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Sindaci e tre vescovi a Via Crucis per migranti, "mai più" 05 mar 23 Un migliaio di persone hanno partecipato alla Via Crucis organizzata dalla Vicaria di Belcastro e di Isola Capo Rizzuto in memoria dei migranti vittime del naufragio di domenica scorsa a "Steccato" di Cutro. In testa al corteo c'era la croce realizzata, su incarico di don Francesco Loprete, parroco di "Le Castella" di Isola Caporizzuto, dall'artista Maurizio Giglio con i resti del barcone affondato. "Abbiamo voluto realizzare questa croce - ha detto don Francesco - per ricordare i tanti innocenti morti nel naufragio. Questo dramma non si cancellerà mai dalle nostre menti. Dopo duemila anni Cristo è ancora in Croce". Alla Via Crucis partecipa l'arcivescovo di Crotone, monsignor Angelo Raffaele Panzetta. "Siamo qui - ha detto il presule - animati dalla speranza e in spirito d'unione con i nostri fratelli musulmani, nel silenzio e in preghiera, dietro la Croce salvifica". All'iniziativa è presente anche l'imam della moschea di Cutro, Mustafa Achik. La croce, a conclusione del rito, è stata donata alla parrocchia di Steccato di Cutro. C'erano alcuni sindaci e tre Vescovi alla Via Crucis organizzata a "Steccato" di Cutro in memoria dei migranti vittime del naufragio di domenica scorsa. Nel corso dell'iniziativa sono state lette preghiere incentrate sulle vittime e sulla necessità di evitare che in futuro possano ripetersi tragedie simili. "Signore Gesù - è stato detto in una delle preghiere - è facile portare il crocifisso al collo o appenderlo come ornamento sulle pareti delle nostre belle cattedrali o delle nostre case. Ma non è altrettanto facile incontrare e riconoscere i nuovi crocifissi di oggi: i senza fissa dimora, i giovani senza speranza, senza lavoro e senza prospettive, gli immigrati costretti a fare viaggi inauditi e a vivere nella precarietà ai margini della nostra società, dopo avere affrontato sofferenze inenarrabili. Purtroppo, questi viaggi senza sicurezza infrangono i sogni e le speranze di migliaia di donne e uomini emarginati, sfruttati, dimenticati, perseguitati e abbandonati da tutti. Bisogna impegnarsi tutti perché tragedie simili non accadano mai più". Nelle preghiere si sono ricordati "i naufraghi morti, i dispersi ma anche i sopravvissuti del naufragio. Tutti vittime - è stato detto - delle nostre chiusure, dei poteri e delle legislazioni, della cecità e dell'egoismo, ma soprattutto del nostro cuore indurito dall'indifferenza. Una malattia di cui anche noi cristiani soffriamo". Oltre al vescovo di Crotone, Angelo Raffaele Panzetta, i presuli che hanno partecipato al rito sono stati quelli di Cosenza e di Lamezia Terme, Giovanni Cecchinato e Serafino Parisi.
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