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Sport
Il calcio nel caos

 

Ripartita a pieni giri l’indagine di Borrelli. Cellino batte i pugni. Moggi in TV attacca Carraro e le lobby del pallone.

27/06 Il processo e' alle porte, e Francesco Saverio Borrelli si rituffa nelle indagini. E' ripartita l'inchiesta bis su 'calciopoli': lo staff presieduto dall'ex capo di Mani Pulite deve fare luce anche sui 'pesci piccoli' finiti a vario titolo nelle intercettazioni, capire se Siena, Reggina, Arezzo, e forse anche Empoli abbiano partecipato all'illecito per il quale sono gia' state rinviati a giudizio Juve, Lazio, Fiorentina e Milan. In Figc riprende la sfilata in tono minore: ma il copione e' lo stesso gia' sentito dai big passati sotto il fuoco di domande degli 007 federali. Muro difensivo c'era prima, muro difensivo c'e' anche adesso, eccezion fatta, forse, per Massimo Cellino; ma lui nell'inchiesta e' solo un teste e lo sfogo alla fine dell'audizione per il patron del Cagliari e' quasi d'obbligo. Un'ora di audizione per poi dire: ''Le persone che hanno sporcato il calcio devono sparire da questo mondo, e in modo definitivo'', la pesante richiesta del presidente cagliaritano. Pare che il numero uno del club rossoblu' abbia dato diverse indicazioni agli uomini dell'Ufficio Indagini, e allo stesso Borrelli, dalla Lega al campionato di calcio, e la spartizione dei diritti televisivi. Dunque, un interrogatorio veloce, ma piuttosto esaustivo. Non e' escluso, inoltre, che Cellino venga richiamato, magari per confrontare altre dichiarazioni che verranno rese note in questi giorni da altri presidenti convocati. ''Sono a disposizione di Borrelli, l'ho detto anche a lui diverse volte, anche perche' mi piace e mi fido'', ha detto piu' volte lo stesso Cellino. Il patron cagliaritano e' stato l'unico protagonista della giornata, anche perche' potrebbe essere stato molto utile per questa seconda parte dell'inchiesta. ''Sanzioni? Non me ne frega niente delle sanzioni o delle multe - ha aggiunto tuonando il numero uno del Cagliari -. Nel calcio ci sono tanti dirigenti, giocatori e arbitri per bene e non e' affatto giusto che, per colpa di qualche malandrino, si faccia di tutta l'erba un fascio''. ''Non bisogna dire - ha proseguito - 'Muoia Sansone con tutti i filistei', ma solo 'Muoia Sansone', lasciando in pace i filistei, ossia la parte buona. Dal canto mio, sono molto contento, speriamo che adesso si faccia il lavoro che non e' stato fatto fino ad oggi e io sono fiducioso, anche perche' ora abbiamo un altro Governo e altro partito che, magari, ha interessi, ma non certo legami con il calcio''. Ne ha per tutti Massimo Cellino: ''La combriccola romana? La denunciai io, con arbitri e guardalinee, era ed e' una vergogna. Ho denunciato piu' volte questa situazione, prima all'Ufficio indagini, poi anche alla Procura, anche quella di Catania, tramite esposti, ma arrivavano arbitri che ti venivano a minacciare. Cosa potevi fare? Moggi e Giraudo, poi, sapevano di essere diventati come una ghigliottina, bisognava solo stare lontani da loro''. E ancora, senza tregua: ''Galliani? Adriano e' una brava persona, diciamo che ha sopportato quello che non doveva sopportare, ma non era lui l'artefice. Lotito? Per favore, non me lo nominate neppure, anche perche' quello che fa quello li' lascia il tempo che trova...''. Oltre a Cellino sono stati sentiti anche l'ex ds del Messina Mariano Fabiani che non ha voluto parlare; Fabrizio Corsi dell'Empoli che, come tutti, si e' dichiarato ''tranquillo'', anche perche' ''se tutti quelli che sono venuti qui dicono di essere sereni, figuratevi se non puo' esserlo l'Empoli''. Oltre a loro sono stati interrogati Viscidi, ex allenatore del Vicenza, in merito alla partita di serie B con l'Empoli, e Bonsignore del Messina. Per lui l'interrogatorio e' durato tre ore. Domani tocca al presidente della Reggina, Lillo Foti, a quello del Messina Franza e a un rappresentante del Siena, forse Perinetti.

Moggi al contrattacco “Carraro contro la Juve”

27/06 Luciano Moggi al contrattacco. L'ex direttore generale della Juventus, ospite della trasmissione "Ballaro'", parla a ruota libera sullo scandalo calciopoli e racconta le sue verita'. "Non sono venuto a difendermi, ma la cattiveria di questo periodo ha dell'incredibile ed ha distrutto la mia famiglia", ha esordito il presunto numero uno di quella 'cupola' del calcio ipotizzata dalla Procura di Napoli. Moggi non ci sta a essere il capro espiatorio ("in queste settimane sono state messe in piedi persino delle rubriche, dipingendomi come il colpevole prima ancora del processo") e ribadisce che, pur non essendo "un santo", non ha fatto altro che difendersi perche' "per combattere i diavoli, bisognava quanto meno essere alla loro altezza. Io e Giraudo eravamo un piccolo fortino, ci difendevamo dalle varie lobby", e' la sua versione. Ma Moggi non si limita a stare sulla difensiva, anzi. "Dubbi che Carraro volesse andare contro la Juve? Non e' un dubbio, ma una certezza - ha aggiunto ancora Moggi - In un'intercettazione di novembre, Carraro dice 'lunedi' c'e' l'elezione in Lega, mi raccomando di non fare favori alla Juve". L'ex dirigente bianconero ribadisce, puntando contro il Milan, che "il potere economico ce l'ha chi possiede i diritti tv e le televisioni", mentre sul suo rapporto con i designatori sottolinea di non aver "mai chiesto un arbitro, volevamo soltanto che ci fossero i migliori arbitri e che la Juve non fosse danneggiata". Dichiarazioni pesanti, che riflettono anche quella che sara' la linea difensiva del club torinese, come anticipato dal legale Cesare Zaccone ("ci difenderemo sostenendo che c'erano tanti sistemi e ognuno portava acqua al suo mulino"), secondo il quale dall'intera vicenda emerge "un'opera di lobby, non di delinquenza". Ma oggi non e' solo il Moggi-day perche' a Roma l'ufficio indagini della Figc guidato da Francesco Saverio Borrelli sta proseguendo il suo lavoro sugli altri filoni di calciopoli: iscrizioni, scommesse e calciomercato. Oggi sono sfilati davanti agli 007 federali l'ex ds del Messina ora al Genoa Fabiani, l'ex tecnico del Vicenda Viscidi, il presidente dell'Empoli Corsi e soprattutto quello del Cagliari Cellino. "Ho cercato di sopravvivere e di abbassare la testa, anche vigliaccamente - ha poi raccontato il numero uno rossoblu - ma capitemi, avevo una azienda in questo sistema calcio. Per sedici anni sono stato vessato dal sistema, per notti intere sono rimasto sveglio a pensare di fare quella telefonata che mi avrebbe agevolato e creato alleanze importanti ma non l'ho voluta mai fare neanche sotto tortura". Cellino ha fiducia in Borrelli e Rossi e si augura che i responsabili dello scandalo spariscano perche' "sono i singoli uomini che hanno insozzato il calcio". E mentre domani sono attesi i presidenti di Reggina e Messina Foti e Franza, Massimo Moratti continua a chiedere l'assegnazione dell'ultimo scudetto alla sua Inter, l'unica grande squadra che sembra uscire pulita dalla vicenda. Si fa calda, intanto, l'atmosfera in vista del processo alla Caf anche se Borrelli cerca di gettare acqua sul fuoco smentendo i presunti dissapori con il procuratore federale Palazzi. "Dal punto di vista giuridico disciplinare non c'e' alcuna discrepanza tra di noi - ha spiegato il capo dell'ufficio indagini - Forse ci sono delle diverse sfumature, ma non e' il caso di sdrammatizzare". In attesa del processo sportivo e delle prime sentenze, la commissione cultura della Camera ha intanto varato definitivamente il programma di indagine conoscitiva "sulle recenti vicende relative al calcio professionistico", con particolare riferimento al sistema delle regole e dei controlli. E anche qui si annunciano numerose e interessanti audizioni.

Moratti chiede trasparenza

27/06 "Lo slogan della campagna abbonamenti 2006-2007 e di questo workshop e' 'Io sono Interista'. E' un motivo di ancora maggiore orgoglio. Una risposta normale a chi chiede cosa succede in questo momento in Italia, a me e' capitato all'estero che mi chiedessero se fossi o no coinvolto nel calcio e l'unica cosa che potevo rispondere era 'io sono interista' e cosi' smettevano di chiedere sul resto. E' una difesa". Massimo Moratti e' intervenuto al Workshop dell'Inter in corso di svolgimento al "Chia Laguna Resort". Moratti ha parlato della situazione del calcio italiano, sconvolto dalla scandalo "calciopoli". "Posso dire che questo e' uno slogan normale per una societa' e che sarebbe stato detto a prescindere dallo scandalo e che poi in questo momento si puo' sposare bene - riporta il sito inter.it - e che rappresenta una distizione, o anche una difesa, nel senso di non farmi domande sullo scandalo perche' io non lo so. Ancora stupito di qualcosa? Stupito si rimane. Se non si rimanesse stupiti sarebbe una cosa brutta - sottolinea Moratti - se pensassimo che tutto questo sia normale, non dico solo nel campo calcistico, ma tutto quello che succede di questo genere anche in altri campi, vorrebbe dire che abbiamo perso il piacere di vivere, perche' ci abituiamo a cose negative considerandole come dei mezzi normali, per difenderci, come dice qualcuno, o per attaccare. Io credo sia bene rimanere stupiti, perche' se non si rimane stupiti, vorrebbe dire che queste cose si accettano, invece sono da non accettare, poi ciascuno di noi sbaglia, pero' in linea di massima, teoricamente e anche praticamente, non sono da accettare". Moratti ribadisce che lo scudetto dovrebbe essere assegnato all'Inter. "Mi hanno chiesto se lo scudetto fosse da revocare o andasse dato alla prima squadra che fosse risultata essere fuori da questo scandalo e casualmente siamo noi la prima squadra - precisa - questa era una risposta ad una domanda. Poi secondo, vincerlo sul campo... io lo considero vinto sul campo, perche' altrimenti vuol dire che non abbiamo capito che poi si e' provato che gli altri non l'hanno vinto solo sul campo". Il patron nerazzurro non vuole sbilanciarsi su quelle che saranno le sanzioni. "Preferisco non fare ipotesi, di ipotesi se ne possono fare mille, ma preferisco non dare ipotesi, primo perche' e' antipatico per chi e' coinvolto, in fin dei conti, al di la' della colpa e' brutto trovarsi coinvolti in questo genere di cose, secondo per chi deve giudicare questo coinvolgimento. Non mi va di fare nessuna ipotesi. Io credo che il fenomeno calcio sia un fenomento pubblico, che ha molto piu' simbolismo di qualsiasi altra cosa, sia nelle cose belle che in quelle meno belle, sfortunatamente e' premiato e paga per la gravita' che imprime e che trasmette. Bisogna saper accettare sia la parte positiva che la parte negativa, quindi credo sia abbastanza normale che chi sia coinvolto si aspetti anche di dover pagare per la gravita' di aver insegnato che tutto quello che e' piu' furbo e piu' intelligente abbia lo stesso valore se non maggiore". "Credo che la nuova impostazione sia per la Federazione, per la Lega, prima di tutto uno spirito di servizio maggiore, meno chiuso su se stesso e un po' piu' con spirtio di servizio. La Federazione e' a seguito del calcio, e' a seguito della gente, e' a servizio di qualche cosa che deve svilupparsi e far piacere alla gente ed essere trasparente. Per quanto riguarda la Lega credo sia la stessa cosa, un'associazione di persone che cercheranno di fare il bene dello sport. Cosa vorra' dire? Anche cambiare certe determinate situazioni di carattere economico? Puo' darsi. Se tutto e' condotto, diretto, con degli obiettivi che sono messi dentro delle condizioni di sapere che il futuro sara' piu' sano per tutti, e' accettabile tutto quello che possiamo pensare. Possiamo anche trovare il piu' grande professionista del mondo, ma l'importante e' trovare qualcuno che in realta' ci creda in questa cosa e la faccia con la collaborazione di tutti. In questo non c'e' nessuna critica nelle persone che ci sono state fino ad adesso, che hanno vissuto in una realta' diversa. La nuova realta' deve essere una realta' che io credo debba essere condotta con mentalita' certamente pulita da tutte queste polemiche e che imposti le cose in maniera tale da dare lunga vita al calcio. Indifferente che il presidente di Lega sia anche presidente di un club? Credo valga il passato. E' importante pensare che ci sia una persona esterna perche' questo darebbe un taglio totale con le esperienze gia' fatte". Moratti ha parlato anche dell'ipotesi di iscrivere il club in un'altro campionato se non fosse fatta giustizia. "Non e' un ipotesi tanto per fare. E non e' un ipotesi tanto per fuggire dalla realta'. Devo essere sincero, personalmente non mi fiderei. Se io avessi saputo a meta' degli altri campionati che questa situazione fosse vera, cosa dovevo fare? Presenti la squadra la domenica? Quindi se dovessi trovarmi di nuovo in una situazione di dubbio di questo genere, considererei il fatto di capire se fosse giusto continuare. Non penso di offendere nessuno dicendo, andiamo a vedere se da altre parti ci accolgono con maggiore piacere che qui. Nel momento in cui risulti fuori da questa situazione devi anche fare in modo di lavorare sempre meglio - conclude Moratti - a parte il fatto che sei anche obbligato a far bene dal punto di vista calcistico. Devi assolutamente migliorare anche dal punto di vista dei rapporti e delle responsabilita', puo' anche essere prendendosi responsabilita' anche in Lega, anche fidandosi di piu' delle persone che ti stanno affianco cosi' da farlo con piu' facilita'".

Perquisita la sede del Sora

27/06 Quattro persone sono indagate dalla Procura di Cassino con le ipotesi di reato di truffa e violazione delle norme societarie. Al centro dell'inchiesta condotta dal pm Carlo Canaia c'e' il 'Sora Calcio', attorno al quale ruotano le persone che questa mattina hanno subito all'alba perquisizioni domiciliari. Gli agenti del Commissariato di Sora hanno bussato stamane alle porte di Mario Paolini, ex presidente della squadra, radiata dalla C1 lo scorso anno per la sua posizione debitoria; di Enzo Di Stefano ex sindaco ed ex consigliere regionale del Lazio, nonche' uomo vicino alla societa' bianconera; ed infine perquisizione anche a casa di Antonio Signore, ultimo presidente, e nella sede della societa'. Stando alle indiscrezioni l'inchiesta, in cui e' coinvolto anche l'avvocato Walter Tersigni che e' stato consulente legale del Sora Calcio, sarebbe partita dalle dichiarazioni di alcuni candidati nel corso dell'ultima campagna elettorale per la poltrona di sindaco in paese. Con una lettera aperta inviata al locale commissariato di Polizia, avanzavano l'ipotesi di un coinvolgimento del Sora Calcio nell'inchiesta Calciopoli per i rapporti tra la squadra sorana e la Juventus.

Moggi in TV attacca le lobby del pallone

27/06 "Io e Giraudo sembravamo mostri, ma eravamo un piccolo fortino in un mondo in cui il presidente federale doveva essere guardato con attenzione perche' poteva fare danni". L'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, intervistato dal conduttore di Ballaro' Giovanni Floris (in onda su Raitre), si difende dall'accusa di essere stato a capo della cupola del calcio e attacca "le tante lobby" che ruotano attorno al pallone. Moggi fa un nome in particolare, quello di Franco Carraro, ex presidente della Figc, a proposito del quale ricorda un'intercettazione del novembre 2004: "In quella telefonata - rileva Moggi - Carraro dice al suo interlocutore: lunedi' ci sono le elezioni in Lega, non devono essere fatti favori alla Juve. Cio' conferma i nostri timori riguardanti Carraro. E' una certezza che volesse andare contro la Juventus". Cosi' Moggi giustifica la fitta relazione con il designatore Paolo Bergamo e, in particolare, quella telefonata in cui appare chiaro come suggerisse la griglia arbitrale: "Eravamo stati messi in guardia e ci siamo messi a origliare, a difenderci, abbiamo parlato coi designatori, ma non abbiamo mai chiesto un arbitro, volevamo solo che la nostra societa' non fosse danneggiata. E' vero, siamo anche andati a cena da Bergamo prima di Livorno-Juve, ma ci sono andati pure Facchetti, Tanzi e tanti altri". E le schede telefoniche intestate in Svizzera? "A Bergamo ho dato due ricariche. Mi sono trovato a parlare di cose mie, della conduzione societaria, dei problemi di mercato, dei biglietti omaggio. Usavo un sistema particolare per non fare sapere niente a nessuno, nemmeno ai giornalisti. E poi, se Collina ha detto che poteva parlare quanto voleva con i dirigenti del Milan, allora potevamo farlo anche noi". La famiglia Agnelli non ha nascosto a volte la propria insofferenza rispetto ad alcuni comportamenti della dirigenza, ma Moggi ribatte: "La Juve sapeva tutto, anche le virgole, io non ho mai agito di mia iniziative. Le cose venivano concordate e poi messe in atto. Non e' vero che sono stato licenziato. Mi sono dimesso sia dalla Juve che da quell'ordinamento in cui non mi ritrovavo piu'. Il calcio mi ha dato tanto ma mi ha fatto anche molto male". E quando parla di questi ultimi mesi l'ex dg bianconero non trattiene le lacrime: "Tanta cattiveria ha distrutto la mia famiglia e quella di mio figlio. Laddove c'era la gioia di vivere, ora c'e' il dolore. Sono stato crocifisso e incolpato prima ancora del processo. Ma senza di me e Giraudo il calcio non sara' migliore, anzi e' probabile che peggiori perche' continueranno a proliferare tante lobby. D'altronde, io non ho mai partecipato ad un'assemblea di Lega o Figc, non ci tenevo nemmeno. Non sono un santo ma non sono stato in un ambiente di angeli. Ci difendevamo per combattere contro i diavoli". Moggi ricorda che le elezioni di Lega "sono una questione di soldi, dipendono da chi ha il potere economico, cioe' da chi possiede i diritti tv e le televisioni", facendo riferimento al Milan. Ma subito dopo precisa: "Se in questi anni si e' assistito al duopolio Juve-Milan e' perche' sono le societa' meglio organizzate". Quindi una stoccata ad uno dei suoi accusatori, l'ex ds della Roma Franco Baldini: "Farebbe meglio a stare zitto, lui era il direttore sportivo della Rolex degli arbitri", alludendo ai regali di Sensi che scatenarono un putiferio nella stagione 1999-2000. Moggi, nel corso dell'intervista, ha anche dato la sua versione sul presunto sequestro di Paparesta al Granillo: "E' una barzelletta, ho solo girato la chiave dicendo poi all'addetto agli arbitri di aprire la porta. Non l'ho chiuso nello spogliatoio, lo ha confermato anche il vice presidente della Reggina". Infine, l'ex dg della Juve difende la Gea ("sono ragazzini che non hanno il pelo di chi e' da tanti anni nel calcio") e invita gli inquirenti ad allargare le indagini: "Se si vuole analizzare a fondo il mondo del calcio, bisogna operare a 360 gradi. Intercettando tutti i dirigenti si scoprirebbero cose piccanti".
Cattiveria incredibile e famiglia distrutta
"Sono qui per rispetto della mia famgilia, della Juve e dei milioni di tifosi che gioivano della forza della squadra. Non sono venuto a difendermi, ma la cattiveria di questo periodo ha dell'incredibile ed ha distrutto la mia famiglia". Sono le prime parole, che hanno preceduto le lacrime, pronunciate da Luciano Moggi in un'intervista a tu per tu con il conduttore di "Ballaro'" Giovanni Floris. "Penso alla famiglia di mio figlio -ha proseguito l'ex dg della Juve-, l'hanno messa in crisi, laddove c'era la gioia di vivere adesso c'e' il dolore". Alla domanda su quale fosse l'attuale lavoro di Moggi, l'interessato ha risposto con "studio" prima di precisare di non essere stato licenziato dalla Juve. "No, ho dato io le dimissioni sia dal c.d.a. che come d.g. e da quell'ordinamento in cui non mi ritrovavo piu'". Moggi spiega anche perche' ha ritenuto di non dover comparire da Borrelli. "Non e' una mancanza di rispetto nei confronti della Figc e di Borrelli, non ritenevo plausibile fare l'interrogatorio anche perche' Giraudo ha detto le cose che avrei detto io". Infine l'amarezza:"In queste settimane sono state messe in piedi persino delle rubriche, dipingendomi come il colpevole prima ancora del processo" ha detto ancora Moggi.

Pessotto vola giù dall’abbaino della sede della Juve: è gravissimo

27/06 Un volo di una ventina di metri nel vuoto e tanti perche': ha ancora molti aspetti da chiarire il tentativo di suicidio messo in atto oggi dall' ex terzino della Juventus, Gianluca Pessotto, 35 anni, che si e' lanciato nel vuoto da un abbaino sul tetto della palazzina della societa' bianconera in corso Galileo Ferraris. L' indiziata maggiore e' la depressione legata al recente addio al calcio giocato, ma soltanto il ''professore'', cosi' come viene chiamato Pessotto nell'ambiente calcistico, potra' chiarire i dubbi quando sara' interrogato dal sostituto procuratore Andrea Calice che ha aperto un' inchiesta ed ha coordinato personalmente, nella sede della Juventus, gli accertamenti della Squadra mobile di Torino guidata da Sergio Molino. Anche il questore, Rodolfo Poli, ha fatto un sopralluogo. Quel che e' certo e' che, impugnando nella mano destra un rosario, Pessotto, designato a partire dal mese di luglio nuovo team manager al posto di Alessio Secco, e' uscito da un abbaino sul tetto, ha posato cellulare, agenda elettronica e chiavi dell' auto e poi si e' lasciato cadere ''in piedi'' nel cortile interno, piombando sulla fiancata sinistra dell' Alfa Romeo 147 grigia del vicepresidente Roberto Bettega, di cui ha divelto anche lo specchietto sinistro. L' auto e le gambe gli hanno fatto da ''ammortizzatori''. Pessotto e' caduto sul fianco sinistro, senza pero' battere la testa. Sull'asfalto non ha lasciato nessuna traccia di sangue. I soccorsi sono stati immediati. Un' impiegata della Juventus ha visto precipitare il corpo senza riconoscerlo, il primo ad intervenire e' stato un addetto della sicurezza che era alla reception della sede bianconera. Dopo avere scorto il giocatore semi incosciente che si lamentava per i dolori, ha chiamato la centrale operativa del 118 che e' intervenuta con ''un codice giallo'' (paziente in gravi condizioni ma non in pericolo di vita) ed ha trasportato Pessotto al pronto soccorso dell' ospedale Molinette. ''Sono incredulo, non avrei mai immaginato una cosa del genere, non riesco a trovare una spiegazione'', ha detto attonito Roberto Bettega quando e' sceso in cortile per capire cosa era successo. Tutto e' accaduto tra le 12,20 e le 12,30. Pessotto, arrivato dieci minuti prima in sede con la Grande Punto della moglie, ha parcheggiato nel garage sotterraneo l' auto per non incontrare nessuno. Il primo bollettino medico delle 16 ha definito le condizioni del giocatore stabili ''compatibilmente alla grave situazione generale''. L' ex calciatore e' stato sottoposto a intervento endovascolare per bloccare l' emorragia interna provocata dalla lesione all' arteria ipogastrica di sinistra. Il bollettino e' stato letto dal direttore del Risk management delle Molinette, Marco Rapellino. Pessotto, che e' in prognosi riservata, presenta fratture alle 5 vertebre lombari, una frattura al sacro coccige, una dilatazione da trauma della zona pubica, una contusione polmonare, un ''assai voluminoso'' ematoma retroperitoneale e un altro ematoma che occupa tutto lo scavo pelvico, dovuto principalmente alla lesione dell' arteria ipogastrica. Il medico ha anche spiegato che la Tac a cui Pessotto e' stato sottoposto non ha evidenziato lesioni midollari, ma che ''serviranno altri accertamenti''. Sarebbe pero' escluso il pericolo di paralisi. ''Il paziente restera' sedato per 48-72 ore. Dopo potra' essere risvegliato se non sorgeranno complicazioni'', ha aggiunto il medico. In serata secondo bollettino e un filo di ottimismo in piu' Pessotto e' stato anche sottoposto a trasfusioni di sangue. Il giocatore non ha lesioni craniche, se non una lieve frattura mascellare e al momento dell' arrivo in ospedale era ''molto sofferente, ma cosciente e muoveva le gambe'', ha ancora detto Rabellino. In serata il calciatore e' stato sottoposto a un secondo intervento chirurgico per stabilizzare la frattura del bacino. Un terzo intervento e' previsto per domani mattina e servira' per ridurre le fratture a una gamba e a un piede. Sfiorata la morte, per Gianluca Pessotto e' ora il tempo dei perche' di quel gesto. Se lo chiedono la moglie Reana, subito corsa in ospedale, le due figlie, la societa' bianconera (''La Juventus abbraccia il suo team Manager Gianluca Pessotto e tifa per lui in questo momento difficile, nella speranza di vederlo tornare presto in squadra'', ha affermato in un comunicato) e soprattutto tutti i suoi ex compagni. In serata a Torino sono arrivati con un volo privato dalla Germania Alessandro Del Piero, Gianluca Zambrotta e Ciro Ferrara. In ospedale sono anche andati a trovarlo Andrea Agnelli, Valentina Zambrotta, moglie di Gianluca, il nuovo presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, ed altri manager dello staff bianconero. Auguri di pronta guarigione gli sono stati inviati dal ministro dello Sport Giovanna Melandri. Per tutto il giorno, comunque, le illazioni si sono sprecate sulle motivazioni: dallo sconcerto per essersi trovato forse troppo frettolosamente dietro una scrivania ai rapporti conflittuali con la moglie, passando addirittura per un male incurabile. ''Notizia priva di fondamento'' quest' ultima per il medico della societa' bianconera Riccardo Agricola e per i medici delle Molinette. C' e' comunque un dato certo: Gianluca Pessotto era in cura per depressione. Oggi aveva preso un appuntamento con uno psicologo che gli era stato consigliato da Agricola. Uno stato di depressione di cui era a conoscenza sia la famiglia che la societa'
Zambretta, Del Piero e Ferrara vanno a trovare Pessotto in ospedale
I giocatori juventini Del Piero, Ferrara e Zambrotta sono arrivati poco fa all'ospedale Molinette di Torino, dove dal primo pomeriggio di oggi e' ricoverato Gianluca Pessotto. Zambrotta, Del Piero e Ferrara, che sono giunti a bordo di un fuoristrada nero con i vetri oscurati, avevano lasciato nel pomeriggio di oggi la Germania, dove sono in corso i mondiali di calcio, appena avuta la notizia dell'incidente a Pessotto. Poco prima all'ospedale Molinette di Torino era arrivato anche il medico sociale della Juventus Riccardo Agricola. Alessandro Del Piero, Gianluca Zambrotta e Ciro Ferrara, dopo una visita di circa un'ora e venti minuti, hanno lasciato l'ospedale delle Molinette dove e' ricoverato Gianluca Pessotto. L'ex giocatore della Juventus e' stato sottosposto ad una risonanza magnetica, mentre non e' ancora stato eseguito l'intervento per la stabilizzazione del bacino. Il prossimo bollettino medico verra' diramato domani mattina alle 10.

Pessotto sul campo instancabile

Sul campo, Pessotto e' stato un giocatore instancabile e umile, pronto senza batter ciglio ad adattarsi al cambiamento di ruolo e posizione, da destra e sinistra e viceversa, in difesa e a centrocampo. Fuori dal campo e' sempre stato apprezzato per l'equilibrio nei giudizi, per un grado di cultura non certo usuale tra i calciatori. Se c'era da chiedere un parere su argomenti extracalcistici, era immancabilmente lui l'interlocutore della squadra bianconera. Per questo, Pessotto e' stato soprannominato il 'professore' e per questo chi conosce Pessotto ha accolto con incredulita' la notizia del suo tentato suicidio. A chi l'aveva incontrato qualche giorno fa nel centro di Torino, a dire il vero, non era sfuggito che il neo team manager della Juventus apparisse dimagrito e preoccupato per le sorti del club bianconero per il quale ha giocato le ultime 11 stagioni. Forse, inoltre, era davvero dispiaciuto per avere appeso gli scarpini al chiodo. ''Per adesso gli allenamenti, le partite non mi mancano - aveva confidato - chissa' se sara' la stessa cosa quando comincera' la prossima stagione''. Trentaseienne di Latisana (Udine), Pessotto dopo essere cresciuto nelle giovanili del Milan, aveva esordito in serie A nel Torino, nella stagione 94/95, l'anno successivo pero' passo' sulla sponda bianconera, diventandone ben presto una colonna. La costanza del rendimento ne hanno fatto uno dei punti fermi, per Lippi, Ancelotti e Capello. La sua gioia piu' grande da calciatore era stata probabilmente la Champions League vinta a Roma contro l'Ajax, dieci anni fa, una delle piu' grandi delusioni l'infortunio al legamento crociato che gli ha fatto saltare i Mondiali del 2002 in Corea e Giappone. Quest'anno ha cominciato ad accusare la fatica di una carriera dispendiosa e ha collezionato appena 10 presenze nell'ultimo campionato. Cosi', d'accordo con la societa', ha deciso di fare il grande passo, da giocatore a dirigente e ha accettato l'offerta di subentrare al neo direttore sportivo Alessio Secco nel ruolo di team manager, il trait d'union tra la dirigenza e la squadra.

L’anno più nero della Juve

27/06 Nei sogni dei tifosi e nei programmi della societa' per la Juventus doveva essere l'anno dell'accoppiata scudetto-Champions League, del sospirato avvio dei grandiosi lavori dello stadio, di nuove consacrazioni sportive e commerciali. Invece, la Signora del calcio sempre piu' invecchiata dalle rughe e' entrata in un tunnel del quale non riesce a vedere la fine. L'ultracentenaria storia bianconera e' stata sconvolta dallo scandalo delle intercettazioni, una vicenda che ha prodotto un vero terremoto societario e che rischia di mandarla nell'inferno della B o, addirittura, della C1. Oggi, proprio mentre gli avvocati affilavano le armi per l'imminente inizio del processo sportivo, e' arrivato un nuovo fulmine a ciel sereno, la tragedia di Pessotto. Per chi lavora nel club di corso Galileo Ferraris e per i milioni di tifosi sparsi in tutta Italia, e nel mondo, e' una stagione di sofferenze mai provate. E nel libro delle pagine nere senza bianco c'e' anche la brutta disavventura di uno juventino doc, quel Lapo Elkann trovato rantolante per un'overdose di droga una mattina dell'ottobre scorso. Il tentato suicidio di Pessotto intristisce ancora di piu' un'estate gia' ricca di problemi e di ansie per il club bianconero. Adesso le lacrime versate dai bianconeri ad aprile per l'eliminazione dalla Champions per mano dell'Arsenal, ennesimo fallimento europeo, sono davvero poca cosa. I guai piu' seri sono cominciati poche settimane piu' tardi, con la squadra in affanno ma ancora capace di tenere a distanza il Milan al vertice della serie A. Il pianto del vicepresidente Roberto Bettega all'ultima partita al 'Delle Alpi', i lacrimoni di Moggi a Bari una settimana dopo, proprio il giorno del 29/o scudetto, quando annunciava il suo addio al calcio, resteranno per sempre immagini significative della disgraziata stagione bianconera. Lo scoppio di 'Calciopoli ' e' stato deflagrante per il club di corso Galileo Ferraris, costretto a rivedere tutti i suoi piani e a restare ancora per qualche settimana nella piu' completa incertezza sul suo futuro. Che ne sara' di Capello, dei campioni in maglia bianconera, del progetto per il nuovo stadio? Tutto fermo, fino a quando la giustizia sportiva non emettera' i verdetti. Le inchieste hanno spazzato via manager celebrati fino a poche ore prima dell'inizio di 'Calciopoli': il direttore generale bianconero Luciano Moggi, campione di abilita' e spregiudicatezza sul mercato, l'amministratore delegato Antonio Giraudo, manager capace di guidare un club sempre ai vertici a sette anni consecutivi di utili nel bilancio e di varare i grandi progetti immobiliari per stagioni ancora piu' floride. Poi l'inchiesta li ha spazzati via, la societa' li ha messi alla porta ed e' cominciata la laboriosa ricostruzione, con il manager dell'Ifil Carlo Sant'Albano a guidare il piano di rinascita. Una rifondazione piena di punti interrogativi, con il timore sempre piu' incombente della retrocessione, di due scudetti cancellati, di una squadra completamente da rifare, di campioni sotto contratto in partenza, di un probabile cambio di allenatore da fare. Il puzzle della nuova Juventus ha ancora tante tessere mancanti, ma una di quelle gia' sistemate era stata la nomina di Pessotto nelle vesti di team manager. E proprio lui ha scritto oggi un'altra pagina dell'orribile anno bianconero

Baldini “Sostituire anche Palazzi”

27/06 Franco Baldini critica la scelta di lasciare Stefano Palazzi a capo della Procura. L'ex direttore sportivo della Roma, in un'intervista a Ballaro', ha sottolineato come per il maxi processo che si sta istruendo a Calciopoli, Palazzi, che vestira' i panni dell'accusa, e' l'unica figura del vecchio sistema ancora in piedi. ''Adesso e' cambiato tutto - ha detto Baldini - c'e' il commissario straordinario, e' cambiato il capo dell'Ufficio indagini ed e' arrivato Borrelli, Agnolin e' diventato commissario dell'Aia e Palazzi e' l'unico dell' 'ancien regime'. Per me questo e' sbagliato perche' serviva una figura terza nel momento in cui abbiamo di fronte un maxi processo che deve giudicare il sistema calcio''. Baldini mette in risalto anche un altro elemento: la differenza tra la relazione di Borrelli e i deferimenti fatti scattare da Palazzi. ''Ho notato una discrepanza tra il lavoro di Borrelli e i deferimenti del procuratore - ha proseguito Baldini - l'Ufficio indagini metteva sotto accusa un intero sistema mentre dai deferimenti si evince che Palazzi ha voluto analizzare i singoli episodi. Non mi sembra questa la strada giusta per un maxi processo dove sotto accusa doveva finire un intero sistema''.

La Commissione cultura della Camera vara il programma di indagine

27/06 La commissione cultura della Camera ha varato definitivamente il programma di indagine conoscitiva "sulle recenti vicende relative al calcio professionistico", il cosiddetto scandalo di "calciopoli", con particolare riferimento al sistema delle regole e dei controlli. L'indagine conoscitiva dovrebbe concludersi entro il 31 ottobre 2006. "Il mondo del calcio sta attraversando una crisi diffusa della quale i recenti scandali rappresentano la manifestazione piu' grave ed eclatante, ma non la sola -si legge nella premessa del programma dell'indagine-. Si e' assistito infatti in questi anni ad una alterazione dei tradizionali equilibri organizzativi e finanziari del sistema e dei rapporti tra le sue diverse componenti, che ha determinato contrapposizioni di interessi tra le societa' di vertice, inserite in un circuito sportivo e spettacolare di livello europeo, le societa' minori degli stessi campionati professionistici, le societa' dilettantistiche e di base. Le emergenze finanziarie e organizzative che hanno interessato il settore hanno d'altro canto gia' indotto la Commissione cultura, nella XIV legislatura, a svolgere un'indagine conoscitiva volta ad analizzare le cause di tali squilibri nel calcio professionistico. In quella occasione e' stata avviata una riflessione che ha coinvolto gli operatori del settore, nell'intento di accelerare il processo di rinnovamento interno chiesto da tutte le parti audite nel corso dell'indagine, anche in riferimento al tema dell'introduzione delle recenti innovazioni tecnologiche nel settore televisivo e degli accordi che alcune societa' sportive hanno stipulato sulla vendita dei diritti televisivi". "I nuovi fatti emersi nel corso del mese di maggio 2006, in concomitanza con la conclusione del campionato di calcio di Serie A 2005/2006 -si legge ancora-, hanno indotto peraltro la Commissione cultura a svolgere un nuovo approfondimento su tali questioni, allo scopo di conoscerne la dinamica ed approfondirne le cause. La Commissione intenderebbe inoltre acquisire elementi utili al fine di mettere a punto eventuali interventi legislativi nei settori interessati dall'indagine". La Commissione fissa anche gli obiettivi del proprio lavoro ed al riguardo intende conoscere "l'evoluzione degli eventi relativi al funzionamento delle regole e dei controlli nel settore del calcio professionistico riscontrati nel maggio 2006, con particolare riferimento alle cause che li hanno determinati; le problematiche connesse al sistema di finanziamento delle societa' professionistiche e a quello dei controlli; le questioni relative all'utilizzo dei diritti televisivi, anche rispetto all'uso delle nuove tecnologie; il ruolo assunto dai soggetti che operano nel mondo del calcio in relazione agli eventi realizzatisi, con particolare riferimento a quello degli agenti di calciatori e degli operatori del settore arbitrale". E per questo ci saranno numerose audizioni che riguarderanno i seguenti soggetti: competenti rappresentanti di Governo, in particolare il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive; il Presidente dell'Autorita' Garante della concorrenza e del mercato; il Commissario e altri rappresentanti della Figc; il Presidente e altri rappresentanti del CONI; rappresentanti di CONSOB e di organismi di controllo interno di settore; rappresentanti dell'Ordine dei giornalisti; rappresentanti di Lega nazionale professionisti, Lega professionisti Serie C e Lega nazionale dilettanti; rappresentanti delle associazioni calciatori; rappresentanti di imprese radiotelevisive; rappresentanti di altri organismi e associazioni operanti nel settore, tra cui arbitri, procuratori, allenatori; personalita' ed esperti del mondo del calcio e dello sport in generale.

Ministro Melandri: “Dopo il processo moralizzare il sistema”

27/06 Il ministro dello Sport Giovanna Melandri, presente a "Ballaro'" ha commentato l'intervista di Luciano Moggi. "Se Moggi ha inteso difendersi, mi pare - ha detto Melandri -che l'avrebbe potuto fare con una strategia difensiva piu' opportuna: andare al processo sportivo. Ci si difende nei processi e non dai processi". Il ministro ha poi aggiunto che "ora occorre attendere gli esiti della Giustizia e poi affrontare il tema della cosiddetta 'rifondazione del calcio', la locomotiva deragliata del sistema sportivo italiano. Occorre cambiare le regole, il regime attraverso cui si negoziano i diritti tv e rivedere alcune strutture, a partire dal sistema di designazione degli arbitraggi che deve offrire chiare garanzie di imparzialita'". Melandri ha ricordato che a livello europeo esistono precise raccomandazioni in merito a principi e regole del sistema calcio, comprese quelle relative ai limiti per gli ingaggi dei giocatori.

GEA: A Roma le audizioni di Capello e Giraudo

27/06 Potrebbero svolgersi mercoledì alla procura della Repubblica di Roma le audizioni dell'allenatore della Juventus Fabio Capello e dell'ex Ad bianconero Antonio Giraudo. Capello e Giraudo sono infatti nel calendario delle persone informate sui fatti che i pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia intendono convocare nel quadro degli accertamenti e delle attivita' istruttorie che stanno svolgendo nell'ambito dell'inchiesta Gea World che vede indagati a Roma per il reato di illecita concorrenza con minacce e violenza, tra gli altri, Luciano e Alessandro Moggi, Chiara Geronzi, Davide Lippi.

 

Servizi precedenti

26/06 Riparte l’inchiesta di Borrelli con le comprimarie, sentito l’Arezzo. Arriva il processo, i legali della difesa cercano scappatoie. Tronchetti Provera d’accordo con Moratti “Gli scudetti agli onesti”. Ancora un mese da presidente di Lega per Galliani. Piazzola “Indagate su Zeman”. Baldini “Cambiate le persone in ufficio indagini ma non è cambiato il giudice Palazzi”. Le memorie di fensive di Juve, Milan, lazio e Fiorentina

25/06 Moratti “Un colpo di spugna sarebbe molto grave. Sentenze esemplari o vado all'estero”. Lolli “Nessun colpo di spugna, le inchieste avanzano”. D’Ambrosio “No all’amnistia. Lo scandalo è grave”. Confermate le cene a casa di Giraudo con Pairetto, Bergamo e Moggi. Bergamo “Meani si interessava per conto di Galliani”. Carlo Piazzola “Allontanato dal sistema. Il mondo del calcio deve chiedere scusa a Sensi ”

24/06 Lunedì Borrelli riprende il lavoro. Nel suo mirino le iscrizioni ai campionati e i diritti TV. Commissario Rossi “Potrei cambiare il format dei campionati. Vietate le vendite dei marchi”. Gazzoni (Bologna) “Iscrizioni fasulle per anni”. Corbelli si costituisce parte civile contro Carraro e Della Valle. De Santis al contrattacco. Il Financial Times scettico sulla retrocessione della Juve. Le conclusioni dell’inchiesta di Borrelli

23/06 Dopo i deferimenti spazio alla difesa. De Santis attacca Ancelotti. Abete “Il mondo del calcio attende giustizia”. Blatter: “In Italia situazione seria ma Rossi e Borrelli sono preparati”. Il processo partirà il 29 giugno. Galliani “Ma quale secessione del calcio”. Della Valle “Siamo innocenti”. I sociologi sentenziano: Il calcio un business e non più uno sport

22/06 Scattano i deferimenti. Nel calderone Juve, Milan, Fiorentina e Lazio. Galliani lascia la Lega. Le accuse e i nomi. Costituito il collegio giudicante. La Juve: verificheremo le accuse. La Fiorentina pronta a difendersi. Berlusconi “Mai avuto vantaggi in campo”. Garrone “Giorni difficili, ma la Sampdoria è fuori”. Speculazioni in borsa: in rialzo i titoli di Lazio, Juve e Milan

21/06 Domani i deferimenti, Di Sebastiano segretario della FIGC. Ghirelli si dimette. Abete: Il deferimento dopo le 18 segno di buon senso. Lippi “Non so niente dei deferimenti”. La Porta (Barça) “Moggi in Spagna non potrebbe esistere”. Berlusconi: “Il Milan defraudato”. Perquisita la sede dello Standard Liegi. Zamparini (Palermo) “Faremo la Champions League”

20/06 Cominciano i deferimenti, in moto gli avvocati. I parlamentari scrivono a Rossi “Ora ripescaggi trasparenti”. Prosegue l’indagine disciplinare del CSM sui magistrati coinvolti in calciopoli. De Santis a Matrix racconta la sua verità. Caselli ribatte a De Santis “Mai parlato di arbitri con lui”. Oriali: “Gli scudetti revocati non interessano all’Inter”. Il Ministro Amato ironizza “Mi spiace che il ‘Toro’ non possa incontrare la Juve”. Gattuso “Assurdo andare in B per un trapianto di capelli”

19/06 Borrelli chiude l’inchiesta con una relazione di 180 pagine. Ora tocca a Palazzi “Il calcio deve rimanere imprevedibile. Il sistema può guarire”. A rischio la sponsorizzazione degli arbitri. Quattro arresti per il caso Gaucci. Andreotti “Qualcuno pagherà dazio”. Zamparini (Palermo) “Si torni al sorteggio integrale”

18/06 Si tirano le somme. Dal Palazzo fanno sapere che useranno il pugno di ferro. In attesa della relazione di Borrelli. Gentile (FI) alla procura di Napoli “Sentire Pagliuso sulla estromissione del Cosenza”. Il Genoa va in B, ma Preziosi non festeggia “Troppa rabbia”. 30 mila tifosi rossoblu festeggiano la fine di un incubo

17/06 Il difensore Antonaccio denuncia su di un libro la “realtà oscura” della serie C. “Corruzioni, compromessi e ricatti”. L'ex Presidente del Cosenza, Pagliuso, aspetta la chiamata del Procuratore Borrelli (Video con intervista) anche per la C. Il Procuratore Borrelli prepara le relazioni. Nella prima tranche d’inchiesta ci sono Juve, Lazio, Fiorentina, Milan, Samp. Petrucci “Di amnistia non se ne parla proprio”

16/06 Ripresi gli interrogatori, sentiti Garrone e Marotta. Rossi completa la CAF. Processo vicino. Dai politci tifosi del Torino un no all’amnistia: “Ed ora restituiteci lo scudetto del 1927” . Dalla CAF alla Corte Federale rito abbreviato. Stabiliti tempi e modalità del processo. Secondo Adiconsum falsato il 30% delle partite del campionato 2003/04. La Fiorentina replica a Preziosi: “La cena con Moggi c’è stata, ma nessuna festa”. Cellino (Cagliari) “Mi auguro che tutto sia un grosso errore. Serve una presidenza super-partes”

15/06 Il calabrese Ruperto nominato presidente della CAF. Pagliuso (Cosenza) “Adeguarsi allo strapotere Juve dava privilegi”. Chiesta audizione a Borrelli. Il CSM vieta ai magistrati di occuparsi di giustizia sportiva. Revocati tutti gli incarichi. Ministro Melandri “Si va verso la vendita collettiva dei diritti televisivi”. Rossi “Se Galliani è in conflitto di interessi non è un mio problema”.

14/06 Il Commissario Rossi nomina Agnolin commissario dell’Associazione Arbitri. Casarin “L’arbitro torni ad essere l’uomo misterioso”. L’azzeramento della CAF è questione di ore. Si va verso la nomina di Ruperto. Pagliuso chiede la riammissione in serie B del Cosenza Calcio 1914. Intercettazioni sui PM. Paparesta si difende: “Carriera stroncata se denunciavo l’irruzione di Moggi”. Prosegue l’inchiesta GEA. A Napoli prosegue l’inchiesta stralcio che riguarda giudici e polizia. La Juve ricomincia da Cobolli Gigli e Tardelli

13/06 Chiuso il primo filone di indagini. Il Presidente della Corte d’Appello Federale, Martellino, si difende. Processo doppio. Si allarga l’inchiesta del CSM. Mercoledì le decisioni del plenum. Abete e De Rossi: Nessuna amnistia anche se vinciamo. Buffon “Bello sudare la maglia per l’Italia”. I favori della “cupola” alla Lazio. La Juve riparte voltando pagina in fretta: nuovo Cda.

12/06 Girando da Borrelli “Nessuna gara era preordinata”. Ascoltato il dipendente della Federcalcio Galati “Chi si oppone viene vessato”. Anche la Samp nell’indagine. Blatter “Trovati i problemi ora si va verso le soluzioni”. La Lega va verso la riscrittura del regolamento. E poi Galliani, Sacchi, Di Pietro, Campana, Pescante.

11/06 Una domenica tranquilla. Lunedì Giraudo da Borrelli. Il Legale di Titomanlio “Nessun muro di reticenza”. Trezeguet “Aspettiamo la giustizia sportiva”. Gli sponsor della Juve ripongono la loro fiducia nella società

10/06 Borrelli si concede una pausa. Il Presidente Cellino “Rossi chieda consigli ai presidenti onesti”. Secondo il legale di Lotito il campionato slitta a dicembre. Del Piero “Spero che per la Juve si risolva nel migliore dei modi” L’assistente Titomanlio: “Pronti a collaborare”

09/06 Borrelli contro un “muro difensivo concordato”. Maxi audizione con Meani (Milan): quasi otto ore. Non esiste alcun super teste. Tre ore di interrogatorio per Carraro e tre anche per Pieroni. Pirrone replica a Bergamo: “Io scarso e onesto, lui invece?”. Catricalà “Presto regole per i procuratori”. Adiconsum presenta uno studio sugli errori arbitrali dal 2002 al 2004. Avv. Coppi: “Il Coni potrebbe costituirsi parte civile”

08/06 Bergamo interrogato per nove ore “Fatto fuori da Pairetto e Lanese”. Per Pairetto sei ore di interrogatorio. Moggi dice no a Borrelli. Oggi tocca a Carraro. Della Valle “Non abbiamo fatto nulla di strano”. L’AIA rigetta il ricorso di De Santis: non andrà ai mondiali. Galliani ascoltato per due ore. L’Antitrust collabora con Rossi

07/06 Interrogatori fiume per De Santis e Paparesta. Borrelli: “Nessun pentito. Entro 10 giorni la relazione alla Procura sportiva”. La Commissione Cultura della Camera avvierà un indagine. Pirrone: “Già da tempo denunciavo pressioni”. Gaucci Jr: “C’è ancora paura della ‘cupola’

06/06 Borrelli mette sotto torchio gli arbitri. No Intertoto per il calcio italiano. E Rossi incassa l’ok di Uefa e Fifa. Corioni: “Girando la mente, Galliani gli obbediva”. Lazio e Juve nel mirino di Borrelli. Rossi incontra Galliani: Nessuna accordo sulla gestione della Lega. Blatter “Felice della reazione delle autorità italiane”

05/06 Borrelli a tutto campo, vuol vederci chiaro su tutto. E il Coni ricorre alla Caf per la sentenza su Agricola per il doping. Mazzarri ascoltato dal PM di Napoli. Cesare Geronzi ascoltato per due ore dai PM. L’ex segretaria della CAN, Fazi, non risponde. Pelè “Spero che la giustizia punisca tutti”. Blatter “Ci vogliono arbitri professionisti”

04/06 Borrelli in azione: L'arbitro Pirrone interrogato per tre ore. Il Milan si ribella: “Una campagna contro”. Lite in un bar per calciopoli, ci scappa il morto

03/06 Cannavaro e Trezeguet interrogati dai PM a Roma. La Procura di Torino vuol riaprire l’inchiesta sulle designazioni. Undici giorni per rifondare la Juve. Somma “Non cambia nulla. Moggi resterà sempre un grande”

02/06 Il procuratore Borrelli pronto per il maxiprocesso. Ombre sulla partita Udinese-Milan del 2005: Galliani e Pozzo non ci stanno. Galliani: “Siamo stati danneggiati”. Il Legale di Moggi replica a Galliani “Ha letto tutte le intercettazioni?”. Spalletti in procura a Napoli.

01/06 Il commissario Rossi: “Una situazione che non pensavo così grave”. Secondo l’ex vicecapo dell’Ufficio indagini Juve e Fiorentina in B. Galliani pronto a lasciare. Preziosi sentito dalla Procura di Napoli. Nevio Scala: “Tutto deprimente. Con gli azzurri si può andare avanti”.

31/05 Calcio nel caos: Lotito ai PM: “Lazio pulita”. Il difensore di Moggi: “Il Milan il vero potere”. I rossoneri "Manovre diversive". Petrucci “Voltiamo pagina, torniamo a parlare di sport”. Verdone “Di fronte allo scandalo del calcio mi vergogno di essere italiano”. Zeman “Io alla Juve? Non potrei. Ipotesi Baggio? sarebbe solo per immagine”.

29-30/05 Calcio nel caos: Caso Gea,sentito l'arbitro cosentino Palmieri: “Mai rilasciato interviste”. Lazio nei guai: aggiotaggio per Lotito. Niente incarichi sportivi per i magistrati del CSM. Avv. Grassani “Milan in B, ipotesi per ora non ipotizzabile”. Del Piero “Orgoglioso di essere juventino”. V.Franza "Ipotesi A per il Messina". Ieri sentito Della Valle.

28/05 Calcio nel caos: Per Borrelli una settimana intensa. Bonfrisco “Paparesta fuori dalle regole”. Gattuso: “Qualcuno sputa nel piatto”.

27/05 Calcio nel caos: L’inchiesta entra nel vivo. Borrelli al lavoro e Lippi difende il figlio. Commissario Rossi: “Sconti per nessuno”. Sacchi e Agnolin: “Chi ha sbagliato paghi”. Lippi: “In Italia chi è indagato è già condannato”. Peruzzi accusa: “Moggi il pastore e noi il gregge”.

26/05 Calcio nel caos: Gli atti passano a Borrelli: Parte ufficialmente “Piedi Puliti”. Galliani rimane solo, si dimette Zamparini. Gigi Riva: “Beckembauer ha parlato da bambino”. Cossiga: “Tangentopoli era più onesta”. Sacchi: “Torniamo al calcio di prima, senza banchieri e politica”. Il figlio di Lippi indagato a Roma e Milano.

25/05 Calcio nel caos: Interrogatori a Napoli e Roma e perquisizioni della GdF. Cannavaro ci ripensa. Albertini: “Pensavo ci fosse sudditanza psicologica, invece...”. Cecchi Gori “Affossato perchè scomodo. I 5 anni più brutti della mia vita”. Licenza Uefa per 14 club: manca la Lazio. I tiofosi si costituiscono parte civile. Gli ex vogliono Boniperti presidente della Juve

24/05 Calcio nel caos: La Lega Calcio cerca nuove regole. Alla Gea e ad Alessandro Moggi oltre il 10% del mercato delle procure. Conti: “Lotta al conflitto d’interessi”. La Finanza nella sede del Crotone e della Reggina. Buffon in Procura. Galliani confermato in Lega. Cannavaro: “Gli scudetti della Juve, meritati”

23/05 Calcio nel caos: Il commissario della FIGC, Rossi, nomina il procuratore Borrelli capo ufficio indagini. Scatta “Piedi puliti”. A Napoli sfilano i testi. perquisita la sede della Torres

22/05 Calcio nel caos: Lippi rimane al suo posto. Moggi cita Berlusconi. Chieste le dimissioni di Galliani che le respinge, l’inchiesta va avanti. Moggi: “Un’imboscata di Galliani”. Guido Rossi: “Beckenbauer ne approfitta”. Avv. Stagliano “La Juve in B”

21/05 Calcio nel caos: Moggi ebbe un ruolo importante nelle elezioni di Carraro e Galliani. Tardelli replica a Beckenbauer “Anche in Germania c’è il marcio”. Chieste le dimissioni di Lippi. Le intercettazioni di De Santis

20/05 Calcio nel caos: Il potere assoluto di Moggi. Ora è fuga dalla Gea. Si dimette anche il Generale Attardi. Beckembauer: L’Italia la pagherà ai Mondiali. Le tifoserie di Messina, Crotone e Reggina non ci stanno

19/05 Calcio nel caos: La Gea controllava anche Reggina, Livorno e Siena. Gazzoni: “Le dimissioni di Carraro sono finte”. Interrogati Lippi e Zeman. Si dimette il Generale Pappa

18/05 Calcio nel caos: Il Commissario Rossi fa piazza pulita. Le intercettazioni di Carraro e Moggi che preparavano le elezioni in Lega. Menzionato Pisanu. Sospesi nove arbitri, la Finanza a casa di Moggi e nella sede della Juve

17/05 Calcio nel caos: Il Commissario Rossi al lavoro. Spunta il filone doping. Dopo il vertice delle Procure, nuovi accertamenti. Definite le competenze delle Procure di Roma e Napoli.

16/05 Calcio nel caos: Guido Rossi commissario della FIGC chiamato a sistemare il calcio e le sue regole. Petrucci rassicura Lippi “Verrò a trovarti con Rossi”.

 

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