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Sport
Il calcio nel caos

 

Chiuso il dibattimento ora si attende la sentenza.

07/07 Chiuso il dibattimento adesso la palla passa alla Commissione d'appello federale, che in camera di consiglio sara' chiamata a prendere decisioni importanti. Le richieste del procuratore Palazzi sono state pesanti e minacciano una rivoluzione negli assetti del calcio italiano: Juve in C a -6, Fiorentina, Lazio e Milan in B (15 punti di penalita' per le prime due, 6 per i rossoneri). E cinque anni di inibizione, con proposta di radiazione, per i dirigenti di club Moggi, Giraudo, Diego e Andrea Della Valle, Lotito, Mencucci, Meani (2 anni, invece, per Galliani), per quelli federali Carraro, Mazzini, Pairetto, Bergamo, Lanese e per gli arbitri De Santis, Bertini, Dondarini, Messina, Rocchi, Rodomonti e Tagliavento. Dichiarando chiusa la fase dibattimentale del primo grado di giudizio del maxi-processo sul calcio, il presidente della Caf Cesare Ruperto ha ricordato che "nulla e' prestabilito". "Qualcuno ha sussurrato che la sentenza e' gia' scritta, se e' cosi' e' invitato a darcela per risparmiarci il lavoro". Ruperto ha promesso che il "clima di serenita' del dibattimento, per cui ringrazio sia la procura sia le difese, ci accompagnera' anche in camera di consiglio e ci assistera' nella dialettica tra i componenti del collegio". E la sentenza quando arrivera'? Le norme impongono alla Caf un minimo di 3 giorni e un massimo di 15 di camera di consiglio. E' probabile che il responso sul primo grado del processo sara' comunicato martedi' mattina, ma Ruperto non ha escluso che si ritorni in aula con una nuova ordinanza, sulla scorta delle richieste presentate dalle difese. Per esempio, il legale di Moggi, Paolo Trofino, ha chiesto oggi lo stralcio della posizione dell'ex direttore generale della Juventus, oltre a invocare nuovamente il difetto di giurisdizione "visto che Moggi si e' dimesso per sempre dal calcio". Trofino ha motivato la richiesta di sospensione dal giudizio confidando nelle migliaia di telefonate intercettate ma non ancora trasferite all'ufficio indagini: "In quasi un anno di intercettazioni sono state incamerate 100.000 telefonate, di queste solo 40 danno origine alle contestazioni per cui e' chiamato in giudizio. Siamo certi che l'innocenza di Moggi e' nello straordinario numero di telefonate che non sono state nA trasferite nA messe a disposizione". Dal canto suo, la difesa della Lazio ha gridato al "teorema" messo in piedi da Palazzi per spiegare il coinvolgimento della Lazio nel sistema Moggi attraverso l'appoggio di Lotito alle elezioni di Carraro e Galliani. "I diritti della Lazio - ha spiegato il legale Vincenzo Siniscalchi - non sono stati difesi in nome di una cordata elettorale, nessuna ipoteca e' stata iscritta sull'elezione di nessuno. Quando Lotito si rivolge agli organi ufficiali non lo fa in virtu' di uno scambio. Lotito non parla mai con i designatori o gli arbitri, ha sempre rispettato la terzieta' dei direttori di gara e non puY essere condannato perchA parla con Carraro e Mazzini, che sono le autorita' ufficiali". Nell'ultima giornata e' stato ascoltato anche il difensore di Innocenzo Mazzini, Mario Rocchi, che a proposito di una delle presunte gare combinate, Bologna-Fiorentina, ha detto: "La telefonata di qualche giorno prima tra Mazzini e l'ad della Fiorentina Mencucci dura 7 minuti e 26 minuti, degli impicci si parla per un brevissimo momento e quel che piu' conta e' che la designazione dell'arbitro e' gia' avvenuta. Se Mazzini dice che Bertini e' un grande amico, lo fa perchA l'uomo e' debole. Bisogna capire che Mazzini ha un modo di fare spontaneo, dopo avermi conosciuto si e' subito rivolto a me dicendomi 'amore', l'uomo e' questo". Spazio anche all'arringa difensiva dell'arbitro Massimo De Santis, ritenuto tra i protagonisti della cupola moggiana: "Tra lui e Moggi - ha rilevato l'avvocato Silvia Morescanti - non c'e' neanche una telefonata, nA tanto meno De Santis risulta essere in possesso di telefonino privato, a riprova che non fa parte di alcun sodalizio". Poi, un attacco frontale alle deposizioni rese da Manfredi Martino, ex segretario Can, l'allenatore Carlo Ancelotti e il giocatore Vignaroli, contro i quali De Santis sporgera' querela.
Chiuso il dibattimento, il presidente della Caf Cesare Ruperto ha dato idealmente il via alla seconda fase del processo a Calciopoli: "La mia puntualizzazione di stamattina - ha dichiarato al termine della giornata allo Stadio Olimpico - è stata opportuna. Ci sono stati dibattimenti che ci hanno arricchito per capire meglio certi aspetti di questa situazione. Oggi abbiamo finito una cosa, ora ne comincia un'altra".

Mastella chiede clemenza, poi precisa “Nessuna amnistia”

07/07 Un ''atto di clemenza'' per limitare i danni di 'calciopoli' sui tifosi. Il tutto in caso di vittoria dell'Italia ai mondiali. Clemente Mastella ne parla intervistato dal Corriere della Sera. E, di nuovo, scoppia la polemica. Tanto che, in serata, il Guardasigilli precisa: ''Di amnistia non ho mai parlato, occorre distinguere il grano dal loglio... Non si tratta di pensare che non debbano essere sanzionati gli eventuali responsabili. Ma questo non significa dover penalizzare tutti i tifosi, le citta', i patrimoni di chi non c'entra nulla. E' questo il senso della mia dichiarazione''. Ma le parole pubblicate dal giornale bastano a riaccendere le polveri all'antivigilia della finalissima di Berlino. ''L'amnistia in caso di vittoria ai mondiali? Il governo non interferisce, pero' - aveva detto Mastella - credo che i tifosi lo chiedano, un atto di clemenza''. Chi esprime ''molto piacere alla lettura delle parole del Guardasigilli'' e' l'avvocato Maurizio Paniz, deputato di Fi e presidente dello Juventus Club Montecitorio, che rilancia: ''Ora avanti con un provvedimento ad hoc''. Ignazio La Russa (An) si dice ''assolutamente contrario'', ma apre a ''pene sportive che siano piu' afflittive per le societa' che per i tifosi, come per esempio sanzioni economiche per i club ma senza retrocessione''. Dalla maggioranza si leva un muro di 'no'. Per il ministro dello Sport Giovanna Melandri, ''il calcio italiano non ha bisogno di amnistia ne' di vendette''. Per il presidente della Camera e tifoso milanista Fausto Bertinotti ''la grande gioia di un Mondiale non cancellerebbe i gravi fenomeni di corruzione che hanno investito il calcio''. Mentre secondo il sindaco di Roma, lo juventino Walter Veltroni, ''non sarebbe una soluzione giusta''. A poche ore dal match di Berlino, dove per il quotidiano tedesco 'Die Zeit' la presenza dell'Italia vuol dire 'Mafia in finale', l'ipotesi di un'amnistia per 'calciopoli' raccoglie tra i politici piu' no che si'. Tra questi il segretario della Dc Gianfranco Rotondi, per cui la proposta di Mastella ''e' un atto di saggezza''. Gli fa eco Francesco Giro (Fi): ''Parlare di amnistia significa guardare al problema con realismo''. Sul fronte del 'no' il coro e' bipartisan. Da Migliore (Prc), che la definisce una ''proposta ridicola'', a Maurizio Gasparri (An) ''contrario ad ogni amnistia''. Da Mario Borghezio (Lega) al Verde Paolo Cento: ''Quest'ipotesi rischia di essere una polpetta avvelenata''. Le parole di Mastella, pero', hanno aperto una breccia nel gruppo dei 'no, ma...'. Salvatore Buglio (Rnp) definisce ''inapplicabile'' l'ipotesi di amnistia, ma poi propone, in caso di vittoria del Mondiale, una riduzione della pena per la 'sua' Juventus. ''Vorra' pur dire qualcosa se i bianconeri in finale schierano 8 giocatori: e' la dimostrazione - spiega - che in questi anni gli scudetti sono stati vinti con piu' di qualche merito sul campo. Davanti a cio' viene smentito l'impianto accusatorio di Palazzi''. 'Possibilista' anche il senatore a vita Giulio Andreotti: ''Io, da sempre favorevole allo strumento dell'amnistia, questa volta ci penserei due volte. Piuttosto si potrebbe parlare di una riduzione delle pene, subordinata alla riscrittura delle regole finanziarie del mondo del calcio. Non sarebbe piu' bello e giusto - conclude - un campionato dove le squadre fossero finanziariamente omogenee?''.

Ruperto sbotta “Qui si fa sul serio. Nessuno strozza le difese”

07/07 Tempi ridotti, processo sommario, giustizia inesistente. Cesare Ruperto non ne può più: al sesto giorno di processo, all'ennesimo accenno che suona come un'accusa contro un giudizio su calciopoli che appare già scritto, il presidente della Caf esplode. "Qui nessuno strozza la difesa" si sfoga l'81enne giudice che con il garbo da uomo del sud che lo contraddistingue non manca però di rifilare bacchettate agli incolpati e relative difese, ma anche a quanti all'esterno continuano ad attaccare il processo al calcio. "Si parla e si sparla troppo anche all'esterno esordisce Ruperto Qui tutti mettono il becco, dicendo che addirittura viene compressa la difesa. Cerco di non leggere i giornali, ma a volte è inevitabile e le cose filtrano comunque". In questi giorni infatti sono state tante le voci, anche istituzionali, che si sono scagliate contro il processo: c'é chi come Francesco Cossiga ha alzato i toni, c'é chi, adesso che l'Italia di Marcello Lippi è arrivata alla finale mondiale, prova a giocare ancora la carta dell'amnistia. Chiacchiere che proprio non piacciono all'ex capo della Consulta. "'Questo e' un dibattimento in cui potete esibire e chiedere tutto quello che volete puntualizza il presidente della commissione E' un dibattimento espanso al massimo. Qui c'é il processo, il giudizio lo farà il collegio in camera di consiglio che si prenderà tutto il tempo per esaminare ogni singola cosa". Ruperto del resto lo va ripetendo dal primo giorno: "Sarà data la parola a tutti". Oggi però ha voluto fare l'arringa al suo processo. "Ogni procedimento ha la sua fisionomia ha insistito -, c'é quello penale, quello religioso e c'é anche quello sportivo. Noi cercheremo nei limiti connessi al giudizio sportivo di arrivare il più possibile all'accertamento della verità". E allora il giudice punzecchia il legale di turno (é toccato all'avvocato fiorentino di Innocenzo Mazzini, Mario Rocchi). "Mi dica, si è forse sentito meno libero nel suo discorso di quanto non lo sia nei tribunali o nelle corti che frequenta?" chiede Ruperto. "Mi sento sempre libero, altrimenti non farei questo lavoro e oggi ancor di più" ha replicato l'avvocato. "L'importante è che si sia sentito libero anche qui" ribatte Ruperto, ottenendo la prova per dimostrare che le accuse che piovono sulla sua commissione non hanno ragione d'essere, insomma non sono fondate. La difesa è fatta, manca solo il colpo finale. "Ma vi pare che un ex presidente della Corte Costituzionale si possa prestare a strozzare la difesa? Certo non siamo in Corte d'Assise, questo è un procedimento sportivo" chiude la pagina Ruperto. Insomma sarà pure un processo sportivo, ma sarà vero, fa capire il giudice catapultato tra arbitri, palline e presunti sorteggi taroccati.

Il legale di De Santis precisa “Con Moggi nessuna telefonata” e poi "Sospendere il giudizio"

07/07 Rapporti diretti con Moggi, il presunto capo della cupola calcistica? "Tra lui e De Santis non c'e' neanche una telefonata, ne' tanto meno De Santis risulta essere in possesso di telefonino privato, a riprova che non fa parte di alcun sodalizio". L'arringa di Silvia Morescanti, legale dell'arbitro che rischia 5 anni di inibizione con proposta di radiazione, era molto attesa vista la posizione strategica di De Santis nell'atto di accusa del procuratore Palazzi. La difesa dell'arbitro ha chiesto l'autorizzazione di adire le vie penali per Manfredi Martino, ex segretario Can, per l'allenatore Carlo Ancelotti e per il giocatore Vignaroli. E nel suo intervento davanti alla Caf l'avvocato Morescanti ha puntato proprio sulla "inattendibilita'" delle testimonianze da loro rese in sede d'indagini. "Le incongruenze delle deposizioni di Martino mi fanno arrivare a due conclusioni: che sia mendace e reo confesso. Era lui che preparava i foglietti che poi andavano nelle palline, era lui che dava in busta chiusa ai designatori i foglietti con i nomi di arbitri e partite". Quanto ad Ancelotti, ha fatto riferimento a presunti favoritismi di De Santis alla Juventus "riferiti pero' alla stagione 1999-2000 che e' caduta in prescrizione". Poi, il legale dell'arbitro e' passato ad esaminare le partite incrimante. Riguardo a Fiorentina-Bologna "De Santis non ha fatto ne' ricevuto nessuna telefonata ne' prima ne' dopo la partita". Su Lecce-Parma l'avvocato Morescanti, che ha gia' richiesto uno stralcio in merito, ricorda le parole di Zeman il quale disse che "ad un certo punto la mia squadra non ha voluto piu' giocare". Se il pareggio per 3-3 e' stato combinato per salvare la Fiorentina, "allora quel risultato da solo non bastava perche' per raggiungere l'obiettivo dovevano essere combinate altre due partite". Contestate anche le dichiarazioni dell'allora calciatore del Parma Vignaroli, a cui De Santis avrebbe detto "questa partita non la vincerete mai". "Vignaroli ha dichiarato - rileva il legale - di aver ascoltato quelle parole al 39' minuto del primo tempo. Io ho rivisto la partita in tv e in quel frangente della gara Vignaroli non si e' assolutamente avvicinato a De Santis".
"Chiediamo alla Commissione di sospendere il giudizio su Moggi perche' riteniamo che nelle intercettazioni non ancora trasferite ci sono le prove della sua innocenza". Con queste parole il legale Paolo Trofino chiede alla Caf di stralciare la posizione dell'ex direttore generale della Juventus. Trofino motiva la richiesta con una serie di ragioni "di straordinaria rilevanza". "Dai rapporti dei carabinieri - spiega Trofino - risulta che Moggi ha avuto nel corso dell'ascolto telefonico un traffico che prevedeva 420-430 contatti al giorno. In quasi un anno di intercettazioni sono state incamerate 100.000 telefonate, di queste solo 40 danno origine alle contestazioni per cui e' chiamato in giudizio. Siamo certi che l'innocenza di Moggi e' nello straordinario numero di telefonate che non sono state ne' trasferite ne' messe a disposizione". Il legale dell'ex dirigente bianconero, che descrive il mondo del calcio come popolato da "imbonitori e millantatori" e dove regna "un'illegalita' diffusa", sottolinea come non ci sia il rischio che una sospensione del giudizio comporti uno slittamento dei campionati. Poi ricorda che c'e' un secondo troncone d'indagini in mano a Borrelli, in cui sono coinvolte alcune squadre "come Reggina e Messina che dovrebbero fare riferimento al cosiddetto sistema Moggi". Trofino ha sollevato nuovamente l'eccezione d'ingiudicabilita' di Moggi non essendo piu' tesserato alla Figc. "Il 16 maggio 2005 Moggi si e' dimesso per sempre davanti al mondo. La pena ha gia' cominciato a scontarla. Dalle dimissioni e' derivata una sospensione a vita dal mondo del calcio. Vi chiedo di riconsiderare la nostra richiesta sotto un profilo diverso. Quella manifestazione di volonta' di fatto impedisce al tesserato dimissionario qualsiasi ritesseramento". La Commissione presieduta da Ruperto si e' riservata di deliberare sulle richieste dell'avvocato Trofino.

Il legale di Paparesta “…distinguere, distinguere, distinguere”

"In omaggio al dott. Borrelli dico: distinguere, distinguere, distinguere": lo ha detto l' avvocato Gianluigi Pellegrino, uno dei difensori dell' arbitro Gianluca Paparesta, durante una pausa dell' ultima udienza del maxiprocesso del calcio, osservando che "dove tutti sono colpevoli nessuno è colpevole". "Credo che distinguere - ha detto il legale, che difende Paparesta insieme con il collega Aurelio Gironda - sia la risposta che la CAF guidata da Ruperto possa dare a quanti avvertono il rischio di una giustizia sommaria. Non credo che ci sia stata una ingiusta penalizzazione dei diritti di difesa, perché è stata dovuta a una esigenza oggettiva che ha il Paese di definire questa vicenda. Non dimentichiamo poi che la prontezza della risposta di giustizia è garanzia di quella effettività che sempre reclamiamo". Secondo l' avvocato Pellegrino, però, "la limitazione oggettivamente imposta dai tempi può trovare adeguato bilanciamento nel merito, in una puntuale distinzione delle diversissime posizioni. Una sentenza che si faccia carico di questa distinzione può garantire con i fatti la complessiva credibilità del sistema e dare giusta risposta alle pure comprensibili preoccupazioni avanzate in queste ore. Ho fiducia che avvenga come uomo di legge e come cittadino che ama il calcio". "La giustizia che distingue, anche in sede disciplinare, è la giustizia più credibile ed autorevole e le sentenze che commina di qualsiasi segno siano assumono ancora maggiore significato - conclude il legale -. Di questo credo che l' autorevolissima presidenza di Ruperto e le competenze del collegio da tutti riconosciute possano e debbano essere una garanzia".

I legali della Fiorentina “Non abbiamo rinunciato alla difesa”

La Fiorentina non rinuncia e non rinuncerà a difendersi nel processo a Calciopoli. Lo hanno precisato i legali della società viola dopo che la scelta di presentare solo delle note d'udienza è stata interpretata da alcuni come la volontà di non difendersi nel dibattimento. "Vogliamo smentire con assoluta fermezza questo tipo di impostazione - ha detto l'avvocato Alberto Bruni - perché non solo non abbiamo rinunciato alle difese, anzi abbiamo fatto la fatica di prepararle, ma soprattutto abbiamo scelto questa linea per un segno di rispetto nei confronti della Caf". Una scelta, ha concluso, "anche per avere la sicurezza che le nostre tesi e documentazioni rimanessero scritte e facilitare così il compito di chi ci giudica".
In conclusione la Fiorentina ha chiesto di chiarire la scelta fatta ieri dalla difesa di non fare l'arringa orale. "Volevamo spiegare perché abbiamo letto che la stampa ha dato un'interpretazione di questa scelta" ha detto l'avvocato Alberto Bruni. "Ma lo sappiamo che questo è il modo più intelligente di difendersi. Abbiamo apprezzato quello che avete fatto, è la maniera migliore" ha concluso Ruperto

Il legale della Lazio chiede di acquisire gli atti di Reggina Lazio

Acquisire nel processo in corso gli atti relativi all'incontro Reggina-Lazio del campionato 2004-05, che invece fanno parte della seconda tranche d'inchiesta, quella che riguarda oltre alla società calabrese, Empoli, Arezzo, Siena, Messina e Lecce, su cui ha già cominciato gli interrogatori Borrelli che riprenderanno l'11 luglio. Lo ha chiesto l'avvocato della Lazio Vincenzo Siniscalchi in un passaggio del suo intervento nel processo a Calciopoli. Tornando alle responsabilità della Lazio, Siniscalchi ha sottolineato come la società biancazzurra "non ha mai parlato con i designatori e gli arbitri". Abbiamo, ha aggiunto, "reso omaggio alla terzietà dei direttori di gara". - L'indagine che ha portato all'apertura del processo al calcio è "condizionata da un teorema", una "suggestione" che non trova riscontro nella realtà. Lo sostiene l'avvocato della Lazio Vincenzo Siniscalchi nella sua arringa al processo in corso all'Olimpico, sottolineando "il dissenso pieno" della società biancazzurra nei confronti delle accuse "così formulate dalla procura". Siniscalchi ha chiesto alla Commissione di valutare attentamente queste premesse, perché "non c'é nulla di peggio in un processo sportivo" di incorrere nella "suggestione del teorema". "Noi - ha aggiunto il legale - non abbiamo difeso i diritti della Lazio in nome di una cordata, né abbiamo sottoscritto un'ipoteca nell'elezione di nessuno"

Bertini “Immagino un futuro da arbitro legale”

"Mi immagino un futuro da arbitro...". Non ha dubbi Paolo Bertini, uno degli arbitri sotto accusa nel processo dell'Olimpico "Mi sento sotto processo - ha dice ai giornalisti fuori dell'aula - e non voglio giudicare le dichiarazioni di altri colleghi come Rodomonti che hanno detto di sentirsi abbandonati dalla Federazione. Sono loro opinioni". Il suo legale Marco Messere sottolinea invece un aspetto: "Adesso vediamo quello che succede, ad ogni modo, se fosse necessario, andremo avanti in tutti i gradi di giudizio. Di sicuro se il mio assistito dovesse essere condannato la riterrei la più profonda ingiustizia da quando faccio l'avvocato". Massese esporrà nel pomeriggio in aula le sue tesi difensive.

Rizzo (Pdci) “Occorre fare pulizia”

"Occorre tornare allo spirito che inizialmente muoveva il calcio, ad un sano agonismo basato su di una competine pulita. Vincere la finale e' importante tanto quanto fare pulizia nel calcio". Lo ha detto Marco Rizzo, presidente della delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento europeo. E a chi gli ricorda la proposta di amnistia su calciopoli in caso di vittoria sul Mondiale, Rizzo replica: "non scherziamo".

Peggiorano le condizioni di Pessotto. Febbre e problemi epatici. Stop alle visite e niente finale in tv.

Gianluca Pessotto continua il suo lungo recupero. Le condizioni dell'ex giocatore della Juventus, ricoverato all'ospedale "Le Molinette" di Torino, sono peggiorate rispetto ai giorni scorsi. Permangono la febbre, che sale fino a 38.5, i problemi al fegato e le difficolta' al polmone destro. Gianluca e' piu' sedato e non e' in condizioni di reggere le viste come nei giorni scorsi. Anche la moglie Reana puo' vederlo per solo venti minuti circa. "Le partite si vincono e si perdono ma non si vincono mai 4-0 - ha dichiarato il dottor Pierpaolo Donadio, responsabile della Rianimazione dell'ospedale "Le Molinette" di Torino - l'evoluzione di un paziente di questo genere e' sempre cosi'. E' un miracolo che sia arrivato vivo in ospedale, e' un miracolo che non sia morto entro 48 ore ma per il terzo miracolo ci vorra' ancora del tempo. Al momento in cui Pessotto arrivo' all'ospedale avrei messo la firma per essere in queste condizioni ora". Donadio, nel presentare le condizioni del team manager del club bianconero ha tenuto a precisare che "dopo quattro giorni, invece, avrei sperato che oggi fossimo in una condizione migliore. Pero' in questi casi i conti si fanno sempre alla fine". In mattinata, oltre all'ex designatore Pierluigi Pairetto, Gianluca Pessotto ha ricevuto le visite dell'arbitro Roberto Rosetti, appena rientrato dalla Germania, e dell'ex compagno di squadra alla Juventus Giorgio Chiellini. Domani inizia un altro giorno lungo per Gianluca che non ha intenzione di mollare. "Le partite si vincono e si perdono ma non si vincono mai 4-0 - ha dichiarato il dottor Pierpaolo Donadio, responsabile della Rianimazione dell'ospedale "Le Molinette" di Torino - l'evoluzione di un paziente di questo genere e' sempre cosi'. E' un miracolo che sia arrivato vivo in ospedale, e' un miracolo che non sia morto entro 48 ore ma per il terzo miracolo ci vorra' ancora del tempo. Al momento in cui Pessotto arrivo' all'ospedale avrei messo la firma per essere in queste condizioni ora. Dopo quattro giorni, invece, avrei sperato che oggi fossimo in una condizione migliore. Pero' in questi casi i conti si fanno sempre alla fine". In mattinata, oltre all'ex designatore Pierluigfi Pairetto, ha ricevuto le visite dell'arbitro Rosetti, appena rientrato dalla Germania, e dell'ex compagno di squadra alla Juventus Giorgio Chiellini.
E Gianluca non vedra' in televisione la finale dei Mondiali, come, invece, si sperava qualche giorno fa. Lo escludono i medici. ''Non e' piu' in coma farmacologico - ha spiegato il primario Pier Paolo Donadio - ma dobbiamo tenerlo sedato, perche' la febbre e i problemi al fegato restano e lo affaticano molto''. ''Anche se migliorasse - ha proseguito - non avrebbe comunque abbastanza forze per rimanere in posizione tale da vedere la televisione, ne' per restare sveglio tutto il tempo della partita''. Sulle ragioni per cui le complicanze al fegato e la febbre non siano passate e siano costanti per il terzo giorno, al momento non ci sono certezze. ''Abbiamo molte ipotesi - ha affermato Donadio - ma nessuna definitiva. Dobbiamo attendere. Chi conosce l' andamento del decorso di pazienti cosi' traumatizzati sa bene che e' cosi'''.

 

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06/07: Continuano le difese: Il Milan contrattacca e la Lazio si proclama innocente. Il Milan scarica Meani e la Fiorentina decide di non parlare. Folena “Ridicolo parlare di processo sommario”. Il legale di Carraro “Ha difeso le istituzioni, va prosciolto”. Il Legale di Messina “pieno proscioglimento”. Siparietto di Ruperto. Pessotto stabile. Al suo capezzale arriva Boniperti. I medici “Tappe normali del decorso”.

05/07 Ruperto tiene tutti a posto: “Ora veniamo al sodo”. E’ il turno delle difese: La Juve chiede esplicitamente la B. Lotito e Della Valle no. Ministro Melandri “Nessun complotto politico. I successi non cancellano scandali”. Rossi “La giustizia farà il suo corso”. Da Carraro a Lotito le difese danno il meglio di se. Pessotto vuol vedere la finale. Conte gli porta la notizia. Condizioni stazionarie.

04/07 Richieste pesanti di Palazzi: Juve in C, Milan Fiorentina e Lazio in B, fuori dirigenti e arbitri coinvolti. Ruperto “Non ci sono tempi predeterminati”. Reazioni di Mazzini. Berlusconi, De Sisti, De Santis, Pairetto, Paparesta, Tagliavento, Ingargiola, Galliani, Chiamparino. Addio ad una generazione di arbitri. Leggero peggioramento per Pessotto, ma i medici sono ottimisti. Capello lo va a trovare.

03/07 Pugno duro della CAF: respinte tutte le eccezioni. I nove punti dell’ordinanza di Ruperto. I legali chiedono di escludere le intercettazioni ma Palazzi ribadisce la loro validità. Si apre il mercato, Borrelli invoca il rispetto delle regole. Stabili le condizioni di Pessotto. In visita la madre e anche Nedved.

02/07: Si parte, pronti per il maxiprocesso al calcio. Avvocati all’attacco. Pessotto migliora. I medici ottimisti. Montero torna dall’Uruguay per il suo amico Pessotto.

01/07: Il Presidente della corte federale, De Lise, si autosospende. Week end tranquillo prima del maxiprocesso. Pessotto migliora, apre gli occhi e riconosce le persone. La moglie “Sono più sollevata”. A Torino la giornata dell’orgoglio bianconero, in 20.000 in corteo. Secondo un indagine Moggi colpevole del calciopoli e Del Piero con Elkann fautori della rinascita della Juve

30/06 Secondo i legali di Bergamo e Pairetto, intercettazioni inutilizzabili nel processo. Entro il 26 luglio il nuovo presidente di Lega (che non sarà un presidente di club) e nuove regole. La Lazio contesta la nomina di Rossi. Si affilano le armi per il processo. Galliani assicura “Tutti i club di A e B sono in regola”. Il rinvio non preoccupa la UEFA. Cellino: I dirigenti abbiano diritto a difendersi. Quadro clinico grave per Pessotto, ma lui resiste.

29/06: Il processo al calcio parte ma viene rinviato a lunedì. Si inseriscono cinque club. Ministro Melandri “Nessuna amnistia, dal processo mi aspetto giustizia. Moggi doveva presentarsi”. Il Codacons chiede la diretta TV del processo. Quattro club a rischio. Rossi: “Nessuna sorpresa, tempi rispettati”. Le memorie difensive e le istanze dei club. Dattilo: “Dopo la gogna nessuno parla della mia estraneità”. Parte la nuova Juve. Per Pessotto un cauto ottimismo

28/06 Parte il maxiprocesso su ‘calciopoli’. Borrelli “Nessuno screzio con Palazzi. Spero tempi rapidi per il processo”. Delio Rossi “Il processo non cambierà il giudizio dei tifosi”. Aliberti “La Covisoc un sistema truccato”. Foti “La Reggina indipendente da Juve e Moggi”. Gazzoni pronto a costituirsi parte civile. De Santis vuole denunciare Ancelotti. Migliora lievemente Pessotto. La moglie chiede rispetto. L’Antitrust diffida Mediaset per i diritti TV “Solo sul digitale terrestre”

27/06 Ripartita a pieni giri l’indagine di Borrelli. Cellino batte i pugni. Moggi in TV attacca Carraro e le lobby del pallone. Moratti chiede trasparenza. Perquisita la sede del Sora. Pessotto vola giù dall’abbaino della sede della Juve: è gravissimo. L’anno più nero della Juve. Baldini “Sostituire anche Palazzi”. La Commissione cultura della Camera vara il programma di indagine. GEA: A Roma le audizioni di Capello e Giraudo

26/06 Riparte l’inchiesta di Borrelli con le comprimarie, sentito l’Arezzo. Arriva il processo, i legali della difesa cercano scappatoie. Tronchetti Provera d’accordo con Moratti “Gli scudetti agli onesti”. Ancora un mese da presidente di Lega per Galliani. Piazzola “Indagate su Zeman”. Baldini “Cambiate le persone in ufficio indagini ma non è cambiato il giudice Palazzi”. Le memorie di fensive di Juve, Milan, lazio e Fiorentina

25/06 Moratti “Un colpo di spugna sarebbe molto grave. Sentenze esemplari o vado all'estero”. Lolli “Nessun colpo di spugna, le inchieste avanzano”. D’Ambrosio “No all’amnistia. Lo scandalo è grave”. Confermate le cene a casa di Giraudo con Pairetto, Bergamo e Moggi. Bergamo “Meani si interessava per conto di Galliani”. Carlo Piazzola “Allontanato dal sistema. Il mondo del calcio deve chiedere scusa a Sensi ”

24/06 Lunedì Borrelli riprende il lavoro. Nel suo mirino le iscrizioni ai campionati e i diritti TV. Commissario Rossi “Potrei cambiare il format dei campionati. Vietate le vendite dei marchi”. Gazzoni (Bologna) “Iscrizioni fasulle per anni”. Corbelli si costituisce parte civile contro Carraro e Della Valle. De Santis al contrattacco. Il Financial Times scettico sulla retrocessione della Juve. Le conclusioni dell’inchiesta di Borrelli

23/06 Dopo i deferimenti spazio alla difesa. De Santis attacca Ancelotti. Abete “Il mondo del calcio attende giustizia”. Blatter: “In Italia situazione seria ma Rossi e Borrelli sono preparati”. Il processo partirà il 29 giugno. Galliani “Ma quale secessione del calcio”. Della Valle “Siamo innocenti”. I sociologi sentenziano: Il calcio un business e non più uno sport

22/06 Scattano i deferimenti. Nel calderone Juve, Milan, Fiorentina e Lazio. Galliani lascia la Lega. Le accuse e i nomi. Costituito il collegio giudicante. La Juve: verificheremo le accuse. La Fiorentina pronta a difendersi. Berlusconi “Mai avuto vantaggi in campo”. Garrone “Giorni difficili, ma la Sampdoria è fuori”. Speculazioni in borsa: in rialzo i titoli di Lazio, Juve e Milan

21/06 Domani i deferimenti, Di Sebastiano segretario della FIGC. Ghirelli si dimette. Abete: Il deferimento dopo le 18 segno di buon senso. Lippi “Non so niente dei deferimenti”. La Porta (Barça) “Moggi in Spagna non potrebbe esistere”. Berlusconi: “Il Milan defraudato”. Perquisita la sede dello Standard Liegi. Zamparini (Palermo) “Faremo la Champions League”

20/06 Cominciano i deferimenti, in moto gli avvocati. I parlamentari scrivono a Rossi “Ora ripescaggi trasparenti”. Prosegue l’indagine disciplinare del CSM sui magistrati coinvolti in calciopoli. De Santis a Matrix racconta la sua verità. Caselli ribatte a De Santis “Mai parlato di arbitri con lui”. Oriali: “Gli scudetti revocati non interessano all’Inter”. Il Ministro Amato ironizza “Mi spiace che il ‘Toro’ non possa incontrare la Juve”. Gattuso “Assurdo andare in B per un trapianto di capelli”

19/06 Borrelli chiude l’inchiesta con una relazione di 180 pagine. Ora tocca a Palazzi “Il calcio deve rimanere imprevedibile. Il sistema può guarire”. A rischio la sponsorizzazione degli arbitri. Quattro arresti per il caso Gaucci. Andreotti “Qualcuno pagherà dazio”. Zamparini (Palermo) “Si torni al sorteggio integrale”

18/06 Si tirano le somme. Dal Palazzo fanno sapere che useranno il pugno di ferro. In attesa della relazione di Borrelli. Gentile (FI) alla procura di Napoli “Sentire Pagliuso sulla estromissione del Cosenza”. Il Genoa va in B, ma Preziosi non festeggia “Troppa rabbia”. 30 mila tifosi rossoblu festeggiano la fine di un incubo

17/06 Il difensore Antonaccio denuncia su di un libro la “realtà oscura” della serie C. “Corruzioni, compromessi e ricatti”. L'ex Presidente del Cosenza, Pagliuso, aspetta la chiamata del Procuratore Borrelli (Video con intervista) anche per la C. Il Procuratore Borrelli prepara le relazioni. Nella prima tranche d’inchiesta ci sono Juve, Lazio, Fiorentina, Milan, Samp. Petrucci “Di amnistia non se ne parla proprio”

16/06 Ripresi gli interrogatori, sentiti Garrone e Marotta. Rossi completa la CAF. Processo vicino. Dai politci tifosi del Torino un no all’amnistia: “Ed ora restituiteci lo scudetto del 1927” . Dalla CAF alla Corte Federale rito abbreviato. Stabiliti tempi e modalità del processo. Secondo Adiconsum falsato il 30% delle partite del campionato 2003/04. La Fiorentina replica a Preziosi: “La cena con Moggi c’è stata, ma nessuna festa”. Cellino (Cagliari) “Mi auguro che tutto sia un grosso errore. Serve una presidenza super-partes”

15/06 Il calabrese Ruperto nominato presidente della CAF. Pagliuso (Cosenza) “Adeguarsi allo strapotere Juve dava privilegi”. Chiesta audizione a Borrelli. Il CSM vieta ai magistrati di occuparsi di giustizia sportiva. Revocati tutti gli incarichi. Ministro Melandri “Si va verso la vendita collettiva dei diritti televisivi”. Rossi “Se Galliani è in conflitto di interessi non è un mio problema”.

14/06 Il Commissario Rossi nomina Agnolin commissario dell’Associazione Arbitri. Casarin “L’arbitro torni ad essere l’uomo misterioso”. L’azzeramento della CAF è questione di ore. Si va verso la nomina di Ruperto. Pagliuso chiede la riammissione in serie B del Cosenza Calcio 1914. Intercettazioni sui PM. Paparesta si difende: “Carriera stroncata se denunciavo l’irruzione di Moggi”. Prosegue l’inchiesta GEA. A Napoli prosegue l’inchiesta stralcio che riguarda giudici e polizia. La Juve ricomincia da Cobolli Gigli e Tardelli

13/06 Chiuso il primo filone di indagini. Il Presidente della Corte d’Appello Federale, Martellino, si difende. Processo doppio. Si allarga l’inchiesta del CSM. Mercoledì le decisioni del plenum. Abete e De Rossi: Nessuna amnistia anche se vinciamo. Buffon “Bello sudare la maglia per l’Italia”. I favori della “cupola” alla Lazio. La Juve riparte voltando pagina in fretta: nuovo Cda.

12/06 Girando da Borrelli “Nessuna gara era preordinata”. Ascoltato il dipendente della Federcalcio Galati “Chi si oppone viene vessato”. Anche la Samp nell’indagine. Blatter “Trovati i problemi ora si va verso le soluzioni”. La Lega va verso la riscrittura del regolamento. E poi Galliani, Sacchi, Di Pietro, Campana, Pescante.

11/06 Una domenica tranquilla. Lunedì Giraudo da Borrelli. Il Legale di Titomanlio “Nessun muro di reticenza”. Trezeguet “Aspettiamo la giustizia sportiva”. Gli sponsor della Juve ripongono la loro fiducia nella società

10/06 Borrelli si concede una pausa. Il Presidente Cellino “Rossi chieda consigli ai presidenti onesti”. Secondo il legale di Lotito il campionato slitta a dicembre. Del Piero “Spero che per la Juve si risolva nel migliore dei modi” L’assistente Titomanlio: “Pronti a collaborare”

09/06 Borrelli contro un “muro difensivo concordato”. Maxi audizione con Meani (Milan): quasi otto ore. Non esiste alcun super teste. Tre ore di interrogatorio per Carraro e tre anche per Pieroni. Pirrone replica a Bergamo: “Io scarso e onesto, lui invece?”. Catricalà “Presto regole per i procuratori”. Adiconsum presenta uno studio sugli errori arbitrali dal 2002 al 2004. Avv. Coppi: “Il Coni potrebbe costituirsi parte civile”

08/06 Bergamo interrogato per nove ore “Fatto fuori da Pairetto e Lanese”. Per Pairetto sei ore di interrogatorio. Moggi dice no a Borrelli. Oggi tocca a Carraro. Della Valle “Non abbiamo fatto nulla di strano”. L’AIA rigetta il ricorso di De Santis: non andrà ai mondiali. Galliani ascoltato per due ore. L’Antitrust collabora con Rossi

07/06 Interrogatori fiume per De Santis e Paparesta. Borrelli: “Nessun pentito. Entro 10 giorni la relazione alla Procura sportiva”. La Commissione Cultura della Camera avvierà un indagine. Pirrone: “Già da tempo denunciavo pressioni”. Gaucci Jr: “C’è ancora paura della ‘cupola’

06/06 Borrelli mette sotto torchio gli arbitri. No Intertoto per il calcio italiano. E Rossi incassa l’ok di Uefa e Fifa. Corioni: “Girando la mente, Galliani gli obbediva”. Lazio e Juve nel mirino di Borrelli. Rossi incontra Galliani: Nessuna accordo sulla gestione della Lega. Blatter “Felice della reazione delle autorità italiane”

05/06 Borrelli a tutto campo, vuol vederci chiaro su tutto. E il Coni ricorre alla Caf per la sentenza su Agricola per il doping. Mazzarri ascoltato dal PM di Napoli. Cesare Geronzi ascoltato per due ore dai PM. L’ex segretaria della CAN, Fazi, non risponde. Pelè “Spero che la giustizia punisca tutti”. Blatter “Ci vogliono arbitri professionisti”

04/06 Borrelli in azione: L'arbitro Pirrone interrogato per tre ore. Il Milan si ribella: “Una campagna contro”. Lite in un bar per calciopoli, ci scappa il morto

03/06 Cannavaro e Trezeguet interrogati dai PM a Roma. La Procura di Torino vuol riaprire l’inchiesta sulle designazioni. Undici giorni per rifondare la Juve. Somma “Non cambia nulla. Moggi resterà sempre un grande”

02/06 Il procuratore Borrelli pronto per il maxiprocesso. Ombre sulla partita Udinese-Milan del 2005: Galliani e Pozzo non ci stanno. Galliani: “Siamo stati danneggiati”. Il Legale di Moggi replica a Galliani “Ha letto tutte le intercettazioni?”. Spalletti in procura a Napoli.

01/06 Il commissario Rossi: “Una situazione che non pensavo così grave”. Secondo l’ex vicecapo dell’Ufficio indagini Juve e Fiorentina in B. Galliani pronto a lasciare. Preziosi sentito dalla Procura di Napoli. Nevio Scala: “Tutto deprimente. Con gli azzurri si può andare avanti”.

31/05 Calcio nel caos: Lotito ai PM: “Lazio pulita”. Il difensore di Moggi: “Il Milan il vero potere”. I rossoneri "Manovre diversive". Petrucci “Voltiamo pagina, torniamo a parlare di sport”. Verdone “Di fronte allo scandalo del calcio mi vergogno di essere italiano”. Zeman “Io alla Juve? Non potrei. Ipotesi Baggio? sarebbe solo per immagine”.

29-30/05 Calcio nel caos: Caso Gea,sentito l'arbitro cosentino Palmieri: “Mai rilasciato interviste”. Lazio nei guai: aggiotaggio per Lotito. Niente incarichi sportivi per i magistrati del CSM. Avv. Grassani “Milan in B, ipotesi per ora non ipotizzabile”. Del Piero “Orgoglioso di essere juventino”. V.Franza "Ipotesi A per il Messina". Ieri sentito Della Valle.

28/05 Calcio nel caos: Per Borrelli una settimana intensa. Bonfrisco “Paparesta fuori dalle regole”. Gattuso: “Qualcuno sputa nel piatto”.

27/05 Calcio nel caos: L’inchiesta entra nel vivo. Borrelli al lavoro e Lippi difende il figlio. Commissario Rossi: “Sconti per nessuno”. Sacchi e Agnolin: “Chi ha sbagliato paghi”. Lippi: “In Italia chi è indagato è già condannato”. Peruzzi accusa: “Moggi il pastore e noi il gregge”.

26/05 Calcio nel caos: Gli atti passano a Borrelli: Parte ufficialmente “Piedi Puliti”. Galliani rimane solo, si dimette Zamparini. Gigi Riva: “Beckembauer ha parlato da bambino”. Cossiga: “Tangentopoli era più onesta”. Sacchi: “Torniamo al calcio di prima, senza banchieri e politica”. Il figlio di Lippi indagato a Roma e Milano.

25/05 Calcio nel caos: Interrogatori a Napoli e Roma e perquisizioni della GdF. Cannavaro ci ripensa. Albertini: “Pensavo ci fosse sudditanza psicologica, invece...”. Cecchi Gori “Affossato perchè scomodo. I 5 anni più brutti della mia vita”. Licenza Uefa per 14 club: manca la Lazio. I tiofosi si costituiscono parte civile. Gli ex vogliono Boniperti presidente della Juve

24/05 Calcio nel caos: La Lega Calcio cerca nuove regole. Alla Gea e ad Alessandro Moggi oltre il 10% del mercato delle procure. Conti: “Lotta al conflitto d’interessi”. La Finanza nella sede del Crotone e della Reggina. Buffon in Procura. Galliani confermato in Lega. Cannavaro: “Gli scudetti della Juve, meritati”

23/05 Calcio nel caos: Il commissario della FIGC, Rossi, nomina il procuratore Borrelli capo ufficio indagini. Scatta “Piedi puliti”. A Napoli sfilano i testi. perquisita la sede della Torres

22/05 Calcio nel caos: Lippi rimane al suo posto. Moggi cita Berlusconi. Chieste le dimissioni di Galliani che le respinge, l’inchiesta va avanti. Moggi: “Un’imboscata di Galliani”. Guido Rossi: “Beckenbauer ne approfitta”. Avv. Stagliano “La Juve in B”

21/05 Calcio nel caos: Moggi ebbe un ruolo importante nelle elezioni di Carraro e Galliani. Tardelli replica a Beckenbauer “Anche in Germania c’è il marcio”. Chieste le dimissioni di Lippi. Le intercettazioni di De Santis

20/05 Calcio nel caos: Il potere assoluto di Moggi. Ora è fuga dalla Gea. Si dimette anche il Generale Attardi. Beckembauer: L’Italia la pagherà ai Mondiali. Le tifoserie di Messina, Crotone e Reggina non ci stanno

19/05 Calcio nel caos: La Gea controllava anche Reggina, Livorno e Siena. Gazzoni: “Le dimissioni di Carraro sono finte”. Interrogati Lippi e Zeman. Si dimette il Generale Pappa

18/05 Calcio nel caos: Il Commissario Rossi fa piazza pulita. Le intercettazioni di Carraro e Moggi che preparavano le elezioni in Lega. Menzionato Pisanu. Sospesi nove arbitri, la Finanza a casa di Moggi e nella sede della Juve

17/05 Calcio nel caos: Il Commissario Rossi al lavoro. Spunta il filone doping. Dopo il vertice delle Procure, nuovi accertamenti. Definite le competenze delle Procure di Roma e Napoli.

16/05 Calcio nel caos: Guido Rossi commissario della FIGC chiamato a sistemare il calcio e le sue regole. Petrucci rassicura Lippi “Verrò a trovarti con Rossi”.

 

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