogliono una sentenza di assoluzione. Possibile però solo se i dirigenti condannati (Lotito e i Della Valle) venissero giudicati non colpevoli. Insomma un ribaltamento della sentenza di condanna di primo grado che riconosceva comunque l'illecito: tentato e non consumato, di certo non strutturato così come lo aveva dipinto Francesco Saverio Borrelli nella sua relazione, così come l'aveva recepito Stefano Palazzi nei suoi pesanti deferimenti. Ma per la giustizia sportiva basta per far sprofondare i club colpevoli nella serie inferiore. Certo la Corte non permetterà troppi giri di parole alle difese che dovranno limitarsi a raccontare i fatti su cui si fonda il ricorso: insomma il dono della sintesi sarà d'obbligo più che per la celerità del processo, per evitare divagazioni inutili ai fini del verdetto. Non è escluso che vengano sentiti anche i diretti interessati, qualora ne facciano richiesta. Quanto alle prove o ai testimoni, non dovranno essere quelli già richiesti e respinti in primo grado. Per il resto nessuna preclusione. Il professore che ha ricevuto il testimone da Cesare Ruperto e che si è trovato a presiedere la Corte dopo l'autosospensione di Pasquale De Lise (fattosi da parte per ragioni di opportunità visto che presiede il Tar del Lazio) è già al lavoro: straordinari serali per leggere le minuziose carte dei ricorsi. Nessuno si è tirato indietro e tenta la carta dell'appello. Si dovranno scontrare ancora con l'inflessibile procuratore Palazzi che invece ribadisce ancora le sanzioni richieste in primo grado. E poi ci saranno i terzi interessati che tra domani e dopodomani avranno il tempo di leggere i ricorsi e fare le controdeduzioni. Intanto giovedì è atteso di nuovo a Roma Borrelli che deve fare il punto sull'inchiesta bis di calciopoli: la Reggina rischia, ma anche un altro dei club coinvolti nella seconda tranche. E proprio i tempi per la coda del processo fanno temere per l'avvio del campionato che sembra sempre più difficile da rispettare. "Lo slittamento è un ulteriore danno e difficoltà" dice pure il neo ct dell'Italia Roberto Donadoni, Un fatto che sembra ormai quasi assodato e che tiene banco in Figc. Come pure l'assegnazione del titolo 2005-06: si cercano i precedenti per avvalorare l'eventuale decisione. Il commissario Guido Rossi è al lavoro. L'attesa è tutta per la sentenza che dovrebbe arrivare martedì sera, anche se i giudici non vogliono avere limiti. E anche quello dell'Uefa non costituisce un termine invalicabile per la Corte. Stavolta niente lettura pubblica, si torna alle vecchie abitudini federali.

Presentati tutti i ricorsi

18/07 Sono stati presentati tutti i ricorsi da parte delle societa' presso la Corte Federale. Lo rende noto la Federcalcio. Il termine scade a mezzanotte, ma i ricorsi per il processo d'appello a calciopoli sono tutti arrivati. Nessuno, a parte l'osservatore degli arbitri Pietro Ingargiola semplicemente ammonito in primo grado, si è tirato indietro: insieme ai quattro club interessati dalle sentenze di condanna (Juve, Lazio, Fiorentina e Milan) che avevano già annunciato di ricorrere in secondo grado per vedere modificati i verdetti, tutti gli incolpati hanno fatto recapitare le memorie che passano ora al vaglio della corte federale al lavoro da sabato mattina. Ricorrono alla sentenza di primo grado i fratelli Andrea e Diego Della Valle, gli ex dirigenti della Juve, Luciano Moggi e Antonio Giraudo, il presidente della Lazio Claudio Lotito, gli arbitri Massimo De Santis e Paolo Dondarini, anche il collega Gianluca Paparesta (condannato a tre mesi di stop per l'omessa refertazione dell'episodio dello spogliatoio del Granillo di Reggina-Juventus), l'ex designatore Pierluigi Pairetto, l'ex capo dell'Aia, Tullio Lanese e Franco Carraro. Insomma del gruppo degli incolpati condannati dalla Caf solo Ingargiola ha deciso di tenersi l'ammonizione e chiudere così il procedimento sportivo. Così il secondo capitolo sul processo su calciopoli e' ormai cominciato. La Corte Federale, in realta', si riunira' sabato per studiare i ricorsi contro le sentenze di primo grado della Caf, ma l'atmosfera e' gia' caldissima. Piero Sandulli, presidente della Corte Federale, in vista degli annunciati ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato (Lotito ha anche minacciato di rivolgersi alla Corte di Giustizia europea) ha messo le mani avanti, ricordando che non ci si puo' rivolgere alla giustizia amministrativa per le vicende che riguardano lo scandalo del calcio. "La legge 280 del 2004 prevede sanzioni disciplinari per chi si rivolge alla giustizia amministrativa dopo il giudizio interno - ricorda - Ci si puo' rivolgere al Tar per altre ragioni, ma non per queste adesso esaminate". Chi chiede giustizia e' la Juventus, alla quale la Caf ha tolto gli ultimi due scudetti, infliggendole la retrocessione in B con 30 punti di penalizzazione. Che i bianconeri, societa' e tifosi, non abbiano digerito le sanzioni e' stato subito chiaro e oggi, in risposta a un supporter juventino che sollevava alcuni dubbi sulle decisioni di venerdi', il legale del club Cesare Zaccone gli ha spedito il ricorso presentato in appello, pubblicato poi su un forum online. Zaccone, da quanto si legge, ritiene che per Moggi e Giraudo non si debba parlare di illecito sportivo ma di slealta' sportiva (violazione articolo 1) e che nel caso dell'ex direttore generale la Juve debba rispondere di responsabilita' oggettiva e non diretta. Secondo Zaccone, che chiede quindi una sanzione minore a quella inflitta, il fatto che la Caf sostenga che per Mazzini, Pairetto, Lanese e De Santis non ci sia prova di illecito sportivo scagiona i due ex dirigenti bianconeri e ricorda anche che nelle gare della Juve contro Lazio, Reggina, Udinese e Bologna l'illecito sportivo e' stato escluso per cui "quando si e' ricercata la prova di condotte idonee e causalmente adeguate a realizzare un illecito sportivo nello svolgimento delle gare o nel conseguimento di un vantaggio in classifica, non la si e' ritrovata". Zaccone contesta anche la non assegnazione dell'ultimo scudetto, in quanto sul campionato 2005-06 "non esiste alcuna prova di irregolarita'" e giudica le sanzioni "molte e particolarmente gravi". Le decisioni della Caf, comunque, continuano a dividere. Da un lato il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi e l'assessore allo Sport del Comune Eugenio Giani hanno presentato il video "Fiorenza ferita", che documenta i torti subiti dalla Fiorentina nella stagione 2004-2005, dall'altro invece c'e' l'interista Ivan Cordoba per il quale "essere fuori da queste vicende e' una cosa bellissima", mentre il responsabile nazionale Udc per lo Sport Luciano Ciocchetti, che oggi ha presentato tre proposte di legge sul calcio italiano, afferma che "tutto il sistema deve fare pero' uno sforzo per comprendere cosa e' accaduto e cambiare". Ma le dichiarazioni che faranno sicuramente discutere sono quelle dell'amministratore delegato della Roma, Rosella Sensi. "Se mi dispiace vedere la Lazio in B? Da dirigente mi spiace non fare il derby il prossimo anno, ma come tifosa non mi dispiace affatto", la piccata affermazione della Sensi, che vuole procedere legalmente anche contro Lotito. Diplomatico Roberto Donadoni, oggi presentato ufficialmente come ct, che rispettera' le sentenze definitive, con la speranza pero' che non vi sia il temuto slittamento del campionato: "sarebbe davvero un danno". La Figc, intanto, ha respinto la procedura d'urgenza portata avanti dall'Empoli per ottenere la licenza Uefa, per cui niente coppe per la squadra toscana che era stata rimessa in gioco dopo le decisioni della Caf. Luigi Agnolin, commissiario straordinario della Aia, verra' ascoltato domani dalla commissione cultura della Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle vicende del calcio professionistico italiano, ma ormai c'e' all'orizzonte la cosiddetta "calciopoli 2", ovvero i filoni che riguardano iscrizioni, scommesse e calciomercato dei quali l'ufficio indagini della Federazione guidato da Borrelli si sta gia' occupando da alcune settimane. Tra le societa' coinvolte si fa con insistenza il nome della Reggina, ma il presidente del club calabrese Lillo Foti non ci sta. "Quest'estate non e' diversa da quella scorsa, anche allora fummo tirati in ballo in modo improvviso difendendoci da accuse che alla fine si sono rivelate chiacchiere - ha dichiarato - Nel 2004-05 la nostra squadra era composta da un gruppo di qualita', abbiamo fatto risultati importanti ma ormai entriamo in ballo dappertutto. Rapporti illeciti con l'Inter di Facchetti? Sono dichiarazioni che fanno sorridere".

Foti (Reggina) “Sulla 2a inchiesta solo chiacchiere”

18/07 "Quest'estate non e' diversa da quella scorsa, anche allora fummo tirati in ballo in modo improvviso difendendoci da accuse che alla fine si sono rivelate chiacchiere". Lillo Foti, presidente della Reggina, si difende cosi' parlando ai microfoni di una radio dalle illazioni su "calciopoli 2", il secondo filone dell'inchiesta sui mali del calcio che coinvolge anche la sua squadra. "Nel 2004-05 - prosegue -, la nostra squadra era composta da un gruppo di qualita', abbiamo fatto risultati importanti ma ormai entriamo in ballo dappertutto". Il numero uno dei calabresi rilancia ed elenca i torti arbitrali subiti dalla sua squadra: "Mi sono lamentato per Lazio-Reggina della 2a di campionato, quando Simone Inzaghi cadde in area da solo, alla 4a a San Siro e' stato annullato un gol a Borriello, alla 6a a Bonazzoli, alla 7a a Messina e' stato negato un rigore eclatante a Nakamura. Mi sembra corretto che mi sia lamentato con chi di dovere. Nel 2002 e anche prima mi sono rivolto in federazione per la vicenda passaporti, quell'anno siamo retrocessi e anche allora c'erano tutti i presupposti per intervenire, ma per motivi diversi non lo si e' fatto". Difendersi attaccando. Nei confronti del "grande accusato" Luciano Moggi, divenuto "grande accusatore" e che ha tirato in ballo rapporti illeciti tra la Reggina e l'Inter di Facchetti, ha detto: "Sono dichiarazioni che fanno sorridere, il calcio e' diventato piu' parlato che altro. Invece che di Reggina forse voleva parlare della Reggiana, e' mancata una a. Non ho comunque avuto rapporti commerciali con Facchetti". Foti esprime un giudizio negativo sul calcio che vien fuori dalla sentenza di Ruperto: "E' un quadro non vero, oggi sembriamo piu' interessati a fatti scandalistici". Di Paparesta "sequestrato" nello spogliatoio del suo stadio, dice che "nemmeno lui penso se ne sia accorto, ma io non ero presente". Infine, esprime "simpatia e affetto" nei confronti del presidente laziale Lotito con il quale potrebbe venire a confronto, considerato che i romani, per difendersi, chiamano in causa proprio una partita contro i calabresi. "Sono solidale con lui per i problemi che sta attraversando ma quel Reggina-Lazio fu una partita regolare - conclude Foti -. Hanno tirato in ballo questa partita, ma l'ho vista e rivista e s'e' svolta in termini normali".

Cellino presidente di Lega fino al 26

18/07 Poteri a Massimo Cellino. Da oggi, e fino al 26 luglio, sarà lui il rappresentante legale della Lega Calcio con compiti di presidente. Accanto a Cellino, e sempre per una settimana, ci sarà Sergio Gasparin, amministratore delegato e direttore generale del Vicenza. E' quanto ha il consiglio di Lega svoltosi in un albergo all'aeroporto di Fiumicino. All'ordine del giorno, infatti, c'erano le linee guida per la riforma del codice etico del calcio esposte dall'avvocato Marco Janni, consulente della Commissione. La Lega Calcio, insomma, prosegue spedita verso la scrittura delle nuove regole. Nella seduta odierna erano assenti Adriano Galliani, poiché deferito e condannato in primo grado dalla Caf, e Claudio Lotito, inibito nella stessa sentenza della commissione d'appello federale. Un altro assente illustre, ma era scontato, il presidente del Palermo e dimissionario vicepresidente di Lega, Maurizio Zamparini. "La lettera di Zamparini? Meglio evitarla", uno dei primi commenti di Massimo Cellino. "Ora stiamo lavorando per l'elezione del nuovo presidente e delle nuove regole - ha aggiunto - che sarà una persona esterna al mondo del calcio. I tempi? Se ci fosse la volontà comune di eleggere un nuovo presidente basterebbero 24 ore. Ma se questa volontà non c'é non sarebbero sufficienti neanche 10 anni...". Cellino, però, cammina spedito: "In questo momento abbiamo tutto da perdere e niente da guadagnare. Ci sono tantissimi problemi da affrontare a breve scadenza. Tra questi c'é la Supercoppa, anche se ora non mi sento di esprimere giudizi su chi dovrà giocarla. Mediaset? Soddisfatto per quello che stanno facendo, anche perché resta sempre un nostro cliente. I candidati? Non si fanno nomi? Matarrese? E' un amico, ma non è un candidato né tanto meno vuole candidarsi". Tutti abbottonati sul successore di Adriano Galliani. "I candidati? Non posso farli, bisogna mantenere il massimo silenzio fino all'assemblea del 26 luglio", ha detto l'amministratore delegato della Roma Rossella Sensi. Sulla stessa lunghezza d'onda anche tutti gli altri presidente da Garrone, che oggi ha presenziato il Consiglio, Spinelli, Pastorello e così via.
Alla riunione non erano presenti Adriano Galliani e Claudio Lotito, dopo le decisioni adottate nei loro confronti dalla Caf, il dimissionario Zamparini, nonché Facchetti per motivi di salute. Partecipano alla riunione i componenti della Commissione dei Cinque Saggi deputata a riscrivere le nuove regole che serviranno per la governance della Lega Calcio. "Il serio rischio di commissariamento ce lo stiamo creando noi - ha affermato Riccardi, uno dei cinque saggi -, ma non lo condivido affatto, perché la Lega sta lavorando molto bene"

Matarrese “Prima gli uomini e poi le regole”

18/07 "Lega? Prima si facciano gli uomini e poi le regole. Il Processo? Mi dispiace per Carraro, mi ha fatto un po' senso vedere uno come lui su quei banchi. Il modus operandi di questa giustizia mi sembra spietato, quasi una Norimberga del calcio italiano". I giudizi sono di un dirigente di lungo corso, l'ex presidente della Figc Antonio Matarrese, cha parla con i giornalisti all'uscita del Consiglio di Lega di Fiumicino. C'é chi gli chiede subito se potrebbe essere proprio lui un uomo nuovo per la Lega, ma Matarrese dice di no: "Non scherziamo, io sono superato. Sono una che non sta né fuori né dentro, sono Antonio Matarrese, la storia del calcio italiano, un patrimonio. Per me sono il passato, il presente e il futuro di questo sport". "Non sono qui per fare il presidente di Lega - prosegue Matarrese - ma sono in veste di suggeritore, considerato che conosco tante cose di questo mondo, e conosco tanti presidente, so guardare negli occhi ognuno di loro e so quando possono sbagliare". Il suo è un vero e proprio monologo. All'inizio, infatti, Matarrese preferiva non rilasciare dichiarazioni, ma sono bastati pochi secondi per convincerlo del contrario. "Di sicuro sarebbe una stupidaggine colossale commissariare la Lega, soprattutto in questo momento. Secondo me bisogna far calmare i processi e ritrovare il buon senso. Un presidente esterno? Se si trova uno in gamba perché non una persona che possa essere interna al mondo del calcio?". sottolinea diverse volte che non é qui per candidarsi, ma le domande dei cronisti sono incalzanti: "No, per favore non mi candidate perché mi fate danno, anche perché bisogna rinverdire il sistema. Il problema vero è che qui ci si deve confrontare e non azzannarci tra di noi, anche perché all'estero stanno godendo di tutto ciò". "Euro 2012 - ha aggiunto - è un'occasione storica, ma noi stiamo fermi, anche perché ci sono altre federazioni come quella francese, tedesca, inglese e così via che stanno correndo, mentre noi siamo fermi e non ci rendiamo conto di quello che sta accadendo". Il riferimento, neanche a dirlo, è al processo legato a calciopoli e a tutto quello che ne deriva. "Se me l'aspettavo? Sì, purtroppo sì - ha affermato Matarrese - . Ora, però, bisogna continuare su questa strada. A me dispiace molto per Franco Carraro e lo dico sinceramente, nonostante qualcuno in passato lo abbia definito il mio nemico numero uno, ma non è così". Sembra quasi commuoversi Antonio Matarrese per quello che è capitato a Carraro e a tutto il sistema: "Lo stimo come uomo, non so perché gli sia sfuggito di mano il sistema. Processo giusto? Si stanno facendo sull'onda emotiva, anche se il calcio non è fatto solo di norme. Una cosa é sicura, bisognava dire basta, anche se si è fatto nel modo peggiore, ossia con la mannaia".

Difesa Juve: Pene sproporzionate

18/07 Con la Juventus, la Caf è stata troppo severa. La società non può essere considerata colpevole di illecito sportivo e, al massimo, può rispondere a titolo di "responsabilità oggettiva e non diretta". Quindi se proprio ci vuole una condanna, deve essere ridotta e calibrata su una sola stagione e non su due (cosa che in pratica potrebbe portare al recupero di uno scudetto). Questo, in sintesi, dice il reclamo presentate dalla Signora contro la sentenza. Gran parte delle otto pagine del ricorso, firmate dall' avvocato Cesare Zaccone, sono dedicate al "cumulo di sanzioni" inflitte alla Juventus dai giudici primo grado: la sottrazione di due scudetti, la retrocessione in B, i trenta punti di penalità, l' ammenda. Una punizione che, per il legale, "non é compatibile" con quanto è emerso nel corso del processo, dove il quadro accusatorio della procura federale e dell' ufficio indagini "é stato ridimensionato": è stata riconosciuta "la presenza di un solo caso di illecito sportivo", peraltro contestato dai bianconeri. E' la stessa sentenza, spiega Zaccone citandone dei passi, a riconoscere che "non c' è stato un Moggi gestore del calcio italiano", visto che c' erano "tanti reticoli quante erano le squadre del campionato attualmente deferite". Inoltre, "non vi sono state partite alterate nel loro svolgimento, e non vi è stata alcuna dimostrazione del conseguimento di un vantaggio in classifica". La Juve, dunque, non capisce il motivo di tanta severità. "Perché la sanzione (che non ha giustificazione alcuna e che non è motivata) della non assegnazione dello scudetto per il campionato 2005/06, rispetto al quale non esiste alcuna prova di irregolarità? Perché aggiungere alla sanzione molto affittiva della revoca dello scudetto 2004/05 la retrocessione in serie B e una penalizzazione che equivale, in sostanza, a una retrocessione in serie C?". Senza contare le conseguenze "non menzionate" nella sentenza: l' impossibilità di partecipare alla Champions League e la prevedibile diaspora dei giocatori, "pronti a sostenere la squadra per un anno in B ma (comprensibilmente, trattandosi di talenti di rilievo internazionale) non disponibili a rischiare, nella migliore delle ipotesi, una permanenza in B per almeno due anni". Il capitolo sanzioni va riscritto, dunque, "in misura coerente". Non è vero che la Juventus chiede quanto meno lo scudetto 2005-06. E' vero, però, che chiede che la condanna sia legata a una sola stagione. La giurisprudenza sportiva dice che "il campionato di competenza sia quello in cui si è verificato l' illecito". E "il campionato in cui si sarebbe verificato l' illecito è quello del 2004-05. Il campionato 2005-06 è privo di qualunque irregolarità". Si può arrivare a una retrocessione, che in caso di colpevolezza sarebbe già sufficiente, ma - per Zaccone - alla caduta in B non si possono aggiungere penalizzazioni e revoca dei titoli acquisiti sul campo. Vorrebbe dire, nella migliore delle ipotesi, salvare uno scudetto.

Giraudo: Mai influito sugli arbitri

18/07 Antonio Giraudo non ha mai influito direttamente o indirettamente sugli arbitraggi e quindi chiede di essere assolto dall' accusa di illecito sportivo: questo il contenuto del reclamo presentato dall' ex amministratore delegato contro la sentenza della Caf. Nel documento, siglato dall' avvocato Luigi Chiappero, viene spiegato che a Giraudo sono rimproverati dei contatti (avvenuti per lo più durante "cene conviviali") con i designatori arbitrali, ma "dall' assenza di successivi contatti tra designatori e arbitri si ricava la prova che l' oggetto dei colloqui fra il dirigente e il designatore o non riguardava le gare (come sostiene questa difesa) o, se così fosse stato, si trattava di richieste tendenti a ottenere non arbitri favorevoli ma direttori di gara che dessero sul piano della professionalità la massima garanzia". Come prova, tra l' altro, viene presentato l' elenco dei rapporti degli osservatori arbitrali stilato in occasione di numerose partite giocate dalla Juventus nel campionato 2004-05: i giudizi sulle prestazioni dei direttori di gara sono nella quasi totalità dei casi positivi e non lasciano intravedere errori in favore dei bianconeri. Nel reclamo sono citati anche i passi delle audizioni degli arbitri ascoltati dall' ufficio indagini e successivamente assolti dalla Commissione: tutti hanno affermato di non essere mai stati condizionati nel loro operato. Arbitri e segnalinee, complessivamente, hanno diretto 28 gare della Juventus su cui - é la tesi di Chiappero - non ci sono sospetti.

In attesa dell’appello il Milan non lascia nessun calciatore

18/07 Giorni in trincea al Milan, in attesa dell'appello sportivo dal quale il club rossonero spera di ottenere il miglior risultato possibile, cioé il pieno accoglimento della tesi difensiva della completa innocenza, ma anche sotto il fuoco di fila delle voci di mercato. Sul fronte del processo sportivo, dopo aver presentato un ricorso in cui contesta totalmente le motivazioni che hanno portato alla sentenza della Caf (-44 punti nella stagione passata, -15 nella prossima, 30 mila euro di ammenda, un anno di inibizione ad Adriano Galliani e 3 anni e 6 mesi a Leonardo Meani) e chiede l'assoluzione piena, la società di via Turati ha scelto di mantenere i toni bassi. Evitando, tra l'altro, di replicare alle accuse mosse da Luciano Moggi nell' intervista di ieri a Repubblica. E sicuramente valutando come segnale positivo il fatto che le uniche penalizzazioni 'ad personam' contro le quali il procuratore federale Stefano Palazzi non ha presentato ricorso sono quelle nei confronti di Galliani e Meani. Non tace affatto invece, il Milan, su un altro fronte, in qualche modo parallelo a quello del giudizio sportivo. Cioé quello del mercato. Intanto oggi la società ha comunicato ufficialmente la cessione in prestito, con diritto di riscatto, del portiere Christian Abbiati al Torino. Proprio al Toro, il che suona come uno sgambetto alla Juve che voleva tenere Abbiati e stava trattando la cessione di Buffon al Milan. Soprattutto, a far parlare il Milan è la girandola di voci sulle possibili partenze. Sui pezzi pregiati di una società che al momento è fuori dalla Champions cadono inevitabilmente le attenzioni dei ricchi club stranieri e così il Milan si trova a fare un fuoco di sbarramento contro gli 'assalti' a Kakà, a Pirlo, a Nesta, a Gattuso. Assalti veri o presunti, confermati da notizie provenienti dall'estero e in qualche caso da altrettanto vere o presunte dichiarazioni degli interessati, puntualmente smentite sul sito rossonero. In via Turati si dicono convinti che la sentenza della Caf verrà ampiamente riformata in sede d'appello e che quindi il Milan potrà giocare la Champions. Dunque i suoi gioielli non avrebbero ragione di andarsene. Ma se anche così non fosse, vale sempre la massima pronunciata da Galliani poco meno di due mesi fa: "Non ci sarà un altro caso Shevchenko. Il Milan non cederà più nessuno dei suoi campioni sotto contratto". Casomai si tratta di rinforzare qualche contratto, perché se Kakà e Gattuso sono blindati fino al 2011, Nesta e Pirlo (corteggiati rispettivamente da Chelsea e Real) sono in scadenza nel 2008. Le smentite, dunque: "Raggiunto telefonicamente in vacanza - ha scritto oggi il sito rossonero -, Kakà ha voluto precisare che non ha mai parlato e rilasciato nessun tipo di dichiarazione con nessun giornalista (brasiliano, italiano e soprattutto spagnolo) a proposito del suo futuro calcistico con il Milan". Insomma, non è vero, come ha scritto 'As', che il brasiliano ha detto di essere lusingato dall'interesse del Real Madrid e pronto a un eventuale accordo con il presidente Calderon purché soddisfi anche il Milan. Poco dopo, la smentita dell'agente di Gattuso, Andrea D'Amico, a proposito di una presunta volontà del centrocampista di andare al Manchester. "Gennaro - ha detto D'Amico - è felice di restare a Milano. Lui non sta neanche pensando alla sentenza della Caf, ma solo a giocare come al solito. Il Milan ha detto che non si muoverà nessuno e Rino resterà per dare del suo meglio e aiutare la squadra ad arrivare il più in alto possibile". "State tranquilli - chiosa il sito rossonero, rivolto ai tifosi -. La Premier League e la Liga non avranno Nesta, né Gattuso, né Kakà, né Pirlo. Non avranno nessuno dei nostri campioni. Vorremmo esserci quando Franco Baldini dovrà spiegare a Ramon Calderon che su Kakà scherzava, che il Milan non lo vende, che Ricky non aveva mai voluto trasferirsi a Madrid".

La Lazio deposita la sua memoria difensiva

18/07 La Lazio deposita la memoria difensiva per la Corte Federale. E ritira il ricorso della Procura Federale e quello delle squadre cointeressate come Brescia e Lecce. Dunque, la società biancoceleste non lascia proprio nulla al caso, tanto è che sta procedendo senza tralasciare alcun dettaglio. All'interno della sua memoria difensiva ha inserito l'arbitro Tombolini come teste, anche se non è proprio questo il punto di forza. Probabile, infatti, che la Corte Federale respinga la possibilità di ascoltare l'ex arbitro come testimone, inoltre è verosimile che non venga nemmeno ammessa la sua deposizione. Ad ogni modo l'obiettivo degli avvocati biancocelesti è tutt'altro. Lo scopo, infatti, é dimostrare davanti ai giudici della Corte Federale che la Lazio nella gara con il Brescia non ha commesso alcun illecito. Nelle cinquantadue pagine della memoria della Lazio i legali hanno spiegato come era impossibile commettere un illecito nella gara infrasettimanale con il Brescia di Corioni. La squadra laziale all'epoca intervenne presso gli organi federali per protestare vivacemente per i tanti torti arbitrali subiti fino a quel momento. Tre giorni prima, poi, c'era stata la partita con la Reggina dove successero diverse cose, tanto è vero che la Lazio venne punita pesantemente dal giudice della disciplinare. Lotito non ha fatto altro che lamentare tutte queste cose, senza "mai chiedere alcun favore". Gli avvocati della Lazio insisteranno che fu lo stesso Carraro a inizio stagione a chiedere di essere interpellato di fronte a problemi di natura arbitrale e altro. Il presidente biancoceleste, inoltre, non ha "mai parlato" direttamente con i designatori arbitrali o con gli stessi direttori di gara prima o dopo una gara. "Insomma, l'illecito o presunto tale non esiste". Sempre oggi i legali della società biancoceleste hanno ritirato le richieste della Procura Federale e quelle delle squadre cointeressate come Brescia e Lecce. Entro due giorni presenterà le controdeduzioni a entrambe. Il capo della Procura Stefano Palazzi, inoltre, insisterà e chiederà alla Corte Federale di procedere, oltre che su Lazio-Brescia, anche su Chievo-Lazio. Una partita, questa, che la Caf ha ritenuto non ci fosse alcun illecito. La pensa diversamente Palazzi che nel suo ricorso chiede una punizione per la Lazio anche su quella partita. Gli avvocati Gentile, Pulici e Siniscalchi, comunque, sono convinti di smontare l'intera accusa sia quella della Caf che dello stesso Palazzi.

Donadoni prende servizio come CT

18/07 Come calciatore ha avuto più successo di Marcello Lippi, da allenatore ancora no e non sarà semplice. Ma appena messo piede in Nazionale ha già stabilito un record: nessuno prima di lui era riuscito a sedere sulla panchina più ambita d'Italia a 43 anni non ancora compiuti. Il primo giorno di Roberto Donadoni da ct azzurro si trasforma subito in una rimpatriata tra vecchi amici. Prima la firma del nuovo contratto biennale in Via Allegri: nella sede della Federcalcio l'allenatore è rimasto circa tre ore, incontrando il commissario straordinario Guido Rossi e Gigi Riva. Poi la presentazione ufficiale, nella sala dell'albergo romano che pochi giorni fa ha ospitato la sentenza choc della Caf su 'calciopoli'. Seduto a pochi metri dall'ex allenatore del Livorno il suo vecchio compagno del Milan e della Nazionale Demetrio Albertini, attuale vice commissario federale, uno dei primi a caldeggiarlo come ct. Sembra ieri la sua ultima partita in azzurro, ancora nella Nazionale di Arrigo Sacchi, 10 anni fa all'Europeo. Allora era già emigrato negli Usa (ai Metrostars di New York, prima di concludere la sua carriera negli Emirati Arabi) con ancora negli occhi la delusione infinita della finale del mondiale '94 americano persa ai rigori con il Brasile. Tra Donadoni e la Nazionale c'é sempre stato un rapporto speciale. "Per me è stato il sogno di una vita. Da giocatore quando entravo in campo mi dicevo: 'Oggi non posso sbagliare...'". E da commissario tecnico sarà la stessa cosa, a cominciare dalla prima partita, l'amichevole che l'Italia giocherà il 16 agosto con la Croazia. Il neo ct azzurro sa che anche per lui sarà un'estate bollente. Anche lui attende l'esito dello scandalo, e certamente l'eventualità di uno slittamento dei campionati gli fa tutt'altro che piacere. Anzi dice che sarebbe "un danno". Ma forse dovrà rassegnarsi. Come si dovrà rassegnare a convivere con l'ombra di Marcello Lippi. Perché un titolo mondiale è il massimo nel calcio e dunque meglio di quello non si può fare. Si dice: squadra che vince non si tocca. E lui promette che darà continuità al lavoro di Lippi, mettendosi però anche del suo assieme al suo nuovo staff: "I nomi? Stiamo valutando. Ci siamo dati un paio di giorni di tempo. Del resto ho ricevuto l'incarico soltanto cinque giorni fa...". Così come avrà un ruolo centrale per quanto le nazionali inferiori, a cominciare naturalmente dall'Under 21. Ma proprio per evitare che la Nazionale campione del mondo finisca per perdere alcuni pezzi pregiati come prima cosa Donadoni dovrà cercare di convincere Francesco Totti a continuare. Ma non c'é solo lui, c'é anche il problema Del Piero, e della sua Juventus in B. "Ma chi l'ha detto che in Nazionale ci devono andare solo giocatori di serie A?".
Come Donadoni vede la nazionale
Una nazionale campione del mondo, dunque tanti punti fermi: Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Nesta, Pirlo, Gattuso, anche se Ringhio avrebbe voluto che rimanesse Lippi. Forse non lo sarà per molto tempo ancora, un ricambio prima o poi è inevitabile. Ma tra quelli sicuramente su cui il neo ct Roberto Donadoni è pronto a scommettere, nonostante i propositi di rinuncia, c'é Francesco Totti. "Dubito che la decisione di Totti sia inderogabile. Lui è indispensabile per tutti. E' un patrimonio del calcio, è ancora giovane e spero decida di restare". Più chiaro di così si muore. Lippi-Donadoni dunque diventa una staffetta, e non poteva che essere altrimenti. "Un'idea di come fare giocare l'Italia già ce l'ho. Di sicuro voglio dare continuità al lavoro di Lippi, ma ci metterò anche del mio". Metabolizzata la rabbia di Livorno, Donadoni da oggi si rimette dunque al lavoro. "Rispetto ad allenare un club essere ct è un vantaggio. L'Italia è una fucina di campioni, abbiamo giocatori di grandissimo talento". Dunque ci sarà soltanto l'imbarazzo della scelta. "Metterò in campo una squadra che può dare continuità con quanto di buono è stato fatto. La mia Nazionale non si discosterà molto da quella di Lippi. Certo anche l'anagrafe ha la sua valenza. Ma abbiamo giovani interessanti che possono integrarsi bene". Con l'ex ct non ha ancora parlato: "Ma lo farò molto presto". C'é un gusto quasi beffardo nell'ereditare da vice campione del mondo una squadra campione. Quasi una rivincita personale rispetto alla delusione di Usa '94. ''Ma non vedo rischi. Meglio avere alle spalle una coppa piuttosto che il nulla. Sento la responsabilità che ho addosso". Donadoni naturalmente ringrazia le Figc e il commissario Guido Rossi "per l'opportunità che mi hanno dato. Ho scelto io di fare l'allenatore, questa è la mia strada, ma diventare ct per me è un grande motivo di orgoglio". Donadoni è una persona fondamentalmente schiva che non ama stare molto sotto i riflettori. Ma gli sono bastati cinque giorni per arrivare alla firma e adesso dribbla anche le chiacchiere da bar su quella che sarà la sua Nazionale. "Per sbagliare meno possibile è necessaria tanta collaborazione, il dialogo e una delle cose fondamentali. Mi farò vedere ai ritiri, stileremo un programma: parlerò con i giocatori e con i tecnici. La Nazionale è patrimonio di tutti". E non lo spaventa nemmeno che alcuni azzurri, a causa dello scandalo, possano decidere di finire a giocare all'estero, perché "saranno comunque squadre importanti". "Tutti devono sapere che avranno le stesse opportunità: fare indossare una maglia azzurra a un giocatore per un ct - aggiunge - è un atto dovuto". E non sta scritto da nessuna parte che la Nazionale debba essere composta solo da giocatori di serie A. "Se in serie B ci sono giocatori validi possono sicuramente ambire a vestire l'azzurro". Ma il primo pensiero adesso è per i 'reduci' della Germania. Convincere Totti, ma il pensiero è anche per Materazzi. "E' stato dato troppo risalto a questo fatto. L'episodio non è edificante, ma a quest'ora avrebbe dovuto essere morto e sepolto. Facendo meno baccano ne guadagneremo tutti. Noi abbiamo visto il gesto di Zidane. Non dubito che sia stato provocato, ma io tante volte da giocatore lo sono stato e non mi è mai venuto in mente di dare una testata a qualcuno". Ma le preoccupazioni per lui adesso sono anche altre, e hanno a che fare con le sentenze di calciopoli. "Non mi toccano ma un eventuale slittamento dei campionati sarebbe un danno. Le prime due partite della Nazionale sarebbero difficili". Lo scandalo? "Sono rimasto sorpreso anche perché se come dicono tutti qualcosa si poteva intuire l'immaginazione non poteva arrivare così lontano". Ora che si è conclusa la sbornia mondiale (Giancarlo Abete ieri ha formalizzato con una lettera di non avere più alcun ruolo in Figc, scaduto con la finale di Berlino il suo incarico di responsabile del Club Italia) e iniziata la sua nuova avventura in azzurro, Donadoni (che dovrebbe prendere una cifra intorno ai 700 mila euro) può togliersi qualche sassolino dalle scarpe. "Nella mia carriera ho vissuto momenti belli e meno belli. E' nella logica delle cose. Ma la mia forza interiore io la trovo nel pensare all'oggi e al domani, mai al passato. L'esperienza di Livorno è stata positiva che mi ha formato, compreso come si è conclusa...". Però Spinelli non lo ha ancora chiamato per congratularsi con lui, e forse non lo farà mai.
Un rinvio dei campionati sarebbe deleterio
L' eventuale rinvio dei campionati rischia di complicare non solo la stagione dei club ma anche il lavoro della nuova Nazionale di Roberto Donadoni. Il neo ct azzurro non nasconde qualche preoccupazione, ma nel giorno della sua presentazione ufficiale a Roma guarda a questa eventualità con il giusto realismo. "Lo slittamento è un ulteriore danno e una difficoltà - ha detto Donadoni -. Ma non c'é un' altra possibilità e noi comunque dobbiamo prepararci al meglio". Il rinvio della stagione agonistica potrebbe essere l' ennesima coda dello scandalo che ha travolto ormai da due mesi il mondo del pallone: dopo le sentenze di primo grado si prevede una fuga di campioni all' estero, molti dei quali proprio facenti parte la Nazionale. "E' uno scenario che si può aprire - ha detto il neo ct dell' Italia -, complicherà il mio lavoro ma facciamo buon viso a cattiva sorte".

Rossi: Questione tecnico under 21 da esaminare

18/07 Un "grazie" al ct uscente Marcello Lippi, e un caloroso benvenuto e in bocca al lupo al nuovo tecnico. Così il commissario straordinario della Figc Guido Rossi nel giorno di Roberto Donadoni, un allenatore "che gode di unanime consenso", Lippi compreso, "scelto in piena responsabilità assieme ai giocatori". La giovane età di Donadoni - assicura il commissario - non é certo un handicap, al contrario può diventare un pregio. "Alla sua età ci sono stati già due presidenti americani. Sarà per noi nuova linfa in una struttura dove il rinnovamento é necessario". Ma Donadoni non si occuperà soltanto della prima squadra, avrà voce in capitolo, ad esempio, anche per quanto riguarda l'Under 21, il cui tecnico Claudio Gentile ha il contratto scaduto il 30 giugno. "Donadoni - l'indicazione esplicita di Rossi - si occuperà anche della riunificazione delle componenti del calcio sotto la nazionale. Gentile? E' ancora il ct dell'Under 21, ma la questione non è stata ancora esaminata. Quando lo sarà ve lo faremo sapere, come sempre con la massima trasparenza".

Ciocchetti (Udc) “Non bisogna cambiare il sistema elettivo della Figc”

18/07 "Non riteniamo giusto che si debba cambiare il sistema elettivo della Figc, cosi' come ha detto il commissario Rossi, perche' 'nell'attuale sistema i controllori sono eletti dai controllati'" Lo ha detto Luciano Ciocchetti, responsabile nazionale Udc per lo sport, a margine della conferenza stampa di presentazione di tre proposte di legge sul calcio italiano. "Riteniamo invece giusto che gli eletti siano rappresentativi delle diverse categorie" ha aggiunto Ciocchetti. "Dobbiamo invece pensare di aumentare i controlli". Poi sulla categoria arbitrale ha lanciato una proposta: "Perche' l'Aia (l'associazione arbitri italiani, ndr) non diventa una federazione autonoma, associata al Coni, fuori dalla Federcalcio?". Sull'inizio dei campionati, poi, ha concluso: "E' una fandonia dire che vale la prima sentenza, bisognera' attendere i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato per l'iscrizione ai campionati che potranno iniziare, se va bene, non prima di fine settembre".
Sulla base della normativa vigente il delisting di una società, e quindi anche di una società di calcio quotata in Borsa, è possibile solo su base volontaria, a seguito di un'opa. E' quanto ricordano ambienti vicini alla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa con riferimento alle dichiarazioni fatte oggi dal capogruppo Udc Luca Volonté, che ha lamentato il mancato delisting da parte della Consob dei club quotati in Borsa. Sul tema si è espresso il presidente della Consob Lamberto Cardia lo scorso 3 luglio a Milano, nel corso dell'incontro con il mercato finanziario. Dopo aver rilevato che "lo scandalo che ha coinvolto il mondo del calcio ha evidenziato gli aspetti critici della quotazione dei club calcistici", Cardia ha affermato: "L'uscita dalla borsa di queste società richiede un'offerta pubblica di acquisto totalitaria. Un'eventuale previsione, per via legislativa, di modalità alternative dovrà tenere nel dovuto conto le esigenze di tutela degli azionisti di minoranza"

La Uefa respinge la richiesta dell’Empoli

18/07 E' stata respinta la richiesta dell'Empoli per ottenere la licenza Uefa. La Figc ha risposto negativamente alla richiesta della società azzurra che aveva inviata una lettera al presidente Guido Rossi e al ministro dello sport Giovanna Melandri. A darne notizia è stato lo stesso presidente dell'Empoli Fabrizio Corsi, spiegando che la richiesta è giunta oltre i termini previsti dal regolamento. "Purtroppo - spiega il presidente Fabrizio Corsi - la Federazione ci ha spiegato che la nostra richiesta non può essere accettata anche in virtù del precedente del Paok Salonicco. A questo punto decade definitivamente la possibilità di partecipare alla prossima Coppa Uefa". Il Paok Salonicco, escluso dalla Uefa per non aver ottenuto la licenza, si era rivolto al Tribunale arbitrale del Comitato olimpico nazionale, che gli aveva dato però torto. Il limite previsto dal regolamento per la richiesta era stato fissato al 10 maggio, con possibilità di presentare un eventuale ricorso entro il 26 dello stesso mese. All'Italia la Uefa aveva poi concesso una deroga fino al 31 maggio.

Firenze: ai viaggiatori che hanno subito disagi il Codacons consiglia di chiedere i danni

18/07 Intentare una causa, davanti al giudice di pace, per chiedere il risarcimento danni "ai tifosi della Fiorentina e a chi non ha saputo impedire i disservizi". E' l'invito che, in una nota, il Codacons rivolge ai viaggiatori che ieri hanno subito disagi a causa delle proteste dei tifosi viola che hanno bloccato per alcune ore la stazione ferroviaria fiorentina di Campo di Marte. L'associazione dei consumatori giudica "inaccettabili" le proteste messe in atto dai supporter gigliati e chiede, inoltre, di accertare anche "le responsabilità delle forze dell'ordine che non hanno saputo far sgomberare tempestivamente la stazione" e di chi "non ha saputo impedire i disservizi".

Un colpo di fortuna per Sportitalia che ha i diritti tv della B

18/07 La retrocessione in B di Juventus, Lazio e Fiorentina decisa venerdì dal Caf è un colpo di fortuna per Sportitalia, il canale televisivo tematico che si è aggiudicato in tempi non sospetti i diritti televisivi per la serie B. "Mi spiace per la Juve ma la sfortuna di altri ha fatto la fortuna di Sportitalia", ha osservato Tarak Ben Ammar, che controlla la tv dedicata allo sport attraverso Europa Tv, società partecipata anche dalla francese Tf1. "Vediamo come faranno il calendario e aspettiamo le decisioni in appello. Se la sentenza sarà confermata Sportitalia potrà difendersi dagli altri grandi del settore", ha aggiunto. Ben Ammar ha poi ricordato che Sportitalia sarà visibile anche sui telefonini in tecnologia Dvbh, grazie all' accordo fra Europa Tv e Mediaset, a partire dal 20 luglio.

 

Servizi precedenti

17/07: La Corte Federale è pronta. Sabato l’appello. Palazzi si oppone alle sentenze di primo grado. Ulivieri: “La legge sportiva è chiarissima”. I francesi vogliono i posti Champions League delle italiane. Il Presidente dell’Empoli scrive a Rossi e alla Melandri per la Uefa. Moggi su Repubblica “Il mostro non sono io”. I tifosi di Firenze occupano per due volte la stazione. Pessotto fuori pericolo incontra le figliole: “Sono felicissimo”

16/07: Cecchi Gori “I veri capi sono Carraro, Giraudo e Galliani”. Ora spazio ai ricorsi. A rischio il via dei campionati. Ministro Melandri “Le sentenze vanno rispettate. A giorni le regole sul diritto TV”. I legali della Juve pronti con il ricorso. La difesa della Lazio è convinta di smontare la tesi della CAF.

15/07: Parte la seconda tranche dell’inchiesta, in arrivo i deferimenti. Corbelli: “Si indaghi sul ripescaggio della Fiorentina”. Della Valle “La nostra strategia non cambia”. Mazzarri (Reggina) “Non siamo coinvolti. Salvezza ottenuta sul campo”. Le difese affilano le armi. Capezzone (RNP) “Mano leggera dei giudici per il Milan”. Il presidente della Juve più sereno, a rischio 500 ml di contratti e Dechamp accetat la sfida. Lotito pronto a tutto. L’Empoli chiede la licenza Uefa. Zeman “Ora c’è da sperare che le irregolarità non si ripetano”. Prima operazione di Guido Rossi: Viterbese ammessa in C2

14/07 Sentenza choc: Juve in B a -30, Milan in A (-15) senza Champions, Lazio (-7) e Fiorentina (-12) in B. Tolti due scudetti alla Juve. Come saranno i prossimi campionati di A e B. Le reazioni di Juve, Milan, Fiorentina e Lazio. Le richieste dell'accusa e il dispositivo emesso. Disordini a Firenze. Alla procura di Torino indagini aperte

13/07: Aspettando la sentenza l'AIA da piazza pulita: fuori nove arbitri, tra di loro anche Dattilo. Protesta il sindaco di Gioiosa. Il Tribunale di Roma respinge il fallimento della Fiorentina di Cecchi Gori : “Amarezza per il danno subito”. Berlusconi attacca tutti. Borrelli “Berlusconi? Non mi aspetto che parli a mio favore”. Rossi “Non mi interessa ciò che dice Berlusconi”. Moggi si difende “La vittima era la Juve”. Il giovane Donadoni sostituisce Lippi alla guida della Nazionale. Lenti miglioramenti per Pessotto, visitato oggi da Buffon, Ferrara, Legrottaglie e Conte.

12/07: Rossi “Il calcio è seriamente malato, sentenze eque ma nessuna amnistia. Alla Uefa basta la sentenza di primo grado. Illeciti impensabili”. Ministro Melandri “Ne usciremo a testa alta.Il calcio locomotiva dello sport italiano”. Borrelli riprende gli interrogatori. Tutti contro l’amnistia. Lippi lascia la nazionale da signore. Non ha digerito le polemiche ad inizio mondiali. Donadoni probabile successore. Gigi Riva “Lippi un grande uomo”. Petrucci “Revisione della legge 91 per voltare pagina”. Tombolini e Rosetti ascoltati dall’Ufficio indagini. Lippi visita Pessotto “L’ho trovato bene”. Condizioni stazionarie.

11/07: Slitta a venerdì la sentenza della CAF. La UEFA detta i tempi e prova a dare una mano. Entro il 25 la lista dei clubs e aggiunge "Chi ricorre al TAR è fuori dalla Uefa". Mediaset non paga, la Lega fa la voce grossa. Consegnta a Rossi la bozza del regolamento per i procuratori.In Parlamento spunta l’indulto. Rivera contro l’amnistia “Si rispetti la legge”. Riva “La Figc? Adesso non esiste”. Cannavaro porta la coppa a Pessotto tra lacrime e sorrisi.

09/07: Martedì o mercoledì le sentenze in diretta. Rizzo “Nessuna amnistia”. In lieve recupero le condizioni di Pessotto

08/07: La CAF in camera di consiglio. C’è attesa per le sentenze. Le intercettazioni in onda su radio e tv. Avv. Taormina “Il migliore è Ruperto. Giustizia verrà fatta”. Mediaset non paga i diritti degli highlights di serie A. Dichiarazione bipartizan di Rizzo e Di Centa “No all’amnistia”. Il legale della Lazio preannuncia, ancor prima delle sentenze, il ricorso al TAR. Stazionarie le condizioni di Pessotto. L’ospedale consiglia di evitare le visite.

07/07: Chiuso il dibattimento ora si attende la sentenza. Mastella chiede clemenza, poi precisa “Nessuna amnistia”. Ruperto sbotta “Qui si fa sul serio. Nessuno strozza le difese”. Il legale di De Santis precisa “Con Moggi nessuna telefonata” e poi "Sospendere il giudizio". Bertini “Immagino un futuro da arbitro legale”. Rizzo (Pdci) “Occorre fare pulizia”. Peggiorano le condizioni di Pessotto. Febbre e problemi epatici. Stop alle visite e niente finale in tv.

06/07: Continuano le difese: Il Milan contrattacca e la Lazio si proclama innocente. Il Milan scarica Meani e la Fiorentina decide di non parlare. Folena “Ridicolo parlare di processo sommario”. Il legale di Carraro “Ha difeso le istituzioni, va prosciolto”. Il Legale di Messina “pieno proscioglimento”. Siparietto di Ruperto. Pessotto stabile. Al suo capezzale arriva Boniperti. I medici “Tappe normali del decorso”.

05/07 Ruperto tiene tutti a posto: “Ora veniamo al sodo”. E’ il turno delle difese: La Juve chiede esplicitamente la B. Lotito e Della Valle no. Ministro Melandri “Nessun complotto politico. I successi non cancellano scandali”. Rossi “La giustizia farà il suo corso”. Da Carraro a Lotito le difese danno il meglio di se. Pessotto vuol vedere la finale. Conte gli porta la notizia. Condizioni stazionarie.

04/07 Richieste pesanti di Palazzi: Juve in C, Milan Fiorentina e Lazio in B, fuori dirigenti e arbitri coinvolti. Ruperto “Non ci sono tempi predeterminati”. Reazioni di Mazzini. Berlusconi, De Sisti, De Santis, Pairetto, Paparesta, Tagliavento, Ingargiola, Galliani, Chiamparino. Addio ad una generazione di arbitri. Leggero peggioramento per Pessotto, ma i medici sono ottimisti. Capello lo va a trovare.

03/07 Pugno duro della CAF: respinte tutte le eccezioni. I nove punti dell’ordinanza di Ruperto. I legali chiedono di escludere le intercettazioni ma Palazzi ribadisce la loro validità. Si apre il mercato, Borrelli invoca il rispetto delle regole. Stabili le condizioni di Pessotto. In visita la madre e anche Nedved.

02/07: Si parte, pronti per il maxiprocesso al calcio. Avvocati all’attacco. Pessotto migliora. I medici ottimisti. Montero torna dall’Uruguay per il suo amico Pessotto.

01/07: Il Presidente della corte federale, De Lise, si autosospende. Week end tranquillo prima del maxiprocesso. Pessotto migliora, apre gli occhi e riconosce le persone. La moglie “Sono più sollevata”. A Torino la giornata dell’orgoglio bianconero, in 20.000 in corteo. Secondo un indagine Moggi colpevole del calciopoli e Del Piero con Elkann fautori della rinascita della Juve

30/06 Secondo i legali di Bergamo e Pairetto, intercettazioni inutilizzabili nel processo. Entro il 26 luglio il nuovo presidente di Lega (che non sarà un presidente di club) e nuove regole. La Lazio contesta la nomina di Rossi. Si affilano le armi per il processo. Galliani assicura “Tutti i club di A e B sono in regola”. Il rinvio non preoccupa la UEFA. Cellino: I dirigenti abbiano diritto a difendersi. Quadro clinico grave per Pessotto, ma lui resiste.

29/06: Il processo al calcio parte ma viene rinviato a lunedì. Si inseriscono cinque club. Ministro Melandri “Nessuna amnistia, dal processo mi aspetto giustizia. Moggi doveva presentarsi”. Il Codacons chiede la diretta TV del processo. Quattro club a rischio. Rossi: “Nessuna sorpresa, tempi rispettati”. Le memorie difensive e le istanze dei club. Dattilo: “Dopo la gogna nessuno parla della mia estraneità”. Parte la nuova Juve. Per Pessotto un cauto ottimismo

28/06 Parte il maxiprocesso su ‘calciopoli’. Borrelli “Nessuno screzio con Palazzi. Spero tempi rapidi per il processo”. Delio Rossi “Il processo non cambierà il giudizio dei tifosi”. Aliberti “La Covisoc un sistema truccato”. Foti “La Reggina indipendente da Juve e Moggi”. Gazzoni pronto a costituirsi parte civile. De Santis vuole denunciare Ancelotti. Migliora lievemente Pessotto. La moglie chiede rispetto. L’Antitrust diffida Mediaset per i diritti TV “Solo sul digitale terrestre”

27/06 Ripartita a pieni giri l’indagine di Borrelli. Cellino batte i pugni. Moggi in TV attacca Carraro e le lobby del pallone. Moratti chiede trasparenza. Perquisita la sede del Sora. Pessotto vola giù dall’abbaino della sede della Juve: è gravissimo. L’anno più nero della Juve. Baldini “Sostituire anche Palazzi”. La Commissione cultura della Camera vara il programma di indagine. GEA: A Roma le audizioni di Capello e Giraudo

26/06 Riparte l’inchiesta di Borrelli con le comprimarie, sentito l’Arezzo. Arriva il processo, i legali della difesa cercano scappatoie. Tronchetti Provera d’accordo con Moratti “Gli scudetti agli onesti”. Ancora un mese da presidente di Lega per Galliani. Piazzola “Indagate su Zeman”. Baldini “Cambiate le persone in ufficio indagini ma non è cambiato il giudice Palazzi”. Le memorie di fensive di Juve, Milan, lazio e Fiorentina

25/06 Moratti “Un colpo di spugna sarebbe molto grave. Sentenze esemplari o vado all'estero”. Lolli “Nessun colpo di spugna, le inchieste avanzano”. D’Ambrosio “No all’amnistia. Lo scandalo è grave”. Confermate le cene a casa di Giraudo con Pairetto, Bergamo e Moggi. Bergamo “Meani si interessava per conto di Galliani”. Carlo Piazzola “Allontanato dal sistema. Il mondo del calcio deve chiedere scusa a Sensi ”

24/06 Lunedì Borrelli riprende il lavoro. Nel suo mirino le iscrizioni ai campionati e i diritti TV. Commissario Rossi “Potrei cambiare il format dei campionati. Vietate le vendite dei marchi”. Gazzoni (Bologna) “Iscrizioni fasulle per anni”. Corbelli si costituisce parte civile contro Carraro e Della Valle. De Santis al contrattacco. Il Financial Times scettico sulla retrocessione della Juve. Le conclusioni dell’inchiesta di Borrelli

23/06 Dopo i deferimenti spazio alla difesa. De Santis attacca Ancelotti. Abete “Il mondo del calcio attende giustizia”. Blatter: “In Italia situazione seria ma Rossi e Borrelli sono preparati”. Il processo partirà il 29 giugno. Galliani “Ma quale secessione del calcio”. Della Valle “Siamo innocenti”. I sociologi sentenziano: Il calcio un business e non più uno sport

22/06 Scattano i deferimenti. Nel calderone Juve, Milan, Fiorentina e Lazio. Galliani lascia la Lega. Le accuse e i nomi. Costituito il collegio giudicante. La Juve: verificheremo le accuse. La Fiorentina pronta a difendersi. Berlusconi “Mai avuto vantaggi in campo”. Garrone “Giorni difficili, ma la Sampdoria è fuori”. Speculazioni in borsa: in rialzo i titoli di Lazio, Juve e Milan

21/06 Domani i deferimenti, Di Sebastiano segretario della FIGC. Ghirelli si dimette. Abete: Il deferimento dopo le 18 segno di buon senso. Lippi “Non so niente dei deferimenti”. La Porta (Barça) “Moggi in Spagna non potrebbe esistere”. Berlusconi: “Il Milan defraudato”. Perquisita la sede dello Standard Liegi. Zamparini (Palermo) “Faremo la Champions League”

20/06 Cominciano i deferimenti, in moto gli avvocati. I parlamentari scrivono a Rossi “Ora ripescaggi trasparenti”. Prosegue l’indagine disciplinare del CSM sui magistrati coinvolti in calciopoli. De Santis a Matrix racconta la sua verità. Caselli ribatte a De Santis “Mai parlato di arbitri con lui”. Oriali: “Gli scudetti revocati non interessano all’Inter”. Il Ministro Amato ironizza “Mi spiace che il ‘Toro’ non possa incontrare la Juve”. Gattuso “Assurdo andare in B per un trapianto di capelli”

19/06 Borrelli chiude l’inchiesta con una relazione di 180 pagine. Ora tocca a Palazzi “Il calcio deve rimanere imprevedibile. Il sistema può guarire”. A rischio la sponsorizzazione degli arbitri. Quattro arresti per il caso Gaucci. Andreotti “Qualcuno pagherà dazio”. Zamparini (Palermo) “Si torni al sorteggio integrale”

18/06 Si tirano le somme. Dal Palazzo fanno sapere che useranno il pugno di ferro. In attesa della relazione di Borrelli. Gentile (FI) alla procura di Napoli “Sentire Pagliuso sulla estromissione del Cosenza”. Il Genoa va in B, ma Preziosi non festeggia “Troppa rabbia”. 30 mila tifosi rossoblu festeggiano la fine di un incubo

17/06 Il difensore Antonaccio denuncia su di un libro la “realtà oscura” della serie C. “Corruzioni, compromessi e ricatti”. L'ex Presidente del Cosenza, Pagliuso, aspetta la chiamata del Procuratore Borrelli (Video con intervista) anche per la C. Il Procuratore Borrelli prepara le relazioni. Nella prima tranche d’inchiesta ci sono Juve, Lazio, Fiorentina, Milan, Samp. Petrucci “Di amnistia non se ne parla proprio”

16/06 Ripresi gli interrogatori, sentiti Garrone e Marotta. Rossi completa la CAF. Processo vicino. Dai politci tifosi del Torino un no all’amnistia: “Ed ora restituiteci lo scudetto del 1927” . Dalla CAF alla Corte Federale rito abbreviato. Stabiliti tempi e modalità del processo. Secondo Adiconsum falsato il 30% delle partite del campionato 2003/04. La Fiorentina replica a Preziosi: “La cena con Moggi c’è stata, ma nessuna festa”. Cellino (Cagliari) “Mi auguro che tutto sia un grosso errore. Serve una presidenza super-partes”

15/06 Il calabrese Ruperto nominato presidente della CAF. Pagliuso (Cosenza) “Adeguarsi allo strapotere Juve dava privilegi”. Chiesta audizione a Borrelli. Il CSM vieta ai magistrati di occuparsi di giustizia sportiva. Revocati tutti gli incarichi. Ministro Melandri “Si va verso la vendita collettiva dei diritti televisivi”. Rossi “Se Galliani è in conflitto di interessi non è un mio problema”.

14/06 Il Commissario Rossi nomina Agnolin commissario dell’Associazione Arbitri. Casarin “L’arbitro torni ad essere l’uomo misterioso”. L’azzeramento della CAF è questione di ore. Si va verso la nomina di Ruperto. Pagliuso chiede la riammissione in serie B del Cosenza Calcio 1914. Intercettazioni sui PM. Paparesta si difende: “Carriera stroncata se denunciavo l’irruzione di Moggi”. Prosegue l’inchiesta GEA. A Napoli prosegue l’inchiesta stralcio che riguarda giudici e polizia. La Juve ricomincia da Cobolli Gigli e Tardelli

13/06 Chiuso il primo filone di indagini. Il Presidente della Corte d’Appello Federale, Martellino, si difende. Processo doppio. Si allarga l’inchiesta del CSM. Mercoledì le decisioni del plenum. Abete e De Rossi: Nessuna amnistia anche se vinciamo. Buffon “Bello sudare la maglia per l’Italia”. I favori della “cupola” alla Lazio. La Juve riparte voltando pagina in fretta: nuovo Cda.

12/06 Girando da Borrelli “Nessuna gara era preordinata”. Ascoltato il dipendente della Federcalcio Galati “Chi si oppone viene vessato”. Anche la Samp nell’indagine. Blatter “Trovati i problemi ora si va verso le soluzioni”. La Lega va verso la riscrittura del regolamento. E poi Galliani, Sacchi, Di Pietro, Campana, Pescante.

11/06 Una domenica tranquilla. Lunedì Giraudo da Borrelli. Il Legale di Titomanlio “Nessun muro di reticenza”. Trezeguet “Aspettiamo la giustizia sportiva”. Gli sponsor della Juve ripongono la loro fiducia nella società

10/06 Borrelli si concede una pausa. Il Presidente Cellino “Rossi chieda consigli ai presidenti onesti”. Secondo il legale di Lotito il campionato slitta a dicembre. Del Piero “Spero che per la Juve si risolva nel migliore dei modi” L’assistente Titomanlio: “Pronti a collaborare”

09/06 Borrelli contro un “muro difensivo concordato”. Maxi audizione con Meani (Milan): quasi otto ore. Non esiste alcun super teste. Tre ore di interrogatorio per Carraro e tre anche per Pieroni. Pirrone replica a Bergamo: “Io scarso e onesto, lui invece?”. Catricalà “Presto regole per i procuratori”. Adiconsum presenta uno studio sugli errori arbitrali dal 2002 al 2004. Avv. Coppi: “Il Coni potrebbe costituirsi parte civile”

08/06 Bergamo interrogato per nove ore “Fatto fuori da Pairetto e Lanese”. Per Pairetto sei ore di interrogatorio. Moggi dice no a Borrelli. Oggi tocca a Carraro. Della Valle “Non abbiamo fatto nulla di strano”. L’AIA rigetta il ricorso di De Santis: non andrà ai mondiali. Galliani ascoltato per due ore. L’Antitrust collabora con Rossi

07/06 Interrogatori fiume per De Santis e Paparesta. Borrelli: “Nessun pentito. Entro 10 giorni la relazione alla Procura sportiva”. La Commissione Cultura della Camera avvierà un indagine. Pirrone: “Già da tempo denunciavo pressioni”. Gaucci Jr: “C’è ancora paura della ‘cupola’

06/06 Borrelli mette sotto torchio gli arbitri. No Intertoto per il calcio italiano. E Rossi incassa l’ok di Uefa e Fifa. Corioni: “Girando la mente, Galliani gli obbediva”. Lazio e Juve nel mirino di Borrelli. Rossi incontra Galliani: Nessuna accordo sulla gestione della Lega. Blatter “Felice della reazione delle autorità italiane”

05/06 Borrelli a tutto campo, vuol vederci chiaro su tutto. E il Coni ricorre alla Caf per la sentenza su Agricola per il doping. Mazzarri ascoltato dal PM di Napoli. Cesare Geronzi ascoltato per due ore dai PM. L’ex segretaria della CAN, Fazi, non risponde. Pelè “Spero che la giustizia punisca tutti”. Blatter “Ci vogliono arbitri professionisti”

04/06 Borrelli in azione: L'arbitro Pirrone interrogato per tre ore. Il Milan si ribella: “Una campagna contro”. Lite in un bar per calciopoli, ci scappa il morto

03/06 Cannavaro e Trezeguet interrogati dai PM a Roma. La Procura di Torino vuol riaprire l’inchiesta sulle designazioni. Undici giorni per rifondare la Juve. Somma “Non cambia nulla. Moggi resterà sempre un grande”

02/06 Il procuratore Borrelli pronto per il maxiprocesso. Ombre sulla partita Udinese-Milan del 2005: Galliani e Pozzo non ci stanno. Galliani: “Siamo stati danneggiati”. Il Legale di Moggi replica a Galliani “Ha letto tutte le intercettazioni?”. Spalletti in procura a Napoli.

01/06 Il commissario Rossi: “Una situazione che non pensavo così grave”. Secondo l’ex vicecapo dell’Ufficio indagini Juve e Fiorentina in B. Galliani pronto a lasciare. Preziosi sentito dalla Procura di Napoli. Nevio Scala: “Tutto deprimente. Con gli azzurri si può andare avanti”.

31/05 Calcio nel caos: Lotito ai PM: “Lazio pulita”. Il difensore di Moggi: “Il Milan il vero potere”. I rossoneri "Manovre diversive". Petrucci “Voltiamo pagina, torniamo a parlare di sport”. Verdone “Di fronte allo scandalo del calcio mi vergogno di essere italiano”. Zeman “Io alla Juve? Non potrei. Ipotesi Baggio? sarebbe solo per immagine”.

29-30/05 Calcio nel caos: Caso Gea,sentito l'arbitro cosentino Palmieri: “Mai rilasciato interviste”. Lazio nei guai: aggiotaggio per Lotito. Niente incarichi sportivi per i magistrati del CSM. Avv. Grassani “Milan in B, ipotesi per ora non ipotizzabile”. Del Piero “Orgoglioso di essere juventino”. V.Franza "Ipotesi A per il Messina". Ieri sentito Della Valle.

28/05 Calcio nel caos: Per Borrelli una settimana intensa. Bonfrisco “Paparesta fuori dalle regole”. Gattuso: “Qualcuno sputa nel piatto”.

27/05 Calcio nel caos: L’inchiesta entra nel vivo. Borrelli al lavoro e Lippi difende il figlio. Commissario Rossi: “Sconti per nessuno”. Sacchi e Agnolin: “Chi ha sbagliato paghi”. Lippi: “In Italia chi è indagato è già condannato”. Peruzzi accusa: “Moggi il pastore e noi il gregge”.

26/05 Calcio nel caos: Gli atti passano a Borrelli: Parte ufficialmente “Piedi Puliti”. Galliani rimane solo, si dimette Zamparini. Gigi Riva: “Beckembauer ha parlato da bambino”. Cossiga: “Tangentopoli era più onesta”. Sacchi: “Torniamo al calcio di prima, senza banchieri e politica”. Il figlio di Lippi indagato a Roma e Milano.

25/05 Calcio nel caos: Interrogatori a Napoli e Roma e perquisizioni della GdF. Cannavaro ci ripensa. Albertini: “Pensavo ci fosse sudditanza psicologica, invece...”. Cecchi Gori “Affossato perchè scomodo. I 5 anni più brutti della mia vita”. Licenza Uefa per 14 club: manca la Lazio. I tiofosi si costituiscono parte civile. Gli ex vogliono Boniperti presidente della Juve

24/05 Calcio nel caos: La Lega Calcio cerca nuove regole. Alla Gea e ad Alessandro Moggi oltre il 10% del mercato delle procure. Conti: “Lotta al conflitto d’interessi”. La Finanza nella sede del Crotone e della Reggina. Buffon in Procura. Galliani confermato in Lega. Cannavaro: “Gli scudetti della Juve, meritati”

23/05 Calcio nel caos: Il commissario della FIGC, Rossi, nomina il procuratore Borrelli capo ufficio indagini. Scatta “Piedi puliti”. A Napoli sfilano i testi. perquisita la sede della Torres

22/05 Calcio nel caos: Lippi rimane al suo posto. Moggi cita Berlusconi. Chieste le dimissioni di Galliani che le respinge, l’inchiesta va avanti. Moggi: “Un’imboscata di Galliani”. Guido Rossi: “Beckenbauer ne approfitta”. Avv. Stagliano “La Juve in B”

21/05 Calcio nel caos: Moggi ebbe un ruolo importante nelle elezioni di Carraro e Galliani. Tardelli replica a Beckenbauer “Anche in Germania c’è il marcio”. Chieste le dimissioni di Lippi. Le intercettazioni di De Santis

20/05 Calcio nel caos: Il potere assoluto di Moggi. Ora è fuga dalla Gea. Si dimette anche il Generale Attardi. Beckembauer: L’Italia la pagherà ai Mondiali. Le tifoserie di Messina, Crotone e Reggina non ci stanno

19/05 Calcio nel caos: La Gea controllava anche Reggina, Livorno e Siena. Gazzoni: “Le dimissioni di Carraro sono finte”. Interrogati Lippi e Zeman. Si dimette il Generale Pappa

18/05 Calcio nel caos: Il Commissario Rossi fa piazza pulita. Le intercettazioni di Carraro e Moggi che preparavano le elezioni in Lega. Menzionato Pisanu. Sospesi nove arbitri, la Finanza a casa di Moggi e nella sede della Juve

17/05 Calcio nel caos: Il Commissario Rossi al lavoro. Spunta il filone doping. Dopo il vertice delle Procure, nuovi accertamenti. Definite le competenze delle Procure di Roma e Napoli.

16/05 Calcio nel caos: Guido Rossi commissario della FIGC chiamato a sistemare il calcio e le sue regole. Petrucci rassicura Lippi “Verrò a trovarti con Rossi”.

 

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