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    In attesa del 30 giugno il Cosenza pronto a ricapitalizzare

     

     

    In attesa del 30 giugno il Cosenza pronto a ricapitalizzare

    24 giu 12 "Ferme restando le decisioni già assunte dal Consiglio nei mesi scorsi sul tetto per i ripescaggi e il conseguente blocco, sono stati definiti oggi i criteri per l’eventuale integrazione degli organici in ambito professionistico". Questa la sterile nota diramata dalla FIGC a seguito del Consiglio Federeale di venerdì scorso in cui si sintetizza il brevissimo passaggio avuto durante la discussione. Nessuna novità. Della serie: aspettiamo il 30 giugno (data della scadenza per le iscrizioni ai campionati) perchè non sappiamo che pesci prendere. Non si sbilancia la Federazione, figuriamoci la Lega Pro che sta vivendo l'inizio della peggiore stagione, dal punto di vista delle società, di tutti i tempi. Già cinque le società fallite ed altre 20 stanno giocando con le tre carte per anscondere le loro magagne. Film già visti. Come quello del Taranto che aspetta una risposta dall'Agenzia delle Entrate sulla richiesta di rateizzazione dei contributi dallo Stato e la società sull'orlo del fallimento che assicura che non ci sono problemi. Come la Spal dichiarata virtualmente fallita vista l'istanza di fallimento chiesta da più creditori. O come le neo promeosse Castiglione che senza sponsor reale ha racimolato spiccioli per arrivara a mala pena alla fidejussione o al Val d'Aosta Saint Cristophe che non avendo stadio dovrà andare a giocare ad Ivrea con le proteste dei tifosi che si son già fatte sentire. Anche qui il cappio economico dei soldi d aracimolare per la fidejussione e la trasformazione in srl non ancora avvenuta. O andando molto più vicino a no, con l'Hinterreggio che sembra non aver avuto l'ok per l'uso del Granillo per la precaria situazione in cui si trova il manto erboso. Infatti tra i prerequisiti dell'iscrizione alla Lega profesisonisti sono le norme rigide delle strutture sportive da rispettare. Situazioni all'italiana che mostrano una crisi non indiffernete delle casse sociali delle società di calcio, figliia di una situazione dell'economia italiana sempre più grave e preoccupante. Macalli dal canto suo, e che deve fare, fa finta di non sentire e non vedere. Come ogni anno. Poi si ritrova puntualmente a comminare penalizzazioni per irpef e stipendi non pagati durante la stagione. Quest'anno quasi la metà, trenta società su 77, sono state bersagliate. E poi ci sono le società che galleggiavano sui diritti tv, grandi blasoni come Piacenza e Triestina, fallite ancor prima del 30 giugno. E altre quattro in dirittura d'arrivo. Un panorama sconsolate che da ragione alla società del Cosenza Calcio che vuole consolidar ele radici e domani promeriggio si appresta a ridefinire i suoi quadri con il Presidente Guarascio pronto a rcipaitalizzare raggiungendo l'80% delle quote societarie. Intanto incontri si susseguono per presentare una società con le spalle forti. La volontà è quella di farsi trovare pronti alla più che mai probabile riforma dei campionati di Lega Pro. Nel frattempo la soceità della Cosenza calcio sta fromalizzando l'iscrizione in serie D, passo necessario e propedeutico a qualunque discorso. Infatti a nroma di regolamento prima che avvengano eventuali "ristrutturazioni" di campionato, il Cosenza deve farsi trovare a posto con il suo attuale campionato di appartenenza. Il resto verrà in seguito.

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