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Concesso l'asilo politico a Kate, la nigeriana che rischiava la lapidazione 07 set 11 E' finita nel modo migliore l'odissea di Kate Omoregbe, la giovane nigeriana di 34 anni che se estradata nel suo Paese avrebbe rischiato la lapidazione. Da stasera la donna è una rifugiata politica. Libera. La svolta decisiva nella vicenda che ha riguardato la donna, uscita dal carcere di Castrovillari lunedì scorso dopo avere finito di scontare una condanna per spaccio di droga (accusa che ha sempre respinto) e da allora nel Cie di Roma a Ponte Galeria, é arrivata in serata. A comunicarla i ministri degli Esteri Franco Frattini e delle Pari Opportunità Mara Carfagna che hanno parlato di una decisione che è stata presa in tempi "velocissimi". "Oggi, ancora una volta - hanno detto Frattini e Carfagna - l'Italia ha dato prova di essere un Paese in prima linea nella lotta per il rispetto dei diritti fondamentali, tra questi, in particolare, la tutela della vita e il rispetto della donna". Ma la notizia della concessione dell'asilo politico è rimbalzata in tempo reale in Calabria, teatro della mobilitazione umanitaria che negli ultimi due mesi ha fatto della vicenda di Kate, un caso internazionale. Franco Corbelli, leader di Diritti civili, "motore" della macchina della solidarietà a favore della trentaquattrenne ha avuto la notizia direttamente da Kate. "Mi ha appena chiamato - ha detto Corbelli - ed era felicissima. Mi ha ringraziato piangendo. Solo ieri subito dopo il suo arrivo al Cie di Roma era triste e piangeva, poco fa invece mi ha manifestato tutta la sua felicità". Kate, in questi mesi, aveva chiesto asilo politico in Italia per evitare la lapidazione nel suo Paese in caso di rimpatrio forzato poiché si era sottratta a un matrimonio combinato e alla conversione all'Islam ma non immaginava che la decisione sarebbe arrivata così presto. Era pronta, per questo, ad andare in una struttura religiosa sino al 19 ottobre, data in cui era stata fissata l'udienza al Tribunale di sorveglianza di Roma che avrebbe dovuto decidere sulla sua richiesta. A favore di Kate, attraverso una petizione internazionale on line, wvv.thepetitionsite.com /appeal to save Kate (appello per salvare Kate) promossa da una delle maggiori associazioni americane per i diritti umani Care 2, erano state raccolte e indirizzate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano 12.556 firme. Una mobilitazione che, evidentemente, ha prodotto i suoi frutti. A Omoregbe Kate, la cittadina nigeriana che se estradata nel suo Paese avrebbe rischiato la lapidazione, è stata concessa la cosiddetta protezione umanitaria. Lo afferma un comunicato del Viminale. Il ministero dell'Interno sottolinea che "la Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Roma ha esaminato la richiesta di asilo" della donna, alla quale "non è stato concesso né lo status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951, né la protezione sussidiaria ai sensi del decreto legislativo n. 251 del 2007, ma la protezione umanitaria ai sensi dell'art. 32, comma 3, del decreto legislativo n. 25 del 2008". E' stato concesso il diritto di asilo a Kate Omoregbe, la giovane nigeriana che nel suo Paese avrebbe rischiato la lapidazione. E' quanto rendono noto i ministri Franco Frattini e Mara Carfagna, spiegando che la decisione è stata presa in tempi "velocissimi". Kate Omoregbe, 34 anni, il 4 settembre ha lasciato il carcere di Castrovillari, dopo avere finito di scontare una condanna per spaccio di droga, ed è stata portata nel Cie di Roma di Ponte Galeria. Ha chiesto asilo politico in Italia per evitare la lapidazione nel suo Paese in caso di rimpatrio forzato, poiché si è sottratta a un matrimonio combinato e alla conversione all'Islam. "Oggi, ancora una volta, l'Italia ha dato prova di essere un Paese in prima linea nella lotta per il rispetto dei diritti fondamentali, tra questi, in particolare, la tutela della vita e il rispetto della donna". Così i ministri degli Esteri, Franco Frattini, e per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, in una nota congiunta hanno commentato la decisione presa su Kate Omoregbe. "Il riconoscimento dell'asilo politico a Kate, la giovane nigeriana che nel suo Paese avrebbe rischiato la lapidazione, avvenuto peraltro in tempi velocissimi, non soltanto salva la vita ad una donna, ma dimostra che l'Italia non smetterà mai di lottare per la libertà di tutti e la tutela delle persone. Il Governo, che ha lavorato sin dall'inizio per questa conclusione della vicenda, ringrazia le autorità competenti che si sono attivate rapidamente e senza esitazioni, le organizzazioni laiche e religiose che hanno offerto aiuto e disponibilità, i cittadini e le cittadine che si sono mobilitate firmando l'ultimo capitolo di una storia che ha avuto il lieto fine. Oggi, tutti insieme, aggiungiamo una bellissima pagina al grande libro della lotta per i diritti umani che il nostro Paese sta portando avanti", conclude la nota. "Kate mi ha appena chiamato per la seconda volta oggi e mi ha comunicato la notizia della concessione dell'asilo politico. Era felicissima. Mi ha ringraziato piangendo". Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili, non riesce a trattenere la gioia per la notizia che ha avuto direttamente dalla donna. "Ieri era invece presa dallo sconforto - prosegue Corbelli - subito dopo il suo arrivo al Cie di Roma. Era triste e piangeva, poco fa invece mi ha manifestato tutta la sua felicità. Non pensava che l'asilo sarebbe arrivato così presto. Era pronta ad andare in una struttura religiosa sino al 19 ottobre, data che era sta fissata per l'udienza al Tribunale di sorveglianza di Roma per giudicare sulla sua richiesta di asilo politico in Italia. Sono felicissimo. Aspetto di incontrarla di nuovo per parlare del suo futuro in Italia". © RIPRODUZIONE RISERVATA Cerca con -- >Guarda l'indice delle notizie su: "Cronaca e Attualità "
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