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![]() Il Cosenza sconfitto dall'arbitro a Viterbo Il gol di Bruccini
Il Cosenza sconfitto dall'arbitro a Viterbo (3-1) 06 mar 18 La vendetta del signor Proietti da Terni è compiuta. Espelle incredibilmente due giocatori fondamentali del Cosenza, condizionando la gara e compromettendo anchequella di ritorno, determinando così il risultato finale. Proietti lo ricordate? E’ lo stesso arbitro che commise un altro gravissimo errore due anni fa a Lecce non assegnando un gol regolare del Cosenza perché fischiò la fine della gara mentre il pallone entrava in porta. Le critiche lo misero alla berlina e probabilmente gli segnarono la carriera. Oggi la sua vendetta tutta personale ha dello scandaloso. Ma si può, mandare d arbitrare una semifinale di Coppa Italia un arbitro di Terni città vicina a Viterbo e al paese del Presidente Camilli? E’ come aver mandato un arbitro di Catanzaro a dirigere il derby Cosenza-Catanzaro. Possibile che il selezionatore abbia preso un abbaglio delgenere? Oppure si è voluto punire mister Braglia per le dichiarazioni di fine gara a Caserta quando innocentemente dicherò che la prestazione della giacchetta nera di turno non era piaciuta? Esistono, ancora queste cose nel 2018 in un mondo che, giorno dopo giorno, sta perdendo di credibilità. Ci dispiace commentare così un risultato negativo del Cosenza ma chi ha visto la partita ha i suoi fortissimi dubbi. Evidentemente la carriera al signor Proietti non interessa. Al di là degli errori del portiere del Cosenza che regala due gol di vantaggio agli avversari con due indecisioni clamorose. Da mai dire gol la prima rete quando in un innocuo appoggio all’indietro di Dermaku, Zommers manca la presa del pallone che lentamente entra in rete. Così come il secondo gol segnato in posizione dubbia da Jefferson che il portiere giudica fuori ed invece s’infila in porta. La ciliegina sulla torta la mette, però, l’arbitro che prima butta fuori Mungo per proteste e poi espelle Loviso impegnato in un normale intervento in area in cui colpisce la sfera e non l’avversario su di un terreno viscido come una saponetta. Decisamente troppo. Eppure il Cosenza, in 10 era riuscito a raddrizzare la barca. Il solito killer, Bruccini, liberato solo sul dischetto non sbaglia il bersaglio. Poco dopo Calamai, addirittura, ha il pallone del pari tra i piedi e lo spreca malamente. La pioggia, già abbondantemente caduta nella notte, fa il resto allagando a mo di piscina il terreno. Ma non solo, spegne quelle velleità che il Cosenza aveva pur messo in campo. Ancora una volta in avanti non si segna seppur l’espulsione di Mungo, arrivata appena al 5 minuto, ne condiziona la gara. Seconda sconfitta di fila e Cosenza in ambasce che deve ripianificare tutto. Domenica già a Bisceglie sarà una gara tostissima e dopo tre giorni la gara di ritorno di Coppa Italia al Marulla chiamerà i Lupi ad un miracolo. Lo sogliatoio del Cosenza ha dimostrato già in passato di saper reagire. Bene, arbitro o no, ora tocca a voi. ---
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