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    Callipo "Se nulla cambia chiudiamo la sanità calabrese"

     

     

    Callipo "Se nulla cambia chiudiamo la sanità calabrese"

    23 ago 10 "La sanità calabrese è una vergogna insopportabile". Lo afferma l'ex presidente di Confindustria Calabria, l'imprenditore Pippo Callipo. "La Calabria -prosegue Callipo- riconosca pubblicamente che dopo 40 anni di regionalismo fallimentare non è in grado di garantire il diritto alla salute dei cittadini, punto e basta. Suscita sdegno,indignazione e rabbia la morte della giovane Eleonora Tripodi: ma come si può morire così?! Mentre a Roma parlano di federalismo e di altre amenità di cui alla gente non importa nulla, in Calabria si muore di parto. Sarebbe ora che il Capo del Governo si occupasse di una regione in cui alcuni settori sono del tutto fuori controllo. Non ha senso commissariare, se non si nomina, con onori e oneri, un commissario dal profilo impeccabile, sia dal punto di vista tecnico-scientifico che organizzativo. Nella sanità calabrese manca il rigore, la trasparenza amministrativa, il senso di responsabilità: ciò che è accaduto alla giovane mamma dovrebbe far sobbalzare dalla sedia non tanto il Presidente della Regione, che condizionato com'è dal vecchio sistema non ha la libertà nè la forza di affrancare la sanità dai ricatti e dai soliti condizionamenti, ma il Presidente della Repubblica. In fondo la Calabria è Italia, ancora è parte del Paese, anche se si muore di parto. Qui è il sistema nel suo complesso che è uno scandalo alla luce del sole. Tutti sanno, si sono pubblicate relazioni di fuoco per indicare i punti dolenti e le colpe di politici ed amministratori, ma poi ogni volta le morti si succedono e dopo le esternazioni di rito non succede nulla. Scandalosa rimane la fuga per sfiducia dalla Calabria, scandalosa è l'inefficienza generale, incomprensibile l'intreccio politica sanità, che non è mai cessato, mai del tutto chiare le relazioni ed il fitto intreccio tra pubblico e privato. Suonano pertanto come un'jaccuse terribile, le parole del papà di Federica Monteleone, pronunciate dopo la morte di Eleonora Tripodi e che andrebbero meditate bene da tutti: qui ormai siamo tutti a rischio, soprattutto i cittadini economicamente più svantaggiati, ed allora tanto vale, se è un rischio qualsiasi ricovero nel nostro sistema sanitario, proporre non il commissariamento, che non è nelle condizioni di migliorare niente, ma la chiusura della sanità calabrese".

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