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Sanità e Salute
dal 15/2 al 7/7

 

La Margherita chiede le dimissioni del Manager dell’AO cosentina

07/07 L’Osservatorio della Margherita sull’Azienda Ospedaliera di Cosenza prende atto delle dichiarazioni fatte dal Manager in una conferenza-stampa e si compiace di venire a conoscenza che con una donazione e qualche litro d’acqua minerale i problemi dell’Ospedale sono in via di risoluzione. È vero, però, che nulla di concreto è stato detto e riferito in merito alle osservazioni sulla “mancanza di trasparenza” e sulle “discordanze contabili” riscontrate dal Collegio dei revisori sul documento contabile dell’Azienda, che hanno costretto gli stessi revisori a non esprimere parere positivo; è altresì vero che, come è noto a tutti gli utenti, l’Azienda non ha bisogno di medici, infermieri, tecnici, ecc., ma solo di qualche amministrativo in più, anche a costo di proporre nuove piante organiche funzionali a tale logica, bloccando nel contempo le nomine dei primari che mancano nei vari reparti. È noto ancora che i fornitori vengono pagati ormai “puntualmente” con un anno di ritardo. Ma, fuori da ogni ironia, l’unico atto vero che il Manager può fare per ridare la credibilità persa all’Azienda, oggi che ha scontato i debiti con chi del centrodestra lo ha nominato, è rassegnare le dimissioni.

CGIL: “Le aziende ospedaliere disattendono le prescrizioni dell’ass. Lo Moro”

07/07 L' esecutivo regionale Fp Medici Cgil, dopo una riunione con rappresentanti di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria, ha espresso ''una severa condanna nei confronti del comportamento mostrato dai direttori generali delle aziende pubbliche del servizio sanitario regionale''. ''A tre mesi dalle elezioni amministrative - e' scritto in un comunicato della Cgil - e nonostante il nuovo assessore abbia formalmente prescritto ai direttori generali di limitarsi alla gestione degli affari correnti, essi si dedicano, come se niente fosse cambiato, a modificare l' assetto delle strutture sanitarie; a distribuire incarichi e denaro pubblico, applicando esclusivamente criteri sfacciatamente clientelari; perfino all' adozione dei piani attuativi e degli atti aziendali''. I medici della Cgil hanno chiesto ''un intervento urgente della Giunta, che provveda alla rimozione immediata dei direttori generali per gravi motivi di inefficienza; fanno proprio l' orientamento espresso dai moltissimi partecipanti a svariati incontri con l' assessore Lo Moro in tutta la regione, di accelerare le verifiche in corso e non riconfermare nessuno dei 'manager' degli ultimi cinque anni, sventando qualsiasi tentativo di trasformismo. Pensiamo che accettare anche in minima parte questi atteggiamenti avrebbe il sapore di una beffa per chi si e' battuto con coerenza in questi anni contro una Giunta inadempiente e clientelare e per chi ha contribuito al cambiamento anche attraverso lo strumento elettorale''. ''I medici Cgil - e' scritto, infine, nella nota - confidano che la nuova Giunta regionale e l' assessore Lo Moro vogliano adottare rapidamente provvedimenti utili a ricostituire la fiducia nella possibilita' di una corretta amministrazione della sanita' in Calabria''.

L’AIOP trova la disponibilità dell’Ass. Lo Moro

07/07 Si è riunita a Catanzaro, nella sede dell’AIOP, l’Assemblea degli associati presieduta dall’avv. Enzo Paolini. All’ordine del giorno la situazione di grave crisi finanziaria in cui versano tutte le Case di cura calabresi per i ritardi accumulati dalle ASL e dagli uffici regionali nei pagamenti dovuti per le prestazioni erogate nel 2004 e negli anni precedenti.-L’avvocato Paolini, nell’introdurre i lavori, ha messo in evidenza la responsabilità degli uffici regionali riconoscendo al governo in carica e all’Assessore alla Sanità, Doris Lo Moro, l’attenuante di aver ereditato una situazione certamente complessa non risolvibile con procedure di puro decisionismo politico.-Tuttavia tre mesi sono ormai trascorsi dall’insediamento del nuovo governo regionale e la gravità della situazione delle Case di cura non consente ulteriori attese.- In questo senso l’Assemblea ha dato mandato al Presidente di proseguire gli incontri con l’assessorato regionale, ponendo come condizione vincolate il pagamento immediato di una tranche dei crediti maturati per il 2004 indispensabile per continuare l’attività ordinaria.- L’Assessore Doris Lo Moro, informata delle conclusioni dei lavori dell’assemblea, ha confermato la sua disponibilità a rispondere, con procedura d’urgenza, alle necessità prospettate dai titolari delle case di cura ribadendo il proposito di voler chiudere, in tempi brevissimi, tutto il contenzioso esistente per avviare un nuovo ciclo di rapporti improntati al reciproco rispetto dei ruoli, nel convergente interesse di offrire ai calabresi un servizio sanitario di alto profilo sia nella componente pubblica che in quella privata.-

Buoncristiano: “Non vogliamo prevaricare i sindacati”

07/07 ''Non abbiamo nessuna volonta' di prevaricare i sindacati, ne' tanto meno di discriminare gli attuali dipendenti del Cup: vogliamo, invece, ottimizzare un servizio fondamentale, ma prima di farlo e prima di sottoporre il tutto alla Conferenza dei Sindaci ci confronteremo con le organizzazioni sindacali''. E' quanto sostiene il direttore generale dell'Azienda Sanitaria di Cosenza, Francesco Buoncristiano. ''Convocheremo i sindacati - ha aggiunto - per discutere insieme del progetto e solo allora lo sottoporremo all'attenzione della Conferenza dei Sindaci. Pur non essendo obbligati a percorrere quest'ultimo passaggio il rispetto che nutriamo verso la Conferenza ci porta a discutere con chi rappresenta i cittadini un progetto che alcuni, impropriamente, definiscono come gia' esecutivo''. ''Vogliamo migliorare il servizio - ha concluso Buoncristiano - ed utilizzare al meglio, nel rispetto contrattuale, le professionalita' oggi esistenti''.

CUMI-AISS: “La regione rettifichi le assegnazioni dei fondi per le Aziende Sanitarie”

06/07 ''La Giunta Regionale deve assolutamente rettificare le assegnazioni finanziarie alle aziende al fine di consentire le dovute applicazioni contrattuali non ulteriormente derogabili e, soprattutto, rivisitare i criteri e gli indirizzi di definizione dei piani di attivita' delle aziende''. E' quanto sostiene in una nota il segretario regionale del sindacato Cumi-Aiss, Carmine Dell' Isola. ''A distanza - ha aggiunto - di alcuni mesi dall' insediamento della nuova Giunta regionale vogliamo ribadire le critiche gia' mosse alle determinazioni ed agli indirizzi di programmazione sanitaria da parte della precedente amministrazione regionale ed invitiamo l' Assessore alla Sanita' ad avviare verifiche e rettifiche delle assegnazioni finanziarie alle aziende ed agli indirizzi di programmazione per le seguenti motivazioni. Nel Piano Sanitario Regionale e' stabilito che il criterio di finanziamento delle aziende sanitarie e' quello della cosiddetta quota capitaria, cioe' il fondo sanitario regionale e' ripartito alle aziende per il numero di abitanti di ogni area''. ''Molte aziende - ha proseguito Dell'Isola - non hanno potuto tenere conto nei bilanci di previsione degli oneri relativi al futuro contratto della dirigenza e quelli relativi al contratto della convenzionata sia perche' non si conosce l' effettiva entita' degli stessi ricadenti nell'esercizio in corso e precedenti, sia perche' l' assegnazione finanziaria per l' anno corrente risulta, per le ragioni sopra esposte, insufficiente e sottostimata. Conseguentemente assumono particolare rilievo gli esiti di assegnazioni finanziarie inadeguate''.

Oltre 455 milioni di euro per la sanità non sono stati spesi dalla vecchia Giunta

05/07 Oltre 455 milioni di euro destinati alla Sanita' non sono stati spesi dalla Regione Calabria. Si tratta di una somma ricavata da varie voci di bilancio riferite a finanziamenti accumulati negli ultimi anni. Il dato e' stato fornito dall'assessore alla salute Doris Lo Moro, nel corso di uan conferenza stampa della Giunta. "Nel corso di questi anni - ha detto l'assessore – una grande occasione e' stata sprecata dalla regione Calabria, al fine di ammodernare la rete ospedaliera e territoriale". Tra le voci di spesa inattuate, l'assessore ha citato 349.662.653 euro della legge 67/88; 10.000.000 di euro della legge 135/90 per la costruzione di unita' operative di malattie infettive; 25.000.000 di euro della legge 448/98 relativa alla riqualificazione dell'assistenza sanitaria nelle citta' di Reggio Calabria e Catanzaro; 54.332919 euro di fondi Inail. A queste risorse vanno aggiunte quelle destinate a progetti obiettivo di carattere prioritario, come screening oncologici, alla informatizzazione di strutture trasfusionali, ad iniziative di farmaco vigilanza, all'assistenza domiciliare.

Lunedì 11 presentazione del libro “La salute impaziente” di Rosy Bindi al Cinema Italia

04/07 Che cos'è la salute? Come si tutela questo bene fondamentale della persona? Si può avere un sistema sanitario equo ed efficace? A questi interrogativi tenta di dare risposta il libro di Rosy Bindi, ex ministro della sanità, dal titolo “La salute impaziente” che sarà presentato al Cinema Italia di Cosenza lunedì prossimo, 11 luglio, alle ore 18,30. Alla manifestazione prenderanno parte, oltre all’autrice, il Sindaco Eva Catizone, il vicesindaco ed assessore alla diffusione del libro Maria Francesca Corigliano e l’assessore regionale alla sanità Doris Lo Moro.A coordinare i lavori sarà la giornalista Marisa Fallico. Con il doppio registro dell'analisi politica e del racconto della propria esperienza di governo, Rosy Bindi affronta nel libro “La salute impaziente”, uno dei nodi cruciali della riforma del Welfare e ripercorre i cambiamenti che hanno investito il Servizio sanitario nazionale negli ultimi decenni. L'autrice della riforma sanitaria dell'Ulivo mette in guardia dai rischi di una strisciante privatizzazione dei sistemi di solidarietà pubblica e affronta le nuove emergenze della sanità italiana: dalla devolution all'invecchiamento della popolazione. Firma la prefazione Romano Prodi.

Qualcuno preme per mettere le mani sul CUP

03/07 Arriva l’estate e inizia la caccia agli argomenti interessanti. E quello del CUP (Centro Unico di Prenotazione) spunta puntualmente, ciclicamente come una chimera da risolvere, che viene puntualmente palleggiata sui tavoli politici. Un problema che non si è mai voluto risolvere perché le aziende sanitarie (AS e Ospedale), divise in due amministrazioni separate, non vogliono trovare una soluzione. L’ospedale ha un suo Cup, che funziona, e non aggiungiamo altro. E l’Azienda Sanitaria che vorrebbe attuarlo. Ma i due non hanno archivi comuni, hanno procedure che non comunicano e una piattaforma informatica da paesino di provincia. Tanti gli interventi e le consulenze esterne che ad oggi non hanno fruttato niente. Modeste competenze specifiche. Diversi i progetti presentati e le analisi fatte sul problema ma fino ad oggi solo riunioni inutili. Notevoli i problemi da risolvere. Per primo la gestione unica degli incassi a finire alle procedure unificate. Ma si sa quando si va cercare di modificare qualche pezzo di burocrazia, apriti cielo. I dirigenti si ribellano e alzano muri facendosi guerre tra i reparti. Ma dopo tanto parlare, qualcuno (evidentemente con qualche pressione) intervienee rilancia il problema- Per primo è proprio il direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Cosenza, Franco Buoncristiano che in una nota afferma: ''Stiamo valutando la possibilita' di privatizzare il Cup, il centro per le prenotazioni, ma rassicuro la consigliere Hoo che nulla ancora e' stato deciso e che ogni decisione sara' sottoposta prima al vaglio della Conferenza dei Sindaci. Mi pare che la stessa consigliere Hoo condivida la necessita' di mettere mano ad un settore strategico per la vita aziendale, volto a saldare il rapporto con la cittadinanza. Non e' concepibile che i cittadini debbano trovarsi, nel 2005, davanti a loro un sistema farraginoso, che non consente di usufruire di quei vantaggi che oggi la tecnologia offre. Il nostro obiettivo e' fare in modo che l' utenza possa tranquillamente effettuare le prenotazioni da casa, o attraverso il telefono oppure mediante il computer, avendo risposte certe ed immediate''. ''Se procederemo alla privatizzazione del servizio - ha concluso Buoncristiano - utilizzeremo meglio e per altri obiettivi il personale amministrativo esistente, ma lo faremo, ripeto, solo di concerto con la Conferenza dei Sindaci, verso la quale nutriamo grande rispetto''. Quindi privatizzare un servizio, che di fatto privatizzato lo è già perché non esistono competenze interne e ci si avvale del supporto di aziende esterne, è l’uncia via. Molto probabilmente, anzi, come al solito l’innesco nasce da qualche pressione di chi ha interessi a mettere mano su questo importante progetto. Vedrete che come al solito spunteranno fuori i soliti nomi, quelli che fino ad oggi hanno speso tanto e realizzato poco. Noi ci auguriamo di no, anzi, ci auguriamo che del problema vengano interessate tutte le aziende del territorio e non i “solito noti” spendaccioni.

Ass. Lo Moro: “Per le strutture sanitarie della Piana serve un intervento radicale”

02/07 'Per le strutture sanitarie della piana di Gioia Tauro occorre un intervento radicale''. Lo ha detto l' assessore regionale alla Tutela della saluta, Doris Lo Moro, parlando con i giornalisti a margine della visita che ha compiuto stamattina nei cinque ospedali e nelle altre strutture sanitarie del comprensorio gioiese. L'assessore, che era accompagnata dal direttore generale Raffaele Faillace, ha aggiunto che ''il senso del 'viaggio' compiuto a Gioia Tauro e' di capire quali risposte dare alle aspettative di una popolazione che vive in un comprensorio in cui esistono diversi ospedali, nessuno dei quali e' pero' autonomo ed in grado di offrire tutti i servizi richiesti ad una sanita' moderna''. L'assessore Lo Moro, in particolare, ha ipotizzato un intervento in due fasi. ''In attesa - ha detto - di una soluzione definitiva, che richiede tempo e dunque non puo' che giungere a lungo termine, bisogna agire nell' immediato riorganizzando nella maniera piu' razionale l' esistente''. Lo Moro ha parlato di una realta' ''non soddisfacente, caratterizzata dall' esistenza di reparti accorpati in maniera irrazionale, per cui si verifica che anche laddove esiste un reparto potenzialmente efficiente, mancano le strutture complementari necessarie per renderlo pienamente funzionale. Cio' che serve, pertanto, e' un intervento radicale''.

La Regione approva tre progetti sulla Sanità: Prevenzione tumori e cardiovascolare, vaccinazioni

01/07 La Giunta regionale, su proposta dell' assessore alla Salute, Doris Lo Moro, ha approvato tre progetti. Si tratta della campagna per la prevenzione dei tumori, del piano regionale per la prevenzione cardiovascolare e del piano regionale della vaccinazioni. La loro attuazione e' prevista nell' ambito di un triennio. ''Sono - ha spiegato Doris Lo Moro - iniziative molto importanti ai fini della prevenzione di malattie purtroppo molto diffuse, per le quali la migliore attivita' di contrasto coincide proprio con un'oculata e tempestiva attivita' preventiva. La mia soddisfazione e' maggiore pensando che i tre progetti si rivolgono in particolare alle donne, agli anziani ed ai bambini''. Lo screening oncologico, e' scritto in un comunicato, e' finalizzato alla prevenzione di alcune particolari patologie tumorali: quello della cervice uterina, della mammella e del colon retto. L' obiettivo e' sottoporre a verifica lo stato di salute delle fasce della popolazione piu' esposte attraverso controlli medici che consentano di intervenire tempestivamente in caso di manifestazioni patologiche. L' attivita' di prevenzione sara' gratuita. Le famiglie riceveranno una lettera con la quale saranno invitate a sottoporsi a visita medica, con l' indicazione di tempi e modalita'. Il piano regionale per la prevenzione cardiovascolare prevede due livelli di intervento. Il primo concerne la prevenzione delle complicanze derivanti da alcune patologie particolari, come il diabete; il secondo prevede la diffusione di una ''carta dei rischi'' finalizzata a prevenire situazioni e comportamenti che possono favorire, ad esempio, l' insorgere dell' infarto o dell' ictus cerebrale, come un' alimentazione sbagliata o il fumo. Per quanto riguarda il piano regionale delle vaccinazioni, l' assessorato intende sensibilizzare le famiglie riguardo a malattie come il morbillo, la parotite, la rosolia. Le famiglie riceveranno a domicilio una dettagliata informativa, in particolare per quanto riguarda i rischi per alcune fasce sociali, come gli ultrasessantacinquenni, oltre che per i bambini. Il piano si avvarra' di una ''anagrafe vaccinale antinfluenzale'' informatizzata, che consentira' un controllo sulla popolazione, con l' obiettivo di raggiungere la percentuale piu' elevata di persone sottoposte alla vaccinazione. Lo stato d' attuazione dei progetti nell' arco di un triennio, da parte delle aziende sanitarie, sara' sottoposto alla verifica periodica di un nucleo di lavoro che sara' istituito ad hoc e pesera' sulla valutazione dell' attivita' dei direttori generali da parte dell' assessorato.

Gentile: “La Regione paghi le spettanze alle case di cura private”

01/07 ''Non sappiamo quali siano i problemi che ostano al pagamento delle spettanze alle case di cure private, ma e' necessario che la Giunta regionale di centrosinistra si renda conto che si tratta di una priorita' assoluta che riguarda quattromila dipendenti di cui 1.500 nel comprensorio cosentino''. Ad affermarlo e' stato il sen. Antonio Gentile, di Fi. ''Siamo stati in silenzio - ha sostenuto Gentile - perche' pensavamo che il ritardo dipendesse dalla necessita' di riorganizzare i servizi, ma evidentemente cosi' non e'. La Giunta deve dare motivazioni serie sui i ritardi dei pagamenti e soprattutto su cosa intenda fare, nel settore della sanita' privata accreditata, nel prossimo futuro. C' e' in gioco il futuro di migliaia di famiglia che chiedono regolarita' e puntualita' nell'erogazione degli stipendi. Siamo favorevoli alla riqualificazione di molte strutture cosi' come siamo convinti che solo attraverso un monitoraggio approfondito si potra' stabilire quali strutture svolgano un' alta funzione sociale e quale no. Ovvio che le istituzioni, a qualunque colore politico appartengono, devono evitare contrasti soci ed economici molto forti''. ''Consegnare le chiavi delle strutture, da parte dei titolari ai prefetti delle rispettive province - ha concluso Gentile - sembra un gesto disperato dovuto al fatto che la Regione ad oggi, non ha inteso, dopo innumerevoli richieste nemmeno convocare le parti per trovare giuste ed equilibrate soluzioni. La stragrande maggioranza delle cliniche private e' una risorsa e merita una pronta soluzione dei gravi problemi presenti''.

Dal 7 al 9 luglio congresso nazionale degli odontoiatri in Calabria

30/06 Sara' Stephen Wallace, docente del Dipartimento Implantologia orale della New York University School Dental Medicine, a tenere una speciale lezione nel corso del primo congresso interregionale dell' Associazione italiana odontoiatri (Aio) che si svolgera' a Copanello di Staletti' dal 7 al 9 luglio prossimi. L' iniziativa congressuale - che secondo gli organizzatori si propone come un importante momento di aggiornamento tecnico ma anche di confronto sugli scenari della categoria - e' stato promosso dalla sezione calabrese dell' Aio, presieduta da Gregorio Meddis. Il prof. Wallace, per la prima volta in Calabria, parlera', in occasione della prima giornata dei lavori, delle moderne tecniche di implantologia soffermandosi sulla ''Chirurgia del seno mascellare: l' ottimizzazione attraverso la tecnica, la corretta gestione delle complicanze e l' attenta selezione degli impianti e dei materiali da innesto''. ''La presenza di Wallace - ha detto Meddis - e' senza dubbio un evento importante per la nostra categoria perche' permette a tutti i professionisti del settore di conoscere l' avanguardia dell' implantologia e imparare, direttamente dalla fonte, le tecniche che permettono di installare gli impianti anche in zone limite. Scopo di questa lezione con il professore Wallace, infatti, sara' di imparare a confrontare i risultati delle diverse tecniche di rialzo del seno mascellare, sapendo scegliere la terapia piu' appropriata ed evitando, o gestendo, le complicanze chirurgiche''. Il docente della New York University, nella seconda giornata dei lavori, relazionera', invece, sulla esperienza portata avanti nel suo ateneo. In occasione del primo congresso interregionale degli odontoiatri, l' Aio presentera' anche la Prima edizione del Premio ''Rosa Maria Munizza'', odontoiatra catanzarese prematuramente scomparsa l' anno scorso. Il premio consiste nella consegna di una borsa di studio ad un neolaureato in Odontoiatria dell' Universita' Magna Graecia di Catanzaro nel biennio 2005-2006, che permettera' al giovane professionista di studiare per un intero mese alla New York University School of Dental Medicine, a contatto con i professionisti piu' qualificati a livello mondiale. ''Proprio nei giorni della scomparsa della dottoressa Munizza - spiega Meddis - la coincidenza volle che la New York University ci comunicasse l' approvazione del progetto a favore di un giovane neolaureato catanzarese. L' idea, quindi, di intitolare questo premio alla memoria della Munizza, molto legata alla sua professione che considerava una missione, e' stata immediata''. La ''tre giorni'' odontoiatrica di Copanello prevede, inoltre, numerosi momenti di aggiornamento tecnico: tra gli altri anche una tavola rotonda sulle ''Modalita' comportamentali nei contenziosi medico-legali in ambito odontostomatologico'', argomento molto sentito in questo momento dalla categoria che richiede maggiore attenzione al proprio codice deontologico. Le relazioni tecniche saranno a cura di esperti e cattedratici che affronteranno l' argomento a 360 gradi: tra questi, infatti, saranno presenti anche un magistrato ed avvocato.

Caruso (AN) “No alle strumentalizzazioni, i bilanci della sanità sono in ordine”

30/06 ''I bilanci della sanita' sono in ordine e questo principio vale per le aziende ospedaliere di Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro e per le aziende sanitarie: in questi anni abbiamo ridotto il debito complessivo di oltre un miliardo duecento milioni di euro, per cui non accetteremo strumentalizzazioni politiche: e' un discorso che facciamo a livello politico ed istituzionale''. A sostenerlo, in una nota, e' Roberto Caruso deputato di An. ''So che in molte aziende ci sono stati rilievi - afferma Caruso - ma non si e' trattato di bocciature, da parte dei revisori dei conti: questi rilievi saranno chiariti. La Giunta regionale ha tutto il diritto di effettuare le verifiche, ma al momento opportuno e nel rispetto assoluto delle leggi in vigore. Poi si faranno le scelte, ma queste dovranno essere fatte sulla base di una garanzia totale nei confronti dei cittadini''. Per il parlamentare di An ''il clima di pressione continua che si registra da quando e' stata eletta la nuova Giunta non e' accettabile, ne' si puo' dare credito a qualche corvo improvvisato che soffia sul fuoco. La Giunta deve fare le sue valutazioni, ma nella tranquillita', perche' le Spade di Damocle hanno il solo effetto di creare confusione e di non lasciare tranquillo chi lavora per la salute di tutti. E' chiaro - sottolinea Caruso - che se un revisore o un controllore, e parlo per esempio, fa un rilievo, questo deve essere valutato con prudenza: cio' deve avvenire in ogni caso ed in ogni settore della vita pubblica, chiaramente pretendendo che il controllore abbia tutti i titoli di legge per farlo. Chiedo all' assessore Lo Moro - conclude il parlamentare di An - che per me e' garanzia di onesta' intellettuale, di porre fine a questo stillicidio inaccettabile:a tempo debito, e mancano solo pochi mesi, si faranno le valutazioni di legge''.

Raccolti a Castrovillari 2.700 euro per la lotta alla leucemia

27/06 Circa 2.700 euro sono stati raccolti nel corso di una iniziativa benefica a Castrovillari e saranno devoluti all' Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e melanoma, Ail. Lo ha reso noto Lucia Iazzolino, socia del sodalizio e promotrice della serata che ha coinvolto il Comune nell' iniziativa ''Dare Amore agli altri attraverso il nostro si''. L' esponente dell' Ail ha ringraziato la citta', le istituzioni e i partecipanti all' iniziativa cui sono intervenuti l' ematologo Carlo Gentile, presidente Ail di Cosenza; Donatella Laudadio, assessore alle Pari opportunita' della Provincia di Cosenza; il sindaco Franco Blaiotta; rappresentanti del gruppo Adovos.

Presentate a Gizzeria le linee guida sul trattamento dell’Alzheimer

25/06 Sono state presentate a Gizzeria Lido, nel corso di un incontro organizzato da Pfizer Italia, le prime Linee Guida Italiane sul trattamento della Malattia di Alzheimer. Alla stesura delle linee guida ha partecipato un comitato di esperti dell' Associazione italiana di psicogeriatria (Aip), composto da neurologi, psichiatri e geriatri in accordo con l' Associazione italiana malati di alzheimer(Aima) e la Federazione Alzheimer Italia. ''Le linee guida riguardano, in particolare, - e' detto in un comunicato del' Aip - il trattamento della Malattia di Alzheimer, una patologia nella quale il decadimento cognitivo e' tale da giungere, in tempi rapidi, a distruggere l' identita' della persona ammalata e la possibilita' di una normale relazione con l' ambiente che lo circonda. Il testo rappresenta un' opportunita' di riflessione e fornisce indicazioni metodologiche sui principali aspetti clinici delle demenze, senza nulla togliere alla liberta' del medico e degli operatori, ma invitando ad una necessaria valutazione e al confronto con le evidenze scientifiche piu' moderne''. ''Le linee guida nazionali - ha detto Amalia Bruni, direttore del Centro Regionale di Neurogenetica dell' ospedale di Lamezia Terme - rappresentano un' opportunita' per tutti i professionisti della cura che gravitano attorno al paziente affetto da malattia di Alzheimer. Rappresentano inoltre uno strumento essenziale anche per i medici specialisti in quanto in prospettiva tendono ad uniformare i criteri diagnostici e i trattamenti della patologia, nel rispetto della specificita' di ogni malato di Alzheimer''. Il morbo di Alzheimer oggi interessa 18 milioni di soggetti in tutto il mondo. In Italia ne soffrono circa 600.000 individui (il 7% della popolazione sopra i 65 anni) e si contano circa 80.000 nuovi casi l' anno. Nei prossimi 40 anni e' atteso un notevole incremento della diffusione globale della malattia a causa dell' aumento del numero delle persone anziane. La patologia di e' piu' diffusa tra la donne, poiche' queste ultime costituiscono la parte piu' ampia della popolazione anziana. Nel 77% dei casi, le donne sono quelle che si prendono cura dei malati di Alzheimer. ''L' Associazione Italiana di Psicogeriatria - e' detto ancora nella nota - ritiene, quindi, che guidare i medici e gli altri operatori lungo un percorso di cura indirizzato a pazienti affetti da malattia di Alzheimer sia di importanza fondamentale. Si e' quindi impegnata in un iter complesso che nei prossimi anni interessera' anche altri ambiti che si gioverebbero di linee guida: da quello della diagnosi (soprattutto precoce), all' organizzazione dei servizi, alle modalita' assistenziali''.

Belcastro: "Nessuna chiusura del pronto soccorso"

24/06 La direzione sanitaria dell'Azienda Ospedale di Cosenza comunica, che non e' ''prevista alcuna chiusura o ridimensionamento dei posti dedicati all'emergenza all'ospedale Annunziata''. La direzione, inoltre, rende noto che ''negli ultimi mesi sono stati realizzati, oltre all'area per l'osservazione breve intensiva (Obi) ed all'area triage , che prevede l'accettazione sulla base della gravita' del paziente, i Pronto Soccorso Specialistici, unici per la Calabria, quali il Ps Ortopedico,il Ps Ostetrico Ginecologico ed il Ps Pediatrico medico e chirurgico. Tutto questo - spiega la nota - per offrire ai pazienti prestazioni qualificate e specialistiche, anche in emergenza, e decongestionare il Pronto Soccorso generale''. Per quanto riguarda, poi, il personale dell'unita' operativa di medicina d'urgenza e pronto soccorso, la Direzione sanitaria ''precisa che l'organico attualmente in forza e' di 19 unita' di dirigenti medici, compreso il primario, di cui 4 inidonei alla sola attivita' di pronto soccorso (ma non alle attivita' di reparto e di accettazione sanitaria), mentre quello del perso-nale infermieristico e' stato di recente incrementato''. La direzione sanitaria, inoltre sottolinea che ''per ovviare all'inadeguatezza della gestione del reparto che determinerebbe, certamente, disagi all'utenza, si e' deciso di procedere all'assunzione (a tempo determinato e nell'assoluto rispettodelle vigenti disposizioni), dal prossimo mese di luglio, di ulteriori tre unita' di dirigenza medica, in possesso oltre che della specializzazione, della necessaria esperienza professionale''. La direzione sanitaria rende inoltre noto di avere avocato a se l'organizzazione dei turni di servizio del personale medico''. Mentre la direzione generale ha ''programmato un incontro, per martedi' prossimo, con l'assessore alla salute del Comune capoluogo per continuare il confronto programmatico ed istituzionale che ha come fine il miglioramento complessivo dei servizi ospedalieri''.

Il Sumai chiede un tavolo di confronto con la Regione. “Recuperare il gap tra Calabria e Paese”

24/06 ''I molteplici problemi che attanagliano la sanita' calabrese non consentono piu' ulteriori perdite di tempo. E' necessario avviare un tavolo di discussione tra gli organi politici della Regione, i sindacati, e i rappresentanti di categoria che, a vario titolo, interagiscono tra loro componendo la variegata galassia di un settore che soffre ormai di ritardi non piu' tollerabili''. Lo afferma Carlo Colella, segretario regionale del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana (Sumai). ''Ad alcune settimane dall' insediamento dell' assessore alla Sanita' Doris Lo Moro - prosegue Colella - diventa piu' che mai indispensabile riunire quanto prima le organizzazioni sindacali piu' rappresentative della sanita' calabrese per iniziare a definire obiettivi e strategie da perseguire assieme. Inizialmente, l' assessore Lo Moro ha giustamente avuto bisogno di compiere una ricognizione del settore per rilevare di persona i punti di criticita' e quelli delle potenzialita' della Sanita' nella nostra regione. Ora tale lavoro va completato iniziando, da subito, il confronto, in particolare di quei settori dove il danno all' amministrazione sanitaria attuato dalla destra si e' rivelato maggiore''. A parere del segretario regionale del Sumai ''serve un confronto complessivo e articolato, dal quale partire per definire modi e tempi dell' azione politica per recuperare il gap esistente tra la Calabria e il resto della nazione. E' da tenere presente che la nostra regione e' il fanalino di coda per quanto riguarda l' applicazione della normativa che discende dagli Acn e dalla Finanziaria 2005''. ''L' incapacita' al confronto mostrata dalla Giunta Chiaravalloti, e' stata una delle cause del suo fallimento politico e della sua conseguente sconfitta elettorale - sostiene ancora Colella - con l' arrivo di Agazio Loiero e Doris Lo Moro tante cose possono cambiare. Ed e' per questo che invitiamo il Presidente della Giunta e l' Assessore ad accorciare i tempi e a procedere senza indugio al confronto''.

Convegno sulla riabilitazione cardiopatica il 25 a Catanzaro

23/06 L'Azienda Ospedaliera 'Mater Domini' di Catanzaro, diretta da Mario Santagati e la Facolta' di Medicina dell'Universita' degli Studi 'Magna Grecia', diretta da Francesco Costanzo, hanno organizzato per sabato un Simposio sul tema: ''La riabilitazione del paziente cardiopatico e pneumopatico: una realta' operante verso nuove prospettive''. L'incontro sara' presieduto dal Gennarino Borrello primario del Centro per la valutazione e la riabilitazione del cardiopatico dell'Azienda ''Mater Domini'' di Catanzaro. E' prevista la partecipazione di numerosi docenti delle universita' calabresi e primari ospedalieri che relazioneranno sulle ultime metodologie e sui programmi riabilitativi nello scompenso cardiaco. Al Simposio, che ha valore di corso specialistico, prenderanno parte un centinaio di medici provenienti da tutta la regione. ''Negli Stati Uniti - ha detto Borrello - nel 2003 sono stati spesi circa 152 miliardi di dollari per il trattamento delle malattie cardiovascolari. Questa spesa e' largamente concentrata sulla prevenzione, sul trattamento e sulle complicanze della cardiopatia ischemica, i cosiddetti fattori di rischio non tutti modificabili. Fondamentalmente l'incidenza di patologia cardiovascolare e' progressivamente crescente con il crescere dei fattori di rischio. Anche in questo caso partiamo da dati americani, riscontrati anche nelle nostre latitudini, che dimostrano in maniera inequivocabile come la sopravvivenza di pazienti con varie classi di eta', sia fortemente condizionata dal numero dei fattori di rischio presenti in contemporanea, che riduce in maniera significativa la sopravvivenza di questi pazienti''.

Pronto soccorso dell’Annunziata, l’ass. D’Alessandro chiede un incontro urgente con l’Azienda Ospedaliera

22/06 Un urgente incontro con i vertici dell’Azienda Ospedaliera è stato chiesto dall’assessore alla salute del cittadino Roberto D’Alessandro per affrontare compiutamente i problemi che da più tempo riguardano il pronto soccorso del presidio ospedaliero dell’Annunziata, sia con riferimento all’organico, sia per quanto attiene alla logistica. “L’organico dei medici che prestano servizio presso il pronto soccorso medico del presidio ospedaliero dell’Annunziata di Cosenza – sottolinea l’assessore D’Alessandro - nel tempo si è progressivamente assottigliato, riducendosi da sedici ad otto unità. Solo queste otto unità, oggi, turnano effettivamente in un servizio così delicato. Queste otto unità, da qualche mese, sono coadiuvate da cinque giovani medici incaricati. Tre medici, infatti, sono stati giudicati non più idonei al servizio di pronto soccorso da una commissione medica competente e la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi – sottolinea ancora l’assessore D’Alessandro - in quanto altre due inidoneità già pronunciate, ma temporaneamente sospese, a quanto pare, potrebbero nell’imminenza essere ripristinate. Eppure il servizio di pronto soccorso – prosegue la dichiarazione di Roberto D’Alessandro - riesce a smaltire un ingente lavoro, che si traduce in cifre esorbitanti: oltre 50 mila prestazioni all’anno. Una tale mole di lavoro viene svolta puntualmente – e ciò che più conta – con grande professionalità, come testimonia il tasso di mortalità estremamente basso: appena lo 0,0002%, ovvero 60-70 casi di decesso all’anno. Alla professionalità, medici e paramedici coniugano un grande senso di abnegazione se si considerano gli spazi angusti, invivibili, spesso promiscui in cui sono costretti a svolgere la loro delicata opera. Il carico di lavoro non si è ridotto, l’organico dei medici sì!!! E’ paradossale, incredibile, ma vero. Tutto questo sotto lo sguardo indifferente ed inoperoso del management dell’azienda ospedaliera: Direttore generale e Direttore sanitario. L’Amministrazione comunale, interprete dello stato di disagio del personale medico e paramedico del servizio di pronto soccorso e interprete anche delle necessità dell’utenza, esorta i vertici dell’Azienda ospedaliera di Cosenza a porre immediatamente rimedio a tale gravosa ed incresciosa situazione attraverso soluzioni coerenti e conseguenziali, anche con l’attuale dotazione organica ospedaliera. Al fine – conclude l’assessore D’Alessandro - di individuare tali non più differibili soluzioni, che vanno opportunamente estese anche al reperimento di ulteriori spazi logistici, si invita il management dell’Azienda ospedaliera ad un urgente incontro, nel rispetto – sempre e comunque – dei ruoli e delle prerogative delle singole istituzioni.”

I consiglieri di FI al Comune di Cosenza definiscono una farsa il documento sulla sanità approvato in Consiglio

20/04 ''Il documento sulla sanita' cosentina e' stato approvato da 14 consiglieri su 41 e rappresenta non la volonta' del Consiglio comunale, ma di una sparuta minoranza con soggetti politici sui quali preferiamo sorvolare, ma la cui credibilita' puo' facilmente verificare rivolgendosi a qualche esponente della sinistra ed al mondo della societa' civile che ben conosce''. Lo affermano, in una lettera aperta inviata all' assessore regionale alla Sanita', Doris Lo Moro, i consiglieri di Fi al Comune di Cosenza, Sergio Bartoletti, Eugenio Gagliardi, Franco Perri, Massimo Logullo ed Alessandra Lo Polito. ''Il documento sulla sanita' - hanno sostenuto i consiglieri di Fi - e' una grande farsa portata avanti da un consigliere comunale che tutti conoscono. E' grave che il Consiglio non riesca ad affrontare argomenti del genere a maggioranza e, soprattutto, che non metta in evidenza le grandi cose realizzate all' azienda ospedaliera ed a quella sanitaria . Siamo in presenza di un uso falso dei sigilli della moralita' e della politica e su valori rispetto ai quali non ci puo' essere alcun patteggiamento. Una brutale e volgare aggressione viene quotidianamente rivolta, con metodi ricattatori, ai direttori generali delle due Aziende''. ''Una vicenda che dimostra, caro assessore - hanno concluso i consiglieri di Fi - la voglia di lottizzazione di soggetti che, peraltro, puntano a riportare alla guida della sanita' cosentina personaggi che le cronache, non solo quelle di costume, ben conoscono. Le verifiche vanno fatte da Lei e non da figuri che rappresentano una sconfitta per la citta' che e' stata di Fausto Gullo e di Giacomo Mancini, di Antonio Guarasci. E lo diciamo non solo all' assessore, ma anche all' apprezzato magistrato''.

Le case di cura chiedono l’intervento dei Prefetti delle cinque province

18/06 Il presidente dell’AIOP Calabria, avv. Enzo Paolini, ha inviato ai Prefetti delle cinque Province il seguente telegramma: “SOLLECITIAMO INCONTRO PER INSOSTENIBILE SITUAZIONE CASE DI CURA STOP CONSIDERIAMO LEGITTIME AGITAZIONI PERSONALE DIPENDENTE NON CORRETTAMENTE INFORMATO SU RESPONSABILITA’ SITUAZIONE STOP URGE VOSTRO DIRETTO INTERVENTO PRESSO REGIONE CALABRIA COLPEVOLMENTE INADEMPIENTE ET IRRESPONSABILMENTE ASSENTE STOP DEFERENTI SALUTI STOP ENZO PAOLINI PRESIDENTE AIOP CALABRIA“-
L’iniziativa del presidente dell’AIOP va messa in relazione alle agitazioni in corso da parte dei dipendenti delle Case di Cura che operano in Calabria i quali chiedono, per come e’ nel loro pieno diritto, di vedersi riconosciuti gli aumenti contrattuali, sottoscritti dall’AIOP, unitamente agli arretrati maturati. I titolari delle Case di Cura riconoscono il loro obbligo ma da mesi vanno insistendo con le ASL territoriali e con gli uffici dell’Assessorato regionale alla Sanità perché si provveda a pagare le prestazioni già erogate e che risalgono al 2004, per non dire di pagamenti arretrati che risalgono al 2003 ed oltre. E’ da condannare il comportamento della Regione che non spiega dove stia l’impedimento per procedere a tali pagamenti e utilizza, oltre il compatibile, la giustificazione del passaggio di competenze da una giunta di governo ad un’altra, da un assessore ad altro.
La Regione è stata informata, al livello più alto, della gravità della situazione ma a tutt’oggi non si è avuto modo, fra i tanti incontri avuti dalla nuova Giunta Regionale, di tenerne uno con la rappresentanza delle Case di Cura che svolgono quotidianamente un lavoro di delicata rilevanza sociale. In questa situazione non manca qualche dirigente sindacale che, non volendo affrontare il problema nella sua cruda realtà, fornisce ai lavoratori in agitazione notizie non vere o comunque imprecise, poiché affermare che la Regione ha fatto la sua parte per consentire la sigla dei nuovi contratti con relativi aumenti risponde al vero in termini di impegno assunto ma non si è ancora tradotto in atti amministrativi concreti e conseguenti. Per di più si continua a rinviare, con i più fantasiosi pretesti, il pagamento dei crediti già maturati dalle Case di Cura che hanno ormai utilizzato gli affidamenti bancari al massimo limite consentito.
Da qui l’iniziativa dell’AIOP di chiedere l’intervento diretto dei Prefetti, molto più a contatto delle realtà locali e dei problemi che quotidianamente bisogna affrontare, affinché la Regione si assuma le sue responsabilità e risponda all’opinione pubblica della messa in crisi non solo dell’ospedalità pubblica, a tutti nota per via dei costi impropri e degli sprechi che gravano sulle strutture ospedaliere, ma anche dell’ospedalità privata, comprimaria del servizio sanitario nazionale e regionale su un piano di assoluta parità, che per sua natura si è sempre attenuta a criteri imprescindibili di sana gestione sotto il profilo imprenditoriale in modo da poter garantire ai cittadini bisognosi di cure prestazioni di alta qualità.

In ripresa il numero delle nascite. Meno aborti volontari, aumentano quelli sponatnei.

16/06 In lieve ripresa il numero di figli per ogni donna, soprattutto grazie alle immigrate; in calo gli aborti volontari, in crescita quelli spontanei. Questa l'istantanea tracciata da Emilio Arisi, direttore della Ostetricia-Ginecologia dell'Ospedale S.Chiara di Trento, all'incontro con la stampa in apertura del 1/o Congresso Nazionale della Sic-Societa' Italiana della Contraccezione, a Modena da oggi a sabato 18 giugno. Persiste un problema di informazione, ha detto Annibale Volpe, presidente Sic: ''Il nostro obiettivo e' duplice: promuovere la ricerca, soddisfare una richiesta crescente di informazione. E' chiaro che non ci proponiamo di promuovere il ricorso alla contraccezione tout-court, bensi' di fornire a chi ha liberamente scelto di adottare metodi anticoncezionali l'informazione piu' chiara, semplice e completa,'' ha concluso. ''La fertilita' nel nostro paese e' in modesta ripresa nel numero di figli per donna - ha detto Arisi - Pur restando tra i piu' bassi del mondo, e' passato da 1,22 figli nel 1999 a 1,30 nel 2003. Cio' soprattutto per via delle donne immigrate da Paesi a piu' alto tasso di nascite. Tuttavia, nel 2050 si stima che la popolazione italiana possa essere attorno ai 50 milioni, con un saldo negativo rispetto ad oggi di oltre 7 milioni di persone, -12%'' ha spiegato. L'eta' media delle donne al primo parto, 25,5 anni nel 1961, 28 nel 2001, si sposta in avanti riducendo anche la probabilita' di un secondo o di un successivo parto. A cio' si lega probabilmente anche l'aumento negli anni dell'aborto spontaneo, influenzato dall'invecchiamento: da 56.157 casi nel 1982 a 70.235 nel 2001. ''Diminuisce, invece, il ricorso all'aborto volontario: da 234.801 nel 1982 a 132.795 nel 2003, -43,4%,'' ha detto ancora Arisi. ''Anche in questo quadro - ha sottolineato - entra prepotentemente la figura delle immigrato che hanno praticato l'aborto. passate da 8.967 nel 1995 a 29.263 nel 2002, +226.3%''. Sui metodi anticoncezionali, l'Italia si colloca in una posizione di medio-basso utilizzo della contraccezione ormonale rispetto all'Europa, ove in alcune nazioni circa il 50% delle donne in eta' fertile usa la pillola: ''Uno studio del 2003 su 12.138 donne scelte casualmente in 5 paesi europei, che includeva anche 2.301 donne italiane - ha spiegato Arisi - stimava che in Italia 2,6 milioni di donne utilizzassero la contraccezione ormonale (la pillola; cerotto e anello contraccettivo non erano ancora disponibili, ndr) con una percentuale del 19% nelle donne di 15-45 anni. Il 19% veniva attribuita alla Spagna, alla Gran Bretagna il 27%, alla Germania il 34%, alla Francia il 45%. In base alle stime ricavate dai dati delle vendite in farmacia (dati 2002), la percentuale di italiane di 15-45 anni che utilizzano la contraccezione ormonale mostra nette differenze: circa il 24% al Nord, il 20% al Centro e poco piu' del 13% al Sud''. Per regione, queste le stime di utilizzo tra i 15 e 45 anni nel 2002: Basilicata 9,5%; Campania 9,6%; Calabria 10,9%; Puglia 11,1%; Molise 11,8%; Sicilia 13,7%; Marche 16,4%; Abruzzo 16,4%; Umbria 18,3%; Lazio 19,1%; Veneto 21,3%; Friuli V.G. 22,7%; Piemonte 23,0%; Trentino A.A. 23,5%; Toscana 23,5%; Lombardia 24,3%; Liguria 24,9%; Emilia-R. 25,2%: V.Aosta 29,0%; Sardegna 32,7%. L'uso dello Iud (spirale) si e' stabilizzato, dopo aver subito un calo di circa il 40% dagli anni '90 al 2000, attestandosi attorno ai 150 mila inserimenti l'anno. ''Le diverse indagini stimano un utilizzo da parte del 3-5% delle donne in eta' fertile'', ha detto Arisi. Il profilattico viene stimato per un utilizzo da parte del 20% delle coppie, in crescita per la maggiore consapevolezza della necessita' di difendersi dalle malattie a trasmissione sessuale come l'Aids. Si stima che in Italia ne vengano utilizzati da 120 a 160 milioni di pezzi l'anno, cui vanno aggiunti non meno di 60-100 milioni di pezzi nelle prestazioni sessuali a pagamento. In crescita, ma ancora non a sufficienza, il ricorso al profilattico anche tra le adolescenti che hanno avuto esperienze sessuali: circa il 40% prima della maggiore eta'. Infatti, solo poco piu' della meta' ricorre a metodi anticoncezionali, quasi sempre - in oltre 7 casi su 10 - il profilattico, ma l'altra meta' non utilizza ne' un anticoncezionale ne' tantomeno una difesa dalle malattie sessualmente trasmesse. Un altro dato e' sulla contraccezione d'emergenza, in ascesa d'utilizzo. ''Dalla stima di quante confezioni di levonorgestrel (la pillola del giorno dopo, ndr) siano state vendute in farmacia nel 2004, si valuta che 310mila donne abbiamo usato questo metodo, con un incremento del 13% rispetto all'anno precedente. Questa metodica - ha concluso Arisi - e' sicuramente una delle poche per contrastare, in condizioni di urgenza, l'insorgere di una gravidanza non desiderata e la scelta di un possibile conseguente aborto volontario.''

Presentati i risultati del progetto “Donna e salute”

16/06 Sensibilizzare le donne che vivono in situazioni di disagio sul tema dell’educazione alla salute ed informarle sui problemi, sulle possibili soluzioni, sui servizi che la città offre. Ma soprattutto prestar loro quell’ascolto e quell’attenzione di cui hanno bisogno.Con questi obiettivi il Soroptimist International Club di Cosenza ha portato avanti il progetto – intervento di educazione sanitaria “Donna e salute”, realizzato con il contributo del “Progetto Donna” della Regione Calabria e in collaborazione con il Comune di Cosenza.L’iniziativa ha interessato il centro storico della città dei Bruzi e si è avvalsa della collaborazione del Centro d’ascolto alle donne della III Circoscrizione.I risultati di quest’esperienza con le donne del centro storico di Cosenza sono stati presentati ieri pomeriggio nel Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi.“Si è trattato di un’esperienza piuttosto significativa per la nostra associazione – ha detto Maria Luisa Ammerata Feraco, presidente del Soroptimist Culb di Cosenza – Siamo donne che vogliono aiutare altre donne. Diamo voce e chi voce non ha. Questa volta, invece, abbiamo voluto soprattutto ascoltare”.“Il progetto avviato dal Soroptimist – ha commentato il Vice Sindaco Maria Francesca Corigliano – ha permesso di riscoprire una risorsa del nostro Comune, il Centro d’ascolto alle donne della III Circoscrizione, e di sperimentare una fruttuosa collaborazione che speriamo di allargare alle altre associazioni”.Anche l’assessore alle Politiche Femminili, Felicita Cinnante, ha sottolineato l’importanza della sussidiarietà.“Ognuno deve apportare il proprio contributo, per le proprie competenze e capacità”.Riguardo all’iniziativa ha aggiunto: “Si tratta di un progetto che s’inserisce nella filosofia che ha accompagnato la nascita del Centro d’ascolto, struttura che si propone di dare ascolto, attenzione, anche coccole a donne, che fanno spesso fatica a ricomporre i brandelli della loro esistenza”. La biologa Sabruna Garasto è entrata nei dettagli del progetto.“L’intervento – ha spiegato – ha interessato 22 donne del Centro storico, di età compresa tra i 19 e gli 82 anni, che hanno incontrato le nostre esperte in occasione di quattro seminari, incentrati su temi relativi alla ginecologia, alla cardiologia e alla psicologia, scelti dalle stesse donne”. Sono stati somministrati alle partecipanti due questionari, all’inizio e alla fine del progetto, uno conoscitivo e l’altro di feedback, per valutare l’incidenza effettiva dei messaggi lanciati. La maggior parte delle partecipanti ha mostrato di aver recepito i consigli e le indicazioni su modelli di vita e di comportamento più salutari. All’incontro di ieri pomeriggio hanno partecipato anche la cardiologa Cosima Cloro e le psicologhe Maria Francesca Amendola a Gianfranca Cosenza, che, insieme alla ginecologa Rosanna Voto, hanno tenuto i seminari.

Due espianti multi organo in 48 ore in Calabria e due trapianti di rene all’Annunziata

15/06 Due espianti multiorgano sono stati eseguiti nell'arco di 48 ore in strutture sanitarie calabresi. I prelievi sono stati effettuati dai cadaveri di due persone decedute a causa di problemi cerebro-vascolari acuti nei reparti di rianimazione delle aziende ospedaliere "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro e "Annunziata" di Cosenza. I successivi trapianti sono stati effettuati nei centri specializzati di Reggio Calabria (dove e' stato eseguito nella stessa giornata un trapianto di rene da donatore vivente) e Cosenza, con la collaborazione del professore Bruno Nardo dell'Universita' di Bologna. Apprezzamento per la "sensibilita', la generosita' ed il grande senso di altruismo" dimostrati dai due pazienti donatori e' stato espresso dall'assessore regionale alla salute Doris Lo Moro. "Questo grande gesto d'amore - ha detto l'assessore – ha consentito a tanti pazienti affetti da gravi malattie croniche di ricevere l'atteso trapianto necessario per la loro sopravvivenza o per il miglioramento della qualita' della vita". Lo Moro ha sottolineato, inoltre, che gli interventi sono stati possibili "grazie alla fattiva collaborazione ed alla professionalita' di rianimatori, nefrologi, medici di direzione sanitaria e coordinatori alla donazione e dei numerosi operatori e tecnici delle aziende ospedaliere stesse. Questo - secondo l'assessore - significa che la sanita' calabrese non parte da zero e che in essa operano competenze di alto livello. Incoraggiante - secondo Lo Moro - e' anche il diffondersi progressivo e costante della cultura della donazione in una regione nella quale, finora, sotto questo punto di vista, i dati non sono stati incoraggianti".

Bindi “Costituire un coordinamento sulla sanità delle regioni del Mezzogiorno”

14/06 ''In questo momento il centro sinistra governa in tutte le regioni meridionali e io credo che si debba costituire un coordinamento tra gli assessori regionali e i presidenti regionali del Sud per porre veramente la questione sanita' meridionale e per il rilancio di tutto il sistema sanitario nazionale''. Lo ha detto Rosi Bindi, oggi a Crotone, aggiungendo che ''se non si risolvera' questo problema anche dal punto di vista finanziario, rischiamo di mettere in crisi anche la sanita' delle altre regioni''. L' ex ministro della sanita' ha rilevato che nel Sud ''non mancano luoghi di eccellenza, grandi professionalita'; quello che manca e' il sistema, e' la rete dei servizi, e' la quotidiana presa in carico dei pazienti. Noi - ha quindi spiegato - abbiamo presentato come centro sinistra un disegno di legge proprio per la infrastrutturazione della sanita' del Sud che non significa solo nuovi ospedali, ma nuove tecnologie, investimenti formativi: per esempio nuovi manager, nuove competenze organizzative e professionali''. ''Siccome questa Giunta (il riferimento al nuovo governo regionale calabrese ndr) ha la possibilita' di farcela e l' assessore alla Sanita' e' una donna brava - ha detto la Bindi - io credo che la Calabria diventera' un laboratorio interessante''.

Veraldi (DL) “Le case di cura private sono inadempienti”

13/06 ''La vertenza della sanita' privata, relativa alle strutture accreditate nel sistema regionale della sanita' calabrese ed associate all' Aiop, tende ad inasprirsi, ancora una volta, a causa del mancato pagamento ai dipendenti degli arretrati contrattuali che, per il mese di maggio, avrebbero dovuto essere pari al 50% di quanto gia' stabilito dal rinnovo del contratto di lavoro''. E' quanto afferma, in una nota, Luigi veraldi, segretario generale della Cgil-Funzione pubblica della Calabria. ''A cio' si aggiunge - afferma ancora Veraldi - che ormai e' prassi consolidata il ritardato pagamento degli emolumenti economici correnti e quindi il ricorso dei lavoratori alla tutela sindacale, per una situazione che ormai si ritiene insostenibile e per la quale e' stata anche formalizzata diffida alle aziende, con l' annuncio dell' avvio di una fase di mobilitazione che potrebbe sfociare in una definitiva proclamazione dello sciopero. In considerazione della particolare fase legata allo stato di agitazione del personale, si e' provveduto a chiedere un incontro all' assessore regionale alla Sanita', Doris Lo Moro, per fare chiarezza sulle presunte problematiche inerenti il rapporto negoziale tra le strutture dell' Aiop ed il Servizio sanitario regionale. Se nell' espletamento di tale incontro non saranno ravvisate le necessarie garanzie che l' AIOP dovra' offrire in favore dei lavoratori, si delineera', insieme con questi ultimi, un percorso di azioni eclatanti per rivendicare il diritto al rispetto del contratto di lavoro e contestualmente si avanzera' proposta per la sospensione dall' accreditamento di tutte le strutture non in regola con le applicazioni e gli adempimenti previsti dal contratto di lavoro''.

Aggiudicati i lavori di rifacimento dell’Ospedale di Rogliano

11/06 L' Azienda ospedaliera di Cosenza ha aggiudicato la gara per i lavori di rifacimento del plesso ospedaliero di Rogliano, destinato ad ospitare il reparto di ricovero e ricerca neurologica insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche. Lo riferisce un comunicato nel quale si precisa che ''i lavori dureranno non piu' di sei mesi, per una spesa complessiva di circa 1,5 milioni di euro''. ''Saranno ristrutturati i locali interni - e' detto nella nota - messi a norma i collegamenti e la sicurezza. Il reparto neurologico di ricerca attivato con il Cnr sara' il secondo centro ospedaliero specifico italiano, dopo quello esistente a Pisa. Coordinatore scientifico sara' il prof. Aldo Quattrone, ritenuto uno dei migliori neurologi italiani''. ''Sempre a Rogliano, e' scritto nel comunicato, continuano i lavori per l' installazione della Tac ed entro la fine di giugno si potra' provvedere a questa fondamentale implementazione''. ''Su Rogliano - ha detto il direttore generale dell' Azienda , Antonio Belcastro - abbiamo concertato un lavoro di grande efficienza con tutte le organizzazioni sindacali e con i sindaci del Savuto, fissando degli obiettivi di qualita' che stanno per essere raggiunti''.

La Cisl-Fps proclama lo stato di agitazione della sanità privata. Non sono stati liquidati gli arretrati

10/06 La Cisl-Fps in una nota inviata all' Aiop regionale (Associazione della Ospedalita' Privata) e per conoscenza all' assessore Regionale alla Sanita', ha sollecitato il pagamento degli arretrati contrattuali per gli anni 2002-2003 e 2004 ai dipendenti. Lo ha reso noto il segretario generale del sindacato, Domenico Cubello. ''Nella nota - e' scritto in un comunicato - si fa riferimento agli impegni assunti per rideterminare l' abbattimento tariffario che la Regione ha determinato con la legge regionale 2/2005 anche e soprattutto per consentire la sottoscrizione del contratto nazionale di lavoro e la tenuta finanziaria delle Aziende rispetto al maggior costo del lavoro. L' impegno profuso dalle organizzazioni sindacali per arrivare alla riduzione dell' abbattimento tariffario era propedeutico al maggior costo del lavoro che comportava il nuovo contratto di lavoro sottoscritto il 19 gennaio 2005''. ''L' Aiop calabrese e nazionale - prosegue il comunicato della Cisl-Fps - si erano impegnate alla applicazione del contratto e alla liquidazione degli arretrati non appena la legge regionale fosse stata pubblicata sul Bur Calabria. Gli impegni assunti in sede di Assessorato sono stati mantenuti. Nonostante cio' l' Aiop e le Aziende associate stanno attuando un incomprensibile ostruzionismo e una spicciola speculazione a danno dei lavoratori non liquidando gli arretrati previsti''. ''La Cisl-Fps - conclude il comunicato - nel sollecitare l' incontro, gia' richiesto, ha interessato e sollecitato l' assessore alla Sanita', Doris Lo Moro, per intervenire presso l' Aiop. Inoltre e' stato proclamato lo stato di agitazione del personale della sanita' privata e sono state programmate assemblee nei posti di lavoro. La Cisl Fps si riserva di adire altre azioni di lotta che si riterranno necessarie''.

Insediato il nuovo direttore generale della Sanità, Faillace

08/06 Si e' insediato questa mattina il nuovo direttore generale del dipartimento alla tutela della salute della Regione Calabria, Raffaele Faillace. Il nuovo dirigente e' arrivato di buon'ora, stamani, nei suoi uffici in via Buccarelli, dove ha avuto un primo colloquio con l'assessore Doris Lo Moro. Calabrese di San Lorenzo Bellizzi (Cosenza), Faillace, 61 anni, ha un curriculum di tutto rispetto. Laureato in scienze politiche, risiede a Firenze. In Toscana, infatti, il nuovo direttore generale ha maturato gran parte della sua esperienza. Durante la sua carriera e' stato commissario straordinario nella costituenda azienda usl 2 di Lucca, che ha gestito con questo incarico per alcuni mesi nel 1994 prima di essere nominato direttore generale, funzione che ha svolto dal 1995 fino al 2000. Dal 1996 al 2000 e' stato anche chiamato al ruolo di liquidatore delle ex Uussll 4,5 e 6, per poi diventare direttore generale dell'azienda Usl 5 di Pisa dal 2000 al 2004. dal primo giugno 2004 ad oggi e' stato direttore di progetto-consulente del centro polifunzionale riabilitativo "Auxilium vitae" spa Volterra. "Tornando in Calabria - ha detto Faillace - ho accettato una grande sfida, quella cioe' di provare a trasferire in una realta' molto difficile l'esperienza maturata in Toscana. La Calabria e' la mia regione - ha aggiunto - dalla quale sono andato via appena ho terminato il liceo, ma senza tagliare i legami affettivi che ad essa mi legano. Fa abbastanza male leggere sempre statistiche negative su questa terra, in particolare nel settore sanitario. Durante la mia esperienza professionale ho potuto constatare il fenomeno dell'emigrazione sanitaria dalla Calabria, molto frequente anche verso le aziende sanitarie toscane. A Pisa, ad esempio, erano tanti i calabresi che sceglievano di curarsi". Un fenomeno, quello dei viaggi della speranza, che incide molto anche sul piano finanziario, oltre che su quello sociale: "Ne deriva - ha spiegato Faillace - un deficit di 400 miliardi di vecchie lire per la sanita' calabrese. Da qui - ha aggiunto - la volonta' di dare una mano alla riorganizzazione dei servizi sanitari in questa regione". Faillace ha poi sottolineato di essere stato convinto ad accettare l'incarico "dalla forte motivazione dell'assessore Doris Lo Moro. C'e' un impegno riformatore molto serio da parte sua e della Giunta regionale". Nessuna anticipazione sulle sue prime mosse, se non la volonta', annunciata nei giorni scorsi dall'assessore, di procedere ad una radicale riorganizzazione del dipartimento. "Voglio conoscere lo stato di salute dei calabresi – ha spiegato Faillace - accertare quali sono le patologie piu' diffuse fra la popolazione e, naturalmente, comprendere bene cosa spinge molta gente ad andare fuori per curarsi. Alla luce di questi dati imposteremo le nostre iniziative. Occorre individuare le maggiori criticita' per garantire in Calabria la funzionalita' della rete ospedaliera".

Per gli inizi di luglio apertura di un Hospice a Cassano

08/06 ''Agli inizi del prossimo mese di luglio diverra' operativo il centro di cure palliative per malati terminali. Cassano potra' cosi' vedere soddisfatto un antico credito, da sempre vantato in tema di sanita'''. E' quanto scrive il sindaco di Cassano allo Ionio, Gialuca Gallo, in una lettera inviata al direttore dell'azienda sanitaria di Rossano, Achille Gentile. ''Le promesse vuote e false dei decenni passati - ha aggiunto - cedono ora il passo a impegni e realizzazioni certe, segnale di una rinnovata attenzione per la citta' e, al tempo stesso, d'un corretto e proficuo rapporto tra istituzioni deputate all'amministrazione del medesimo territorio. L'apertura dell'Hospice sara' una perla di cui andare fieri. Questa struttura sara' l'emblema di una speranza che torna a rinascere, il segno di una sanita' che non si nega ai suoi utenti con un reparto, per ora, unico in Italia. Di questo non possiamo che essere soddisfatti. La cosa che maggiormente ci inorgoglisce e ci rassicura e' sapere che la direzione dell'Hospice sara' affidata al dottor Giovanni Nicotera, professionista di sicura esperienza e capacita' e dalle indiscutibili qualita' umane e morali. La prossima apertura della struttura sanitaria e' la risposta migliore all'impegno profuso, senza sosta, dall'amministrazione comunale cassanese e dall'azienda sanitaria rossanese, ma anche al lavoro di quanti, come la Cgil e il segretario di un tempo, Giuseppe Sammarro, tanto hanno faticato e combattuto per tradurre in realta' un programma di sviluppo sostenibile per la sanita' cassanese''. ''Insieme - ha concluso il sindaco rivolgendosi al direttore generale - abbiamo centrato l'obiettivo dell'Hospice, insieme potremo tagliare anche quest'altro importante e vitale traguardo, individuando tempi, modi e risorse per dotare la struttura ospedaliera cassanese d'una unita' per malati renali con almeno quattro posti rene''.

Il Convegno sulla degenerazione maculare senile alla Biblioteca Nazionale

08/06 Appuntamento aperto al pubblico quello che mercoledì 8 si è tenuto a Cosenza per parlare di Degenerazione Maculare Senile, una malattia degli occhi che nella forma più invalidante può portare alla cecità. L'incontro, organizzato in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi di Cosenza, si è tenuto presso la Biblioteca Nazionale in Piazzetta Toscano. Due specialisti dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, il direttore dottor Aurelio Scrivano e il dottor Alessandro Tortorella, hanno illustrato le caratteristiche della patologia, le sue diverse forme, le possibilità e gli strumenti di autodiagnosi e di intervento, evidenziando la necessità di un controllo regolare della vista e il ruolo fondamentale di una diagnosi precoce. L'incontro rientra nella serie d'iniziative della Campagna di prevenzione "Occhio alla Macchia", nata dalla collaborazione della S.O.I (Società Oftalmologica Italiana) e dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (I.A.P.B), che rappresenta in Italia l'AMD Alliance International, con il contributo di Novartis.
La Degenerazione Maculare Senile nelle sue diverse forme, "secca" o "umida", comporta un deterioramento progressivo della macula, la parte più interna della retina, responsabile della visione distinta: ciò rende impossibile anche le più semplici attività quotidiane, come leggere, guidare, riconoscere un volto familiare. Nella sua forma più minacciosa, la neovascolare o "umida", in poco tempo porta a cecità legale nell'80% dei casi.
Sono circa 1 milione in Italia le persone affette da DMS: la malattia colpisce prevalentemente dopo i 50 anni e presenta una incidenza maggiore negli ultrasettantenni (della forma più grave, quella umida, soffre l'1% degli ultra 50enni, il 14% degli ultra 75enni e oltre il 30% degli ultra 85enni). Non sempre in fase di esordio è riconoscibile e questo rende particolarmente subdola la sua progressione.
In Calabria soffrono della malattia circa 9.100 persone (di cui più di 3.200 nella provincia di Cosenza). Si calcola, inoltre, che in questa regione la Degenerazione Maculare "umida", la forma più invalidante di questa patologia, colpisca oltre 980 persone, di cui 347 cosentini.
"La Campagna "Occhio alla Macchia" risponde alla necessità di far conoscere meglio questa malattia e, soprattutto, di educare a riconoscerne per tempo i sintomi, in quanto una diagnosi precoce è indispensabile per evitare i danni della Degenerazione Maculare Senile" afferma il dottor Aurelio Scrivano, direttore dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza.
"Alla diagnosi precoce è anche legato il successo dell'intervento terapeutico" continua il dottor Alessandro Tortorella, dirigente medico di Primo Livello presso l'Unità Operativa di Oculistica dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza. "La terapia fotodinamica, infatti, che può curare la forma più invalidante di Degenerazione Maculare, ossia quella "umida", è tanto più efficace quanto prima è applicata".
La terapia fotodinamica si avvale della verteporfina, una sostanza fotosensibile in grado di concentrarsi nelle cellule dei vasi sanguigni anomali alla base della lesione. La sostanza viene attivata illuminando l'occhio del paziente con una luce laser non termica: vengono così prodotti radicali liberi che aggrediscono solo i vasi sanguigni anomali, senza pregiudicare i vasi retinici sani.
Al pubblico che parteciperà all'incontro verrà distribuito materiale informativo di facile consultazione: la guida sulla patologia e il Test di Amsler, lo strumento attraverso il quale chiunque, seguendo le semplici istruzioni per l'uso, può valutare la comparsa dei sintomi che possono far pensare all'insorgenza di una Degenerazione Maculare Senile.
Nell'ambito della campagna "Occhio alla Macchia" è attivo il numero verde 800.859020 a cui è possibile richiedere informazioni di prima necessità e indirizzi su centri specializzati nella diagnosi e nella cura della malattia, nonché l'opuscolo informativo che verrà spedito gratuitamente a casa.

Speciale: Sconti in farmacia: Storace scrive ai farmacisti, ass. Lo Moro: "accordo per monitorare la spesa"

La Federfarma calabrese illude l’accordo con l’ass. Lo Moro

06/06 La Federfarma Calabria ''intende tranquillizzare i Cittadini sul fatto che potranno andare nella Farmacia piu' vicina ad acquistare cio' che serve, senza doversi preoccupare di verificare se e dove poter pagare di meno il farmaco necessario. L' accordo trovato con l' Assessore alla Sanita' Doris Lo Moro ed i Sindacati dei Lavoratori, infatti, prevede: l' immediata applicazione delle liste di trasparenza sui farmaci di fascia C (proposta al cittadino di acquistare un farmaco uguale di prezzo piu' basso); l' applicazione del massimo sconto previsto dal decreto sul prezzo dei farmaci da banco; l' attuazione di tutte le possibili azioni per ottenere che il decreto venga convertito in modo tale da mantenere lo stesso prezzo praticato in tutte le farmacie della Calabria ed in caso contrario la verifica che il decreto non si trasformi in un danno ai Cittadini residenti nelle Regioni piu' deboli e l' impegno a trovare soluzioni che impediscano questo inaccettabile risultato''. La Federfarma Calabria ha raggiunto tale accordo in attuazione del deliberato assunto alla unanimita' nella riunione del 26 maggio 2005.''Siamo certi che, in Calabria, le farmacie pronte ad agevolare i Cittadini siano la stragrande maggioranza, indipendentemente dalle dichiarazioni fatte da alcuni responsabili provinciali che hanno assunto posizioni contraddittorie che non sembrano rispondere agli interessi dei Cittadini e dei Farmacisti rappresentati. Non a caso l' Associazione di Catanzaro, Associazione che esprime il Presidente di Federfarma Calabria nella persona del Dr. Giuseppe Petronio ed un Componente in Comitato Centrale nazionale nella persona del Dr. Vincenzo De Filippo, entrambi ispiratori della citata delibera regionale, ha deciso di autosospendersi dalla Federfarma Regionale perche', evidentemente, ha difficolta' a giustificare, forse anche al suo interno, la posizione massimalista recentemente assunta dalla stessa. Ultima precisazione merita la presunta difesa delle piccole farmacie di cui si fanno scudo i rappresentanti di Vibo Valentia (assente alla riunione regionale) e di Catanzaro: la difesa delle piccole farmacie puo' essere realizzata solo ricercando comportamenti solidaristici finalizzati a permettere alle stesse la possibilita' di praticare prezzi uguali sul territorio regionale e non affidandole ad una inevitabile concorrenza da parte delle farmacie piu' grandi che rischierebbe di causarne il collasso con grave danno per gli ammalati e per la capillarita' del servizio. Il Decreto sulla riduzione dei prezzi dei farmaci e', purtroppo, gia' in vigore anche se i citati rappresentanti delle due province fanno finta di non accorgersene e non danno alcuna indicazione su cosa fare per ottenerne la modifica e, nello stesso tempo, non penalizzare i Cittadini e le Piccole Farmacie che sostengono di voler difendere''.

Mercoledì alla Biblioteca Nazionale di Cosenza incontro su “Degenerazione Maculare Senile (DMS): conoscerla per combatterla”

06/06 Una serie di incontri con il pubblico organizzati in diverse città italiane per parlare di Degenerazione Maculare Senile, una malattia degli occhi di cui soffrono 1 milione di italiani e che nella forma più invalidante può portare alla cecità. L'iniziativa rientra nella Campagna di prevenzione "Occhio alla Macchia" nata allo scopo di educare a riconoscere la DMS dai primi sintomi. Per limitare l'evoluzione della malattia, infatti, una diagnosi precoce è determinante. A Cosenza l'appuntamento, organizzato in collaborazione con la sezione locale dell'Unione Italiana Ciechi, è per mercoledì 8 giugno alle ore 17.00, presso la Biblioteca Nazionale in Piazzetta Antonio Toscano. Due specialisti dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Ospedale Annunziata di Cosenza, il direttore dottor Aurelio Scrivano e il dottor Alessandro Tortorella, illustreranno le caratteristiche della patologia, le sue diverse forme, le possibilità e gli strumenti di autodiagnosi e di intervento, evidenziando la necessità di un controllo regolare della vista e il ruolo fondamentale di una diagnosi precoce. Al pubblico che interverrà sarà distribuito materiale informativo di facile consultazione: la guida sulla patologia e il Test di Amsler, lo strumento attraverso il quale chiunque, seguendo le semplici istruzioni per l'uso, può valutare la salute dei propri occhi. La Campagna "Occhio alla Macchia" è organizzata grazie alla collaborazione della S.O.I (Società Oftalmologica Italiana) e dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (I.A.P.B), che rappresenta in Italia l'AMD Alliance International, con il contributo di Novartis. Nell'ambito della campagna "Occhio alla Macchia" è attivo il numero verde 800.859020 a cui è possibile richiedere informazioni di prima necessità e indirizzi su centri specializzati nella diagnosi e nella cura della malattia, nonché l'opuscolo informativo che verrà spedito gratuitamente a casa.

Lo sconto sui farmaci è stato realizzato grazie all’accordo tra Regione e Federfarma. Negativi gli effetti del DL Storace

04/06 La Federazione unitaria lavoratori chimici, Filcea-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil, ''in seguito alle inesatte comunicazioni apparse sulla stampa ad opera di alcune forze politiche, intende chiarire che proprio a causa degli effetti negativi che il Dl Storace avrebbe prodotto nella nostra regione ha concordato con l' assessorato regionale alla Sanita' e alla Federfarma Calabria che agli utenti venga praticato lo sconto del 20% sui farmaci di fascia C e sui farmaci da banco''. ''Infatti - e' scritto in una nota dei sindacati - il Dl Storace non impone uno sconto, ma ne permette solo l' eventuale possibilita', tanto e' che nelle altre regioni tale Dl ancora non ha prodotto alcun effetto. Peraltro, la polemica in corso tra il ministro Storace e Federfarma dimostra che l' iniziativa del Governo non e' stata per niente accettata dai farmacisti, perche' stravolge il principio cardine del diritto alla salute, l' equita', e, quindi, la parita' di condizioni nell' accesso alle soluzioni terapeutiche e salutistiche tutte''. ''E' stato proprio grazie al confronto tra assessorato alla Sanita', Federfarma e Fulc - concludono i sindacati - che e' stato possibile, nella regione piu' povera, ottenere il massimo sconto per i cittadini, in attesa che tale Dl, palesemente iniquo, venga modificato in parlamento''.

Margherita: “All’Ospedale di Cosenza situazione intollerabile. Occorse un Osservatorio permanente sulla sanità”

04/06 Si è svolta, nella sede della Margherita, alla presenza del Coordinatore Regionale Franco Bruno, una riunione tra alcuni operatori della Sanità cosentina e parte della dirigenza del partito.
I convenuti hanno rivolto un plauso sentito ai DL di Cosenza per il documento articolato elaborato sulle tematiche della Sanità. «E' giusto - è scritto in una nota riassuntiva dell'incontro - che i partiti aiutino ad inquadrare lo sfondo in cui si muovono vicende complesse come quelle riguardanti la Salute dei cittadini. Su questa linea bisogna continuare a produrre uno sforzo di approfondimento puntuale sulle singole questioni come ad esempio quelle riguardanti l'Azienda Ospedaliera di Cosenza. Esiste una realtà particolare in questa Azienda - continua la nota - che si può sintetizzare in un semplice interrogativo: com'è possibile che questo
presidio, a prescindere dalle singole individualità, abbia perso in pochi anni tutto il bagaglio di
autorevolezza che la rendeva un riferimento certo per la Sanità calabrese? Non dipende certo dalle professionalità e dalle risorse umane presenti, anzi, esse sopperiscono, con abnegazione encomiabile, a deficit e limiti strutturali. Tuttavia è ormai evidente una crescente demoralizzazione e un palpabile scoramento del personale. Tutto ciò è sicuramente anche il risultato di una mancanza di regole, di una Sanità regionale che non riesce a fornire un quadro di riferimento, di una discrezionalità assunta a metodo. Ma può una struttura come quella di Cosenza, in cui è coinvolto e protagonista il fior fiore tra i professionisti regionali della Sanità, addossare solo alla mancanza d'indirizzo regionale lo stato attuale?
Non c'è stata forse anche una sorta di ineluttabile rassegnazione ad un andazzo in cui le scelte, tutte le scelte, sono state affidate all'esclusività del rapporto politico, quando non clientelare e spesso mediato da personaggi di secondo livello, coi soliti riferimenti istituzionali? La situazione è difficilmente tollerabile: concorsi di primari espletati da mesi e misteriosamente bloccati in reparti fondamentali; personale amministrativo, dai noti cognomi, assunto da pochissimi giorni e la cui utilità è tutta da verificare; protocolli interni inesistenti; piante organiche che appaiono e scompaiono in un batter d'occhio; enormi responsabilità sulle liste d'attese con gare aperte e mai concluse da anni.
Si potrebbe continuare in un lungo elenco, ma basta citare un solo altro esempio concreto: il Pronto Soccorso e la Medicina d'Urgenza. Quella, cioè, che è la porta d'ingresso dell'Ospedale, dove 50.000 prestazioni l'anno, con il corredo aggiunto di familiari ed operatori, vengono espletate negli stessi angusti locali di quarant'anni or sono. Si può continuare a tenere sotto pressione i tredici medici operativi, di cui cinque a tempo determinato, senza preoccuparsi di sostituire i loro colleghi inidonei al servizio di Pronto Soccorso, trasferendoli in altri reparti utili all'Ospedale? Si può sperare di rendere il reparto decente e funzionale con spazi adeguati alla natura di questo servizio o tutto deve dipendere dal rapporto intrattenuto o meno dal Primario con la dirigenza o, peggio ancora, favorire l'esodo da questi reparti caldi?
Insomma, c'è la necessità di ricostruire un rapporto corretto con questo pezzo di Sanità. Un rapporto in cui la politica sia attenta e vigile verso le questioni della Salute ma non invasiva, in cui gli operatori siano liberi di sviluppare i loro talenti, ma consapevoli del ruolo di controllo e di indirizzo che le istituzioni locali dovranno svolgere, e in cui si possa ricostruire, insieme, un vero obiettivo politico.
L'obiettivo potrebbe ad esempio essere ridurre, in cinque anni, almeno della metà le emigrazioni sanitarie non necessarie. Esistono più fattori che spingono verso altre Regioni, ma c'è di fondo, purtroppo, una sfiducia di base nei confronti del presidio ospedaliero che non riguarda solo i pazienti ma che pervade ormai lo stesso sistema sanitario locale. E' del tutto infondata questa sfiducia? Si può fare qualcosa per evitare o correggere tutto questo? Ridurre l'emigrazione è possibile anche ricostruendo un circuito fiduciario tra Ospedale, territorio e pazienti e quindi recuperando in qualità e in organizzazione, consentendo così, nel contempo, di realizzare notevoli risparmi di spesa improduttiva. Anche per questi motivi alla Margherita cittadina
viene chiesto un ulteriore impegno di mobilitazione, tendente a realizzare un "Osservatorio permanente sull'Azienda Ospedaliera" che, in maniera costante, aiuti questo percorso di ricostruzione e che contemporaneamente eviti al centrosinistra il pericolo del "sostituismo": se alla "cattiva politica sanitaria" di questi anni si sostituiranno semplicemente i riferimenti politici-istituzionali e non verrà ricostruito un clima di libertà, nel quale esplicare al meglio professionalità e confronti istituzionali democratici e trasparenti, il rischio è che questa Azienda continuerà alla meno peggio in un ruolo sempre più marginale e marginalizzato».

L’Ass. Lo Moro: Visiterò tutte le strutture sanitarie

01/06 Attivazione della Conferenza di programmazione sanitaria e sociosanitaria regionale; sopralluoghi in tutte le realta' ospedaliere della regione per conoscerne le condizioni; rapporti costanti con gli enti locali e con le parti sociali e sindacali; particolare attenzione al territorio; rivisitazione del Piano Sanitario regionale congruente con questa impostazione: sono gli impegni assunti dall'assessore regionale alla tutela della salute, Doris Lo Moro, che, con FederSanita' Anci Calabria, ha incontrato stamani i direttori generali delle Aziende sanitarie locali ed ospedaliere della Regione. L' incontro - secondo una nota - e' stata l'occasione per un primo contatto fra il Governo regionale ed i responsabili della gestione della sanita' calabrese, dopo le elezioni regionali del mese scorso. L' assessore ha esposto le sue prime valutazioni in ordine alla situazione nella regione ed ha annunciato ai direttori generali la volonta' di ''attivare un viaggio per conoscere le strutture sanitarie e verificare la realta' della organizzazione territoriale ed ospedaliera''. Lo Moro ha confermato la sua volonta' di operare con il metodo della concertazione per ''affrontare questo mondo in tutta la sua complessita' nel rispetto di ruoli istituzionali e leggi nazionali, ad iniziare dalla finanziaria, esercitando, pertanto, un ruolo di controllo e verifica sulle azioni del management aziendale''. Per Doris Lo Moro, inoltre, e' necessaria nella sanita' calabrese ''una vera e propria operazione verita' come metodo al quale uniformarsi per capire fino in fondo le tematiche ed i problemi che dovranno essere oggetto di intervento''. I direttori generati hanno manifestato apprezzamento per l' approccio culturale dell' assessore. Il presidente di FederSanita' Anci Calabria, Giuseppe Varacalli, ed il vicepresidente nazionale, Pier Natale Mengozzi, hanno rivendicato il ruolo positivo che l' associazione ha esercitato in questi anni in Calabria.

Convegno sul tumore alla prostata il 3 e 4 a Castrovillari

01/06 ''Il carcinoma della prostata'' e' il tema del convegno organizzato dall'Unita' Operativa di Oncologia del'Azienda Sanitaria di Castrovillari, diretta Gianni Cicero. L'iniziativa si svolgera' venerdi' e sabato nel Polifunzionale di San Girolamo, a Castrovillari. ''Oltre agli interventi mirati - ha detto Cicero - ho riservato ampi spazi alla presentazione e alla discussione di casi clinici esemplificativi e al confronto tra medici generici e specialisti, allo scopo di favorire quanto piu' possibile una gestione integrata del paziente con un impiego razionale delle risorse disponibili sul nostro territorio''. Al convegno e' legata anche una iniziativa che, attraverso il contributo facoltativo dei partecipanti, consentira' l'acquisto di alcune pompe elettroniche da utilizzare per la terapia domiciliare del dolore dei pazienti dell'Oncologia.

Chiatto (Amco): “Oltre il 50% degli ospedali calabresi è dotato di UTIC, ma 1 su 4 fa angioplastica”

01/06 ''Oltre il 50% degli ospedali calabresi e' dotato di Unita' di Terapia Intensiva Cardiologica, per affrontare le emergenze cardiovascolari. Ma solo un Utic su 4 offre un servizio di emodinamica, in grado di eseguire l' angioplastica 24 ore su 24''. E' quanto sostiene in una nota il presidente dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi ospedaliere (Anmco) della Calabria, Mario Chiatto. ''E purtroppo - ha aggiunto - nella nostra regione le strutture cardiologiche non sono ancora organizzate in una rete interventistica intraospedaliera per l' emergenza cardiovascolare. Cio' che manca e' una saldatura funzionale tra Utic e laboratori di emodinamica, che coinvolga in modo stabilmente operativo anche il 118. Cio' consentirebbe, nei casi d'infarto a maggior rischio, l'immediato invio del paziente nel piu' vicino centro di riferimento, in grado di eseguire procedure interventistiche''.

La rete di emergenza cardiovascolare italiana nei primi posti nella UE. Ma la Calabria ne è fuori.

01/06 La rete dell' emergenza cardiovascolare italiana e' nei primi posti della classifica Ue. Il confortante dato e' stato illustrato nella conferenza che precede l' inaugurazione del 36.o congresso dell' associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri. Oltre il 50% degli ospedali italiani e' dotato di unita' di terapia intensiva cardiologica per affrontare le emergenze cardiovascolari (Utic). Ma solo una Utic su 4 delle 400 presenti in Italia offre un servizio di emodinamica in grado di eseguire un' angioplastica 24 ore su 24. Sulla base di questi dati, nel 2002 Anmco ha avviato un progetto di organizzazione della Rete dell' emergenza cardiovascolare che collega in maniera strutturata e permanente le Utic con servizio di emodinamica e gli ospedali periferici, coinvolgendo anche il pronto intervento - 118. Insomma, una vera e propria 'rete acchiappainfarti' che non prescinde dall' aiuto che il paziente stesso puo' dare. Intanto, sara' il paziente o un suo familiare a riconoscere i sintomi sempre chiari: dolore intenso al centro del petto, al collo e agli arti. L' aspetto decisionale e' fondamentale: chiamare subito il 118. ''Il collegamento in rete avviene mediante il 'trasporto intelligente' - sottoliena Giuseppe De Pasquale, presidente dell' Anmco -. Grazie ad ambulanze medicalizzate in grado di eseguire subito l' elettrocardiogramma a casa del paziente, una volta confermata la diagnosi tramite teleconsulto e' possibile iniziare gia' la terapia o decidere la destinazione ospedaliera piu' appropriata''. Una nuova filosofia di azione ''che segna il passaggio dal concetto di 'ospedale piu' vicino' a quello di 'ospedale piu' adatto'''. In questo modo si puo' ridurre la mortalita' complessiva ospedaliera per infarto del miocardio di 20 punti percentuali. Il progetto della rete e' in fase avanzata di realizzazione. Anche se in poche regioni (come l' Emilia Romagna, la Liguria, la Lombardia le Marche e la Valle d' Aosta) e' attiva una rete completa su tutto il territorio, oltre la meta' delle regioni italiane ha una rete acchiappainfarti. Restano fuori Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata oltre al Trentino dove esiste comunque una progettualita' finalizzata.
''I dati sulla telecardiologia e le reti anti-infarto per i quali il Sud e' fortemente penalizzato e la Calabria e' esclusa da qualunque forma di progetto finanziato, confermano ulteriormente che non e' la riforma della Costituzione che danneggia il Sud ma le politiche fin qui seguite dagli amministratori''. E' quanto sostiene in una nota il senatore e vicepresidente del gruppo di Alleanza Nazionale, Francesco Bevilacqua, circa i dati emersi nel corso del congresso di cardiologia a Firenze. ''Siamo convinti - ha concluso Bevilacqua - che con il ministro Storace le regioni saranno spronate a far si' che queste disparita' ora esistenti vengano annullate al piu' presto in modo che non esista piu' una sanita' di serie a e una sanita' di serie B''.

L’assessore Lo Moro blocca le assunzioni e le consulenze nella sanità

31/05 L'assessore regionale alla sanita', Doris Lo Moro, ha scritto ai direttori generali delle aziende sanitarie ed ospedaliere della Calabria chiedendo loro di sospendere le procedure di assunzione di personale a tempo indeterminato e la stipula di contratti di consulenza. L'assessore, nella missiva, precisa che il provvedimento non riguarda le assunzioni di personale infermieristico "e quelle non ricadenti nel divieto di legge" ovvero le categorie protette. L'iniziativa dell'assessorato, e' scritto nella missiva, e' stata assunta "in attesa di un'attenta verifica sul fabbisogno di personale, anche allo scopo di assicurare il rispetto delle disposizioni della legge finanziaria". I direttori generali sono anche invitati "a predisporre con la massima urgenza una ricognizione di eventuali assunzioni in programma, specificando - scrive l'assessore Lo Moro – per ciascun caso lo stato delle procedure attualmente in atto". L'invito riguarda "le disposizioni delle delibere di Giunta regionale in materia" sia "altre iniziative eventualmente assunte autonomamente da ciascuna azienda". Richiamandosi a quanto disposto dalla legge finanziaria in materia di consulenze, inoltre, l'assessore alla Sanita' invita i direttori generali "a riferire anche sui contratti di consulenza eventualmente stipulati o comunque programmati". I manager, precisa, infine, l'assessore Lo Moro, sono tenuti a far pervenire le informazioni richieste "entro e non oltre il 10 giugno 2005".

Farmaci da banco in Calabria da oggi con il 20% di sconto

30/05 Farmaci da banco meno cari, da martedì, dunque, in Calabria, grazie all'accordo stipulato tra Federfarma e l'assessorato regionale alla Sanità. L'iniziativa, che sfrutta una possibilità contenuta nel recente decreto emanato dal Ministro della Salute Francesco Storace, è sperimentale e durerà almeno per un mese. Con essa, i farmacisti attueranno un sconto di almeno il 20% sul prezzo dei farmaci per cui non c'è bisogno di ricetta medica. L'iniziativa, ha spiegato Federfarma Calabria è stata attuata "al fine di realizzare di realizzare un vero recupero del potere d'acquisto delle famiglie e per riaffermare il principio di equità dell'accesso al farmaco".

Federfarma: “Garantiremo l’abbattimento dei prezzi sui farmaci”

29/05 ''I farmacisti della Calabria hanno deciso, in accordo con l'assessore regionale alla sanita', di praticare sui farmaci da banco il massimo dell'abbattimento di prezzo previsto dal decreto al fine di realizzare un vero recupero del potere di acquisto delle famiglie e per riaffermare il principio di equita' dell'accesso al farmaco''. E' quanto sostiene in una nota il segretario regionale della Federfarma della Calabria, Alfredo Misasi, circa il Dl per il contenimento dei pressi dei farmaci varato dal consiglio dei ministri. ''L'assessore regionale alla sanita - ha aggiunto - e i farmacisti della Calabria, al termine dell'iter del decreto legge che affida al mercato il prezzo dei farmaci, si incontreranno per verificare che la politica degli sconti non si trasformi, di fatto, nell'accesso a prezzo pieno solo per le Regioni dove hanno sede la maggior parte delle aziende farmaceutiche a danno delle regioni, prima tra tutte la Calabria, dove le minori opportunita' di mercato e le maggiori spese di trasporto potranno produrre condizioni di acquisto meno convenienti, rompendo cosi' il patto di solidarieta' e di tutela della salute costituzionalmente garantito, e per assicurare ai pazienti che risiedono in Calabria l'acquisto dei farmaci ad un prezzo piu' basso''.

Studio su “Fattori di crescita e malattie renali”, a Cosenza

28/05 "Esiste nel mondo un'incidenza paurosamente crescente delle malattie renali che portano alla insufficienza renale cronica e che condiziona il ricorso al trattamento dialitico in strati sempre piu' vasti di popolazione. Anche in Calabria, negli ultimi anni, si e' registrato un incremento di tali patologie con grave ripercussioni economiche sul bilancio regionale per la sanita'. Contiamo, studiando in Calabria, per la prima volta, alcuni specifici aspetti legati alle possibili cause di danno renale con l'obiettivo di frenare gli ingressi in dialisi". Lo ha detto il dottor Renzo Bonofiglio, direttore dell'Unita' operativa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell'ospedale dell'Annunziata di Cosenza, parlando della collaborazione scientifica avviata gia' con buoni frutti tra il centro da lui diretto e il dottor Luigi Aloe, dirigente di ricerca all'Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del CNR, presso l'European Brain Research Institut (EBRI) "Rita Levi-Montalcini" di Roma. Si tratta di una collaborazione mirata alla comprensione dei meccanismi coinvolti nella patogenesi della progressione del danno renale attraverso studi su cellule isolate, su modelli animali e nell'uomo. "Negli ultimi anni, solo poche regioni italiane hanno acquistato competenze specifiche in questo settore e stimolato e investito nella ricerca - ha detto il dottor Bonofiglio - mentre in Calabria poco o nulla e' stato. Pertanto con il dottor Aloe, illustre studioso calabrese che ha una lunga esperienza di ricerca di base, acquistata in oltre 30 anni a fianco del premio Nobel Rita Levi Montalcini, abbiamo avviato da piu' tempo una collaborazione scientifica che ha tra i suoi obiettivi anche la creazione di un centro di ricerca qualificato qui da noi". Il punto di partenza di questa iniziativa che sara' "doverosamente" presentata al piu' presto all'assessore regionale alla Salute Doris Lo Moro – secondo quanto spiegato dal dottor Bonofiglio - si basa su alcuni dati gia' acquisiti nel corso della collaborazione che dimostrano, in alcune malattie renali, un'alterata presenza di particolari sostanze denominate fattori di crescita, compreso il fattore di crescita NGF (scoperto dalla Levi-Montalcini e sul quale Aloe ha un'indiscutibile conoscenza). Nel sangue e nel rene di soggetti affetti da patologie renali, infatti, e' stato per la prima volta mostrata dal gruppo del dottor Bonofiglio e da quello del dottor Aloe la presenza di NGF. "Questo e' l'esempio - ha detto il nefrologo cosentino - di come dalla collaborazione tra il clinico e il ricercatore di base si possano raggiungere risultati importanti che fanno ben sperare per il futuro". "L'iniziativa - ha affermato dal canto suo il dottor Aloe - rappresentera' anche un prezioso elemento di stimolo per giovani ricercatori calabresi e una concreta possibilita' di collaborare con altre realta' scientifiche italiane ed estere, gia' attive nel gruppo di ricerca da me coordinato. Queste e altre simili iniziative, dovrebbero contribuire a stimolare le ricche e indiscusse capacita' creative dei giovani studenti e laureati calabresi che continuamente, anche oggi, lasciano la Calabria per andare ad arricchire il patrimonio conoscitivo di altre regioni italiane e di altri paesi". Il dottor Aloe e il dottor Bonofiglio ritengono che un programma che veda coinvolti politici, ricercatori e clinici della Calabria, puo' rappresentare un indiscusso valore aggiunto alla crescita culturale della regione in tema di tutela della salute. E cio' anche in considerazione che oggi, piu' di ieri, la ricerca rappresenta la sola possibilita' per i giovani studiosi di affermare le proprie capacita' nella propria terra, ma anche una ricchezza della Calabria e una reale possibilita' di competere con altre regioni italiane.

Ricerca scientifica nella prevenzione dei tumori femminili

27/05 Attirare l’attenzione delle cittadine di Cosenza sull’importante ruolo della prevenzione per sconfiggere i tumori. Questo l’obiettivo del dibattito tenutosi nella Sala Coni del Centro Servizi “Maurizio Quintieri” di Piazza Matteotti e promosso dall’Assessorato alle Politiche Femminili del Comune di Cosenza. “Tra i compiti di un’Amministrazione – ha detto l’assessore Cinnante in apertura dell’incontro, coordinato dal giornalista Federico Bria – rientra la tutela della salute dei cittadini. E la salvaguardia della salute passa dall’attività di prevenzione”.
“È indispensabile - ha continuato - promuovere modelli di vita salutari e sensibilizzare i cittadini sulla necessità di sottoporsi periodicamente a controlli”.
Una necessità improrogabile soprattutto quando si parla di tumore.
“Il cancro è ancora considerato – ha sottolineato la Cinnante - un nemico sconosciuto e la paura spinge spesso molti a rifiutare i rituali check-up”. I dati sul rapporto tra le donne e la prevenzione , raccolti in città e relativi agli ultimi cinque anni, confermano questa tendenza. Se le donne residenti a Cosenza si sottopongono con regolarità alla mammografia, il ricorso al pap-test è invece poco frequente.
“Il cancro può essere vinto, se diagnosticato in tempo. L’incontro odierno – ha preannunciato l’assessore Cinnante – è solo l’inizio di una campagna più ampia di informazione e di sensibilizzazione, che coinvolgerà il Comune, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ma anche l’azienda sanitaria e il mondo delle associazioni. Tra i principali obiettivi prevediamo la divulgazione nelle scuole. Lavoreremo insieme – ha concluso – per migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine”.
“La mortalità per cancro è notevolmente diminuita – ha detto l’assessore alla sanità, Roberto D’Alessandro – grazie ai progressi terapeutici, medici, chirurgici e alla prevenzione”.
“Oggi – ha continuato – sono gratuiti per le legge le mammografie, da effettuare ogni due anni, per le donne tra i 45 e i 69 anni, e i pap-test, a cui dovrebbero sottoporsi ogni tre anni le donne di età compresa tra i 25 e i 65 anni”.
Molte sono però ancora le donne estranee alla prevenzione.
“È a queste ultime che dobbiamo rivolgerci – ha concluso – attraverso un sistema di rete che coinvolga Comune, istituzioni, associazioni, operatori sanitari ed educatori”.
Rosella Pellegrini Serra, presidente del Comitato Calabria dell’AIRC, si è soffermata sull’attività dell’associazione.
“L’AIRC, che quest’anno compie quaranta anni, si è distinta come il più importante polo privato di finanziamento della ricerca”.
Ricerca che in questi ultimi anni ha fatto grandi passi avanti.
“Quest’anno ci siamo concentrati sui tumori infantili. La prossima sfida – ha detto – sarà definire terapie mirate per ogni tipo di cancro, per aumentare le possibilità di successo nella lotta ai tumori”.
Tra i meriti dell’AIRC, ha sottolineato Francesco Cavaliere, medico oncologo dell’azienda ospedaliera San Camillo di Roma, innanzitutto quello di aver infranto un tabù, cominciando a parlare di cancro già nel 1965.
Il dott. Cavaliere si è soffermato sul carcinoma mammario e sulle principali linee di ricerca seguite nella prevenzione e nella terapia.
“La nostra sfida è intervenire, nel processo di sviluppo della neoplasia, già sulle lesioni pre-cancerogene, e non attendere la fase maligna o la metastasi. Per farlo – ha spiegato – è necessario intervenire sui fattori di rischio”.
Al 1600 a.C. risale la prima descrizione di un carcinoma mammario, ritrovata in un papiro egizio. Da allora ad oggi notevoli sono stati i progressi.
“Si può parlare di chirurgia vera e propria solo alla fine dell’800. Dalla mastectomia radicale, con asportazione totale della mammella, siamo passati alla quadrantectomia, asportazione dell’unità ghiandolare con il tumore. Oggi si studia il linfonodo sentinella”.
Oggetto di studio anche la radioterapia.
“La tendenza oggi è quella di usare la radioterapia durante l’intervento e non dopo. Ma anche qui – ha spiegato si ricercano terapie sempre più mirate, come la radioterapia interstiziale centrata sul bersaglio”.

Calabria autosufficiente nelle donazioni. Tieghi dice che non bastano

27/05 La Calabria e' una regione autosufficiente per la donazione del sangue. Questo, quanto emerge dalla 69/ma assemblea nazionale dell' Avis in corso di svolgimento nel centro agroalimentare di Lamezia Terme. La Calabria, in base ai dati del 2004, ha raggiunto la soglia delle 50mila unita' raccolte in regione oltre che il 99% dell' autosufficienza. Un dato, questo, che il presidente regionale dell' Avis, Salvatore Barbieri, commenta con soddisfazione. ''L' attivita' dell' Avis in Calabria - ha afferma - con le sue 86 sedi comunali e le cinque provinciali e con oltre 20 mila donatori, e' contraddistinta da un grande impegno in direzione del miglioramento e della crescita dell' Associazione. Nel corso degli ultimi tre anni abbiamo dato fondo a tutte le nostre energie nel tentativo di interessare tutta la collettivita' calabrese ai temi della donazione di sangue. Offriamo agli iscritti ed a tutti di donatori i risultati di questo impegno con la consapevolezza che le accresciute necessita' di sangue, che gia' dal 2003 si stanno evidenziando in Calabria, dovute all' entrata in funzione di poli di eccellenza medico-chirurgica, fanno ritenere che l' autosufficienza rincorre il fabbisogno e che, se non cresce ulteriormente la sensibilita', i donatori e le donazioni sara', in futuro, un continuo rincorrersi poiche' le nuove eccellenze sanitarie richiederanno sempre piu' sangue''. ''L' Avis della Calabria - conclude Barbieri - e' attenta e pronta alla sfida confidando nei suoi sempre piu' attenti volontari e sempre piu' efficienti dirigenti''. Da registrare che le unita' di sangue raccolte in Calabria sono passate dalle 28.853 del 1996 alle 49.930 del 2004. Di pari passo, poi, e' diminuito anche l' acquisto da altre regione che dalle 8.035 unita' del 1996 e' passato alle 672 del 2004. Un impegno, quello dell' Avis regionale che ha anche registrato una vera e propria mobilitazione da parte dei vari associati, come accaduto a Lamezia Terme dove la sede locale, grazie all' interessamento del primario direttore del servizio trasfusionale dell' Asl 6, Sebastiano Sofi, ha dato vita ad un concorso sull' importanza della donazione che, quest' anno, ha registrato la partecipazione di 91 ragazzi frequentanti le scuole superiori rientranti nel comprensorio dell' Asl 6. Ciascun partecipante ha presentato un elabrorato sulla importanza della donazione che, poi, e' stato esaminato da una commissione. Questa mattina, prima dell' apertura dei lavori dell' assemblea, i tre vincitori, Cinzia Raso della III A del Liceo Psico-Pedagogico Campanella; Danilo Greco, della II F del Liceo Scientifico Galileo Galilei, e Cecilia De Fazio, della I A del Liceo scientifico Galileo Galilei, sono stati premiati.
Il Presidente Tieghi dice che le donazioni non bastano
''La crescita associativa e' stata molto alta rispetto all' anno scorso e soprattutto la raccolta del sangue nel Meridione ha superato il 6%. I nostri giovani rappresentano il 22% della forza associativa, vale a dire circa 220mila su un milione di soci. Questo non basta, pero', a raggiungere l' autosufficienza nazionale''. A dirlo e' stato il presidente nazionale dell' Avis, Andrea Tieghi, in occasione dell' apertura dei lavori e che festeggia il raggiungimento del primo milione di soci. ''Cio' - ha aggiunto Tieghi - significa che abbiamo bisogno ancora di incrementare il numero di donatori e di donazioni per raggiungere il nostro obiettivo finale che e' l' autosufficienza nazionale sia nel Meridione, nelle Isole e, soprattutto nelle grandi citta' metropolitane''. ''La manifestazione - ha sostenuto il presidente dell' Avis - si svolge al Sud per premiare lo sforzo che hanno fatto i nostri dirigenti per la crescita e il rafforzamento del volontariato. Stamani sono stati premiati tanti calabresi delle scuole che hanno partecipato ad un progetto di sensibilizzazione al dono del sangue ed alla solidarieta'. Questo ci permette di contare sempre di piu' sulle fasce giovanili per incrementare e rendere stabile la donazione nel nostro paese. Purtroppo, nel panorama della forza associativa, ancora la parte del leone la sviluppano i donatori che hanno un'eta' che varia dai 35 ai 55 anni''. ''Noi - ha concluso Tieghi - dobbiamo fare degli sforzi per abbassare questa media di eta' per garantire, appunto, il futuro delle nostre esigenze per i nostri ammalati. La fascia di eta' che abbiamo e' ancora molto alta''. Nel corso dell' iniziativa sono stati anche riferiti alcuni dati sulle donazioni nel 2004: il Sud e' al primo posto con un incremento dell' 8,3%, seguito dal Centro con il 5,6% e le Isole con il 4%. Al penultimo posto il Nord Est con un incremento pari al 2,59 %. Fanalino di coda, infine, il Nord Ovest che rimane stabile rispetto al 2003.

Il Sumai soddisfatto dell’invito dell’ass. Lo Moro sui medici specialisti

26/05 ''L' invito dell' assessorato regionale alla Sanita', rivolto a tutte le As e alle Aziende ospedaliere, affinche' venga applicato l' Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni e altre professionalita', rappresenta un passaggio importante per migliorare la qualita' dei servizi al malato, che dimostra la volonta' della Regione di perseguire una strada nuova e chiara''. Ad affermarlo e' Carlo Colella, segretario regionale del Sumai (Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana). ''L' Accordo - afferma Colella - stabilisce regole chiare nel settore dei rapporti di lavoro. Settore gestito, fino ad oggi, ed in alcuni casi, con una componente discrezionale che in piu' di un caso si e' trasformata in clientelismo. Per fortuna, grazie alla sollecitazione dell' assessorato regionale tutto questo e' destinato a finire''. A questo proposito il Sumai chiede di vigilare sulle norme transitorie dell' Accordo e in particolare sulla parte che riguarda ''I rapporti convenzionali a tempo determinato instaurati per lo svolgimento di attivita' specialistica o delle altre aree professionali''. ''Si tratta - spiega il segretario regionale del sindacato - di quelle consulenze che le Aziende hanno attivato per coprire alcuni settori e servizi che risultavano carenti. Ora, l' Accordo nazionale prevede che tali professionisti possano godere dello stesso trattamento previsto dall' intesa nazionale, fino alla fine del proprio contratto. Successivamente la norma transitoria prevede che quegli stessi posti, occupati per chiamata diretta tramite la formula della consulenza, vengano ove ve ne fosse ancora bisogno, messi a bando. Tale norma consente di liberare le professionalita' ingabbiate nella giungla della discrezionalita', e a trasformare il rapporto di lavoro da precario in stabile. Mettendo alla pari i professionisti, soprattutto giovani, che vorranno misurarsi in un concorso pubblico aperto a tutti''.

Bianchi (DL) “Dati drammatici sulla sanità nel Mezzogiorno”

25/05 I dati dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali sulla migrazione dal Sud al Nord del paese per trovare cure adeguate ''lanciano un allarme inquietante sulla situazione della sanita' nel Mezzogiorno'': cosi' la responsabile terzo settore della Margherita, Dorina Bianchi, ha commentato in una nota il rapporto dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali pubblicato oggi su un quotidiano. ''La ricerca - ha aggiunto - dimostra come in un anno dalla Campania (95 mila persone), dalla Sicilia (68 mila), dalla Calabria (67 mila) e dalla Puglia (66 mila) partano la maggior parte dei pazienti per farsi ricoverare al Nord, per cercare cure adeguate che nelle loro citta', nella loro regione evidentemente non trovano, affrontando lunghi viaggi e ingenti spese, con costi onerosi anche per lo Stato''. Dorina Bianchi ha definito ''drammatica'' la situazione della sanita' nel Mezzogiorno. ''Registriamo - ha rilevato - uno svuotamento progressivo delle strutture pubbliche di grandi professionisti del campo medico, di eccellenti ricercatori che scelgono l'estero per poter continuare la loro attivita' di ricerca, schiacciati in Italia da burocrazia e tagli selvaggi, o si spostano al Nord dove possono operare in strutture all' avanguardia''. Bianchi ha quindi invitato il ministro della Salute a prendere atto che ''questo fenomeno comporta costi altissimi per tutti, dallo Stato alle famiglie e che il sistema, di questo passo e' avviato al collasso. E' necessario - ha concluso - intervenire al piu' presto, o a pagarne le spese sara' come al solito il Sud d'Italia, scomparso dall'agenda di questo governo e condannato ad una persistente quanto pericolosa impossibilita' di guadagnarsi la fiducia di chi vi abita''.

Contraccezione: “In Calabria si preferisce il fai da te”

24/05 ''In Calabria, come nel resto del paese, la scelta del metodo di contraccezione si basa essenzialmente sul 'fai da te' specie tra le giovanissime, piu' della meta' (55%) delle 15-19enni''. E' quanto sostiene il sociologo Enrico Finzi, circa quanto emerso da una ricerca sulla contraccezione compiuta su un campione di 2.000 donne di eta'
compresa tra i 15 e i 45 anni. ''Quasi 4 intervistate su 10 - ha aggiunto - scelgono o hanno scelto da sole quale metodo usare mentre il consiglio del medico di fiducia viene meno considerato rispetto a quello di amiche o sorelle maggiori''. Per il prof. Antonio Ambrosini, presidente della Sigo e direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Universita' di Padova, ''i dati sembrano indicare che il contenimento della natalita' italiana sia stato raggiunto nonostante lo scarso utilizzo di contraccettivi e mediante l'uso di metodiche inaffidabili: le italiane riescono dunque a controllare la propria fecondita' nonostante paure e disinformazione''. Per questo - aggiunge il prof. Emilio Arisi, consigliere della SIGO e direttore dell'Unita' Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Trento - come Societa' scientifica che rappresenta tutti gli specialisti della salute sessuale delle donne, abbiamo deciso di intervenire dando avvio alla campagna di sensibilizzazione e informazione 'Scegli Tu' che prevede varie iniziative tra cui incontri con medici, un sito internet all'indirizzo www.sceglitu.it e soprattutto l'infoline 800.00.22.21, numero verde gratuito operativo dal lunedi' al venerdi' dalle 9 alle 17 al quale i ginecologi forniscono informazioni aggiornate su tutti i metodi contraccettivi. La campagna prende il via dopo un'indagine da cui emerge che poco piu' della meta' (53%) fa ricorso a qualsiasi metodo contraccettivo: dopo la pillola il piu' diffuso e' il preservativo (23%), seguito dal coito interrotto (5%) e da altri sistemi (5%) quali spirale, diaframma e metodi 'naturali'. In fondo alla classifica delle 15-45enni che utilizzano metodi contraccettivi inclusi quelli non affidabili, nell'indagine si trovano Basilicata e Calabria col 37%, mentre ai primi posti c'e' la Lombardia (71%) e Triveneto (66%) seguite da Toscana (60%) e Emilia-Romagna (57%) mentre sono in linea con la media nazionale Lazio (55%), Piemonte e Val D'Aosta (54%), Liguria (51%), Umbria e Marche (49%).

Sarà dedicato a Silvio Ruffolo il reparto di Geriatria dell’Annunziata

22/05 ''Prepareremo nei prossimi giorni la delibera con cui aderiamo alla sua nobile proposta, intitolando il reparto di geriatria al compianto Silvio Ruffolo, che ne fu primario apprezzato'': lo scrive il direttore generale dell' Azienda ospedaliera di Cosenza, Antonio Belcastro, al coordinatore regionale del partito Liberaldemocratico-Patto Segni, Tonino Perrelli, che gli aveva chiesto esplicitamente l' atto. ''Non abbiamo potuto rispondere subito ed affermativamente alla sua richiesta - scrive Belcastro - per la grande mole di lavoro che ci ha visti impegnati in questi mesi. La memoria storica della sanita' cosentina deve nutrirsi del ricordo di uomini probi e preparati qual era il dott. Ruffolo. Saremo lieti di coinvolgerla nella manifestazione di inaugurazione del reparto 'Silvio Ruffolo' prossimamente''.

Loiero: “Con la devolution aumenta il divario nord-sud nella sanità”

20/05 ''C'e' una disparita' allarmante tra la sanita' che si fa al Nord e quella che si fa al Sud, e la devolution puo' ulteriormente acuire il divario''. E' l'allarme lanciato dal presidente della Regione Calabria,Agazio Loiero, intervenendo al convegno 'Sanita' uguale per tutti nell'Italia della devolution'' in corso a Ischia ed organizzato dall'Aiop. ''La devolution e' allarmante - ha detto Loiero - perche' comporta l'attribuzione di potesta' esclusive alle regioni e fa si' che le regioni piu' ricche si facciano la propria eccellente sanita' trattenendo risorse che vanno a impoverire la sanita' delle regioni piu' povere''. Loiero ha ammesso che anche il centrosinistra al governo ha commesso degli errori, specie col decreto 56, ''ma almeno - ha sottolineato - ha tenuto accesa la fiammella della solidarieta', mentre il governo e' ostaggio delle posizioni antimeridionaliste della Lega''. Loiero infine si e' soffermato sul problema delle competenze che ''spesso - ha detto il presidente calabrese - sono radicalmente assenti nelle regioni''.

Otto calabresi su cento sono obesi

19/05 Oltre otto calabresi su 100 sono nel tunnel dell' obesita' e quasi trentotto, in sovrappeso, se non stanno attenti, rischiano di entrarvi. Un dato ancora piu' allarmante visto che la ''fotografia'' dell' Istat si riferisce al 2002, quando in Italia si contavano 8,5 obesi ogni cento abitanti. Oggi gli obesi, secondo la Societa' italiana di chirurgia dell' obesita' (Sicob), in Italia sono 10 ogni cento abitanti, in maggioranza donne, e di questi 1 su 5 e' obeso grave, bisognoso di bisturi. Con l' aumentare dei chili e' aumentata anche la voglia di bisturi, non quello estetico, ma quello per vincere l' obesita' e riconquistare la salute. Al riguardo Nicola Scopinaro, presidente della Sicob e ordinario di chirurgia generale all' Universita' di Genova, ha lanciato l' allarme a ''stare attenti agli stregoni della bilancia''. I dati sull' obesita' in Italia sono stati resi noti dal Sicob a Roma alla vigilia del congresso nazionale della societa'. La Sicob, al riguardo, ha lanciato una proposta: un ''bollino blu'' per i Centri che offrano garanzie. Dai dati forniti oggi, secondo l' Istat gli obesi in Calabria (dati aggiornati al 2002) sono l' 8,4% della popolazione e quelli in sovrappeso sono il 37,6 %. Ma la Sicob ha sostenuto che negli ultimi anni anche in Calabria i dati sono sicuramente aumentati. L' identikit dell' italiana che si rivolge al chirurgo per vincere l' obesita' grave e' trasversale a tutte le regioni. E', riferisce un comunicato, una donna intorno ai 40 anni, con due gravidanze alle spalle, depressa e non solo per l' obesita' che comunque le rende difficile i rapporti sociali. Non le sta piu' bene alcun vestito, chiede alla chirurgia il miracolo, dopo aver gia' provato tutte le diete possibili. Le condizioni economiche sono medio-basse e il titolo di studio non elevato. Per quanto riguarda i maschi, colui che si rivolge al chirurgo e' un uomo di 50 anni, ha grandi difficolta' ad esercitare l' attivita' lavorativa per il fatto di essere obeso. E' depresso, anche per colpa dell' obesita' che gli rende difficile i rapporti sociali. Ha tentato le diete senza successo e si affida alla chirurgia chiedendo al bisturi di fare cio' che lui non sa piu' fare. Ha un livello economico medio e un titolo di studio medio-alto, spesso e' un professionista. La maglia nera dell' obesita' - secondo i dati Istat - spetta al Sud dove quasi il 10% per cento degli abitanti e' obeso e il quasi il 37% e' in sovrappeso. Al nord-ovest il primato per il normopeso: infatti oltre la meta' degli abitanti (57,4%) non deve fare i conti con la bilancia. La percentuale di popolazione adulta con problemi di sovrappeso e obesita' e' piu' alta in tutto il Mezzogiorno in particolare in Abruzzo (36% sovrappeso, 11% obesi), Molise (35% sovrappeso e 11% obesi) e Sicilia (37% sovrappeso 10% obesi), mentre nel centro-nord l' eccesso di peso risulta meno diffuso, soprattutto in Lombardia e Trentino Alto Adige.

Ass. Lo Moro: “Polo oncologico un eccellenza nel settore della sanità”

18/05 ''Il Centro oncologico sara' decisivo e rappresentera' l' eccellenza della nostra sanita'. Tante sono le questioni da affrontare, ma con atteggiamenti positivi, e soprattutto con il dialogo, riusciremo a vincere anche questa sfida''. E' quanto ha detto l'assessore regionale alla Sanita', Doris Lo Moro, nel corso della visita nel campus dell'Universita' Magna Grecia di Catanzaro. ''Da questo Campus - ha aggiunto Lo Moro - e dalle strutture di ricerca e assistenza ospedaliera presenti, dipende una buona parte del futuro della sanita' della nostra regione. Un futuro che comunque e' gia' presente. L' integrazione e l' interazione con tutto il territorio sono le strade da seguire per dare alla Calabria un sistema sanitario di qualita'. Rimango confortata da quello che ho avuto modo di vedere qui al Campus. Questa prima visita all' Universita' di Catanzaro in veste di Assessore alla Sanita' e' ben augurante per tutto quello che rimane da fare insieme nell' ambito della sanita' calabrese''. Nel corso dell'incontro l'assessore ha incontrato il rettore dell' Ateneo catanzarese, Salvatore Venuta, i presidi di facolta', i docenti e gli studenti della facolta' di Medicina e chirurgia. ''Il Centro oncologico - ha detto Venuta - rappresenta una risorsa fondamentale per tutto il territorio, e' il futuro della sanita' calabrese. Unire formazione e ricerca per garantire una medicina di qualita' nell' interesse di tutti i cittadini. E' questo quello che si attende il territorio, con cui vogliamo dialogare e collaborare per realizzare occasioni concrete di crescita e sviluppo per la regione, e soprattutto per i nostri giovani. Per l' attivazione del Centro sono fiducioso; l' attenzione e la sensibilita' mostrate dal presidente Loiero e dall' Assessore Lo Moro fanno ben sperare per il futuro''. L' Assessore Lo Moro ha visitato i laboratori operativi presso il Campus, soffermandosi in quelli di Oncoematologia, Tumori ereditari e Proteomica, dove si stanno seguendo programmi di ricerca e, come nel caso della proteomica, unici in Italia. Il Rettore Venuta ha illustrato quella che e' la filosofia perseguita dall'Ateneo nel nuovo Campus: l' interdisciplinarieta' e l' integrazione dei saperi. Dopo i laboratori la visita e' proseguita nelle strutture che ospiteranno il Policlinico universitario ed il Centro oncologico di eccellenza. Sono state visitate le sale per le degenze, le sale operatorie, le sale Pet ad elevate prestazioni tecnologiche.

Bianchi (DL) “Al Mezzogiorno servono risorse per realizzare infrastrutture teconlogiche nella sanità”

18/05 ''Sarebbe gravissimo se la legge che richiede interventi straordinari per la sanita' nel Mezzogiorno fosse di nuovo affossata''. Lo afferma Dorina Bianchi, deputata della Margherita e responsabile Diritti Civili ed umani del partito. ''L' affossamento del provvedimento - aggiunge Dorina Bianchi - sarebbe l' ennesima dimostrazione dello scarso interesse che questo governo ha per il Sud e per le sue problematiche. E' un dato acquisito che la sanita' pubblica in Italia e' caratterizzata un forte divario tra il nord e il sud. Il Mezzogiorno ha bisogno di maggiori risorse per realizzare gli interventi strutturali e tecnologici che gli consentiranno di colmare il deficit rispetto alle regioni del nord. La legge 4968 rappresenta una notevole opportunita' per fare in modo che gli standard sanitari del Mezzogiorno diventino realmente omogenei rispetto a quelli del resto del Paese. Migliaia di malati ogni anno emigrano nelle strutture sanitarie del centro nord non solo per i ricoveri ospedalieri, ma anche per le prestazioni ambulatoriali. Non mandare avanti questo provvedimento significherebbe cronicizzare una situazione di carenza ed inadeguatezza di cui purtroppo pagano il prezzo i malati e le loro famiglie''.

Installato a Rogliano un laboratorio spirometrico

17/05 E' stato installato, presso il distretto di Rogliano, un laboratorio spirometrico di ultima generazione che consentira' di raggiungere il Gold Standard nella valutazione di un' ampia gamma clinica. Grazie a questo nuovo sistema sara' possibile misurare il walsh out dell' azoto per il calcolo della capacita' funzionale residua e del volume di chiusura. ''E' stato premiato - ha detto il direttore generale dell'Azienda Sanitaria, Francesco Buoncristiano - l' impegno dei nostri specialisti pneumologi di Rogliano, ma e' stato soprattutto realizzato un sistema che consentira' di intervenire diagnosticamente per le malattie broncopolmonari di tutti i cittadini dell' area del Savuto''.

L’AS di Cosenza avvia un sondaggio sui rischi connessi agli stili di vita

16/05 E' iniziato il sondaggio promosso dall'azienda sanitaria territoriale per individuare i fattori di rischio connessi agli stili di vita, per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. L'equipe guidata dal direttore di unita', Franco Sconza, in collaborazione con l'Istituto Superiore della sanita' di Bologna, sta predisponendo le interviste telefoniche ai duecento pazienti campionati su tutto il distretto. ''I pazienti stanno collaborando - ha detto Sconza - e rispondono prontamente rispetto alle domande precise, atte ad indicare,fra le altre cose, il livello di sale da consumare, la quantita' di grassi, tutto cio' che induce all' ipertensione''. Per il direttore generale, Francesco Buoncristiano, ha detto che si tratta di ''un'iniziativa semplice, ma utilissima, che ci servira' a capire gli stili di vita e ad intervnire con attivita' di prevenzione mirate a far diminuire le patologie cardiache''.

Successo dello stand dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza al FORUM della P.A.

16/05 Ha riscosso grande successo lo stand dell' Azienda ospedaliera di Cosenza al Forum della Pubblica Amministrazione che si e' svolto a Roma. L' azienda ha presentato il nuovo laboratorio d' analisi automatizzato, installato di recente, che consente (attraverso una robotizzazione selezionata di procedere in tempi brevissimi alla definizione delle provette esaminate. La funzionalita' del sistema ha incontrato la curiosita' e l' adesione di molti addetti ai lavori. In quella stessa sede, la Beckmann, societa' milanese che ha fornito il laboratorio, ha effettuato un' importante donazione all' associazione Gianmarco De Maria che si occupa di volontariato in pediatria. L' associazione ha ricevuto in regalo un proiettore che consentira' ai bambini degenti di poter visionare dvd e videocassette. ''Abbiamo saldato la tecnologia con il sociale - ha detto Antonio Belcastro - facendo incontrare due mondi apparentemente diversi, ma fondamentali per costruire l' ospedale del domani. Abbiamo ricevuto grande attenzione da parte dei cittadini comuni che si sono fermati davanti al nostro stand per prendere visione dei progetti presentati''. ''Molti hanno chiesto approfondimenti - ha aggiunto Belcastro - sul nostro sistema di volontariato attivo, merito soprattutto dell' associazionismo, con le iniziative sulla casa dei cuccioli e sull' assistenza in degenza''.

Ass. Lo Moro sui trapianti: “Lavorare sulle strutture ed sulla mentalità dei cittadini”

13/05 ''Sul tema dei trapianti e delle donazioni dobbiamo lavorare su due fronti, quello della cittadinanza, che non sempre e' sensibile a questo argomento, e quello delle strutture''. Lo ha detto l' assessore regionale alla Sanita' ed alle Politiche Sociali, Doris Lo Moro, nell' ambito del corso di formazione ''Problematiche medico legali nell' attivita' di prelievo e trapianto di organi e tessuti da donatore cadavere'', presentato oggi a Vibo Valentia. ''L'importanza di questo convegno - ha aggiunto - pone un'attenzione speciale su un aspetto tecnico e giuridico, della formazione dei magistrati e dei medici, particolarmente qualificante e sul quale io mi sono sempre occupata, sia come magistrato che come sindaco. Ma, oggi, mi trovo ad avere una funzione maggiore. L'obiettivo da perseguire complessivamente nella sanita' calabrese e' il benessere. Diventa necessario, quindi, oltre all' educazione dei cittadini, la presenza di strutture sanitarie. Certo ve ne sono, ma quelle presenti vanno riqualificate, bisogna ampliare la possibilita' di accoglienza, e da questo punto di vista evitare le emigrazioni al di la' dei confini regionali. Infatti, uno dei problemi maggiori e' il contatto tra le strutture, che pure ci sono, e la cittadinanza''. ''C'e' qualcosa - ha proseguito Lo Moro - che non funziona in questo contatto se si registra una percentuale di opposizione da parte dei familiari, particolarmente elevata. Forse la piu' elevata d'Italia. E su questo fronte la politica puo' fare molto, proprio dal punto di vista dei cittadini, da quello dell' educazione, dal tipo di accoglienza e dal tipo di rapporto che devono avere le strutture con i familiari e con il malato in generale''.

Lettera della SNOP all’assessore Lo Moro “Affrontare i temi della sicurezza sul lavoro”

11/05 ''Speriamo vivamente che il governo dell'Ulivo affronti e sviluppi i temi della tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro''. E' quanto chiede il segretario della Societa' nazionale operatori della prevenzione, Bernardo Cirillo, in una lettera inviata all'assessore regionale, Doris Lo Moro. ''In alcune aziende sanitarie della Calabria - ha aggiunto - il sistema di prevenzione pubblico e' carente o poco incisivo. Le attivita' di lavoro si svolgono in condizioni di rischio e di pericolo inaccettabili per la nostra regione. Centinaia di migliaia di uomini e donne rischiano la salute ed in alcune situazioni anche la vita per causa del loro lavoro. Nelle nostre aziende sanitarie, inoltre, i dipartimenti di prevenzione stentano a funzionare e sono condizionati dalle insufficienti risorse economiche rispetto a quanto, invece, e' stato dedicato alle attivita' di cura''. ''Mancano linee di indirizzo - ha proseguito Cirillo - e non viene attuato nessun coordinamento dei soggetti che tanta importanza hanno nel campo della prevenzione. Anche sul fronte dell'ambiente le agenzie regionali non sono ancora diventate una realta' diffusa e l'intervento, prima affidato alle aziende sanitarie, e' diventato in tale fase ancora piu' disorganico e indufficiente''. ''Siamo certi - ha concluso - che la scelta di una donna ad assessore per la tutela della salute della Regione Calabria, ricca di esperienza umana e politica anche sul fronte della solidarieta' e giustizia sociale, la renderanno una giusta protagonista rispetto agli impegni ed agli obiettivi che abbiamo evidenziato''.

L’Azienda Ospedaliera di Cosenza al Forum P.A.

11/05 Anche l'Azienda Ospedaliera di Cosenza partecipa al Forum della Pubblica Amministrazione, in corso di svolgimento a Roma. L'azienda cosentina e' presente con una delegazione guidata dal direttore generale, Antonio Belcastro, e con una serie di lavori di rilevanza sociale. Fra le pubblicazioni inserite quella dell'odontoiatria sociale ha catalizzato l'attenzione di molti visitatori. L'unita' semplice e' stata istituita da pochi anni nel plesso ospedaliero dell'Annunziata. Coordinata dalla dott.ssa Simona Loizzo, l'odontoiatria sociale consente di effettuare interventi clinici di riparazione e di conservazione per soggetti disabili, difficilmente curabili diversamente. Grazie ad un protocollo scientifico che prevede la presenza di un' anestesista, la dott.ssa Anna Monardo, vengono effettuate settimanalmente sedute di sala operatoria che consentono di poter curare le patologie odontoiatriche di portatori di handicap, bambini e ragazzi down, soggetti affetti da gravi patologie psichiatriche. ''La nostra sensibilita' sull'argomento - ha detto Antonio Belcastro - ha fatto si che si registrasse una curiosita' scientifica fra addetti ai lavori e mondo dell'associazionismo, che hanno chiesto informazioni sul servizio ed hanno assicurato la volonta' di ripercorrere la nostra stessa strada''.

Loiero: “I ritardi sul polo oncologico non ci appartengono”

09/05 ''Non intendo parlare dei ritardi sul polo oncologico, essendo presidente da poche settimane: dal momento, pero', che e' la Regione a dover trovare imponenti finanziamenti per il suo funzionamento e' legittimo sforzarsi di vederci chiaro''. Lo ha detto Agazio Loiero, presidente della Giunta regionale rispondendo ad una sollecitazione circa le sorti del Polo oncologico lanciata dal rettore dell' Universita' di Catanzaro Salvatore Venuta, anch' egli tra i relatori della Giornata dell' Economia. Il rettore dell' ateneo catanzarese, in precedenza, aveva lamentato, tra l' altro, ''ritardi nell' iter di attivazione del polo'' manifestando ''preoccupazione per le scelte della Giunta che denotano sfiducia. Sfiducia - aveva detto - che non puo' tradursi nella continuazione della fase di stallo che, sulla questione, ha caratterizzato questo ultimo periodo''. Per il presidente della Giunta ''la nostra unica preoccupazione e' che il polo oncologico funzioni al meglio. Il fatto che sia stato chiamato il prof. Cognetti, autorita' scientifica a livello europeo, - ha aggiunto Loiero - e' qualcosa che da' e non deve suscitare altre considerazioni. Per la struttura vogliamo vedere privilegiare le sinergie con le altre realta' sanitarie del territorio, come accade dovunque, a tutto beneficio dei pazienti''.

Sen. Gentile (FI)“Preoccupa l’uso dello spinello “calabresella”

09/05 ''Le affermazioni dello psichiatra ed esperto in dipendenze Luigi Cancrini sulla 'calabresella', un nuovo tipo di spinello evidentemente prodotto in Calabria, ci allarmano e ci impongono di chiedere provvedimenti urgenti sia in materia di repressione che in materia di prevenzione''. E' quanto sostiene in una nota il senatore di Forza Italia e componente della commissione parlamentare antimafia, Antonio Gentile, circa l'intervista a Luigi Cancrini pubblicata stamane dal quotidiano 'Il Messaggero'. ''Questo nuovo tipo di droga - ha aggiunto Gentile - sarebbe ancora piu' deleterio. E' evidente che nella grande produzione c'e' la mano della criminalita' organizzata per cui e' legittimo attendersi interventi radicali in materia di repressione''. ''Dobbiamo guardare ai nostri figli - ha concluso - e chiedere interventi di monitoraggio e di prevenzione seria, atteso che la vecchia filastrocca sulla presunta innocuita' della cannabis e dei suoi derivati e' smentita dalla prova dei fatti''.

Il Dott. Antonio Verre primario dell’unità operativa di ginecologia ad Acri

09/05 Il dott. Antonio Verre, ginecologo calabrese che lavora da venti anni a Bologna, e' il nuovo primario dell' unita' operativa di ginecologia di Acri. Lo ha nominato il direttore generale, Franco Buoncristiano. Il dott. Verre lavora attualmente al Sant' Orsola di Bologna. ''Abbiamo scelto il meglio - ha detto Buoncristiano - su una rosa di professionisti seri, nell' interesse precipuo della cittadinanza''. Stamattina sono iniziate le raccolte di adesioni per la donazione degli organi nei punti informativi dell' Ospedale dell' Annunziata e dell' azienda sanitaria di Cosenza. Solo nella mattinata sono state raccolte circa 100 adesioni, un numero esorbitante che conferma come sia la cambiata la sensibilita' dei giovani e della popolazione rispetto alla questione donazione. Domani, incontro nella sede dell' Universita' della Calabria con gli studenti dell' Ateneo.

In Calabria oltre 400 mila radiografie e 80.00 TAC all’anno

07/05 Sono oltre 400 mila gli esami radiografici al torace che vengono eseguiti ogni anno in Calabria, a cui vanno aggiunte 80 mila Tac toraciche. Gli esami diagnostici realizzati hanno portato, in 350 casi all'anno, alla diagnosi precoce della malattie. I dati sono emersi nel corso del primo congresso mondiale di radiologia toracica in corso a Firenze. ''Medici curanti e pazienti - ha detto il presidente del congresso Mondiale di Radiologia, Lorenzo Bonomo - sono sempre piu' attenti ed esigenti rispettivamente, nel prescrivere e nel richiedere esami radiografici piu' frequenti ed accurati dell' apparato respiratorio. Questi esami non servono solo a sapere cos' ha il paziente sintomatico, cioe' non rispondono piu' solo a un' esigenza clinica, ma servono anche a dare ad una popolazione sempre piu' anziana come la nostra, preoccupata della propria salute, quella consapevolezza di benessere alla quale aspira. Per questo oltre la meta' degli esami dimostra condizioni di normalita' in una logica di prevenzione delle malattie attraverso lo strumento della diagnosi precoce''. ''L' uso sistematico dell' imaging toracico - ha concluso Bonomo - e l' impiego di terapie piu' specifiche portano dunque ad una anticipazione diagnostica che consente di salvare in Calabria oltre 350 vite ogni anno, garantendo un aumento della sopravvivenza e una migliore qualita' di vita nell' 80% dei casi. Merito questo anche di una profonda evoluzione tecnologica che ha consentito alle macchine radiologiche di diventare sempre piu' precise e sicure. Basti pensare che gli apparecchi di ultima generazione permettono di individuare anche noduli di pochi millimetri in meno di 10 secondi''. In Calabria, secondo quanto emerso dal congresso, la situazione delle apparecchiature diagnostiche e' abbastanza rassicurante. Oltre la meta' delle attrezzature di diagnostica, infatti, ha meno di 10 anni.

Martedì inizia la campagna sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari

07/05 Iniziera' martedi' prossimo la campagna di prevenzione dell'azienda sanitaria di Cosenza finalizzata a conoscere gli stili di vita del territorio ed a correggere le distorsioni presenti, con l'obiettivo di ridurre le malattie cardiovascolari. L'inizitiva, voluta dal direttore generale dell'As, Francesco Buoncristiano, e' stata realizzata dal dirigente dell'unita' di epidemiologia, Franco Sconza. Sono state campionate 200 persone, di eta' fra i 18 ed i 69 anni, che comprendono tutto il territorio di competenza dell'azienda sanitaria. A loro saranno rivolte interviste telefoniche specifiche, con la somministrazione di un questionario semplice. ''Sara' importante - ha detto Sconza - avere la loro collaborazione per capire gli stili di vita e, soprattutto, il grado di attenzione che le persone riversano sul proprio stato di salute. Abbiamo coinvolto i medici di base e tutti i Sindaci del comprensorio, ricevendo una grande disponibilita' di collaborazione. L'iniziativa - ha aggiunto - viene effettuata in collaborazione con l'Universita' di Bologna, che ha tratto spunto dalla nostra idea e l'ha sviluppata sul suo territorio''. ''Capire conoscere gli stili di vita - ha detto Buoncristiano - e' essenziale per programmare le attivita' di prevenzione e per recuperare la funzione propria dell'azienda sanitaria. La riduzione del colesterolo e della pressione arteriosa, la riduzione del quantitativo di sale e dei grassi da mangiare , la correzione di altri principi semplici consentono di abbassare di molto le probabilita' di incidenza infartuale ed emorragica e su questo obiettivo noi ci muoveremo''.

Presentato a Cosenza il programma della settimana dei trapianti

06/05 E' stato presentato stamani, a Cosenza, il programma della settimana di sensibilizzazione sulla donazione degli organi promossa dalle Aziende sanitaria e ospedaliera di Cosenza. Alla cerimonia di presentazione dell' iniziativa, che si terra' da domenica prossima, hanno partecipato, tra gli altri, Salvatore Perugini, vice presidente della Provincia di Cosenza; l' assessore comunale alla Sanita' Roberto D' Alessandro; il direttore dell' Azienda ospedaliera Antonio Belcastro e Loredana Nigri, in rappresentanza del direttore generale dell' Azienda sanitaria Francesco Buoncristiano. ''L' iniziativa - ha detto Perugini- e' frutto di un impegno rivolto a diffondere la solidarieta' attiva ed a rendere testimonianza del valore della donazione. Sono questi i meccanismi che nobilitano l' impegno in sanita'. Per D' Alessandro''il Comune e' in prima linea non solo nella costruzione di infrastrutture, ma anche e soprattutto nell' impegno sociale''. Belcastro ha evidenziato, invece, come '' dopo l' anno bomm del 2003, quest'anno si sia registrata una flessione nelle donazioni. Un problema culturale e sociale rispetto al quale e' opportuna una forte mobilitazione culturale''. Nigri, a nome del Dg Buoncristiano, ha evidenziato l' importanza di ''dare luogo ad una comprensione dei valori sociali e culturali legati al donare''. Interventi anche dei coordinatori trapianti delle due aziende: Rita Roberti (Asl) ed Eugenio Gagliardi (Azienda ospedaliera). Le iniziative in programma, nell' ambito della ''settimana'' prevedono, inoltre, un concorso con il XV distretto scolastico di Cosenza per i migliori temi sulla donazione; i punti informativi itineranti e un corner di informazione che si terra' sabato 14 maggio, in piazza 11 Settembre.

Buoncristiano (AS4) “A Cosenza raggiunti importanti traguardi nel campo dei trapianti”

04/05 ''In questi anni in tema di donazione sono stati raggiunti traguardi importanti grazie ad una concertazione fra aziende ed istituzioni, all' impegno del volontariato attivo, alla testimonianza di una Chiesa sempre attenta e pronta a dare il proprio contributo''. Lo ha detto Franco Buoncristiano, direttore generale dell' Azienda sanitaria cosentina in riferimento alla settimana nazionale dei trapianti che prendera' il via, a Cosenza, l'8 maggio per concludersi domenica 15. Il programma della ''settimana'' - e' detto in una nota - sara' presentato venerdi' prossimo in una conferenza stampa ospitata nel salone di rappresentanza del Comune di Cosenza. All' incontro parteciperanno i vertici dell' Aziende sanitaria e ospedaliera di Cosenza, del Comune, della Provincia e delle associazioni di volontariato impegnate nella donazione. Ai giornalisti saranno illustrate le iniziative sociali e culturali
intraprese a Cosenza per sensibilizzare ulteriormente l' opinione pubblica intorno alla questione della donazione d'organi. ''La donazione - ha detto ancora Buoncristiano - inizia dal sangue, dalle piastrine, dal midollo ed arriva all' espianto da deceduto. Oggi le frontiere della chirurgia consentono addirittura la donazione fra viventi, ma e' importante partire dal basso per aumentare, nell' opinione pubblica, la consapevolezza della funzione rigeneratrice del donare''.

Il 72.1% dei calabresi dichiara di stare in buona salute

03/05 Il 72,1% dei calabresi dice di sentirsi ''in buona salute'' (un anno prima erano stati il 72), dato al di sotto della media nazionale 74,7%. Il dato emerge dai contenuti del rapporto 2005 della Fadoi che sara' presentato mercoledì a Napoli in occasione dell' apertura del 10/mo congresso nazionale dell' organizzazione. ''Dei malati cronici - e' scritto nel rapporto - 48,1 hanno dichiarato di sentirsi in buona salute (il dato italiano e' 47,5 per cento). Su cento calabresi affetti da malattie croniche 26,6 soffrono di artrosi e artrite (il dato italiano e' 19,0); 14,9 soffrono di ipertensione (il dato italiano e' 12,5); 10,6 di malattie allergiche (il dato italiano e' 8,4); 7,7 di bronchite cronica, inclusa l' asma bronchiale (il dato italiano e' 6,4); 7,2 di osteoporosi (il dato italiano e' 6,6); 5,5 di ulcera gastrica o duodenale (il dato italiano e' 3,2); 5,3 di disturbi nervosi (il dato italiano e' 3,9); 4,4 soffrono di diabete (il dato italiano e' 3,8); 3,9 di malattie del cuore (il dato italiano e' 3,7). Diminuiscono i fumatori. Nell' ultimo anno sono stati in 18,8 ogni cento abitanti (erano stati 20,1 nel 2001); ogni giorno un calabrese fuma in media 15,2 sigarette. In Italia fumano in 23,7 (erano stati 23,8 nel 2001) e il numero medio delle sigarette fumate al giorno e' di 14,4. Sono 63,8 su cento, invece, i calabresi che fanno una prima colazione adeguata e 78,7 considerano il pasto piu' importante quello di mezzogiorno. In Calabria nel 2002 si e' avuto un ricovero medio di 7,9 giorni. Al di sotto della media nazionale che e' di 8,1 giorni. ''Gli abitanti della Calabria - afferma Bruno Madaffari, presidente della Fadoi Calabria e direttore della Unita' operativa di Medicina Interna ''Morelli'' dell' Azienda ospedaliera di Reggio - stanno abbastanza bene. Aumentano le malattie degenerative ma calano quelle infettive''. ''In espansione - prosegue Madaffari - e' il fenomeno dell' obesita' sia per l' abbandono della cucina mediterranea in favore di cibi 'veloci', ripetitivi e ricchi di grassi, sia per la progressiva riduzione dell' attivita' fisica in favore di automobili e sedie davanti a un computer. Registriamo un ritorno alla tbc, legato ai flussi migratori. Malattie digestive, come gastriti ed epatopatie, sono invece le patologie piu' diffuse fra gli extracomunitari, probabilmente legate alle rinnovate abitudini voluttuarie e al consumo eccessivo di alcool. Ma cio' che comincia a preoccupare in Calabria e' l' anziano ospedalizzato. Le famiglie sempre piu' spesso chiedono di prolungare la degenza perche' sanno che dopo le dimissioni non ci sono strutture sanitarie sul territorio in grado di offrire un' adeguata assistenza''.
Questo il Rapporto 2005 'L'Italia dice 33' della Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi), che stila anche la classifica delle malattie che piu' ci affliggono: in testa l'artrosi e sono in aumento le allergie.
- ITALIANI IN BUONA SALUTE, SPECIE IN TRENTINO E PUGLIA
Il 74,7% degli italiani si sente in buona salute. E' il dato del rapporto 2005 della Fadoi, sulla base degli ultimi dati Istat disponibili. Sono gli uomini (78,1) a dichiarare piu' frequentemente delle donne (71,5) di sentirsi in piena forma. Il 38,9% delle donne dichiara infatti di soffrire di almeno una malattia cronica (contro il 33,4% degli uomini). Tra le regioni con il 'primato della buona salute', in testa figurano Campania (dice di star bene l'80%), Trentino Alto Adige (79,1%), Molise (77%) e Puglia (76,8%). Le regioni dove gli italiani si sentono peggio, rispetto alla media nazionale, sono invece Friuli Venezia Giulia (69,9%), Liguria (71,3%) e Piemonte (71,4%).
- SEMPRE PIU' FARMACI, SOPRATTUTTO TRA LE DONNE
Aumenta il ricorso ai farmaci e sono le donne ad assumerli piu' frequentemente (39,8%) rispetto agli uomini (29,7%). Il maggior uso di medicinali si registra nel Nord (37,3%) e nel Centro (35,1%), contro percentuali piu' ridotte al Sud (29,9%).
- LE 9 MALATTIE CHE TORMENTANO DI PIU', DA ARTROSI AD ALLERGIE
Su cento italiani affetti da malattie croniche, 19 soffrono di artrosi e artrite; 12,5 di ipertensione; 8,4 di patologie allergiche; 6,6 di osteoporosi (l'indice piu' alto e' tra le donne con 11,2 contro l'1,7 dei maschi). Seguono la bronchite cronica (6,4); i disturbi nervosi (3,9); il diabete (3,8); le malattie del cuore (3,7); l'ulcera gastrica (3,2).
- LE PATOLOGIE IN CRESCITA E QUELLE IN CALO
Sono in crescita l'ipertensione (12,5 nel 2002 e 11,7 nel 2001), le malattie allergiche (8,4 nel 2002 e 8,2 nel 2001), la bronchite cronica, inclusa l'asma bronchiale (6,4 nel 2002 e 6,3 nel 2001), l'osteoporosi (6,6 nel 2002 e 6,3 nel 2001). Tra le malattie in calo, sia pure leggermente, figurano invece il diabete (3,8 nel 2002; 3,9 nel 2001) e i disturbi nervosi (3,9 nel 2002 e 4 nel 2001). 'Stazionarie' quanto a indice di diffusione, infine, l'ulcera gastrica e duodenale (3,2) e le malattie del cuore (3,7).
- ATTENZIONE ALLA TBC 'DI RITORNO'
Una malattia emergente, avvertono gli internisti ospedalieri, e' poi la tbc, che erroneamente veniva considerata scomparsa e il cui ritorno e' legato in gran parte ai flussi migratori.
- TRA ANZIANI DILAGA LA 'SINDROME DI ENEA'
Come Enea, che non voleva lasciare la patria per paura dell'ignoto, cosi' sempre piu' anziani chiedono di non essere dimessi dagli ospedali per paura della solitudine e per l'assenza di strutture di assistenza sul territorio.
- SI FUMA UN PO' MENO, MA E' SEMPRE TROPPO
Nel 2002 i fumatori in Italia erano il 23,7%, in leggero calo rispetto al 2001 (23,8%). Nonostante la percentuale dei fumatori maschi sia superiore a quella delle donne (30,9 rispetto a 17,1), si nota come la quota delle fumatrici rimanga stabile nel tempo mentre quella dei fumatori sia in calo: nel 2002 fumava il 30,9% dei maschi contro il 35,1 del 1993. Di contro, nel 1993 le fumatrici erano il 16,4, oggi il 17,1. Gia' a 18-19 anni oltre un quinto dei ragazzi e' avvezzo alle sigarette (23,1). Si fuma di piu' al Nord (25,3) e al Centro (24,9) e di meno al Sud (22,0). I fumatori piu' incalliti? laziali (27,1) ed emiliani (26,7); I piu' virtuosi, calabresi (18,8) e veneti (19,9).
- CRESCE SPERANZA VITA, LE 'CULLE GIUSTE' PER MASCHI E FEMMINE
La durata media della vita in Italia e' fra le maggiori: gli uomini sono al terzo posto dopo Giappone e Svezia; le donne al quarto posto dopo Giappone, Francia e Spagna. Cosi', per i maschi la speranza di vita e' di 76,8 anni (con 12,9 anni guadagnati tra il 1951 e il 2002), per le femmine e' di 82,9 (con 15,4 anni guadagnati). Le culle giuste? Per gli uomini sarebbe meglio nascere nelle Marche o in Calabria (dove la speranza di vita e' di 78,1 e 77,8 anni; all'ultimo posto la Campania, con 75,4 anni). Per le donne la culla giusta e' invece il Trentino, con 84,4 anni di speranza di vita (seguono le Marche con 84 e il Molise con 83; fanalino di coda, anche in questo caso, la Campania con 81,2).
- IN OSPEDALE 8 GIORNI L'ANNO, ASSISTENZA DOMICILIARE CERCASI
In media gli italiani trascorrono ogni anno in ospedale 8,1 giorni, con le percentuali piu' elevate in Molise e Piemonte (9,8). Critica, denunciano gli internisti, e' invece la situazione relativa all'assistenza domiciliare sul territorio, ''non ancora in grado di supplire alle nuove emergenze sociali''.

Medici della Cisl in agitazione all’Annunziata “incarichi clientelari durante le elezioni”

02/05 L' assemblea dei dirigenti medici della Cisl Medici dell' Azienda ospedaliera di Cosenza ha proclamato lo stato di agitazione. ''Tale grave decisione - e' detto in un comunicato della Cisl medici - si e' resa necessaria a seguito delle preoccupanti notizie relative ad assunzioni e trasferimenti avvenuti in periodo elettorale, molte delle quali senza che vi fosse il posto in pianta organica, e l' adeguata copertura finanziaria, ma basate semplicemente su criteri clientelari; l' affidamento di discutibili contratti atipici 'ad personam'; la decisione di assegnare un ulteriore ed eccessivo numero di incarichi dirigenziali basato su discutibili criteri e su accordi personali preelettorali ed il tacito accordo e la complicita' di alcune sigle sindacali''. Alla base della decisione della Cisl di proclamare lo stato di agitazione c' e', infine, conclude il comunicato, ''la sospetta celerita' con la quale si vorrebbe approvare la nuova pianta organica, che consentirebbe cosi' di coprire le gravi irregolarita' che sono state commesse in questi ultimi mesi''.

Settimana della donazione: Il 6 presentazione delle iniziative a Cosenza

30/04 Venerdi' prossimo, 6 maggio, saranno presentate le iniziative che le Aziende sanitaria ed ospedaliera ed il Comune di Cosenza hanno programmato per la Settimana nazionale della donazione, in programma dall' 8 al 15 maggio. La presentazione e' in programma alle 11 nel salone di rappresentanza del Comune, presenti i rappresentanti delle associazioni di volontariato. ''Abbiamo realizzato - ha detto Rita Roberti, coordinatrice per i trapianti dell' Azienda sanitaria - un lavoro di educazione civica e sociale, coinvolgendo il mondo delle scuole attorno ad una grande questione. Siamo certi che il dato calabrese conoscera' un' ulteriore crescita, dopo quella consistente fatta registrare nel corso di questi anni''. La dottoressa Roberti ha sottolineato anche l' importanza della donazione degli organi facendo riferimento, in tal senso, ''all' importante lettera pastorale con cui l' ex arcivescovo di Cosenza, mons. Giuseppe Agostino, nel 2000, lancio' un invito chiaro e forte della Chiesa ai propri fedeli a riconoscere il valore della donazione, superando antichi tabu' e sterili superstizioni''.

Diminuiti i centri per la procreazione assistita. In Calabria sono due.

25/04 I centri italiani dove si pratica la procreazione medicalmente assistita (pma) sono diminuiti rispetto allo scorso anno di 22 unita', passando da 323 a 301. Lo ha reso noto il Movimento per la vita, che ha elaborato i dati dell'Istituto superiore di sanita' (Iss). La mappa regionale della rete dei centri vede al primo posto la Lombardia con 56 centri (il 19% del totale), seguita dal Lazio con 49 (16%); quindi, da Sicilia e Campania, a 'pari merito' con 26 centri (9%). Seguono il Veneto con 25 (8%), la Puglia con 22 (7%), il Piemonte con 21 (7%) e la Toscana con 17 (6%). Maglia nera alla Valle d'Aosta, dove non esistono centri di pma, mentre il Molise e l'Umbria sono al penultimo posto con un solo centro. In Sardegna e Abruzzo i centri sono 7, mentre in Calabria 2 e in Marche e Basilicata 2. Al Centro-Sud si concentra la maggior parte dei centri, 168, contro 133 del Nord Italia. ''Ma la vera discriminante tra Nord e Sud non e' il numero di centri - dice Monica Soldano, presidente di Madre Provetta, la piu' longeva associazione a tutela delle coppie infertili, fondata 10 anni fa - bensi' la disomogenea distribuzione dei centri pubblici e privati. Infatti il 70% dei centri pubblici si trova al Nord e in particolare in 3 regioni, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Inoltre sono pochi i centri che raggiungono il 'terzo livello', ossia le pratiche chirurgiche piu' avanzate come la Icsi''. Secondo l'indagine del Movimento per la Vita, la maggior parte delle strutture italiane (68%) e' privata. L'1,5% dei centri ha alle spalle meno di un anno di attivita', il 47% e' stato aperto tra 1 e 5 anni fa, il 23,7% ha dai 6 ai 10 anni di vita, il 16,2% da 11 a 15 anni, e l'11,6% ha oltre 15 anni di operativita'. Inoltre, secondo l'elaborazione dei dati fornita dal Movimento per la Vita, il valore medio di successi ottenuti nei centri intervistati di secondo e terzo livello e' pari al 23,8%. I parti gemellari sono il 10% del totale, secondo quanto dichiarato dal 60% dei centri intervistati, mentre in un centro su tre i casi di gravidanze multiple sono stati superiori al 3%. ''La diminuzione in Italia dei centri in cui si pratica la procreazione medicalmente assistita - ha aggiunto Soldano - e' comunque un segnale negativo, che sottolinea un calo della domanda dovuto a una legge inadeguata, la legge 40 sulla procreazione assistita, legge che rappresenta un passo indietro e che ci auguriamo venga presto modificata con i referendum''. Sul calo dei centri registrato nell'ultimo anno, la presidente di Madre Provetta sottolinea tuttavia che, a partire dal 1997, da quando cioe' la registrazione dei centri pma all'Iss e' diventata obbligatoria, c'e' stato un incremento nel numero di centri che in taluni casi non sono mai diventati operativi. ''Si e' assistito a una corsa per registrarsi ed entrare nel business della provetta - dice Soldano - tuttavia alcuni centri non hanno mai aperto, anche per il fatto che la legge attuale non li ha certamente favoriti. In parte, quindi - conclude - la diminuzione e' dovuta anche al fatto che dall'anno scorso e' stato aggiornato il numero totale dei centri'' Cio' non toglierebbe, sempre secondo l'Associazione Madre Provetta, che ''parallelamente al calo dei centri italiani che praticano la pma, si registra un crescente fenomeno del cosiddetto turismo procreativo di coppie che in Italia non trovano un adeguato sostegno legislativo al loro legittimo desiderio di genitorialita'''.

Settimana dei trapianti: iniziative a Cosenza

25/04 In occasione della settimana nazionale dedicata ai trapianti, che iniziera' l' 8 maggio per concludersi il 15, l' Azienda ospedaliera di Cosenza e l' Azienda sanitaria, in collaborazione con il Comune, l' Amministrazione provinciale e le associazioni di volontariato, hanno promosso una serie di iniziative. Esse saranno presentate giovedi' prossimo nel corso di un incontro con i giornalisti. All' incontro parteciperanno i due direttori generali, Buoncristiano e Belcastro, il sindaco Catizone, il presidente della Provincia, Oliverio, i rappresentanti di Aido, Aned, Asit, Avis e Banca degli occhi della Calabria, il coordinatore regionale dei trapianti, Pellegrino Mancini, i responsabili per i trapianti dell' azienda sanitaria (Rita Roberti) e dell' Azienda Ospedaliera (Eugenio Gagliardi). Nei sette giorni dedicati alla donazione sono previsti incontri pubblici di discussione, punti informativi, esperienze e testimonianze sul ruolo della donazione. ''Abbiamo registrato la sensibilita' del Comune e della Provincia - hanno sostenuto i due direttori generali, Buoncristiano e Belcastro - che sono nostri alleati istituzionali nell' opera di persuasione alla donazione. Dai cittadini arrivano sempre maggiori risposte in termini di attenzione e di solidarieta', a conferma di come sia stato compreso il significato della donazione''.

Aumentano del 6% le donazioni di sangue. Ma in Calabria non c’è autosufficienza

22/04 Donatori e donazioni di sangue in crescita nel 2004. Questo il trend positivo registrato dalla Fidas (Federazione italiana associazioni donatori di sangue), che ha visto nell'ultimo anno aumentare i propri associati e le donazioni del 6% (20.000 in piu') rispetto al 2003. Il dato incoraggiante, anche se parziale perche' riferito solo alla galassia Fidas, cui aderiscono 64 associazioni di donatori di sangue, sara' al centro del 44esimo congresso nazionale della associazione che si e' aperto oggi ad Ischia e terminera' il 25 aprile. Nel corso del 2004 la Fidas ha raccolto 345.669 donazioni. Tra le regioni piu' virtuose la Campania, che ha raggiunto nel 2004 l'autosufficienza, mentre restano indietro il Lazio, la Sardegna, la Basilicata, la Calabria, l'Abruzzo e la Sicilia costrette a chiedere il sangue ad altre regioni. La Fidas, nata a Torino nel 1959, e' una federazione alla quale aderiscono 64 associazioni di donatori di sangue a loro volta suddivise in 15 federazioni regionali, che raccolgono in Italia 385 mila donatori volontari e periodici ed ha come obiettivo principale quello di portare l'Italia all'autosufficienza, ovvero ad avere un numero di donazioni che possa bastare al fabbisogno trasfusionale del Paese. ''Il Congresso nazionale della Fidas - ha spiegato il presidente Aldo Ozino Caligris - si tiene in Campania proprio per ringraziare i cittadini di questa regione che hanno contribuito a raggiungere l'autosufficienza attraverso le donazioni. Autosufficienza significa che vi sono 40 donazioni su 1000 abitanti: in alcune regioni come Veneto e Friuli arriviamo a 60 su mille, mentre nel caso di altre ci assestiamo sulle 23. La Sardegna e' un caso a parte: con ben 44 donazioni su mille abitanti non riesce a raggiungere l'autosufficienza a causa di una forte presenza di malati di talassemia che necessitano di trasfusioni''. ''In Campania invece - spiega il prof. Salvatore Formisano dell'universita' Federico II di Napoli, coordinatore del Crcc,Centro regionale di coordinamento e compensazione della Campania - abbiamo raggiunto nel 2004 le 120 mila donazioni contro le appena 60 mila di qualche anno fa. E' certamente il frutto di una forte campagna alla quale hanno risposto i cittadini donando sangue tanto che abbiamo potuto aiutare altre regioni in difficolta'''. ''Nel nostro progetto di autosufficienza - osserva Formisano - ci aiuteranno certamente anche i decreti legge del 13 aprile pubblicati sulla G.U. (Protocolli per l'accertamento della idonita' del donatore di sangue e di emocomponeti) che permettera' la donazione ad alcune categorie di persone che prima di oggi non potevano donare sangue''.

Caruso (AN): “La nuova Giunta Loiero deve promuovere la sanità cosentina”

21/04 ''Se c'e' un principio di attenzione reale verso la sanita' o non ci sono, invece, appetiti politici, la sanita' cosentina deve essere promossa anche dalla nuova Giunta: basta vedere quello che e' stato fatto in questi mesi per accorgersene''. Lo afferma, in una nota il deputato di Alleanza Nazionale Roberto Caruso, secondo il quale ''Buoncristiano e Belcastro hanno lavorato con intelligenza, recuperato risorse, fatot in modo che si aprissero nuove possibilita' di cura, con risorse limitate. La nuova Giunta ha tutto il diritto di verificare le cose -dice Caruso- ma smentirebbe gia se stessa se cercasse alibi, facilmente dimostrabili, per effettuare operazioni di occupazione militare''. Per Caruso ''il rischio e' che si voglia colonizzare la sanita' con impostazioni che andrebbero contro i bisogni della gente''.

Attenzione all’Irap, finanzia il 38% della spesa sanitaria. (In Calabria il 21%)

20/04 L' imposta regionale dell’Irap rimane tra le piu' odiate dagli imprenditori italiani. E presto potrebbe essere modificata ed alleggerita. Ma bisogna fare attenzione perche' in media serve a coprire il 38,6% delle spese sanitarie nazionali, anche se con differenze notevoli tra regione e regione. E' quanto affermano gli artigiani della Cgia di Mestre che hanno elaborato un' analisi su come l' Irap copre le spese sanitarie. In Lombardia, secondo l'analisi, l'incidenza del gettito di questa imposta ha raggiunto quasi il 57% della spesa sanitaria lombarda. Nel Lazio e' al 47,2%, in Emilia Romagna al 45,8% e in Veneto il 44,8%. Solo al Sud l'incidenza assume percentuali piu' basse. In Campania si attesta al 24,1%, il Sicilia al 23,1% in Puglia al 22,9% e in Calabria, fanalino di coda a livello nazionale, e' al 21%. ''Con la probabile bocciatura da parte della Corte di Giustizia europea - afferma Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - il Governo dovra' modificare questa imposta. Non solo. Ma nelle intenzioni del Governo si vuole anche alleggerirne il carico. Benissimo, ma come pagheremo la sanita' a livello regionale visto che l'intero gettito va a coprire una buona parte della spesa sanitaria ? Sia chiaro, al mondo delle imprese l'Irap non e' mai piaciuta, ma non possiamo nemmeno dimenticare che gli oltre 31 miliardi di euro mantengono una buona parte della spesa sanitaria nazionale. Ora con quali altre imposte sostituiremo il mancato gettito che verra' dalle modifiche dell'Irap?''. Alla Cgia, infatti, non credono sia praticabile la strada che porterebbe ad un risparmio di un terzo del gettito Irap attraverso la riduzione della spesa pubblica. ''Chi e' disposto ancora a tagliare sulle spese - prosegue Bortolussi - con una campagna elettorale ormai alle porte?''. ''Qualcuno - conclude Bortolussi - sostiene che almeno i 2/3 del gettito complessivo dell'Irap potrebbe essere coperto attraverso l'attribuzione alle Regioni di imposte indirette sui consumi o sui servizi attualmente di competenza statale. Ma le famiglie, trovandosi in una situazione di difficolta' come quella che stanno vivendo adesso, possono sobbarcarsi anche questo nuovo carico fiscale?''

Incidenza dell'Irap sulla spesa sanitaria nel 2003 (valori in milioni di euro).

Regione

Gettito Irap

Spesa sanitaria

Incidenza%

LOMBARDIA

7.400

13.016

56,9

LAZIO

3.645

7.728

47,2

EMILIA ROMAGNA

2.858

6.241

45,8

VENETO

2.968

6.626

44,8

BOLZANO

384

889

43,2

PIEMONTE

2.769

6.414

43,2

FRIULI V.G.

724

1.781

40,7

MARCHE

860

2.120

40,5

TOSCANA

2.135

5.301

40,3

VALLE d'AOSTA

71

198

35,8

TRENTO

284

812

35,0

UMBRIA

408

1.262

32,3

LIGURIA

737

2.507

29,4

ABRUZZO

527

1.832

28,8

MOLISE

112

454

24,6

SARDEGNA

537

2.202

24,4

BASILICATA

189

780

24,2

CAMPANIA

1.836

7.607

24,1

SICILIA

1.527

6.598

23,1

PUGLIA

1.205

5.254

22,9

CALABRIA

535

2.549

21,0

-----------

------

------

----

TOTALE

31.708

82.172

38,6

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi CGIA Mestre.

Buoncristiano (ASL): “l’attivazione di Musicoterapia è prova di attenzione verso la disabilità”

18/04 ''L'attivazione della musicoterapia all'interno dell'unita' operativa di neuroriabilitazione e' l'ennesima prova della nostra attenzione concreta verso il mondo della disabilita', rispetto al quale abbiamo realizzato tante cose positive''. E' quanto sostiene in una nota il direttore generale dell' azienda sanitaria di Cosenza, Francesco Buoncristiano. ''Il nostro approccio rispetto alla diversita' - ha aggiunto - non e' stato retorico, ma basato su fatti: abbiamo potenziato i servizi , recuperando risorse umane e finanziarie ed avviando progetti ad hoc che hanno una ricaduta notevole. Ho visto l'entusiasmo e la visione umanistica di operatori che non svolgono il loro lavoro per lo stipendio, ma che hanno una grande capacita' di amare: ritengo che abbiamo valorizzato al massimo questa disponibilita'''. ''Il mondo dell'handicap - ha concluso - ha ancora molti lati oscuri e spesso incontra solo risposte di circostanza da parte delle amministrazioni pubbliche: nel nostro caso posso dire che non e' stato cosi''.

Sondaggio sulla prevenzione al Rendano

18/01 L' associazione Femme Sante' Sante' femme (Donna salute salute donna) presenta oggi, in un convegno dal titolo 'Longevi? Si' grazie!', al Teatro Rendano di Cosenza, i risultati di un sondaggio sulla prevenzione, effettuato in Calabria, a donne e uomini di eta' compresa tra i cinquanta e i settanta anni. ''Il questionario 'Invecchierai bene? Invecchierai con successo?'- e' detto in un comunicato - evidenzia una crescente attenzione da parte degli uomini alla prevenzione, sottolineando che l' abitudine a monitare il proprio stato di salute non e' soltanto una prerogativa femminile''. ''Dall' elaborazione dei dati raccolti - continua la nota - emerge che, ad esempio, il 70% delle donne e l' 80% degli uomini misura il colesterolo; le vaccinazioni antinfluenzali viene effettuata dal 36% delle donne contro il 48% degli uomini. I risultati non vogliono avere una valenza scientifica, ma intendono fornire uno stimolo alla riflessione e al dibattito sulle problematiche relative alla qualita' della vita nelle diverse realta' territoriali''. ''Al convegno - conclude la nota - interverranno, con Rosanna Lambertucci nel ruolo di moderatore, l' on. Dorina Bianchi della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, il prof. Roberto Bernabei, ordinario di Geratria all' Universita' Cattolica di Roma, il prof. Pierluigi Rossi, specialista in scienze dell' alimentazione e il direttore del Centro regionale di Neurogenetica dell' Asl 6 della Regione''.

In Calabria 18 mila persone sono colpite da celiachia

16/04 Sono 18 mila in Calabria le persone colpite dalla celiachia, ma solo tremila sanno di essere affetti dalla malattia. Il dato e' emerso dai lavori del congresso mondiale promosso dall' Associazione italiana celiachia (Aic), presenti i massimi esperti della materia riuniti a Firenze. ''La celiachia - ha sottolineato Claudio Picarelli, presidente dell' Aic calabrese - e' come in iceberg: moltissimi sono i celiaci che continuano ad assumere glutine esponendosi a gravissimi rischi e complicanze. Due le principali cause della mancata diagnosi: la scarsa conoscenza della malattia e la difficolta' di riconoscere i soggetti a rischio dovuta alla complessita' e alla possibile assenza di sintomi''. ''In attesa che la pillola anti-celiachia ed eventualmente il vaccino aprano nuove importanti prospettive per un trattamento alternativo della malattia - ha aggiunto Picarelli - l' unico rimedio e' una dieta rigorosa che metta al bando i cereali 'vietati' e gli alimenti preparati con essi: dagli insaccati ai formaggi, dalle salse ai dolci''. Da due anni, riferisce un comunicato, l' Associazione italiana celiachia ha avviato gia' da due anni il ''Progetto ristorazione'', allo scopo di creare su tutto il territorio nazionale una catena di ristoranti e pizzerie in grado di offrire menu senza glutine e l' iniziativa ''Gelaterie informate'' che si propone di creare una catena di locale dove preparare e distribuire gelati privi di glutine.

Paolini(AIOP): La sanità è in perenne emergenza

15/04 “Nell’agenda di lavoro del neo-eletto governatore della Calabria, On.le Agazio Loiero, ci sarebbe al primo posto la “questione sanitaria” che richiederebbe la rivisitazione del piano sanitario e l’adozione di aggiustamenti e correzioni ritenuti necessari.” E' quanto sostiene in una nota il presidente dell'Associazione italiana ospedalita' privata della Calabria, Enzo Paolini. “Può darsi che l’esigenza programmatoria -continua Paolini -sia questa ma, a voler stare con i piedi per terra, i problemi urgenti sono altri. Sul versante pubblico bisogna risanare i bilanci degli ospedali, eliminando gli sprechi ed i cosiddetti costi impropri che sottraggono risorse ed abbassano gli standard qualitativi dell’offerta di servizi per la cura degli ammalati.
Sul versante dell’ospedalità privata i problemi sono stati individuati da tempo ma un intreccio di inefficienze burocratiche che riguardano gli uffici regionali e gli uffici delle Aziende sanitarie costringono le case di cura ad operare in condizioni di perenne emergenza.
L’AIOP aveva chiesto il rispetto delle procedure che regolano le modalità di pagamento delle prestazioni fornite dalle case di cura , facendo presente che i ritardi accumulati dalle Aziende sanitarie nel pagamento delle competenze maturate hanno, di fatto, creato una situazione di il liquidità delle case di cura che hanno ormai utilizzato al massimo consentito le linee di credito concesse dalle banche.
Accade così che da Cosenza a Catanzaro, a Reggio, a Crotone e in tutta la Calabria le cronache registrano una protesta diffusa dei sindacati di categoria per il mancato pagamento degli stipendi al personale che lavora nelle case di cura.
Intervengono i Prefetti che tentano mediazioni impraticabili, atteso che non c’è un problema di contenzioso sindacale ma la nuda e cruda indisponibilità materiale di mezzi finanziari per far fronte alla spesa corrente delle case di cura.
A fronte di questa crisi finanziaria che configura una situazione di illiquidità, le case di cura vantano nei confronti delle Aziende sanitarie territoriali crediti per decine e decine di miliardi di vecchie lire che risalgono addirittura al 2001. E qui nasce il mistero. Dove sono finiti i soldi destinati alle case di cura? E se non sono finiti in altri capitoli di spesa- ipotesi assurda- dove si trovano? Perché le Aziende sanitarie non dicono la verità ai sindacati ed ai lavoratori delle case di cura? La Regione Calabria, al livello più alto, ha informato il governo nazionale di avere chiuso in pareggio il bilancio 2004 riportando la spesa sanitaria nell’alveo del patto di stabilità. Di recente il governo, in sede di conferenza nazionale dei servizi, ha deliberato le quote del fondo sanitario assegnate ad ogni regione. Alla Calabria spettano 2 miliardi 900 milioni di Euro pari a circa 6 mila miliardi di vecchie lire. C’è da sperare che vengano utilizzati al più presto cominciando dai casi più urgenti ma, a interpellare le Aziende sanitarie, si hanno risposte vaghe e sfuggenti. Forse i Prefetti, cui va un ringraziamento da parte nostra per l’interessamento e l’impegno istituzionale nelle vertenze sindacali, dovrebbero preventivamente obbligare le Aziende sanitarie, nella persona dei direttori generali, ad assumersi la responsabilità dei loro comportamenti e delle loro omissioni. Non bisogna, a nostro avviso, consentire
lo scaricabarile o il gioco delle parti fra Aziende sanitarie e uffici regionali. Pur comprendendo che al momento ci si trova in una fase di transizione istituzionale che terminerà con l’insediamento del nuovo governo regionale, ribadiamo l’urgenza per le case di cura di vedere riconosciuti e compensati i loro crediti. Diversamente non ci sarà possibilità concreta, al di là della buona volontà, di venire incontro alle legittime richieste e sollecitazioni dei lavoratori che lavorano nelle strutture dell’ospedalità privata. C’è, anzi, il rischio che si debba ricorrere a riduzioni di personale e questo, è bene ribadirlo, non è il danno maggiore. Al primo posto c’è la tutela della salute e a pagare il prezzo più alto saranno i cittadini bisognosi di cure ai quali qualcuno dovrà pure spiegare per quali ragioni la sanità calabrese è in perenne emergenza.

All’AS di Cosenza attivato il servizio di musicoterapia

14/04 Nasce all' interno dell' azienda sanitaria di Cosenza il servizio di musicoterapia. Il servizio sara' coordinato da Lorella Massenzio, responsabile dell' unita' operativa di neurologia. La musicoterapia sara' effettuata dalla dott.ssa Sonia Falcone. ''Si tratta di un processo di inserimento forte e riabilitativo - ha detto il direttore generale, Franco Buoncristiano - che si inquadra in un'attivita' di sostegno a pazienti che hanno gravi problemi, ma che possono lo stesso raggiungere obiettivi straordinari''. ''La dott.ssa Massenzio - ha aggiunto Buoncristiano - cosi' come tutti gli altri medici dell' unita' operativa, svolge un'azione concreta di sostegno all' handicap, che oggi si arricchisce di un'altra, importante possibilita' terapeutica''.

Anche i bimbi calabresi in una ricerca sulle patologie del piede in età scolare

14/04 Oltre milleseicento bambini delle province di Cosenza e Crotone hanno partecipato alla ricerca in campo anatomico e fisiopatologico dell'appoggio plantare nell'eta' scolare realizzata dalla sezione di ortopedia e traumatologia della Facolta' di medicina e chirurgia di Tor Vergata a Roma, diretta dal professor Maurizio Monteleone. I risultati della ricerca sono contenuti in un libro 'Fisiopatologia del piede in eta' scolare' della collana scientifica della Nuova Editrice Grafica di Roma, del dr. Luigi Promenzio. Gli esiti della ricerca saranno inoltre distribuiti in allegato alla Rivista di Patologia dell'Apparato Locomotore, organo ufficiale della omonima societa' scientifica nazionale (Sipal), e pone a confronto gli appoggi plantari di piu' campioni di popolazione scolare italiane, di regioni e territori diversi, di etnie differenti, costituendo cosi' un modello originale di ricerca, fondamentale per la prevenzione e la classificazione delle patologie del piede.

-> L'Ospedale secondo noi

Loiero: “troppa disparità tra le Regioni sulla sanità”

13/04 ''Se con la devolution ogni regione si deve creare la propria sanita', ciascuna lo deve fare con le proprie risorse. Solo che la Lombardia, per esempio, le risorse le ha, mentre la Calabria non le ha''. Lo ha detto il presidente eletto della Regione Calabria, Agazio Loiero, partecipando stasera ad Acri ad una manifestazione elettorale in vista del turno di ballottaggio per l' elezione del sindaco. ''In questo modo - ha aggiunto Loiero - viene meno il diritto dei cittadini ad essere curati nella stessa maniera. In regioni come la Calabria bisognerebbe allora ricorrere ad una sanita' esclusivamente privata, possibilita' che pero' alla gran parte dei calabresi e' preclusa''.

Curia (Progetto Calabrie) “L’assessore alla sanità dovrà conoscere le problematiche”

12/04 ''Il futuro assessore regionale alla Sanita' deve conoscere minuziosamente le problematiche del settore poiche' non possiamo permetterci il lusso di attendere che faccia il 'noviziato' perche' occorre dare subito risposte ai nostri concittadini''. Lo ha detto Rubens Curia, consigliere comunale del centrosinistra a Reggio Calabria e candidato non eletto nella lista Progetto Calabrie-Pdci alle recenti consultazioni regionali. Secondo Curia, medico virologo ed ex manager dell' Azienda sanitaria di Reggio nel periodo della giunta regionale di centrosinistra del 2000, ''e' necessario che il nuovo assessore sollevi una serie di vicende che riguardano la questione morale nella sanita' calabrese. Perche' se noi abbiamo otto milioni di euro di consulenze spesi solo nel 2003 e verifichiamo i risultati, vedremo che tali investimenti non hanno apportato alcuna qualita' al sistema sanitario regionale''. ''Esistono una serie di incompetenze a livello tecnico ed amministrativo - ha aggiunto Curia incontrando i giornalisto - nella gestione della sanita' del reggino, specialmente nel campo della progettazione. Vi sono professionalita' che non vengono utilizzate come dovrebbe essere. Per fare un esempio: abbiamo solo otto posti letto in rianimazione ai 'Riuniti', contro i nove di Locri, che mi pare sia una struttura piu' piccola per numero di abitanti. Altri quattro posti letto, invece sono chiusi da tre anni per la mancata ristrutturazione dei locali e questo comporta, e tanti casi si sono verificati, che numerosi cittadini di Reggio vengano trasferiti a Locri o in Sicilia''. Curia, infine, ha posto l' accento ''sulla necessita' di riequilibrare i finanziamenti della sanita' tra le diverse realta' territoriali calabresi''.

Cinque ospedali calabresi aderiscono alla giornata della sordità

11/04 Sono cinque le strutture ospedaliere calabresi che parteciperanno alla Giornata nazionale per la prevenzione e la lotta alla sordita' che si svolgera' il 20 aprile. Le strutture interessate saranno l' Azienda ospedaliera Mater Domini di Catanzaro; l' ospedale civile dell' Annunziata di Cosenza; l' ospedale San Giovanni di Dio di Crotone; l' ospedale civile di Lamezia Terme e gli ospedali riuniti di Reggio Calabria. I centri ospedalieri di diagnosi ed il personale medico e paramedico che partecipano all'iniziativa saranno a disposizione per una valutazione clinica gratuita dell'udito e per fornire informazioni di base utili alla migliore conoscenza del problema sordita'. ''Siamo molto lieti - ha detto il professore ordinario di audiologia dell' universita' La Sapienza e presidente dell'Airs Onlus, Giancarlo Cianfone - che un numero cosi' elevato di ospedali abbia aderito alla nostra Giornata. E' un risultato superiore ad ogni previsione e costituisce motivo di orgoglio per l'Airs. Mi preme sottolineare inoltre l'apprezzamento e la mobilitazione degli assessorati regionali alla Sanita' e delle Direzioni generali nei confronti della nostra iniziativa. La sordita', infatti, costituisce oggi un problema medico e sociale in parte ancora irrisolto che purtroppo sta dimostrando una lenta ma preoccupante tendenza all'incremento''. ''La Giornata - ha concluso - intende sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere una maggiore informazione sulle cause e sulle possibilita' di cura. Per migliorare il livello d'informazione abbiamo messo a punto un decalogo che indica le principali cause di sordita' e i consigli per curarle. I Reparti che parteciperanno alla Giornata riceveranno il decalogo, il materiale informativo per i pazienti e alcune schede di rilevamento dati. Al termine della Giornata, infatti, i risultati raccolti saranno analizzati per una valutazione di tipo epidemiologico e sociale''.

Incontro su “Tumori al seno, una guerra vinta?” il 14 a Paola

11/04 “Tumore al seno, una guerra vinta?”, e' il tema di un ciclo di 10 incontri organizzati dall' Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in collaborazione con Roche. Il progetto, che ha avuto inizio il 29 maggio dello scorso anno a Ragusa ed ha gia' interessato le citta' di Genova, Sora (Frosinone), Bergamo, Modena, Milano, Brescia, Avellino e Forli', prevede l' organizzazione dell'ultima tappa a Paola. La manifestazione e' prevista per il 14 aprile nella sala comunale del Complesso S. Agostino. Al convegno, coordinato e moderato dal responsabile dell'Unita' operativa di oncologia medica dell'As 1 di Paola, Gianfranco Filippelli, insieme al direttore sanitario dell' Azienda n.1 di Paola, Pasquale Petrucci, interverranno, tra gli altri, il sindaco, Roberto Perrotta; l' assessore alla Salute del Comune, Giorgio Zicarelli; il commissario straordinario dell' Azienda Sanitaria 1 di Paola, Saro Munafo'; Virginia Olivito, Gianluca Dima e Antonio Caputo, dirigenti medici dell' Unita' Operativa di Oncologia della stessa Azienda Sanitaria; Cosmo De Matteis, medico di famiglia e presidente nazionale Cumi-Aiss. 'Solamente 20 anni fa - ha detto Gianfranco Filippelli - quando le guarigioni non superavano il 40% e anche la vittoria sulla malattia lasciava comunque segni indelebili nel corpo delle donne. Oggi il 90% conserva il seno e grazie alla tecnica del 'linfonodo sentinella', il 70% mantiene intatta anche l' ascella. La donna operata ha cioe' una qualita' della vita del tutto paragonabile ad una sana, ne' va incontro a discriminazioni sotto il profilo estetico''.

Effetti benefici del peperoncino sull’endoscopia digestiva

11/04 Degli effetti del 'diavolillo', tipico peperoncino calabrese, si e' discusso nel corso del convegno di endoscopia digestiva in corso a Milano. Nelle due giornate l' Accademia del peperoncino partecipa ai lavori per promuovere le 'Virtu' terapeutiche' e per far conoscere le sue attivita'. Ai medici congressisti, secondo quanto riferisce un comunicato dell' accademia, sono state illustrate le ricerche dei dottori Anderson e Lang di New York sull' utilita' del peperoncino per lo sradicamento dell' Helicobacter pilori e le ricerche dei dottori Bortolotti, Coccia e Grossi dell' Universita' di Bologna sull' utilizzazione della ''Spezia piccante'' nella cura della dispepsia gastrica. Il presidente dell' Accademia, Enzo Monaco, ha illustrato ai convegnisti le iniziative dell' organismo e le manifestazioni del ''Peperoncino festival'' che si svolgeranno a Diamante dal 7 all' 11 settembre. All' interesse dei convegnisti si e' aggiunto il riconoscimento del prof. Felice Cosentino, presidente della Societa' italiana di Endoscopia digestiva, che ha sottolineato l' importante ruolo dell' Accademia per la promozione della Calabria e la divulgazione della ''Cultura piccante''.

Giovedì presentazione dell’iniziativa “L’ospedale secondo noi”

11/04 Sara' presentato giovedi' mattina a Cosenza il progetto 'L'ospedale secondo noi' che prevede l'accorpamento dei reparti di pediatria e chirurgia pediatrica in un ambiente gia' individuato da ristrutturare. L'iniziativa e' promossa dall'associazione di volontariato 'Ginmarco De Maria' in collaborazione con l'azienda ospedaliera. All'incontro, che si svolgera' nella sala di rappresentanza del Comune di Cosenza, partecipera' Stefano D' Orazio, batterista dei Pooh e testimonial dell' Associazione. Il progetto consentira' di realizzare spazi a misura di bambino e, a tale scopo, i piccoli ospiti dell' ospedale, gia' sono stati coinvolti nel disegnare il reparto cosi' come lo vorrebbero: ampie aree vivibili, stanze di degenza essenziali, giochi e tanti colori. All'incontro interverra' il sindaco di Cosenza, Eva Catizone; il direttore generale dell' Azienda ospedaliera, Antonio Belcastro; il direttore del dipartimento materno infantile dell' Azienda ospedaliera, Giovanna Riccipetitoni, e il direttore di Pediatria, Domenico Sperli'. Il progetto ''L'Ospedale secondo noi'' sara' presentato dal coordinatore dei servizi dell'associazione Francesco De Maria. Moderera' il dibattito Francesca Pecora, responsabile del servizio comunicazione dell' associazione.

Italia ultima in Europa nella cura dei bambini. Calabria tra le regioni con alti indici di fuga per le cure

07/04 Italia ultima in Europa per la cura dei bambini: lo sostiene Maurizio Bonati, Laboratorio salute materno-infantile, Istituto ricerche farmacologiche Mario Negri, Milano, autore di 'Nascere e crescere oggi in Italia - Statistiche della salute materno-infantile nelle regioni italiane', Pensiero scientifico editore. Nel suo volume, presentato oggi su uno speciale apparso sul sito degli epidemiologi dell'Istituto Superiore di Sanita', EpiCentro, il ricercatore milanese analizza la condizione drammatica del nostro paese che, afferma, e' scivolato nelle classifiche mondiali dell'indice di sviluppo umano dal settimo al 21esimo posto: l'ultimo in Europa. Nascere in Sicilia e Calabria, oggi, significa quindi un rischio 3-5 volte piu' alto di morire, che in altre regioni del Paese. "Quello che emerge dall'analisi e' che l'Italia e' un paese profondamente diviso in due, in generale nel campo della salute e in particolare in quello del settore materno-infantile. Per le dimensioni del sud Italia, un'area che comprende 21 milioni di abitanti, per gli indici di sviluppo e poverta', per i tassi di natalita' e di mortalita' e considerati tutti i fattori correttivi, possiamo dire che il nostro meridione rappresenta nell'ambito europeo un paese a se' stante, che si posiziona al 26esimo posto, l'ultimo in ordine di poverta' in tutta l'Unione" spiega infatti Bonati. Gli aspetti piu' rilevanti della salute dei bambini, che caratterizzano le diseguaglianze, riguardano sicuramente la mortalita', l'ospedalizzazione e l'assistenza ospedaliera, l'educazione e i servizi all'educazione, gli affidi, i minori denunciati, i suicidi e il lavoro minorile. Una forte disuguaglianza territoriale continua a connotare la mortalita' infantile nel nostro Paese: la complessiva riduzione temporale del relativo indice e' differente fra le regioni, ancora molto lenta in quelle meridionali con un netto e persistente svantaggio d'area di tutto il sud. Ancora oggi, la regione d'appartenenza rappresenta, di per se', un pesante fattore di rischio di mortalita' (e morbilita') nel primo anno di vita. Per quanto riguarda la mortalita' in eta' pediatrica (fino a 14 anni) il dato registrato in Italia (7,0 per 100.000), nello stesso periodo, e' stato inferiore a quello medio europeo (8 per 100.000) ma con significative differenze fra il nord (6,09), il centro (5,8) ed il sud (9,3). Fra le regioni meridionali, solo la Sardegna (6,2) ha un tasso inferiore a quello nazionale. Come in tutti i Paesi industrializzati, la mortalita' infantile (meno di un anno) ne e' la componente preminente (68,2per cento), ancor piu' al sud (69,2 per cento) rispetto al centro (65,7 per cento) ed al nord (67,2 per cento). La mobilita' ospedaliera, fenomeno abbastanza rilevante, puo' essere utilizzata come indicatore della completezza dell'offerta sanitaria, della qualita' dei servizi ma anche come indicatore di ineguaglianza nell'accesso ai servizi. Le regioni con un piu' alto indice di fuga sono la Sicilia (3,4) la Campania (2,9), la Basilicata (2,7), la Sardegna (2), la Calabria ( 2,8), tutte del sud. Quelle con il piu' alto indice di attrazione la Liguria (5,5), l'Emilia (2,1), il Lazio ( 2,7). La presenza in Liguria e nel Lazio di due ospedali pediatrici ad alta specializzazione potrebbe spiegare questo fenomeno. Paradossalmente la Sicilia, che ha il piu' alto indice di fuga, ha anche il piu' alto numero di reparti di pediatria (58) con 1,13 posti letto per 1.000 bambini e 9,3 pediatri di famiglia ogni 10.000 bambini.

Convegno su virus e trapianti all’Holiday Inn di Cosenza

31/03 Un convegno sul tema dei virus e dei trapianti si svolgera' venerdì a Cosenza nell'Hotel Holiday Inn. L'iniziativa e' promossa dall'Associazione dei microbiologi clinici italiani (Amcli) con il patrocinio di tutte le associazione dei laboratoristi italiani, dell'Ordine dei Medici e dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza. L'incontro vedra' la partecipazione di oltre 100 docenti, laboratoristi e clinici, in particolare microbiologi, infettivologi, nefrologi, epatologi, provenienti da tutto il centro-sud. I relatori del convegno, studiosi dei piu' importanti centri trapianti italiani (Bologna, Torino, Pavia, Aviano), tratteranno delle piu' diffuse patologie infettive che possono colpire il paziente trapiantato, soggetto particolarmente suscettibile per lo stato di immunodepressione alle infezioni. Al convegno interverra' anche Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti.

Nominato il nuovo direttore della Chirurgia generale dell’Ospedale di Rogliano

31/03 E' Lucio Aiello, 53 anni, gia' primario ad Acri ed allievo del prof. Petrassi, il nuovo direttore dell'unita' operativa complessa di Chirurgia generale di Rogliano. Il dott. Aiello e' risultato vincitore del concorso bandito lo scorso gennaio dall'azienda ospedaliera e la sua nomina va a colmare un vuoto creatosi da diverso tempo. ''Abbiamo scelto il meglio - ha detto il direttore sanitario, Gianfranco Scarpelli - e siamo certi di aver fornito il giusto contributo alle esigenze della popolazione roglianese. Dobbiamo ringraziare tutti i medici della chirurgia di Rogliano che hanno lavorato sempre con grande abnegazione: la nomina del nuovo direttore aiutera' ulteriormente il reparto a conseguire risultati brillanti''.

All’Annunziata inaugurate quattro sale operatorie e il laboratorio d’analisi automatizzato

30/03 Sono state inaugurate stamani le quattro sale operatorie chirurgiche completamente ristrutturate ed il laboratorio d' analisi automatizzato (nella foto) dell' Azienda ospedaliera di Cosenza. Il direttore generale, Antonio Belcastro, ha illustrato le nuove strumentazioni ''fra le migliori d' Italia per efficienza e qualita'''. Il laboratorio automatizzato consente di effettuare le prestazioni in pochi minuti, selezionando le provette in base alle indicazioni diagnostiche. ''Abbiamo completato il nostro programma in meno di un anno - ha detto Belcastro - costruendo tasselli che garantiranno ai cosentini un grande futuro''. Belcastro ha anche sottolineato come all' inaugurazione ''non fossero presenti politici di nessuno schieramento: un rispetto assoluto e profondo per l' istituzione, per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione''.

Oliverio: “No alle nomine nella sanità in campagna elettorale”

30/03 La Provincia di Cosenza rende noto il testo di una lettera che il Presidente, onorevole Mario Oliverio, ha inviato all’Assessore Regionale alla Sanità, Giovanni Luzzo ed ai Direttori Generali delle ASL del territorio provinciale: “Ricorrenti voci annunciano, sul territorio provinciale, l’imminente nomina di nuovi dirigenti sanitari. Non si dubita del fatto che chi dirige la sanità e le aziende ospedaliere abbia a cuore la salute dei cittadini e privilegi, nelle scelte, le più significative e comprovate capacità, le professionalità e le qualità manageriali. Così come non si dubita che chi dovesse essere chiamato a svolgere così importanti funzioni debba godere di ampia e riconosciuta legittimazione. Proprio per questo occorre accuratamente evitare che decisioni così delicate vengano assunte in momenti concomitanti con il prossimo turno elettorale regionale. Da qui, nell’esclusivo interesse della credibilità delle istituzioni, l’invito pressante a vigilare concretamente assumendo iniziative tese a sospendere ogni decisione garantendo, così, il minimo di trasparenza e di autonomia a tutela del bene supremo della salute”.

Fioroni (Anci) “No alla nomina dei primari in questo periodo”

29/03 ''Mi preoccuperebbe molto se in questi giorni si procedesse nelle varie Aziende sanitarie della Calabria a nomine importanti come quelle dei primari''. Lo ha detto Giuseppe Fioroni, presidente nazionale Federsanita' dell'Anci e responsabile settore autonomie locali della Margherita. ''Nominando primari in questo periodo - ha aggiunto Fioroni - si rischierebbe di caratterizzare un incarico cosi' importante per la salute della gente di Calabria, con una connotazione politica o con un interesse di parte, danneggiando in tal modo coloro che a pieno titolo saranno primari per la loro qualita' e per le loro capacita' professionali''. Secondo Fioroni, ''la Calabria deve rimuovere un triste primato, quello di un turn over dei direttori generali che non riesce a superare l'anno. In questo modo non si puo' programmare, ne', tanto meno, si puo' tutelare la salute dei cittadini''.

La dottoressa Cersosimo lascia l’Annunziata

25/03 In una nota dell’ufficio stampa dell’Oasi Francescana si ringrazia l’operato della dottoressa Cersosimo che va cia dall’Ospedale dell’Annunziata. “La bravissima fisiatra dott.ssa Antonella Cersosimo, una delle migliori figure professionali del Presidio Ospedaliero dell’Annunziata, punto di riferimento per tanti piccoli pazienti soggetti a difficoltà motorie e non, va via.” Apre la nota, che prosegue: “La grande professionalità e deontologia, unite al palese attaccamento alla propria missione medica che con grande amore, in tanti anni, ha esercitato nell’Ospedale Civile dell’Annunziata, sono stati il “cocktail” vincente per l’aggiudicazione del Primariato alla Direzione Sanitaria di Bologna.
Nei giorni scorsi sono state inviate alle maggiori cariche sanitarie della Regione Calabria delle lettere controfirmate dai genitori dei piccoli pazienti che la dottoressa ha in cura, come segno di gratitudine verso una figura che con grande professionalità e grande umiltà ha messo in pratica tecniche che nel tempo hanno migliorato la vita dei pazienti (tossina botulinica…).
Anche grazie alla Direzione Sanitaria del Nosocomio cittadino che si è attivata in tal senso, la pregiata professionista non andrà via del tutto: due volte al mese raggiungerà Cosenza per continuare, gratuitamente, la sua preziosa opera presso la nostra struttura.
Con sentimenti di stima ed affetto si augura alla dott.ssa Cersosimo mete sempre più alte, come peraltro merita, ringraziandola per aver accettato di non lasciarci soli e la Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Cosenza per aver dato prova di sensibilità verso i propri pazienti.”

Ass. Luzzo: “La spesa farmaceutica regionale in linea con i dati nazionali”

24/03 ''La spesa farmaceutica specifica della Calabria presenta un profilo complessivamente in linea con i dati nazionali rispetto ai quali si evidenziano, anzi, alcune singolarita' virtuose''. Lo rende noto l' assessore regionale alla sanita', Gianfranco Luzzo che, a sostegno della sua tesi, fa ricorso al documento ufficiale dell'Agenzia italiana del Farmaco, replicando ad alcune notizie apparse sulla stampa. ''In particolare - spiega Luzzo - per quanto attiene l'andamento della spesa farmaceutica regionale, di cui veniva posto in evidenza un bilancio negativo, e' opportuno evidenziare che il dato segnalato e posto all'attenzione dell'opinione pubblica e' privo di qualsiasi fondamento concreto''. ''Nello stesso documento - sottolinea l'assessore regionale alla salute - sono citati alcuni dati inconfutabili: alla pag. 3, nel riquadro di sintesi, si rileva che, a fronte di un aumento della spesa farmaceutica netta dell' 8% (media nazionale), in Calabria (regione virtuosa), tale aumento nell'anno di riferimento e' rimasto ancorato al 5,2 % (allegato 2) con un decremento rispetto alla media nazionale del 2,8 %; alla pag. 7, nel penultimo capoverso, si evince che la Calabria, insieme ad altre nove regioni, si colloca in una posizione mediana rispetto al complesso delle regioni italiane; alla pag 15 del documento di rileva infine che lo scostamento della percentuale normativamente prevista (13%) e' dimensionato nell' ordine del 2,8% a fronte della media nazionale dell' 1,6%''. ''Quanto esposto - precisa Luzzo - conferma, quindi, in maniera incontrovertibile, l'assoluta infondatezza delle notizie emerse e testimonia la bonta' della gestione operata negli ultimi anni dall' Assessorato regionale alla Sanita' in tema di salute pubblica e spesa farmaceutica, con un rigoroso contenimento ed una efficace razionalizzazione della spesa, peraltro evidenziata dal Sole 24 ore nell' edizione del 15 marzo''. Tali precisazioni, secondo l'assessore regionale alla salute, ''prive di ogni intento polemico, risultavano, tuttavia, indispensabili per difendere l'immagine positiva della Regione e tutelare il buon lavoro svolto dalle professionalita' che negli ultimi anni si sono impegnate e cimentate nel difficile compito di rendere piu' efficace ed efficiente un settore tanto delicato quanto essenziale per le sorti dei calabresi: con fatica e impegno e' stata avviata una nuova stagione della gestione sanitaria in Calabria mediante una riforma di portata storica che sta gia' producendo effetti virtuosi nel fragile ed arretrato sistema sanitario regionale''. Per Luzzo ''gli effetti positivi di tale nuovo corso vanno incoraggiati e sottolineati con comune senso di responsabilita' agevolando il processo di rinascita di un settore oggi proiettato verso traguardi di eccellenza finora impensabili che certamente merita di essere tutelato anche mediante il ripristino di una oggettiva verita'''.

Mercoledì 30 presentazione delle nuove sale operatorie dell’Annunziata

24/03 Mercoledi' prossimo, alle ore 11, saranno presentate alla stampa le nuove sale operatorie e il laboratorio d'analisi automatizzato dell'ospedale dell'Annunziata di Cosenza. Le sale operatorie chirurgiche sono state completamente ristrutturate. Dotate di tutti i confort e delle misure idonee, consentiranno una migliore fruizione del servizio che e' un punto qualificante dell'attivita' ospedaliera. Particolarmente innovativo, invece, il laboratorio d'analisi automatizzato che consente, attraverso una soluzione robotica, di effettuare una serie di prestazioni in pochissimo tempo, selezionando automaticamente le provette. Parteciperanno all'inaugurazione, il direttore generale, Antonio Belcastro, il senatore Antonio Gentile, il sindaco di Cosenza, Eva Catizone.

Raggiunto l’accordo Stato-Regioni sulla sanità. Chiaravalloti: “Importante intesa su fondo 2005”

23/03 Raggiunta l'intesa per la ripartizione per il 2005 del Fondo sanitario nazionale. L'accordo, a lungo sofferto, e' stato raggiunto questo pomeriggio nel corso della Conferenza Stato-Regioni, presieduta dal ministro La Loggia. L'intesa e' stata raggiunta su una quota di 90 miliardi di euro, 7 in piu' rispetto al 2004. Confermato anche il tetto del 13% per la spesa farmaceutica. ''E' un risultato straordinario - ha detto il ministro La Loggia, commentando a caldo il risultato appena ottenuto. Da oggi l'intesa dell'8 agosto si chiamera' del 23 marzo''. Il nuovo accordo prevede in sintesi regole piu' precise, un maggiore rigore ma anche una maggiore disponibilita' finanziaria e controlli piu' stringenti. Anche l'assessore alle finanze della Regione Lombardia, Romano Colozzi, si e' detto particolarmente soddisfatto per l'accordo raggiunto: ''Entrando qui dentro - ha detto - non ci avrei scommesso. E' un risultato importante: oltre ai meccanismi di controllo gia' previsti in finanziaria, ma per i quali l'intesa fornisce un metodo di lavoro, l'accordo - ha concluso Colozzi - prevede meccanismi di sostegno per le regioni che hanno maggiori difficolta'''.
- Commentando l' esito favorevole dell' intesa raggiunta tra Stato e Regioni per la ripartizione del fondo sanitario 2005, il presidente della Giunta regionale della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, che, per la conferenza dei presidenti delle Giunte regionali ha rappresentato le Regioni nel confronto con il Governo, si e' detto ''soddisfatto per l' accordo raggiunto''. ''Chiaravalloti - riferisce una nota del portavoce - ha riconosciuto l' attenzione e l' impegno del Governo nel chiudere un' intesa importante in un settore delicato, conciliando con equilibrio le diverse esigenze. In particolare l' intesa raggiunta estende al 2001 i benefici del patto di stabilita', nel quale rientra, unitamente ad altre quattro regioni, anche la Calabria, consentendo cosi' il recupero di risorse aggiuntive nel settore sanitario rispetto a quelle gia' acquisite''.

Dimezzati i casi di Aids nel 2004 in Calabria

23/03 Sono 12, la meta' rispetto al 2003, i nuovi casi di Aids registrati in Calabria nel 2004. I
nuovi casi aumentano a Reggio Calabria ed a Vibo Valentia e calano a Cosenza, Catanzaro e Crotone. E' quanto emerge da una ricerca condotta dall' Associazione italiana per la lotta contro l' Aids (Anlaids). Complessivamente i casi di Aids dall' inizio dell' epidemia (era il 1982) hanno raggiunto, alla data del 31 dicembre 2004, quota 541. La Calabria nel 2004 si e' posizionata all' ultimo posto in Italia, insieme al Molise, nella graduatoria dell' Aids, con un tasso di incidenza pari a 0.9 casi ogni centomila abitanti. ''L' Aids deve fare ancora paura - dicono Fernando Aiuti, presidente nazionale dell' Anlaids, e Vittoria Lofranco, Presidente della sezione calabrese dell' associazione - e quindi non si deve abbassare la guardia. Aiutateci a dare una spallata all' Aids portando a casa un bonsai che trovate nelle piazze della Calabria da venerdi' 25 al giorno di Pasqua''. Sono trascorsi piu' di 20 anni dall' inizio dell' epidemia, eppure il bollettino del Centro operativo Aids dell' Istituto Superiore di Sanita', che riporta i casi regione per regione, riferisce l' associazione Anlaids, fa ancora paura. In Italia lo scorso anno si sono registrati 1.220 nuovi casi di Aids, una cifra inferiore a quella dell' anno precedente (1.646), ma che, secondo l' Anlaids, non deve fare abbassare la guardia. Dall' inizio dell' epidemia alla fine del 2004 l' Italia conta 54.497 casi di Aids. ''Cifre - secondo l' Anlaids - da bollettino di guerra''. Cifre inferiori, ma non meno preoccupanti, quelle sul fronte dei casi pediatrici: tre i nuovi casi lo scorso anno in Italia, uno in Lombardia, uno in Sicilia e uno di origine ignota. In Calabria l' ultimo caso pediatrico risale al 1999. Dall' inizio dell' epidemia nella regione i bambini colpiti dal virus sono stati 11. A Cosenza, nel 2004, i nuovi casi sono stati quattro, tre in meno rispetto l' anno precedente. Dall' inizio dell' epidemia i casi sono 114. Per quanto riguarda Catanzaro, i nuovi casi sono nettamente diminuiti. Nel 2004, infatti, c'e' stato un solo nuovo, contro i nove del 2003. Dall' inizio dell' epidemia i casi in totale in questa provincia sono 167. A Reggio Calabria c' e' stato un caso in piu' rispetto all' anno precedente, mentre nel 2003 c' erano stati 3 nuovi casi. Dall' inizio dell' epidemia in totale i casi sono 120. A Crotone i nuovi casi nel 2004 si sono dimezzati rispetto all' anno precedente, due rispetto a cinque. Dall' inizio dell' epidemia in questa provincia si contano 104 casi. A Vibo Valentia, infine, due i nuovi casi nel 2004, il doppio rispetto all' anno precedente. Dall' inizio dell' epidemia i casi sono 36. Dal 25 al 27 marzo l' associazione Anlaids distribuira' in novanta piazze della Calabria i suoi bonsai per raccogliere fondi in favore della ricerca sull' Aids. ''Chi prende un Bonsai - afferma l' associazione in una nota - non solo porta a casa una stupenda e antica pianta, ma aiuta l' Anlaids nel sostenere la ricerca, finanziare borse di studio e campagne di educazione e realizzare case alloggio''. Nel 2004 in Italia, secondo il Centro operativo Aids dell' Istituto superiore di sanita', i nuovi casi di Aids sono stati 1.220, meno di quelli dell' anno precedente (1.646). La diminuzione dell' incidenza dei casi di Aids nella forma conclamata, secondo l' Anlaids, sembra ormai stabilizzarsi. Una diminuzione attribuibile alle terapie. Questo significa che ci si ammala di meno nella forma conclamata, ma non ci si infetta di meno. Il serbatoio dell' infezione, infatti e' ancora ampio: si stima che nel nostro Paese i sieropositivi siano tra i 110 mila ed i 130 mila. Aumenta inoltre la proporzione dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale e diminuisce quella dei casi attribuibili alle altre modalita' di trasmissione. Rimangono piu' colpite le regioni del nord, con in testa Lombardia, Lazio e Liguria, dove l' incidenza e' rispettivamente di 5.3 casi ogni centomila abitanti, 4.3 e 4.1. La provincia italiana che, nel 2004, ha fatto registrare l' incidenza piu' alta e' Piacenza, seguita da Ravenna, Varese, Brescia, Lecco e Pavia.

Eseguito un trapianto di rene all’Annunziata

23/03 E' stato eseguito nell' ospedale Civile dell' Annunziata di Cosenza un trapianto di reni su una paziente di 53 anni di Mesoraca (Catanzaro). L' intervento e' perfettamente riuscito. Il rene proveniva da un espianto realizzato a Reggio Calabria. ''Siamo molto soddisfatti - ha detto il direttore generale, Antonio Belcastro (nella foto) - per l' alto livello qualitativo della nostra chirurgia e per una professionalita' che e' ormai avviata a raggiungere altri importanti traguardi, come quello del centro trapianti per il fegato, che trasformera' definitivamente il nostro ospedale in un istituto di livello nazionale''.

Paolini (Aiop) La sanità al centro della campagna elettorale

22/03 “Va preso atto che in questa campagna elettorale dagli esiti incerti il problema del servizio sanitario regionale sta tenendo il centro del dibattito politico, impegnando non solo i candidati alla carica di governatore ma anche i candidati delle varie liste.” E' quanto sostiene in una nota il Presidente dell' Aiop della Calabria e Presidente della sezione sanita' dell'Assindustria di Cosenza, Enzo Paolini. “Senza entrare nel merito delle valutazioni che vengono date del problema e delle possibili soluzioni proposte – spiega Paolini - all’ AIOP interessa richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla importanza che viene data dal ceto politico all’ assistenza sanitaria in questi giorni affinché se ne tenga debitamente conto “dopo”, ad urne aperte e risultati acquisiti. Prendiamo atto che Sergio Abramo, candidato per il centrodestra, in visita agli ospedali della Piana di Gioia Tauro ha dichiarato che “ non si può affidare la salute e la vita dei cittadini a chi non ha qualità e competenza” come pure prendiamo atto che Agazio Loiero, parlando a Cosenza in un convegno sulla sanità, ha dichiarato che “l’emigrazione sanitaria deve essere ridimensionata anche perchè rappresenta una grave voce di deficit del bilancio regionale”. Può bastare? Più che le parole contano le reali intenzioni di mettere mano al problema, partendo da una ricognizione a 360 gradi e con la determinazione di tagliare rami secchi e rendite di posizione, puntando decisi alla razionalizzazione del sistema e della spesa. Il Piano Sanitario varato dalla Giunta Regionale uscente è un punto di partenza valido per entrare nel cuore del problema ma bisogna andare al di là delle situazioni di compromesso che , per poter varare il Piano, si sono dovute accettare. Lavorare soltanto sulla riconversione dei posti letto, che è cosa necessaria, non è sufficiente se contestualmente non si mette mano alla riconversione di quelle strutture ospedaliere che hanno costi altissimi di gestione e tassi bassissimi di produttività. L’emigrazione sanitaria fuori regione è, al di là delle fumose interpretazioni che si danno del fenomeno, la dimostrazione tangibile che nell’opinione pubblica calabrese la qualità del servizio sanitario regionale non gode di alta considerazione. Condividiamo senza riserve il giudizio di chi sostiene che in Calabria operano professionalità di primo piano e che per alcune specialità si possono vantare centri di eccellenza competitivi con quelli di altre regioni.Ma non è sulle “oasi felici” della sanità calabrese che dobbiamo soffermarci, semmai da queste bisogna muovere convinti che si può legittimamente aspirare ad un assetto generale della sanità calabrese che stia largamente alla pari con le altre regioni.Il costo dei calabresi che vanno a curarsi fuori è ragguagliato a circa 700 miliardi di vecchie lire e costituisce un peso non marginale per il bilancio regionale. Ma non si può chiedere nemmeno ai calabresi di risparmiare sulla loro pelle, considerato che sopportano già un’addizionale IRPEF ed una maggiorazione del 10 per cento sul bollo auto.Alle case di cura, ovvero all’ospedalità a gestione privata, viene richiesto di dare un contributo ulteriore per migliorare l’offerta e gli standard qualitativi del servizio sanitario regionale, investendo soprattutto nell’alta specializzazione che vuol dire anche alta tecnologia. L’AIOP ha dato la sua disponibilità ed è pronta a fare la sua parte per stimolare nuovi investimenti ma bisogna preliminarmente mettere in chiaro che, una volta create le strutture ed ingaggiate le professionalità occorrenti, non può essere nella discrezionalità dei singoli direttori di Aziende sanitarie l’imposizione di “tetti” alle prestazioni, cadendo nella contraddizione inaccettabile che, mentre si vuole e si chiede l’azzeramento delle “liste di attesa” e la riduzione dell’emigrazione sanitaria, contemporaneamente si impedisce alle strutture in grado di operare di assorbire la domanda sia delle liste d’attesa sia delle prestazioni che si vanno a cercare fuori regione. E’ già accaduto.

Inaugurato il reparto di neonatologia dell’Annunziata completamente ristrutturato

19/03 Tempo di elezioni, tempo di inaugurazioni. E' stato inaugurato stamane a Cosenza il reparto di neonatologia dell' ospedale Civile dell' Annunziata. Il reparto, completamente ristrutturato ha una superficie di 800 metri ed ospita ambienti moderni e confortevoli con otto posti di terapia intensiva neonatale. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il senatore Antonio Gentile, nella sua veste istituzionale; il prof. Marcello Orzalesi, direttore del dipartimento materno infantile del Bambin Gesu' di Roma e Carlo Corchia, primario all' epoca dell' inizio dei lavori e attualmente direttore dell' unita' operativa complessa di neonatologia del Bambin Gesu'. ''Questo reparto - ha detto Orzalesi nella sua lezione magistrale - e' una grande conquista per tutti voi. Credo che non ci sia in Italia un reparto piu' grande ed e' difficile trovarne uno piu' bello. Il senatore Gentile, nel corso della manifestazione, ha consegnato una targa ricordo ai professori Antonio Petrassi e Luigi Vigna, gia' medici ospedalieri, in pensione da qualche anno. ''E' stata una bella manifestazione - ha sottolineato Antonio Belcastro, direttore generale dell' Azienda ospedaliera di Cosenza - ma soprattutto abbiamo avuto l' occasione di consegnare alla citta' un reparto efficiente, a misura di bambino''.

Tra dieci anni il cancro sotto controllo

18/03 ''Non piu' morte, non piu' sofferenza a causa del cancro entro dieci anni''. Piu' che una sfida lanciata, e' la certezza che Andrew Von Eschenbach, direttore del National Cancer Institute di Bethesda ha proclamato dall'Universita' di Catanzaro, dove questa mattina gli viene conferita la laurea ad honorem in Medicina e chirurgia. ''Ora - ha detto Von Eschenbach - siamo sicuri che entro 2015 il cancro diventera' una malattia cronica, con la quale si potra' vivere molto a lungo, mantenendola sotto controllo, esattamente come una qualsiasi altra malattia''. Ma come sara' possibile tutto questo? ''Solamente attraverso lo sforzo globale di tutta la comunita' scientifica mondiale - dice Von Eschenbach - che deve collaborare in modo unito verso questo obiettivo, fornendo singoli contributi di ricerca, al di la' dello stato di appartenenza. Il mondo deve essere unito nella lotta al cancro, dobbiamo mettere insieme tutte le esperienze dove ci sono''.E sul modo di fare ricerca, Von Eschenbach dice: ''Occorre cambiare il paradigma di ricerca contro il cancro, integrando le nuove scienze all'interno della medicina: le nanotecnologie, la bioinformatica, la biologia dei sistemi, la proteomica. E gia' siamo a buon punto. Solo 5 anni fa, infatti queste scienze non avevano la rilevanza che hanno ora nella lotta al cancro. Il bello di Catanzaro e' che questa visione si e' tradotta in una realta' di ricerca nel Campus di Germaneto, grazie all'impegno del professor Salvatore Venuta. Unire ingegneria e medicina, come succede nell'Universita' Magna Graecia e' una vera rivoluzione scientifica''. Dati, numeri, cifre investite negli Stati Uniti e nel mondo sono stati illustrati da Von Eschenmabach nella sua dissertazione per la laurea ad honorem.Il grande scienziato, un'autorita' della ricerca negli Stati Uniti, notissimo in tutto il pianeta, ha concluso con un appello di portata mondiale: ''La salute globale e' una responsabilita' globale - ha detto- non devi avere la stessa fede di un uomo per salvargli la vita''.
Il direttore del National Cancer Institute di Bethesda, Andrew Von Eschenbach, inoltre, sara' domani mattina a San Giorgio Albanese, dove incontrera' la comunita' residente nel paese italo-albanese. A San Giorgio Albanese, infatti, nacque Salvatore Fremo', il bisnonno materno di Von Eschenbach, emigrato negli Stati Uniti nel 1887. Con Von Eschenbach ci saranno la moglie e la madre, signora Frances D'Alfonso. ''E' con grande onore - ha detto il sindaco di San Giorgio Albanese, Mario Scura - e anche con emozione che domani riceviamo la visita del dott. Von Eschenbach, illustre discendente di un sangiorgese che, anche se partito dal nostro paese piu' di un secolo fa e mai piu' tornato, ha lasciato oltreoceano il seme buono della laboriosita' calabro-albanese''. Nel corso della visita il sindaco accompagnera' l'ospite nella casa che fu del suo antenato materno, una vecchia abitazione realizzata in un caratteristico angolo del centro storico.

Duemila agenti della PS in Calabria faranno uno screening sull’epatite C

16/03 Quattromila agenti di polizia della Sicilia e duemila della Calabria dai 18 ai 65 anni si sottoporranno volontariamente, dal 1 aprile fino alla fine di ottobre prossimi, ad uno screening per l'individuazione di soggetti infetti dal virus Hcv dell'Epatite C. L' iniziativa, che nasce dalla collaborazione tra le universita' di Palermo e Catanzaro e la Polizia di Stato e' stata presentata stamani a Palermo in una conferenza stampa. Secondo una stima recente due milioni di italiani (170 nel mondo) sono affetti dalla patologia che colpisce il fegato e che, se non curata in modo appropriato, puo' degenerare in cirrosi epatiche e tumori al fegato, spesso affrontabili solo con un trapianto. Solo in Sicilia circa tre mila persone muoiono ogni anno per cirrosi epatica e l'80 per cento di questi era affetto da epatite C. La malattia e' asintomatica, difficile da diagnosticare ed e' trasmissibile per via ematica. Da qui la necessita' di avviare per la prima volta in Italia, un monitoraggio attento e il piu' possibile esteso proprio partendo da quelle categorie, come gli agenti di Polizia dove ''il rischio di infezione e' piu' elevato - ha detto Silvio Tripi, direttore del Servizio di prevenzione e cura delle malattie epatobiliari dell' Universita' di Palermo - per i frequenti contatti con persone e cose possibilmente infette''. Secondo il generale Giuseppe Mantineo, direttore centrale di sanita' del dipartimento di Pubblica Sicurezza, ''l'iniziativa e' stata accolta con entusiasmo dagli agenti e sara' quindi vincente. La Polizia di Stato - ha aggiunto e' anche al servizio della Sanita' pubblica e della ricerca''. Per il professore Vincenzo Guadagnino dell'Universita' di Catanzaro, infine, lo screening avra' anche un valore divulgativo stante che, secondo una recente indagine, solo il 57 per cento della popolazione del Sud sa cosa e' l'epatite C e come agisce.

Ass. Luzzo: “Sulla sanità la Calabria dichiarata regione adempiente”

15/03 Al tavolo di monitoraggio e di verifica istituito al Ministero dell' Economia, che tratta gli adempimenti previsti dal Patto di Governo, relativo alle risorse aggiuntive del Servizio Sanitario Nazionale per il 2003, la Regione Calabria, insieme a Lombardia e Veneto, sono le regioni dichiarate ''adempienti''. ''In particolare - commenta l' assessore regionale alla Sanita', Gianfranco Luzzo - sono stati sottoposti a verifica i seguenti elementi: l' equilibrio nella gestione del servizio sanitario, l' adesione alla convenzione Consip, il regolare avvio dei flussi informativi, il mantenimento dei livelli di assistenza e le iniziative della regione rivolte alla razionalizzazione della rete ospedaliera e del sistema sanitario''. A fronte di tale regolarita' alla Calabria, secondo le intese raggiunte tra Governo e Regioni, saranno erogati 300 milioni di euro, somma con la quale potranno essere garantiti i regolari pagamenti verso tutti gli operatori del servizio sanitario regionale.

Sabato inaugurazione del nuovo reparto di neonatologia all’Annunziata

13/03 In un clima praticamente elettorale, sabato prossimo, a Cosenza, alle ore 11,00, sara' inaugurato il nuovo reparto di Neonatologia dell'Ospedale Civile dell'Annunziata . Un reparto completamente ristrutturato, giudicato realmente uno dei migliori d'Italia per confort ed attrezzature tecnologiche. Il reparto dispone di 8 posti di terapia intensiva neonatologica. Alla manifestazione interverranno', Marcello Orzalesi, direttore del dipartimento materno-infantile dell'Ospedale Bambin Gesu' di Roma, considerato il piu' grande noenatologo italiano . Nella stessa giornata , Orzalesi partecipera' al dibattito sul futuro della terapia neonatologia a cui parteciperanno: Carlo Corchia, gia' primario a Cosenza ed oggi direttore dell'unita' operativa complessa di neonatologia del Bambin Gesu', Antonio Belcastro, direttore generale dell'azienda ospedaliera di Cosenza, il senatore Antonio Gentile ed il sindaco di Cosenza Eva Catizone.

Allarme salute: In Calabria aumentano gli ipertesi

11/03 In Calabria il 45% degli uomini e il 41% delle donne e' iperteso mentre il 15% degli uomini e il 14% delle donne e' in una condizione a rischio per i valori della pressione: sono alcuni dei dati emersi dal ''Progetto cuore'' dell' Istituto superiore di sanita' e resi noti nel corso della Societa' italiana di prevenzione cardiovascolare (Siprec). A preoccupare, secondo quanto emerso dall' esame degli ultimi dati, sono anche i valori relativi alla colesterolemia: il 17% degli uomini e il 25% delle donne in Calabria ha un alto tasso di colesterolo e il 36% degli uomini e il 29% delle donne e' addirittura in una situazione di rischio. L' esame dei fattori di rischio mette in evidenza che il 41% degli uomini e il 76% delle donne in Calabria non svolge alcuna attivita' fisica durante il tempo libero; il 30% degli uomini fuma in media 17 sigarette al giorno, e il 16% delle donne ne fuma, in media al giorno, 13. Inoltre, il 23% degli uomini in Calabria e' obeso, cosi' come il 34% delle donne. A questo si aggiunge che il 6% degli uomini e l' 8% delle donne e' diabetico mentre il 6% degli uomini e il 3% delle donne e' addirittura in una condizione di rischio. Fattori di rischio spesso innescati, o comunque aggravati, da cattivi stili di vita portati avanti a volte a dispetto persino di un tasso di familiarita' per le diverse malattie cardiovascolari che, nel Sud e nelle Isole, e' del 24% negli uomini e del 30%delle donne. In Calabria, sempre secondo il Progetto Cuore dell' Istituto superiore di sanita', la prevalenza di infarto e' dell' 1,7% negli uomini e dello 0,6% nelle donne; dell'1,4% negli uomini per quanto riguarda l'ictus e dello 0,9% nelle donne. La prevalenza di angina pectoris e' del 3,2% negli uomini e del 4,5% nelle donne. A Catanzaro il 47% degli uomini e' iperteso e il 12% e' in una condizione di rischio; il 18% ha un' ipercolesterolemia e il 34% e' in una condizione di rischio. E' diabetico il 5% degli uomini e 10% sono in una condizione di rischio. Non pratica alcuna attivita' fisica il 30% degli uomini e il 25% e' obeso. Sono 14 le sigarette che, in media, accende il 25% degli uomini a Catanzaro. Nel capoluogo calabrese, il 35% delle donne sono ipertese e il 14% sono in una condizione a rischio. L' ipercolesterolemia interessa il 23% delle donne e il 28% e' in una condizione di rischio. Soffrono di diabete 6 donne su cento e il 2% e' in una situazione di rischio. Non pratica alcuna attivita' fisica nel tempo libero il 57% delle donne di Catanzaro e l'obesita' colpisce il 31% delle donne. Poco sport ma tante sigarette visto che il 15% delle donne ne fuma, in media, ogni giorno 13. A Reggio, invece, il 40% degli uomini e il 38% delle donne - secondo il Progetto Cuore - e' iperteso mentre il 12% degli uomini e il 15% delle donne e' in una condizione di rischio. Note dolenti anche per quanto riguarda la colesterolemia: il 18% dei reggini e il 24% delle donne ha una ipercolesterolemia mentre il 39% degli uomini e il 34% delle donne e' in una condizione di rischio. Il 50% degli uomini fa una vita troppo sedentaria e ancora di piu' le donne che per l' 81% non svolge alcuna attivita' fisica durante il tempo libero. Sedentarieta' ed obesita' sono figlie delle stesse cattive abitudini: e cosi' il 16% degli uomini e il 36% delle donne di Reggio Calabria sono obesi. Troppe le sigarette accese: in media 17 al giorno per il 32% degli uomini; e 17 per il 16% delle donne. Ma a far preoccupare e' anche il diabete: l'8% degli uomini e il 13% delle donne e' diabetico e, addirittura, il 3% degli uomini e il 5% delle donne e' in una condizione di rischio.

Presentato, all’Ospedale di Rogliano, il servizio di Artroscopia

11/03 E' stato presentato stamani a Rogliano - presenti il sindaco Pietro Oliveti, l' assessore comunale alla sanita', Roberto Tosti, il direttore generale dell' azienda ospedaliera di Cosenza, Antonio Belcastro e il senatore Antonio Gentile, il servizio di artroscopia che sara' diretto dal dott. Hermes Giuzio. Lo riferisce una nota. ''Siamo lieti di presentare nuovo servizio - ha detto il sindaco Oliveti - che conferma le promesse dell' azienda e, soprattutto, l' impegno assunto dal senatore Gentile. La TC e' stata aggiudicata - ha aggiunto Oliveti - quelli del Cnr lo saranno entro fine mese, il concorso a primario di chirurgia e' stato bandito: si tratta di fatti seri e concreti che dimostrano come il direttore Belcastro abbia tenuto fede ai suoi impegni''. Per il direttore generale dell' azienda ospedaliera ''Rogliano non e' e non sara' mai un ospedale di periferia; e' una realta' consolidata di alto livello''. Belcastro ha assicurato, inoltre, che l' azienda risistemera' il parcheggio ed acquistera' il litotritore. Grazie a questo servizio di artroscopia - ha detto ancora Belcastro - molti cittadini verranno a curarsi a Rogliano da tutta la regione''. ''Dai tempi del comitato 'pro Santa Barbara' - ha sottolineato il senatore Gentile - i roglianesi hanno dimostrato di essere attaccati alla loro struttura ospedaliera: oggi si iniziano a vedere grandi frutti''.

Mons. Nunnari in visita all’Ospedale dell’Annunziata

10/03 ''Venendo qui in ospedale, fra gli ammalati curati con amore, il pensiero volge al Santo padre ed alla sofferenza che porta come croce per la nostra salvezza''. Lo ha detto l'arcivescovo di Cosenza, monsignor Salvatore Nunnari, nel corso della visita ai degenti dell'ospedale 'Annunziata'. Nel corso della visita monsignor Nunnari, che e' stato accolto dal direttore generale, Antonio Belcastro, ha incontrato diversi degenti e medici ospedalieri. ''La scienza e la fede - ha aggiunto Nunnari - non sono due mondi in contrasto perche' attraverso la ricerca dell' uomo ed il suo progresso si compie il miracolo divino. L' umanesimo della medicina e' il passo che ci deve guidare, perche' il sorriso e l' accoglienza sono elementi indispensabili quanto la medicina''. Rivolgendosi al direttore generale Mons. Nunnari, secondo quanto e' detto in un comunicato dell' azienda ospedaliera, si e' complimentato per ''la grande realta' dell' Annunziata, fatta di medici di primissimo livello: un tesoro da preservare perche' appartiene ad ognuno di noi''.

Venerdì presentazione del responsabile di Artroscopia dell’Ospedale di Rogliano

09/03 Il responsabile del servizio di artroscopia dell'ospedale di Rogliano, Hermes Giuzio, sara' presentato nel corso di un incontro che si svolgera' venerdi' mattina. All'iniziativa, che si svolgera' nella sala del consiglio comunale di Rogliano, interverranno il sindaco Pietro Oliveti, il direttore generale, Antonio Belcastro, il sen. Antonio Gentile. L' unita' semplice di artroscopia e' ritenuto un importante evento per Rogliano ed attirera' la presenza di tanti pazienti, anche provenienti dal mondo calcistico, soprattutto alla luce dell'esperienza professionale ed accademica di Giuzio.

Caruso: “Scarsi i posti letto al reparto di rianimazione dell’Annunziata”

08/03 ''I posti letto di rianimazione in provincia di Cosenza sono pressoche' nulli e tutto ancora si riversa sulla citta' capoluogo. una situazione che deve cambiare e che ostacola il cammino verso la vita ed il difficile e prezioso lavoro in materia di trapianti''. E' quanto sostiene in una nota il parlamentare di Alleanza Nazionale, Roberto Caruso. ''L' imminente - ha aggiunto - apertura dei posti letto di Castrovillari e' merito della lungimiranza del direttore Crusco, purtroppo ostacolata da un dirigismo e da un senso frenante degli stessi sindacati, che io rispetto e stimo, ma di cui devo sottolineare gli errori. La vicenda del medico trasferito in anestesia e poi richiamato a furor di popolo dai sindacati al posto di prima e' emblematica di una situazione di conservazione che fa male alla sanita'''. ''Ogni giorno - ha concluso Caruso - abbiamo tante richieste di pazienti che per patologie gravi si rivolgono alla rianimazione dell' Annunziata ed a cui non e' sempre possibile dare una risposta. Se le iniziative come quella di Crusco vengono bloccate, vuol dire che emerge una cultura di stagnazione che non portera' crescita al territorio e di cui la sinistra si fa portatrice''.

Belcastro: “Giovedì Mons. Nunnari in visita all’Annunziata”

08/03 ''La visita di Mons. Nunnari, che sara' da noi in ospedale giovedi' pomeriggio ci ricordera' il valore della sofferenza, ma anche il senso della responsabilita' di chi cura a farlo con amore''. E' quanto sostiene in una nota il direttore generale dell' azienda ospedaliera di Cosenza, Antonio Belcastro. ''La sofferenza - ha aggiunto - e' un valore nel senso che va rispettata e va considerata come un' eventualita' che ci riguarda tutti, perche' ognuno di noi ha nel suo incontro della vita la contezza della sofferenza e della malattia. Cambiare i reparti, nominare nuovi primari, aprire nuovi reparti sono manifestazioni positive, ma vane se manca l' empatia: e sappiamo che lo scientificismo provoca spesso distorsioni che mettono l'uomo dopo il suo malanno''. ''Aspettermeo con gioia il vescovo - ha concluso Belcastro - anche perche' riconosciamo un grande valore spirituale alla mistica religiosa ed una sua forte incidenza nella visione diversa della vita''.

Ass. Luzzo: “Bisogna realizzare l’alta qualità nella sanità regionale”

06/03 ''Le cose da fare sono ancora tante e cioe' bisogna realizzare quell'alta qualita' che, nonostante sia presente in molti punti della nostra regione, deve diventare generalizzata''. Lo ha detto l'assessore regionale alla sanita', Gianfranco Luzzo, stamane a Catanzaro a margine della presentazione del progetto per le prenotazioni on-line delle visite mediche 'Cat@hospital'. ''Il mio cruccio - ha aggiunto - e' sempre stato quello di eliminare le liste di attesa ed i viaggi di speranza. Con le cose fatte siamo riusciti a risolvere in parte alcuni problemi. Noi oggi sulla cardiochirurgia abbiamo una mobilita' che si e' ridotta del sessanta per cento, abbiamo avviato il centro trapianti di fegato a Cosenza e c'e' un centro trapianti per reni che lavora molto bena a Reggio Calabria. Siamo riusciti ad avviare il polo oncologico regionale ed il polo dermatologico regionale''. ''Abbiamo - ha concluso Luzzo - messo a regola e sistema il modello organizzativo della rete ospedaliera ed abbiamo avviato una seria azione nei confronti della medicina generale. Se funziona la medicina del territorio secondo me, a cascata, funzionera' tutto il sistema regionale''.

Pirillo (Margherita) “La sanità calabrese allo sbando”

05/03 “Ancora una volta registriamo che le estreme forme di protesta attuate contro la scellerata politica portata avanti da questo governo nazionale, non trovano la giusta importanza sui mezzi di comunicazione. Lo sciopero generale attuato dai medici nella giornata di ieri, che ha visto l’adesione compatta della categoria anche in Calabria, è passato quasi inosservato. Lo afferma il consigliere regionale della Margheria Mario Pirillo, ricandidato alle prossime elezioni del 3 e 4 aprile al consiglio regionale della Calabria, che si dice “stupefatto che i telegiornali nazionali e regionali abbiano trascurato lo sciopero degli operatori del servizio sanitario nazionale. I medici, i farmacisti e i veterinari hanno fatto sentire la propria voce lamentando il giusto riconoscimento al loro lavoro ed ai loro diritti. Scioperano e la cosa passa quasi in una forma silenziosa, come se a Berlusconi e compagni il disagio in cui sono costretti ad operare, non interessasse. Il governo ed i politici regionali del centrodestra, incapaci ora di affrontare il conflitto da essi stessi generato, “oscurano” il problema: quello che non si vede in televisione per loro non succede. La realtà invece assume contorni ben diversi: la sanità è allo sbando, i medici, i veterinari e i farmacisti protestano giustamente per le vessazioni che da troppo tempo subiscono: un contratto scaduto da tre anni e le carriere che finiscono per essere manipolate da politici, che ne fanno un uso indiscriminato, offendendo le alte professionalità e la missione cui sono dedicati. Esprimo la piena solidarietà a queste categorie che mobilitandosi lottano per il bene comune, perché una sanità pubblica efficace ed efficiente e patrimonio di tutti che va difeso e sostenuto dai politici consapevoli.”

Farmacie: raggiunta una ipotesi di soluzione

04/03 Un' ipotesi di soluzione che permettera' la ripresa dell' assistenza farmaceutica in forma diretta in tutta la provincia di Cosenza e' stata individuata nel corso di un incontro svoltosi a Roma. Lo ha reso noto la Federfarma. All' incontro hanno partecipato il direttore generale dell' assessorato al Bilancio, Mauro Pantaleo; il direttore generale dell' assessorato regionale alla Sanita', Federico Montesanti, in rappresentanza dell' assessore Gianfranco Luzzo, e Achille Gentile, in rappresentanza di tutti i direttori generali delle Aziende sanitarie della provincia di Cosenza. I dettagli dell' operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa, cui partecipera' lo stesso Luzzo, in programma sabato prossimo alle 12 nell' hotel Europa a Rende.

Il 5 marzo inaugurazione dell’”internet per te” al centro di sclerosi multipla

03/03 Sara' inaugurata il 5 marzo, presso il Centro Sclerosi Multipla dell'Unita' operativa di Neurologia dell'Azienda Sanitaria di Cosenza, diretta da Pierangela Telarico, la nuova postazione ''Internet per Te'', una struttura multimediale espressamente concepita per i pazienti affetti da Sclerosi Multipla che rientra nel progetto ideato e realizzato dalla Fondazione Cesare Serono, con la collaborazione dell'Industria Farmaceutica Serono. Dopo l'inaugurazione del progetto, tenutasi lo scorso anno a Milano alla presenza del Ministro Girolamo Sirchia, arriva cosi' anche a Cosenza ''Internet per Te'', il progetto patrocinato dal Ministero della Salute, che consente ai pazienti, attraverso il Web, l'accesso diretto e costante alle informazioni sulla patologia ed il reperimento di notizie utili ad affrontare al meglio questa grave malattia. ''Il nostro Centro di Sclerosi Multipla - ha dichiarato Telarico - costituisce attualmente l'unico ambulatorio multidisciplinare della Calabria che offre ai pazienti la possibilita' di risolvere, in un unico centro, molte problematiche inerenti la malattia. La qualita' di vita dei pazienti e il loro bisogno di informazione sono infatti per noi molto importanti come dimostrano l'allestimento della postazione ''Internet per Te'' e l'apertura dello sportello ''Info Point'' a cura dell'AISM''.

L’AS di Rossano paga le farmacie. Ancora niente per le farmacie delle AS di Paola e Castrovillari

02/03 Il direttore generale della Asl 3 di Rossano, Achille Gentile, a seguito di un incontro svoltosi oggi con i responsabili di Federfarma, ha disposto il pagamento immediato delle competenze relative a gennaio 2005 e sottoscritto un protocollo d' intesa per il rientro a breve di ulteriori partite debitorie pregresse. Lo si e' appreso da una nota della Federfarma di Cosenza. Il rispetto dell' accordo del 7 maggio 2004, che prevede di contenere il ritardo dei pagamenti in un massimo di quattro mesi nell' attesa degli interventi regionali, ha permesso, pertanto, ai farmacisti della stessa Asl di poter ripristinare il normale servizio gia' da domani 3 marzo 2005, evitando cosi' ai cittadini di dover anticipare il costo dei farmaci. La Federfarma confida che a breve seguano analoghi provvedimenti anche da parte delle direzioni dell' Asl 1 di Paola e dell' Asl 2 di Castrovillari. Ieri il direttore generale dell' Asl 4 di Cosenza aveva assunto la stessa decisione presa dal Dg di Rossano.

Giorno 11 inaugurazione di due reparti ristrutturati dell’Annunziata

02/03 Giorno 11 marzo saranno inaugurati nell' ospedale cosentino dell’Annunziata i nuovi reparti di neonatologia e laboratorio analisi. ''Il reparto di neonatologia, completamente rinnovato - e' scritto in una nota - e' realmente un esempio di bellezza logistica e di funzionalita'. Una funzionalita' che si unisce alla dotazione del Dipartimento materno-infantile, che avra' anche quattro posti di terapia intensiva pediatrica oltre agli otto esistenti di terapia intensiva neonatale. Il laboratorio analisi automizzato consentira', invece, di robotizzare i prelievi fornendo risposte multiple in tempo reale. Due ulteriori elementi di tecnologia e di spazialita' terapeutica che contribuiscono a rendere ancora piu' preziosa l' offerta qualitativa dell' Annunziata''.

Pirillo (Margherita) “Sciopero delle farmacie a causa del malgoverno regionale ”

28/02 “Il malgoverno del centrodestra continua a ripercuotersi sul mondo della salute calabrese. Questa volta a subire i colpi di coda di un esecutivo che ha mortificato i più semplici diritti, sono i farmacisti che il 1 marzo, saranno costretti all’estrema forma di protesta, a causa degli enormi ritardi nei pagamenti da parte della Regione Calabria”. . Lo afferma in una nota il capo gruppo della Margherita, in seno al consiglio regionale della Calabria, Mario Pirillo, il quale rammenta che “I farmacisti infatti, avanzano il rimborso per l’erogazione dei farmaci ai cittadini in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale: è più che giusta e legittima la rabbia e lo sconcerto di professioni che svolgono quotidianamente e spesso in situazione di forte disagio, un servizio decisamente pubblico. L’assessore Luzzo aveva preso l’impegno di provvedere alla firma della cartolarizzazione e quindi al saldo dei debiti nei confronti dei farmacisti. E tutto ciò sarebbe dovuto avvenire entro il 7 febbraio. Ma le promesse di Chiaravalloti, come sempre, lasciano il tempo che trovano. Le conseguenze di tali disastrosi azioni e comportamenti saranno molteplici: ai cittadini calabresi, toccherà pagare i farmaci, mentre i farmacisti saranno costretti a praticare il blocco dell’erogazione. E ciò a causa di una fallimentare politica dettata dall’immobilismo cronico di Luzzo e compagni, che in questi anni non ha riconosciuto l’enorme impegno speso dalle farmacie calabresi. Mi sono fatto portavoce della protesta dei farmacisti raccogliendo le impressioni di alcuni di loro. Ad una mia iniziale protesta di alcune settimane fa, non è seguita alcuna risposta da parte della Giunta Regionale. Ma già nel lontano 2003 le farmacie avevano fatto sentire la propria voce minacciando lo stato di agitazione. L’accordo sottoscritto presso la sede dell’assessorato regionale alla sanità non ebbe alcun seguito. Stessa sonata l’anno successivo: ancora una volta promesse non mantenute. Il piano che prevedeva che i debiti pregressi sarebbero stati saldati attraverso una loro cartolarizzazione è rimasto lettera morta. I farmacisti, obbligati a svolgere il servizio pubblico di assistenza farmaceutica per conto delle aziende sanitarie, garantendo la disponibilità dei medicinali, ora non sono più in grado di sostenere le spese anche perché le banche, cui si rivolgono per pagare i fornitori, non fanno più credito. Tale situazione porterà malauguratamente al collasso dell’intero sistema sanitario.”

A Roma convegno della Regione sulla telemedicina

28/02 ''Telemedicina: un sistema avanzato'' e' il tema di un convegno promosso ed organizzato dal Dipartimento Obiettivi strategici della Regione, dal Brutium Giovani e dal Comitato per lo sviluppo dell' innovazione Cosit Calabria, che si terra' dopodomani a Roma nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati. L' incontro scientifico, e' detto in una nota, sviluppera' la tematica della telemedicina su tre aspetti diversi, ma fortemente correlati: l' aspetto tecnologico, quello del capitale umano e quello normativo. I lavori dell' iniziativa saranno aperti dall' assessore regionale alla Sanita' Giovanni Luzzo proseguiranno con i saluti dei parlamentari Battista Caligiuri Antonio Gentile. Le relazioni saranno svolte da Vincenzo Maria Saraceni, presidente Medici cattolici italiani; Roberto Musmanno, ordinario ricerca operativa dell' Universita' della Calabria; Pasquale Frascione, responsabile servizio dermatologia Istituto Regina Elena - Roma; Pierluigi Leone, dirigente sistemi informativi Regione Calabria; Alfredo Toglia, amministratore delegato Infotel Srl e Fabio Federico, specialista in diritto e procedura penale Universita' ''La Sapienza'' di Roma. Concludera' i lavori Jole Santelli, sottosegretario di Stato alla Giustizia.

A Cosenza, le curano la polmonite e partorisce spontaneamente. Stanno bene entrambi

28/02 Un delicato caso di sindrome eclamptica, una grave patologia che incorre in gravidanza, si e' concluso felicemente all' ospedale civile dell' Annunziata di Cosenza. La paziente, una giovane donna di 30 anni, e' giunta nella divisione di rianimazione, diretta dal prof. Bruno Carenzi, proveniente da un istituto di ricovero privato della provincia, con ''un quadro clinico grave - e' scritto in una nota - che consisteva in una polmonite bilaterale con insufficienza respiratoria e del cuore destro, alla trentaquattresima settimana di gestazione''. Dopo le cure prestatele dai medici dell'ospedale di Cosenza la paziente ha partorito spontaneamente dando alla luce una bambina. Le condizioni della puerpera e della neonata sono, ora, normali ed e' stata disposta la dimissione ospedaliera.

Corbelli: “Grazie a Diritti Civili, aperto un reparto di Tisiologia al Mariano Santo”

28/02 Un reparto di Tisiologia (ex tubercolosi) e' stato istituito nell'ospedale Mariano Santo di Cosenza. Lo ha reso noto il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che ha ricevuto una comunicazione ufficiale dall'Azienda ospedaliera di Cosenza. ''Questo importante risultato - sostiene in una nota Corbelli - e' stato ottenuto dopo una lunga battaglia civile iniziata dal movimento Diritti Civili dopo la morte, due anni fa, di una bambina di Buonvicino colpita da tubercolosi. Grazie all' intervento di Diritti Civili venne curato, guarito e salvato un fratellino della bambina, colpito dalla stessa malattia, che Corbelli fece ricoverare e visitare all' ospedale Mariano Santo dal dott. Franco Cavalcanti. Partendo da quella storia e' iniziata la lunga battaglia di Diritti Civili che ha portato, grazie all' intervento dell' Azienda ospedaliera di Cosenza, alla creazione del reparto di Tisiologia al Mariano Santo''. Il reparto di Tisiologia sara' diretto dal dottor Franco Cavalcanti. ''Proprio la mancanza - ha concluso Corbelli - di un reparto come quello di tisiologia fu purtroppo tra le cause della mancata e immediata diagnosi della malattia di questa bambina. Questo reparto di tisiologia e' l' unico del genere in Calabria. Una grande conquista civile. Non ci saranno piu' casi come quello tragico della povera bambina. Sono queste le battaglie importanti che devono essere promosse e sostenute. Per dare risposte ai problemi della sanita', aiuto e speranze ai tanti ammalati''.

FULC: “l’assessorato alla sanità provveda ad evitare la serrata dei farmacisti”

25/02 La Giunta e l' Assessorato regionale alla Sanita' devono provvedere affinche' non venga sospesa l' assistenza farmaceutica e non venga limitato, di conseguenza, il diritto alla salute dei cittadini: e' quanto sostiene la Fulc, federazione unitaria lavoratori chimici di Cgil, Cisl e Uil, in relazione alla preannunciata serrata delle farmacie indetta per il prossimo primo di marzo. In una nota l' organizzazione unitaria che rappresenta i 1000 addetti all' informazione scientifica sui farmaci che operano in Calabria, definisce ''sconcertante il comportamento della Giunta Chiaravalloti e dell' Assessorato alla Sanita''' e parla anche di ''incompetenza di gestione''. A determinare il passaggio all' assistenza indiretta, riferisce la nota, e' stato il mancato rispetto, da parte dell' assessorato regionale, dell'accordo tra Regione, Adf, Federfarma e Fulc. ''Le cause di questa sospensione dell' assistenza farmaceutica - e' scritto nel comunicato - sono note da oltre un anno e, nonostante le numerose denunce effettuate dai sindacati, nulla e' stato fatto per risolvere il problema, anzi, attraverso promesse ed accordi non mantenuti, sono state create ulteriori condizioni di sfiducia che rendono arduo qualsiasi tentativo di conciliazione''. Critiche severe il sindacato unitario dei chimici calabresi rivolge all' Assessorato regionale ''che si propone - si sottolinea nella nota - sempre con una disponibilita' imbarazzante e sottoscrive accordi, annuncia iniziative e disposizioni che poi invece non avranno seguito, inaugura strutture eccellenti per autoreferenzialita', commissaria le Asl e rimuove e rinomina i Dg, ancora prima che si insedino, ad un mese dalle elezioni e quindi con evidenti finalita' elettoralistiche''. Per la Fulc '' la Giunta regionale ha introdotto ticket, ha aumentato il prelievo fiscale oltre il sopportabile ed al massimo del consentito senza pero' provvedere, come la stessa legge prescrive e come avviene nelle altre Regioni, ad indicare le categorie di cittadini a basso reddito da escludere dal pagamento del ticket''.

Dopo due anni e mezzo eletti i componenti del comitato di rappresentanza dell’AS di Castrovillari

24/02 Dopo due anni e mezzo la Conferenza dei Sindaci dell'Azienda Sanitaria di Castrovillari, in provincia di Cosenza, ha eletto i membri del Comitato di rappresentanza. L'organismo e' formato da Franco Blaiotta, sindaco di Castrovillari, Pasquale Esposito di San Donato Ninea e Ferdinando Nociti di Spezzano Albanese centrodestra), Vincenzo Iannuzzi di Lungro e Giuseppe Mollo di San Marco Argentano centrosinistra). L'indicazione e' venuta durante l'ennesima assemblea dei primi cittadini, riunita nel Protoconvento Francescano. Prossimo e immediato adempimento sara' quello di eleggere il presidente della Conferenza che, come recita la legge, dovra' essere scelto tra i membri del comitato di rappresentanza.

Caruso (AN) “La sanità calabrese è in salute”

23/02 ''Il centrosinistra sbaglia profondamente e credo che questi errori peseranno ancora di piu' sul risultato elettorale: la sanita' territoriale calabrese e' in salute, cosi' come del resto quella ospedaliera, i conti sono in attivo, la Regione ha avuto una premialita' considerevole e sono stati attivati progetti qualificati''. Lo afferma in una nota l'onorevole Roberto Caruso, deputato di Alleanza Nazionale. Caruso cita ''l'attivazione degli hospice per malati terminali, l'assistenza domiciliare integrata e per anziani, l'attenzione ai disabili dell'azienda sanitaria di Cosenza: ne abbiamo dato atto al direttore Buoncristiano che, peraltro, svolge il suo compito con assoluto senso istituzionale. Fare polemiche qualunquistiche - conclude Caruso - e' un ennesimo boomerang''.

I lavori della conferenza programmatica dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza

22/02 ''L' Azienda ospedaliera e' stata rimodernata, sia nelle infrastrutture mediche che nella valorizzazione del capitale umano: in dieci mesi abbiamo realizzato tutti gli obiettivi prefissi e possiamo guardare al futuro con fiducia'': lo ha detto il direttore generale dell' azienda di Cosenza, Antonio Belcastro (nella foto), aprendo i lavori della prima conferenza programmatica aziendale, che durera' sino a venerdi' prossimo. ''Siamo l' unica realta' della Calabria - ha detto Belcastro - a svolgere una riunione di questo genere, partecipata ed esperenziale, assolutamente priva di autoreferenzialita', ma utile a capire quello che c' e' di meglio da fare''. Belcastro ha fornito i dati del 2004 in termini economici e operativi: ''Abbiamo chiuso l' esercizio in pareggio ultimando i lavori del Dea (Dipartimento dell' emergenza) che ad aprile sara' agibile. I lavori di malattie infettive sono praticamente conclusi, mentre il nuovo reparto di neonatologia e' una chicca. L' ala chirurgica Migliori e' stata ristrutturata - ha aggiunto il direttore generale - e sono stati programmati interventi per circa otto miliardi delle vecchie lire su Rogliano. Abbiamo rinnovato tutti i posti rene a disposizione - ha detto ancora il direttore generale - con un costo inferiore al precedente e sono lieto di dirvi che il prossimo 1 marzo la facolta' di medicina dell' Universita' di Bologna ratifichera' il progetto di collaborazione che ci portera' a costituire l' unita' operativa complessa dei trapianti per il trapianto del fegato''.

Comincia la conferenza programmatica della Azienda Ospedaliera

21/02 Prendera' il via martedì, e andra' avanti per quattro giorni, la prima conferenza programmatica dell' Azienda ospedaliera di Cosenza. Lo rende noto un comunicato. Ad aprire i lavori della conferenza - precisa la nota - sara' il direttore generale Antonio Belcastro; seguiranno gli interventi dei rappresentanti del management, dello staff aziendale e del Sit. Il programma prevede per mercoledi' gli interventi dei rappresententi del Dipartimento di Medicina, mentre giovedi' sara' la volta di quelli dei dipartimenti di Chirurgia, Emergenza, Laboratorio e Diagnostico per immagini. Venerdi' 25 e' prevista la chiusura con gli interventi dei rappresentanti dei Dipartimenti materno-infantile, Neuroscienze e con la sintesi finale riservata al management. ''Si tratta di un evento di grande rilevanza - ha detto Balcastro - per guardare al futuro partendo dal passato e per portare a compimento un altro progetto programmatico di grande rilevanza. In soli dieci mesi - ha aggiunto Belcastro - abbiamo portato a compimento il programma enunciato in sede di insediamento, portando la cardiologia interventistica, l' ematologia, aprendo nuovi reparti, istituendo il pronto soccorso pediatrico, implementando gli investimenti strutturali. Adesso - ha concluso Belcastro - si tratta di andare oltre, coinvolgendo il personale ad un obiettivo comune, finalizzato a far si che gli ospedali riuniti di Cosenza siano un centro clinico di livello nazionale''.

Domanico (Margherita): “La spesa sanitaria, un buco da un milione di euro”

20/02 Dopo le cliniche private, anche le farmacie denunciano i mancati pagamenti dei rimborsi per diverse mensilità e annunciano per il 1° marzo prossimo una giornata di sciopero e di mobilitazione generale, prefigurando il passaggio al regime assistenziale indiretto che costringerà i cittadini al pagamento anticipato dei farmaci. “Questa è la conseguenza fatale –ha dichiarato Pasquale Domanico, membro dell’Esecutivo provinciale della Margherita- di una gestione sanitaria allegra e disinvolta, in cui chi oggi governa pensa soltanto ad accumulare debiti e a distribuire prebende, tentando di scaricare tutte le conseguenze negative sulla povera gente, costretta ad anticipare somme che non possiede per assicurarsi un diritto costituzionale, che è il diritto alla salute.Perché in Basilicata, una regione del Sud come la nostra, tutto ciò non è successo? E’ solo questione di uomini o, invece, dipende da una precisa strategia politica?”“Un fatto è certo –conclude Domanico-. La spesa sanitaria presenta in Calabria un buco di circa un milione di euro. Questo è quanto ha prodotto il centrodestra in circa dieci anni di malgoverno. E’ giunto il momento di cambiare gli uomini e le politiche, che sono i responsabili veri di questo colossale fallimento”.

Il Prof. Sergio Abonante eletto nel direttivo nazionale ANISC

19/02 Sergio Abonante, dirigente della struttura di senologia dell' Ospedale dell' Annunziata di Cosenza, e' stato eletto componente del direttivo nazionale dell' Associazione di chirurghi senologi italiani (Anisc) di cui e' presidente il prof. Umberto Veronesi. Obiettivo dell' Anisc e' il riconoscimento della senologia come specialita' chirurgica nel Servizio sanitario nazionale. In proposito ssiste una proposta di legge, che ha gia' avuto il voto favorevole della Commissione sanita' della Camera e che individua nel senologo chirurgo la figura professionale di riferimento per la paziente nella fase diagnostica e terapeutica. Inoltre, il Il nuovo Piano sanitario regionale, nel contesto della lotta ai tumori, prevede che nelle Aziende ospedaliere o negli ospedali a valenza provinciale, ci sia la attivazione di posti letto per la Senologia allo scopo di razionalizzare gli interventi e ridurre la migrazione sanitaria. ''L' impegno professionale di Abonante e della senologia ospedaliera cosentina - ha detto il direttore generale dell' azienda ospedaliera, Antonio Belcastro - ha trovato riconoscimento in un' istituzione cosi' qualificata scientificamente''.

Federsanità: “Incomprensibile l’atto di sospensione dei tre Direttori Generali delle AS”

18/02 ''La sospensione per un mese dei tre direttori generali delle aziende sanitarie di Paola e Reggio Calabria e dell' azienda ospedaliera di Reggio Calabria, con relativo commissariamento disposto dalla Giunta regionale costituisce un atto assai poco comprensibile, sia per le modalita' che per le finalita''': a sostenerlo e' Giuseppe Varacalli, presidente regionale di Federsanita' Anci. ''Cio' che emerge - sostiene Varacalli in una nota - e' la perpetuazione di una pratica assai grave e pericolosa, ormai abituale per la Regione che crea instabilita' nella conduzione delle aziende e sicuramente non favorisce la messa in atto e la realizzazione dei programmi e degli obiettivi del Piano sanitario regionale da poco approvato''. ''Non vediamo l' utilita', ne' la congruenza giuridica di tali atti - sottolinea Varacalli - che colpiscono dirigenti scelti dalla Giunta solo pochi mesi addietro ed ai quali ancora non sono stati formalizzati nemmeno gli obiettivi attraverso cui, alle scadenze di legge, verificarne le capacita'''. Per Federsanita' Calabria, conclude il presidente regionale, ''e' fondamentale la stabilita' della conduzione delle aziende e la loro autonomia seppur nell' ambito delle scelte strategiche e delle direttive regionali''.

Tribunale dei diritti del malato: “Sospensione DG è conduzione schizofrenica”

18/02 ''Dal 2000 ad oggi l' Azienda ospedaliera e l' As 11 di Reggio Calabria hanno avuto un continuo cambio traumatico di 'direzioni'. La saggezza comune vuole che per giudicare una direzione occorrano anni. Nella Sanita' calabrese invece bastano pochi mesi''. A sostenerlo e' il Tribunale dei diritti dei malati in relazione alla sospensione dei tre direttori generali. ''E poi - si chiede il Tdm - se non erano adatti, chi li ha nominati poco tempo fa? A chi giovano questi cambiamenti? Certamente non al bilancio della sanita' visto che il Tar ha dato sinora ragione ai sostituiti, per giunta con lauti risarcimenti. Non sappiamo se i 'conducator' della politica calabrese abbiano poteri sovrannaturali. Pensiamo invece che siano al di sotto delle aspettative di chi li ha eletti. Il Tdm intende protestare per questa conduzione schizofrenica, cioe' distaccata dalle esigenze di una Sanita' che dovrebbe attuare li Piano Regionale con le tante cose incompiute. Invece che essere attenta ai bisogni dei malati sembra essere serva delle ambizioni di dispettose correnti partitiche. Meno male che non vengono sospesi medici, infermieri ed ausiliari''. ''Il Tribunale dei diritti dei malati - conclude la nota - auspica che la futura politica cambi i comportamenti e le decisioni per il bene della salute di tutti''.

Il primo marzo farmacie chiuse per protesta a Cosenza e provincia

17/02 La Federfarma di Cosenza, associazione che rappresenta tutti i titolari di farmacia della provincia, ha indetto una giornata di chiusura di tutte le farmacie della provincia di Cosenza per il prossimo primo marzo. ''Il naufragio dell' annunciata operazione di cartolarizzazione - e' scritto in una nota - certamente imputabile a scarsa volonta' da parte degli organismi regionali preposti, visto che le farmacie della provincia di Cosenza hanno ultimato tutti gli adempimenti richiesti ormai da piu' di un mese, rende non piu' sopportabile un ritardo nei pagamenti che in alcune Asl supera i sette mesi. Per questo motivo, dalla stessa data, si passera' all' erogazione in forma indiretta dell' assistenza farmaceutica e, di conseguenza, i cittadini dovranno anticipare l' intero costo dei farmaci per poi richiederne il rimborso all' Asl di competenza''. ''Solo un tempestivo, auspicato, recupero di operativita' e senso di responsabilita' da parte degli Assessorati regionali alla Sanita' ed al Bilancio e dei Direttori generali delle 4 Asl della provincia - conclude la nota di Federfarma - potranno evitare le devastanti conseguenze agli assistiti che in una regione povera come la nostra si troverebbero impossibilitati a curarsi o ad affollare gli ospedali con ulteriore, notevole, dispendio di risorse''.

Stato di degrado all’obitorio dell’Ospedale di Cosenza

17/01 All’obitorio dell’Ospedale di Cosenza continua lo stato di degrado. E’ quanto afferma, in una nota, il segretario della sezione cittadina della Fiamma Tricolore. Dice il comunicato: “Obitorio dell'Ospedale Civile dell'Annunziata :dove la morte appare più triste di quanto già non sia!. Continua a persistere lo stato di degrado in questo luogo in cui ogni giorno, purtroppo , decine di persone sono costrette a stazionare! Obitorio da terzo mondo , possiamo definirlo , in special modo in queste gelide giornate invernali . Chi ha perso un proprio caro ,morto all'Ospedale dell'Annunziata,nel giorno in cui si effettua la veglia funebre , rischia di contrarre febbre ed influenza !. Stare fermi in quel budello in cui sono situate le camerette mortuarie è un dramma ! Il vento si incanala sferzando il viso delle persone che sono costrette a battere i denti per il freddo. E' davvero mortificante ,in un paese che si dichiara civile ed in una città che si definisce europea , avere un obitorio in queste misere e squallide condizioni . Una panchina in ogni stanzetta dove viene sistemata la salma. Quattro o cinque persone possono sedervisi. Poi più niente .Per tutti gli altri posti in piedi con l'acqua che ,sbattuta dal vento , penetra all'interno del triste piazzale a causa della tettoia corta . Sono anni, oramai , che la situazione è così mestamente e malinconicamente triste in questo triste luogo. D'altronde non si paga biglietto d'ingresso ...solo d'uscita !”

Martedì 22 prima conferenza programmatica della AO di Cosenza

17/02 Iniziera' martedi' 22 febbraio,alle ore 15,30, nella sala Itis adiacente alla sede dell'azienda in via Rivocati a Cosenza, la prima conferenza programmatica dell'azienda ospedaliera di Cosenza. Un momento di incontro partecipativo che durera' tre giorni e che servira' a delineare i programmi e gli obbiettivi aziendali, sia nei percorsi sanitari che nell'organizzazione strategica. ''Riteniamo che si tratti di un evento unico in Calabria - ha detto il direttore generale, Antonio Belcastro - e con pochi eguali in Italia nel campo della pubblica amministrazione''. La conferenza, spiega Belcastro, ''si pone l'obiettivo di analizzare il lavoro sin qui realizzato, confrontandolo con le proiezioni possibili nello scenario regionale e nazionale, ma interloquendo con le dinamiche sociali e amministrative. Scambieremo informazioni e valutazioni riservando grande spazio alla partecipazione - ha detto ancora Belcastro - e facendo in modo che si valorizzino anche gli aspetti formativi. L'azienda ha compiuto grandi progressi in quest'ultimo anno - ha detto il direttore sanitario, Gianfranco Scarpelli - realizzando il programma Belcastro, ma non vuole vivere di autoreferenzialita', sapendo che e' indispensabile attivare tutti i processi della democrazia compiuta per crescere ancora e quindi dando spazio al confronto intelligente, alle critiche costruttive , alle proposte migliorative''.

Corso di primo intervento in medicina sportiva per tecnici e dirigenti a Castrovillari

17/02 Un corso di primo soccorso rivolto a tecnici e dirigenti sportivi per capire e sapere cosa fare prima dell'arrivo di un medico rispetto ad incidenti che possono accadere in campi di gioco. E' questa l' iniziativa a tutela della salute degli atleti avviata dall' assessore del Comune di Castrovillari, Anna De Gaio, in collaborazione con l' Azienda Sanitaria Locale 2. Il direttore sanitario dell' Asl, Francesco Nunziata, ha messo a disposizione il Dipartimento di Medicina dello Sport e di Emergenza affinche' il corso di formazione venga svolto con personale specializzato. ''Una idea - ha detto Nunziata - che avevamo da tempo e che diverse dirigenze ci avevano sollecitato e proposto per una migliore risposta di assistenza nei confronti di chi giornalmente pratica a livello agonistico ed amatoriale le diverse discipline sportive. Il corso vede ancora una volta l' azienda impegnata nella prevenzione, su cui e' protesa fortemente da tempo, consapevole del ruolo che ha per la salvaguardia del diritto alla salute di ogni persona, per la salubrita' dei giovani ed in particolare di chi rivolge la sua attenzione verso le attivita' motorie come i ragazzi in eta' adolescenziale cui lo sport guarda con sempre maggiore attenzione per il valore educativo e formativo che puo' trasmettere''. ''La conoscenza - ha detto De Gaio - di alcune regole fondamentali di pronto intervento possono rivelarsi una esperienza importante e determinante per chi si dovesse trovare in una emergenza. E' proprio a partire da questo che abbiamo pensato un corso di questo tipo. Lezioni su come affrontare le urgenze, soccorrere il paziente, su come muoversi prima dell' arrivo dei soccorsi saranno le principali tematiche che saranno affrontate in questo stage''.

La Giunta regionale sospende tre Direttori Generali AS

16/02 La Giunta regionale, riunitasi sotto la presidenza di Giuseppe Chiaravalloti, ha sospeso per trenta giorni, su proposta dell' assessore alla Sanita', Gianfranco Luzzo, i direttori generali dell' Azienda ospedaliera e dell' Azienda sanitaria di Reggio Calabria, Renato Carullo; e Guido Sansotta, e dell' Azienda sanitaria di Paola, Antonio Scuteri. Nelle tre aziende interessate dal provvedimento di sospensione sono stati nominati altrettanti commissari. I motivi della decisione presa dalla Giunta non sono stati resi noti. Secondo quanto si e' appreso, comunque, la sospensione sarebbe da collegare alla necessita' di effettuare una verifica sull' operato dei tre direttori generali. La Giunta, inoltre, ha nominato Vincenzo Giglio direttore dell' Agenzia regionale del lavoro. L' esecutivo, su proposta dell' assessore Gallo, ha anche approvato il Piano triennale occupazionale dell' Afor. Su proposta poi dell' assessore al Turismo, Giuseppe Gentile, e' stato preso atto del Decreto ministeriale di approvazione del progetto Sidi. La Giunta, infine, su proposta dell' assessore alla Pubblica istruzione, Saverio Zavettieri, ha approvato alcuni provvedimenti che riguardano il piano triennale dei finanziamenti in materia di edilizia scolastica.

Il Rotary consegna un’autoambulanza all’Azienda Sanitaria di Cosenza

16/02 Nonostante il freddo e la pioggia stamane a Cosenza si e' svolta la cerimonia di consegna dell'ambulanza donata dal Rotary club all'azienda sanitaria locale. Il mezzo e' da oggi al servizio di un' utenza potenziale di trecentomila persone. Tre anni fa il Past President Piercostanzo Loizzo, primario del servizio di Medicina nucleare dell'Ospedale dell'Annunziata, e' stato l'artefice dell'istituzione del fondo di solidarieta' - poi intitolato al rotariano scomparso Osvaldo Capocasale - per l'acquisto del mezzo. Il fondo, affidato al tesoriere del Club Ezio Zarro, e' andato progressivamente aumentando, fino a raggiungere la cifra di cinquantamila euro, grazie anche al lavoro dei Presidenti che si sono succeduti negli anni: Gianfranco Marcelli, Franco Roseti e Demetrio Festa, quest'ultimo attualmente in carica e tutti presenti questa mattina insieme ad altri soci rotariani, per consegnare le chiavi dell'ambulanza al direttore generale dell'Asl n.4 Francesco Buoncristiano. Alla cerimonia di stamane ha partecipato anche il responsabile del 118 dott. Federico Burza e di altri medici. ''Si tratta della prima volta - ha detto Buoncristiano - che l'As n. 4 riceve una donazione per il servizio di emergenza 118. L'ambulanza verra' immediatamente impiegata dalla postazione di emergenza (Pet) di Cosenza e si integrera' positivamente nel parco macchine gia' in dotazione al servizio stesso dell'As 4''. L'ambulanza e' dotata di moderne tecnologie. Si tratta di un mezzo di soccorso avanzato, adibita quindi a centro mobile di rianimazione, con tetto alto e motore 2000 a benzina. E' munita, tra l'altro, di ogni dispositivo di protezione e sicurezza degli operatori sanitari. Il vano sanitario sara' allestito con dispositivi tecnologici e le piu' innovative attrezzature per la rianimazione cardio-polmonare.

Ad Oncologia di Paola disponibile il letrozolo che aumenta la curabilità del tumore al seno

15/02 Il cancro del seno in provincia di Cosenza colpisce ogni anno 600 donne, ma e' tra i tumori piu' guaribili se diagnosticato quando e' piu' piccolo di un centimetro, quando le possibilita' di sopravvivenza sono quasi del 100% (99,5%). Importanti risultati si stanno ottenendo da una nuova terapia ''anti-ormone'' disponibile nel centro oncologico dell' Ospedale civile di Paola. ''La guarigione pero' - afferma Gianfranco Filippelli, responsabile dell' Oncologia medica di Paola - non puo' mai dirsi definitiva perche' il tumore e' sempre in agguato e puo' ripresentarsi. Ma oggi le piu' recenti indagini internazionali offrono alle pazienti concrete speranze in piu'. Secondo uno studio canadese (MA-17) condotto su oltre 5.000 donne in menopausa pubblicato sul New England Journal of Medicine - prosegue - l' utilizzo di una molecola che blocca un enzima specifico e diminuisce del 98% la produzione degli estrogeni in menopausa, il letrozolo, ha consentito di ridurre del 40% sia le ricadute che la mortalita'''. ''Sono in corso studi per verificare l' impiego del letrozolo in sostituzione del tamoxifene - sostiene ancora Filippelli - e se i risultati futuri si dimostreranno incoraggianti come quelli finora ottenuti, avremo un' arma in piu' per combattere il cancro. Oggi le terapie a nostra disposizione proteggono le donne colpite da carcinoma della mammella dalla possibile ricomparsa della malattia entro cinque anni dalla diagnosi. Ma il rischio di ammalarsi ancora non e' scongiurato definitivamente''. ''Il letrozolo e' una molecola - sottolinea ancora Filippelli - che non solo protegge la paziente dallo sviluppo di recidive ma ne incrementa anche la sopravvivenza. Inoltre, risulta conferire un importantissimo effetto 'protettivo' anche nei confronti del rischio di sviluppare un tumore all' altra mammella. Tra le pazienti che hanno partecipato allo studio MA-17, sembrano trarre maggiore beneficio in termini di sopravvivenza quelle con linfonodi colpiti dal tumore''.

Poca informazione e servizi insufficienti. I buchi neri del Servizio Sanitario

15/02 Poca informazione per i cittadini e servizi territoriali insufficienti. E' la sintesi dell'ottava Relazione Pit Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, secondo cui i cittadini sono abbandonati a se stessi alla ricerca delle informazioni necessarie su come, dove e con quali costi curarsi. Servizi territoriali insufficienti, soprattutto per gli anziani e per chi e' affetto da malattie invalidanti. Cittadini costretti a pagare di tasca propria le cure indispensabili, per aggirare il problema delle liste di attesa. Il Sud del paese che fa i conti, in sanita', con un gap infrastrutturale ed organizzativo, che obbliga i residenti a spostarsi in altre regioni per un ciclo di radioterapia o per particolari patologie pediatriche. Questi i "quattro buchi neri" del Servizio sanitario nazionale, evidenziati dal Pit. La relazione fa riferimento alle 21.510 segnalazioni dei cittadini al servizio di consulenza, informazione e tutela del Tribunale per i diritti del malato. Dall'esame delle segnalazioni emerge un dato comune: siamo ancora ben al di sotto di una soglia di rispetto dei diritti dei cittadini, proclamati nelle leggi, ma ben poco considerati in pratica. Il diritto all'informazione, all'accesso alle cure, al rispetto del tempo, alla qualita' delle prestazioni, solo per citarne alcuni, risultano spesso violati, nonostante le leggi sulla trasparenza nella Pubblica amministrazione, l'informatizzazione dei servizi, i livelli uniformi di assistenza. E viene messa in discussione anche l'effettivita' del diritto al reclamo, inteso non tanto come possibilita' per i cittadini di lamentare un disagio o un danno (ben il 30% delle segnalazioni fatte dai cittadini riguardano sospetti errori medici), quanto piuttosto come opportunita' di ottenere in tempi certi e rapidi una risposta soddisfacente dalla giustizia. Per quanto riguarda gli errori dei medici, il Pit segnala che oltre il 30% delle segnalazioni riguardano sospetti su questi sbagli, con un incremento del 5,7% dal 2000. Gli errori si registrano soprattutto in ortopedia (18,5% delle segnalazioni), oncologia (13,3%), ostetricia e ginecologia (13,2%), chirurgia generale (12%). Si registra un boom nelle segnalazioni di presunti errori in oculistica (con l'8,2% dei contatti ed un 3,3% in piu' rispetto allo scorso anno). Le regioni dalle quali giungono il maggior numero di segnalazioni sono, in ordine decrescente: Lazio, Lombardia, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, Piemonte, Toscana, Veneto, Marche, Emilia Romagna, Trentino. Il 21,9% delle segnalazioni giunte nel corso dell'anno ha proseguito l'iter consulenziale, che ha dato esito positivo nel 46,6% dei casi. Gia' questi numeri parlano di un diritto al risarcimento assai meno rispettato di quanto si dica e creda comunemente. In primo luogo perche' - secondo il rapporto - anche se il cittadino ha subito effettivamente un danno non sempre lo si puo' dimostrare, a partire dalla evidenza del nesso di causalita'. In secondo luogo perche', come e' noto, la giustizia ha, nel nostro paese, tempi troppo lunghi e sempre piu' spesso, ormai, chi puo' cerca di praticare strade alternative. Infine, ma non in ordine di importanza, dietro la segnalazione di un sospetto errore di diagnosi e terapia c'e', da parte del cittadino, non tanto la certezza di essere di fronte ad un caso di 'malpractice', quanto piuttosto quella di aver subito una scarsa attenzione come persona e in quanto titolare di diritti. Si potrebbe concludere, tante segnalazioni, poca giustizia. Il territorio - secodo il rapporto Pit - e' il grande assente. Dopo l'ospedale, c'e' il nulla. O quasi. Il cittadino, dimesso, e' abbandonato a se stesso, alla ricerca di un diverso percorso assistenziale che il territorio, nella maggior parte dei casi, non puo' garantirgli. Cosi' il paziente oncologico o con una patologia cronica lamenta spesso (il 6% delle segnalazioni) dimissioni forzate, tempi lunghi per attivare l'assistenza domiciliare (15 giorni per un anziano, diversi mesi per i macchinari necessari per l'assistenza in caso di sclerosi laterale amiotrofica). Spesso, l'assistenza da casa non viene concessa per carenza di personale, o per mancanza di fondi (accade soprattutto nelle regioni del Sud), o viene concessa ad intermittenza. Lazio, Campania, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Calabria sono le regioni dalle quali provengono il maggior numero di segnalazioni. L'altro "buco nero" e' quello del pronto soccorso e delle emergenze: i cittadini lamentano, prevalentemente, lunghe attese per ottenere una visita presso il pronto soccorso (spesso tra le 3 e le 8 ore, e talvolta anche 10 ore). Superato questo scoglio, i cittadini considerano, il piu' delle volte esiguo il tempo dedicato loro dagli operatori, e con una evidente tendenza al "risparmio di prestazioni". Non e' infrequente, poi, - continua il rapporto - il rifiuto di effettuare indagini diagnostiche piu' approfondite (raggi, tac, risonanza magnetica, elettrocardiogramma). Nel corso dell'ultimo anno sono cresciute le segnalazioni relative a sospetti errori di diagnosi e terapia commessi all'interno dei reparti di pronto soccorso, collegati quasi sempre a sottovalutazione della sintomatologia, mancata diagnosi, dimissioni inappropriate seguite, spesso, da riospedalizzazioni successive, talvolta con danni irreparabili, compresa la morte, come testimoniato anche da recenti fatti di cronaca. Ad esempio, si e' dimessi con una diagnosi di distorsione, ed invece si trattava di frattura, sindrome influenzale, congestione o broncopolmonite quando si trattava di sintomatologia precedente l'infarto, aborto spontaneo scambiato per cistite. Per quanto riguarda piu' estesamente l'area della emergenza-urgenza, i cittadini segnalano prevalentemente le difficolta' ad ottenere in tempi ragionevoli l'intervento dell'autoambulanza e talvolta il suo arrivo senza medico o attrezzature indispensabili a bordo. Inoltre i reparti di pronto soccorso e sistema della emergenza-urgenza - evidenzia il rapporto Pit-Salute - non sono in grado di garantire, sempre, al cittadino le prestazioni per le quali esistono e svolgono le loro funzioni e si stanno trasformando, progressivamente, in strutture meno affidabili e un po' piu' pericolose. Ma i cittadini si lamentano anche per quanto riguarda i farmaci. In particolare hanno segnalato problemi legati alla attuazione di alcune delle nuove note del prontuario farmaceutico con un'attenzione mirata a quella relativa alla prescrizione dei colliri anti-glaucoma e alla prescrizione delle statine. Le difficolta' legate alla attuazione della prima sono ormai in via di superamento, assai meno quelle legate alla prescrizione delle statine. Il maggior numero di segnalazioni riguarda il costo elevato di farmaci non rimborsati dal Ssn, di classe C, (il 2,8% delle segnalazioni) o prescritti per uso diverso da quello per il quale il Ssn ne rimborsa il costo. Cio' vale particolarmente per i farmaci di ultima generazione, a volte non ancora in commercio nel nostro paese o non rimborsati dal Ssn. A questo quadro i cittadini aggiungono la lievitazione del prezzo dei farmaci di classe C nel corso degli ultimi diciotto mesi, che ha messo a dura prova le loro tasche e incrementato, sicuramente, la spesa sanitaria privata. Infine i cittadini-pazienti lamentano tempi d'attesa lunghi per la radioterapia. Secondo il rapporto, oscillano in media tra i 30 e i 90 giorni ma possono arrivare anche a sei mesi. I ritardi piu' consistenti interessano prevalentemente le regioni meridionali e dalle isole: Lazio, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia. Quasi la meta' dei pazienti delle regioni meridionali ed insulari non trova strutture in grado di accoglierli. Ma anche nel Nord non sono infrequenti attese di 30-60 giorni. In italia i centri per la radioterapia in rapporto alla popolazione sono di 1/397.000 al Nord, 1/334.000 al Centro e di 1/550.000 al Sud.

Il direttore dell’AS, Buoncristiano, ringrazia il Rotary per l’ambulanza

15/02 ''Siamo grati al Rotary di Cosenza per la donazione dell' autoambulanza che ci sara' consegnata domani. Un mezzo del genere e' sempre ben gradito e serve ad organizzare ancora meglio il lavoro di emergenza''. E' quanto sostiene in una nota il direttore generale dell' azienda sanitaria, Francesco Buoncristiano. ''Si tratta di un' autoambulanza - ha aggiunto - perfettamente nuova e moderna dotata di defibrillatore, acquistata con i contributi dei soci del Rotary in un atto di amore che ci commuove. Il rapporto proficuo che abbiamo con le associazioni di volontariato e con le istituzioni filantropiche e culturali e' un altro motivo di orgoglio per la nostra direzione''. ''Quando si saldano i valori - ha concluso Buoncristiano - del privato illuminato e della istituzione pubblica si ottengono sempre risultati straordinari''.

Fortunato Morabito è il direttore della UO Ematologia dell’Annunziata

14/02 Il dott. Fortunato Morabito, di 52 anni, proveniente dal centro di eccellenza di Reggio Calabria, e' il vincitore del concorso per direttore di unita' operativa complessa di Ematologia a Cosenza. Morabito ha fatto il suo ingresso in ospedale stamani, ricevendo l' accoglienza dei medici, delle associazioni di volontariato, di pazienti. ''Il direttore generale dell' Azienda ospedaliera, Antonio Belcastro - e' scritto in una nota - realizza un punto essenziale del suo programma, portando a Cosenza una branca fondamentale che cura le leucemie e malattie ematologiche rare e gravi. Il dott. Morabito ha acquisito una particolare competenza nel campo dei trapianti emopoietici ed e' responsabile del centro trapianti di midollo osseo di Reggio Calabria''. ''Sono onorato di essere qui - ha detto Morabito - e spero di poter essere al servizio di tutta la comunita'''. ''Abbiamo operato una scelta importante - ha detto Belcastro - scegliendo un grandissimo medico, che a Cosenza effettuera' i trapianti di midollo, curera' le leucemie acute e ci consentira' di frenare per sempre l' emigrazione sanitaria in questo campo''. Belcastro ed il direttore sanitario, Gianfranco Scarpelli, hanno ricordato come Morabito sia anche il promotore nazionale del progetto di ricerca sull' utilizzo delle cellule staminali nella riparazione del cuore infartuato.
Per Gentile è un fatto storico
''Arriva Ematologia a Cosenza, attesa da una vita, con un primario di livello eccezionale, con la possibilita' di curare in loco malattie come la leucemia: penso che sia un altro, grande successo per l' amministrazione Belcastro e per chi, come noi, ha lavorato e sta continuando a farlo politicamente in difesa dei cosentini''. A sostenerlo e' stato il sen. Antonio Gentile, di Fi. ''Si tratta - ha aggiunto Gentile - di un fatto storico che esalta il nostro ospedale che avra', grazie al prof. Morabito, un' autorita' internazionale nel campo dell' ematologia e che potra' avere una ricerca di altissimo livello. L' ospedale di Cosenza cambia, migliora, diventa straordinario ed i cosentini ormai saranno esonerati dai viaggi della speranza''.

Fiamma: ”Perché non si menzionano i medici nei comunicati della AO cosentina?”

13/02 In una nota della Fiamma Tricolore cosentina ci si interroga sul perché di tanta genericità nei comunicati della AO. Nella nota si afferma infatti: “Nei giorni scorsi un comunicato dell'Azienda Ospedaliera ha portato a conoscenza dei cittadini che nel nosocomio cosentino è stato effettuato un trapianto di reni. Questo tipo di notizie non rappresentano più una novità ,anche se rimangono di una certa importanza, in quanto è oramai da diversi anni che a Cosenza si effettuano questi interventi. Nello stringato comunicato dell'Azienda Ospedaliera non si fa però nessun riferimento all'equipe che lo ha compiuto. Negli anni scorsi invece veniva dato molto più risalto oltre che all'intervento anche ai dottori che lo portavano a termine! Come mai si è cambiata linea ? Chi compie oggi questi trapianti ? L'equipe che opera è di Cosenza ? Perchè non fare i nomi di questi nostri bravi dottori che lavorano con prestigiosi risultati in questo campo? Sarebbe certo un riconoscimento non solo per loro ma per tutta la Sanità cosentina ed anche per i manager e per i politici che hanno nominato al ruolo di Primari ,nei nostri ospedali , persone così in gamba . Si infonderebbe fiducia ai nostri ammalati e si potrebbero così ridurre di molto i viaggi della speranza verso strutture del Nord. Perchè ad operare sono i nostri medici ... o no?”

Gentile “Diecimila miliardi di vecchie lire spesi in Italia per le patofobie nel 2004”

12/02 ''Diecimila miliardi di vecchie lire sono state spese nel 2004 per le patofobie'': lo afferma il senatore Antonio Gentile, segretario della commissione finanze del Senato, che cita i risultati di un proprio studio sulla materia che si ricollega ai risultati di un' indagine analoga realizzata, sempre da Gentile, nel 2003 in cinque grandi citta' campione, Milano, Firenze, Roma, Napoli e Catania. ''Abbiamo esaminato il numero di ricoveri nelle strutture pubbliche ed in quelle accreditate - sottolinea Gentile - piu' il numero a campione delle prestazioni erogate per indagini complesse (Tac, Rmn, etc.), indagini semplici (analisi del sangue, ecografie), visite specialistiche. Abbiamo incrociato i dati intervistando 1.142 pazienti delle cinque citta' e rivolgendo loro alcune domande''. Per il senatore Gentile ''il 23% delle persone intervistate compie periodicamente delle visite che vanno ben al di la' della profilassi preventiva. Il 6% addirittura si e' sottoposto per piu' di una volta in un anno a Tac o Rmn in assenza di indicazioni cliniche serie. Il 18% soffre di disturbi d' ansia quali disturbo d' attacchi di panico, sindrome d' ansia generalizzata o disturbo ossessivo compulsivo. Il 14% delle persone intervistate ha una pura fissa delle gravi malattie e noi abbiamo ragione di credere che corrisponda agli oltre 5 milioni di italiani malati immaginari''. Secondo quanto emerso dai risultati dello studio, inoltre, ''cancro, aids, leucemia, malattie invalidanti e ictus sono le patologie piu' temute, alle quali vanno aggiunte le malattie cerebrali e mentali gravi, come dimostra la paura di impazzire. Le malattie immaginarie - conclude Gentile - sono serie e va compiuta un' azione culturale e preventiva per eliminare sprechi e risorse, ma anche per migliorare l' ansia dei nostri connazionali''.

Trapianto di reni all’Annunziata

11/02 Un intervento di trapianto di reni e' stato effettuato nell' ospedale civile dell' Annunziata di Cosenza. Il paziente, un uomo di 55 anni, residente in un centro del Pollino, riferisce un comunicato dell' Azienda ospedaliera, ha escretato le urine appena un' ora dopo l'intervento. Mercoledi scorso i medici avevano effettuato l' espianto multiorgani sul paziente donatore. Sono stati prelevati tutti gli organi e consegnati ai centri nazionali autorizzati per gli altri trapianti, mentre a Cosenza sono rimasti un rene e le cornee. ''Intanto - e' detto ancora nel comunicato - il Dipartimento di Medicina dell' Universita' di Bologna ha approvato la collaborazione con l' ospedale di Cosenza per il trapianto del fegato. Il 17 febbraio si pronuncera' il Consiglio di Facolta' e, in caso positivo, saranno avviati i rapporti assistenziali che porteranno ad effettuare a Cosenza, in un arco di tempo ragionevole, il trapianto del fegato. Si tratta di una notizia importante che qualifica Cosenza come centro di riferimento interregionale''.

Caruso (AN) “soddisfazione per la qualità dell’assistenza domiciliare agli anziani”

11/02 ''Sono molto soddisfatto per la buona qualita' dell'assistenza domiciliare integrata agli anziani e voglio ringraziare il direttore generale dell' Azienda sanitaria di Cosenza, Francesco Buoncristiano''. Lo afferma, in una nota, Roberto Caruso, deputato di An. ''Finalmente - ha aggiunto - molti anziani possono essere curati a casa questo e' un fatto altamente positivo. Il direttore generale dell' As sta investendo molto in questa direzione ed e' un lato di modernizzazione che non va trascurato. Adesso e' importante proseguire su questa strada, di grande sollievo per le tante famiglie di persone non autosufficienti''.

Aumentata la spesa farmaceutica del Servizio sanitario nazionale (+8%)

11/02 La spesa sostenuta dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) per assicurare l'assistenza farmaceutica nel 2004 e' stata di poco inferiore ai 12.000 milioni di euro ed e' aumentata del +8% rispetto al 2003, in linea con le previsioni dell'Agenzia Italiana del Farmaco. E' quanto emerge dai dati della spesa farmaceutica a carico del Ssn relativi al 2004 elaborati da Federfarma. Il numero delle ricette, afferma Federfarma, ''e' stato pari a oltre 469 milioni ed e' cresciuto del +6,9% rispetto al 2003. La spesa farmaceutica del Ssn e', quindi, sostanzialmente sotto controllo, in quanto un incremento del +8% annuo - spiega l'associazione - e' da considerarsi fisiologico alla luce dell'invecchiamento della popolazione e dell'elevato costo delle terapie per la cura di patologie croniche e di forte impatto sociale''. Ciascun cittadino italiano, nel 2004, ha usufruito mediamente di 8,18 ricette, il cui valore medio lordo e' stato pari a 28,77 euro ciascuna, con un aumento del +2,3% rispetto al 2003, mentre il valore medio netto di ciascuna ricetta (cioe' l'importo effettivamente pagato dal Ssn) e' stato pari a 25,54 euro, con un aumento del +1,1%. L'aumento di spesa e' stato determinato, quindi, rileva Federfarma, oltre che dal maggior numero di ricette (+6,9%), dal piu' alto costo medio sostenuto dal Ssn per erogare i medicinali prescritti nel 2004 rispetto al 2003 (+1,1%). In base ai dati elaborati, il mese di dicembre ha fatto segnare un aumento molto contenuto della spesa netta a carico del Ssn (+1,4% rispetto allo stesso mese del 2003), che ha controbilanciato il piu' sensibile aumento di novembre 2004 (+9%).
Intanto, le farmacie di alcune Regioni del centro-sud, e' la denuncia di Federfarma, continuano a subire da parte delle Asl pesanti ritardi nei pagamenti degli importi dovuti per i farmaci erogati ai cittadini. I ritardi piu' pesanti si verificano in Sicilia, Calabria, Campania, Abruzzo. Nei casi piu' gravi si arriva, oltre al ritardato pagamento di mensilita' del 2004, al mancato pagamento di svariate mensilita' del 2003, di alcune mensilita' del 2002 e, in Campania, anche di mensilita' del 2001. Consistenti ritardi nei pagamenti si riscontrano anche nel Molise. La grave situazione delle farmacie della Campania ha inoltre indotto la Federfarma regionale a indire la sospensione dell'assistenza diretta dal 21 febbraio al 19 marzo prossimi, fatta salva l'erogazione a carico del Ssn dei medicinali salvavita, individuati da un accordo con la Regione. I dati relativi alla spesa farmaceutica sono disponibili sul sito www.federfarma.it alla voce spesa e consumi farmaceutici.

Meduri (DL) : “Farmacisti calabresi penalizzati”

11/02 ''I dati sulla spesa sanitaria nazionale divulgati da Federfarma portano alla luce una gravissima situazione che coinvolge i titolari delle farmacie calabresi''. Lo sostiene, in una dichiarazione, Luigi Meduri, deputato della Margherita. ''Federfarma infatti - aggiunge Meduri - denuncia il caso record della Calabria, in cui le farmacie sono costrette a subire pesantissimi ritardi da parte delle Asl nei rimborsi degli importi dovuti per i farmaci erogati ai cittadini. E' davvero scandaloso che siano i farmacisti a dover subire lo scotto di una gestione incapace che rischia di mandare in tilt il gia' precario sistema sanitario calabrese che costringe i farmacisti ad anticipare cifre notevolissime ed a ricorrere al credito bancario, e quindi all' indebitamento, per disporre delle risorse necessarie all' approvvigionamento dei farmaci da dispensare ai cittadini. Basti pensare che il mancato rimborso riguarda non solo il 2004 ma in alcuni casi anche svariate mensilita' del 2003 e del 2002''. ''Questa vicenda - conclude il parlamentare della Margherita - e' l' ennesima conferma della sconsiderata amministrazione di una Giunta regionale che in soli quattro anni ha cambiato per ben tre volte l' assessore alla Sanita'''.

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