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![]() Cosenza calcio: tutto cambi affinchè nulla cambi![]()
Cosenza calcio: tutto cambi affinchè nulla cambi 17 mag 21 Tutto cambi affinché nulla cambi. Il nostro pensiero corre veloce alla parole machiavelliche di Tomasi di Lampedusa scritte nel “Gattopardo” per descrivere l’attuale situazione del Cosenza Calcio. Cercando nel vocabolario la parola “gattopardismo” esce fuori: “una nuova situazione politica, sociale o economica, simulando d’esserne promotore o fautore, per poter conservare il proprio potere e i privilegi della propria classe. Il termine, così come la concezione e la prassi che con esso vengono espresse, è fondato sull’affermazione paradossale che «tutto deve cambiare perché tutto resti come prima». A proferire le parole nel romanzo è il nipote del principe Salina, Tancredi. Mutuandolo nel calcio nostrano, che è poi l’argomento di cui ci stiamo occupando, sembra proprio che il patron del Cosenza stia prendendo tempo. Al 17 maggio, cioè oggi, quando ci si aspettava una serie di iniziative finalizzate a buttare la basi di una nuovo progetto per rilanciare il calcio cosentino, ricaduto nel pantano della serie C, dove è difficile uscire fuori, assistiamo all’incontro tra un perplesso sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto e il numero uno di viale Magna Grecia. Perplesso nella sintesi che ha appena illustrato in diretta su Ten, intervistato da Anna Franchino, dove ha candidamente ammesso che “a me sembra che il presidente Guarascio non voglia cedere la mano ma rilanciare”. Un sensazione, certo, ma sembra quasi una certezza. Nessuno si è fatto avanti e nessun prezzo è stato fissato per la eventuale cessione. Intanto siamo a metà maggio e ci ritrova con una rosa di 10 giocatori e senza un direttore sportivo con un campionato di serie C da affrontare. Considerando i tempi biblici mostrati in passato l’avvio per un pronto riscatto non sembra dei migliori. Ripescaggio Un capito a parte, anzi un paragrafo aparte merita la vicenda di eventuali ripescaggi. E' vero che tre società di serie B si trovano in gravi difficoltà economiche tra servizi, personale e giocatori non pagati non c'è assolutamente aria di smobilitazione. I tre club di cui parliamo, una neo promossa e due società storiche, sembrano sul punto di risolvere i loro problemi. Anche s ela storia appena tarscorsa ci ha insegnato che il "sistema" tuteli molti dei suoi "figliocci" pur di non cadere in nuovi scandali. Nè tantomeno il Consiglio Federale ha in programma la riforma dei campionati. Chi ne parla, di eventuali ripescaggi, sta solo cercando di prendere tempo per arrivare, mollemente, al 30 giugno. Il resto è solo noia. Non ci sono acquirenti interessati ne la situazione economica attuale paventi chissà quali cambiamenti. E senza moneta non si vende cammello....
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