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![]() Furbetti cartellino, blitz Gdf a S.Vincenzo La Costa e Asp Cosenza, 12 indagati![]()
Furbetti cartellino, blitz Gdf a S.Vincenzo La Costa e Asp Cosenza, 12 indagati 19 apr 17 I finanzieri del Comando provinciale di Cosenza stanno notificando 12 provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti dipendenti dell'Asp di Cosenza e del Comune di San Vincenzo la Costa. L'accusa è di assenteismo. Indagati un medico e tre infermieri del servizio di assistenza domiciliare ai malati terminali dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza che sono stati sospesi per un anno dagli uffici pubblici. Altri otto provvedimenti interdittivi sono stati notificati dai finanzieri del Comando provinciale cosentino ad altrettanti dipendenti del Comune di San Vincenzo La Costa. --- --- Per il Comune di San Vincenzo La Costa sono state richieste dalla Procura e disposte dal gip otto misure interdittive nei confronti di dipendenti che riguardano l'obbligo di firma. Si tratta di Giancarlo Lo Bianco, Giancarlo Saullo, Emilio De Filippis, Carmelo Naccarato, Francesco Ruà, Giovanni Aceto, Rocco Serpe e Maria Francesca Madotta. Per l'Asp di Cosenza, invece, sono state disposte quattro interdizioni dai pubblici uffici per un anno nei confronti di un medico e tre infermieri. Si tratta di Fiorentina Gagliardi, Angela Corrente, Salvatore Grimaldi e Franco Medaglia. La conferenza in Procura. "Sono indagini che toccano il funzionamento delle pubbliche amministrazioni che rivelano, ancora una volta, un'opacità di comportamenti che preoccupano". Lo ha detto il procuratore di Cosenza Mario Spagnuolo illustrando i risultati dell'inchiesta sull'assenteismo all'Asp di Cosenza e nel Comune di San Vincenzo La Costa e quella su una bancarotta fraudolenta. "Specie - ha aggiunto - se consideriamo che alcune di queste persone avevano la responsabilità di lenire e alleviare le condizioni di salute di alcuni nostri concittadini in gravi difficoltà e in condizioni di disabilità. Poi, toccano la formazione illegale del patrimonio e rivelano un'economia cosentina in crisi, aggravata da imprenditori che violano la legge a discapito di quella parte sana che con difficoltà cerca di portare avanti il proprio lavoro. Questo è solo l'inizio". "Un'operazione ad alta vocazione sociale" l'ha definita il comandante regionale della Guardia di finanza, generale Gianluigi Miglioli. "Saremo sempre più determinati nel proporre esempi di legalità - ha continuato - e stiamo rivolgendo la nostra particolare attenzione anche alle uscite dalle casse dello Stato, affinché vadano nel verso per le quali sono state determinate". Dai registri risultava che svolgevano regolarmente il loro servizio di assistenza a malati terminali e invalidi ma in realtà, nell'orario di lavoro, si recavano a trovare i propri parenti o si incontravano con amici oppure facevano lunghe soste in bar e ristoranti: erano questi i comportamenti di un medico e tre infermieri del Servizio cure domiciliari integrate dell'Asp di Cosenza ai quali la Guardia di finanza ha notificato una misura interdittiva della sospensione dall'attività per dodici mesi emessa dal gip nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Cosenza contro l'assenteismo. L'inchiesta ha interessato anche 8 dipendenti del Comune di San Vincenzo la Costa a 8 dei quali il gip ha imposto l'obbligo di presentarsi tutti i giorni lavorativi, per due volte al giorno, alle forze di polizia. I comportamenti dei dipendenti pubblici sono stati accertati dai finanzieri del Comando provinciale di Cosenza grazie ad una minuziosa attività di videoregistrazione effettuata con microtelecamere poste nei locali adibiti a timbratura e con pedinamenti ed osservazioni. Il medico dell'Asp, secondo l'accusa, incaricato di effettuare visite domiciliari, dopo aver timbrato la mattina presto, si recava frequentemente da parenti e rientrava in ufficio dopo alcune ore. Gli infermieri, che dovevano effettuare terapie domiciliari a malati terminali, si scambiavano costantemente e "vicendevolmente" i tesserini che venivano timbrati da uno solo di loro per far risultare presenti anche gli altri. In diverse occasioni, in entrata e in uscita, gli impiegati "fingevano" di timbrare il proprio tesserino, digitando solo alcuni numeri, per dare l'impressione ai colleghi di aver ottemperato all'obbligo di marcatura. I furbetti del cartellino operavano anche nel Comune di San Vincenzo La Costa dove 8 dipendenti sono accusati di aver attestato falsamente la presenza in sede quando, in realtà, si assentavano per i motivi più vari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Cerca con -- > Guarda l'indice delle notizie su: "Area Urbana di Cosenza"
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