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Sanità e Salute
dal 3/11 al 10/02/05

 

A Cosenza sistema intelligente di radioterapia antitumorale IORT

10/02 Colpisce esclusivamente le cellule tumorali con un'alta dose di radiazioni, senza danneggiare le cellule sane: e' il nuovo sistema di radioterapia intelligente messo a punto dagli esperti dell'ENEA e che ha appena superato la fase di collaudo nell'l'Azienda Ospedaliera di Cosenza. E' il sistema attualmente piu' avanzato del mondo nella radioterapia e si chiama IORT-1 e rappresenta l'ultima generazione del Sistema Innovativo per Radioterapia IntraOperatoria (IORT). Quello installato nell'ospedale di Cosenza e' un prototipo innovativo rispetto a quelli finora commercializzati ed e' stato promosso e realizzato dall'ENEA nell'ambito del Progetto IORT, con il finanziamenti di ministero per l'Istruzione, l'universita' e la ricerca (MIUR) e dell'Unione Europea in base alla legge ex 488, che ne prevedeva l'installazione in un ospedale del Sud. La tecnica IORT utilizza un fascio di elettroni prodotto da un acceleratore per irradiare la zona colpita dal tumore direttamente durante l'intervento chirurgico. In questo modo diventa possibile colpire selettivamente e con grande precisione i tessuti tumorali utilizzando un'unica dose di radiazioni molto elevata (10-20 gray), preservando gli organi sani circostanti. La radioterapia eseguita durante l'intervento, rileva l'ENEA in una nota, permette di ottenere migliori tassi di controllo locale e di sopravvivenza libera da malattia, risultando piu' efficace di quella tradizionale, basata sul rilascio di diverse dosi ed alla quale i pazienti devono sottoporsi ripetutamente dopo l'intervento.

Altri quattro interventi di angioplastica a Cosenza

10/02 Altri quattro interventi di angioplastica (uno dei quali in emergenza) sono stati effettuati ieri dall' equipe diretta dal dott. Antonino Buffona, a Cosenza. Gli interventi sono perfettamente riusciti ed i pazienti sono in ottime condizioni. ''Stiamo ricevendo molte richieste dalla provincia - ha detto Gianfranco Scarpelli - considerando l' alta professionalita' dei nostri medici. Ci soddisfa registrare la fiducia che i colleghi nutrono nei confronti del nostro ospedale e la risposta dei pazienti, estremamente soddisfatti delle prestazioni somministrate''.

Senatore (FI) “L’ospedale di San Giovanni in Fiore non chiuderà”

10/02 ''Nel ricordare di essere stato il proponente e primo sottoscrittore di un emendamento al Piano sanitario regionale sugli ospedali di montagna, mi vedo costretto ad intervenire anche a San Giovanni in Fiore per ribadire che quest' importante struttura sanitaria non solo non chiudera', ma vedra' un miglioramento delle prestazioni gia' presenti e un ampliamento dei servizi offerti al
paziente-utente''. A sostenerlo e' stato il presidente della Commissione ambiente del Consiglio regionale, Raffaele Senatore. ''Nel costruire il nuovo strumento di organizzazione del Servizio sanitario regionale - ha aggiunto Senatore - abbiamo tenuto molto in considerazione il fatto che gli ospedali montani svolgono una funzione essenziale per le popolazioni interessate, sia dal punto di vista sanitario, che da quello sociale ed economico. Non a caso, l' azione che la maggioranza di centrodestra ha voluto intraprendere, sposando la mia proposta di organizzazione degli ospedali di montagna, mira alla loro valorizzazione, ponendosi in alternativa al pensiero di quanti ritengono, utilizzando parametri puramente economicistici di contenimento della spesa, tali strutture superflue e improduttive. Con il mio intervento in sede di redazione del Piano ho voluto fortemente che si mantenesse anche per San Giovanni in Fiore un presidio sanitario efficiente. Perche' questo ospedale e' una garanzia per la popolazione montana silana e per tutti i turisti che frequentano le nostre meravigliose montagne, oltre che essere uno strumento di pari opportunita' per quei cittadini che, a differenza dei residenti in citta', hanno meno possibilita' di curarsi in modo adeguato e di tutelare la propria salute senza dover intraprendere lunghi e costosi viaggi''. ''I cittadini nonche' gli operatori sanitari e non dell' ospedale di San Giovanni in Fiore - ha concluso Senatore - non hanno nulla da temere. Sappiamo bene quello che questa struttura rappresenta per il territorio, visto che esso costituisce per molte famiglie la maggiore fonte di lavoro, oltre ad essere una garanzia di sicurezza sanitaria del territorio e una struttura di attrazione di risorse umane e finanziarie. Ai sindacati e ai professionisti dell' allarme generalizzato lasciamo, invece, a loro disposizione, la luna: cosi' potranno continuare ad abbaiarvici, visto che altro non sanno fare''.

Lunedì la presentazione del direttore di Ematologia dell’Annunziata

10/02 Lunedi' 14 febbraio alle ore 11,30 nella biblioteca della direzione sanitaria dell' ospedale civile dell' Annunziata, sara' presentato alla stampa il direttore dell' Unita' operativa complessa di ematologia, costituita a Cosenza dopo l' approvazione del Piano sanitario regionale. Il nome del vincitore del concorso (che e' stato effettuato in questi mesi) sara' ufficializzato solo in concomitanza della presentazione. Parteciperanno, il direttore generale, Antonio Belcastro, ed il direttore sanitario, Gianfranco Scarpelli. ''Si tratta di un altro punto a favore della gestione Belcastro - ha detto Scarpelli - perche' l' ematologia e' una branca fondamentale, in grado di curare patologie come la leucemia. Anche in questo caso i nostri concittadini non dovranno piu' migrare verso altre citta'''. Alla conferenza stampa interverranno rappresentanti delle associazione di volontariato.

Liberal democratici: “La CDL penalizza la sanità”

10/02 Il Partito dei Liberaldemocratici, dopo le dichiarazione rilasciata dal candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Sergio Abramo attraverso, il messaggio al Welfaremed, in merito al sistema sanitario nel federalismo delle regioni, ''riscontrano come un confronto diretto con il candidato del centro sinistra Agazio Loiero avrebbe inevitabilmente spostato l'asse della ragione verso questo ultimo dal momento che ogni dichiarazione di Abramo e' stata tesa contro il Governo nazionale e contro quello Chiaravalloti''. ''In Calabria - secondo i Liberaldemocratici - oggi non si parla di sanita', anche se le inaugurazioni di nuovi reparti, le promesse di nuove ristrutturazioni e qualche interventuccio fanno la voce del padrone sui mezzi di comunicazione di massa; in Calabria vige tuttora la malasanita', con ospedali fatiscenti, tempi biblici per le prestazioni di routine come le tac e le risonanze, ticket spropositati in confronto alle prestazioni effettuate. Una sanita' di serie B per cittadini di serie B che il Governo di Berlusconi e Bossi ha voluto ed il centrodestra calabrese ha avallato''.

De Rose replica a D’Alessandro “fa confusione e polemiche sterili”

09/02 ''Dire che a Cosenza e' stata realizzata l' angioplastica e che questa pratica si usa in tanti ospedali italiani e' un' ennesima sterilita' di polemica che l' assessore D' Alessandro, preso dal protagonismo, porta avanti''. Lo sostiene, in una dichiarazione, Umberto De Rose, leader della Cdl nel Consiglio comunale di Cosenza. ''D' Alessandro - aggiunge De Rose - prima fa confusione ed accusa l' Azienda ospedaliera di essere in ritardo sulla questione psichiatrica. Poi si rende conto che le competenze sono dell' azienda sanitaria, poi ancora corregge il tiro e dice che ha collaborato proficuamente con il territorio sulla psichiatria: mi sembrano segni di stanchezza per i quali consiglio a D'Alessandro un po' di riposo. Altrettanto grave e' la completa assenza di senso istituzionale dell' assessore, che al famoso convegno di sabato scorso ha dichiarato che il Comune rappresenta una buona parte di cittadini (quando, invece, dovrebbe rappresentare tutti) ed oggi afferma di portare avanti la posizione del centrosinistra, anziche' di perseguire la logica dell' istituzionalita'. Se pensiamo a come si amministra il Comune trasecoliamo, ma tremiamo ancora di piu' al pensiero che gli amministratori comunali avrebbero potuto essere gli amministratori della sanita'''.

Ass. D’Alessandro: “Non bisogna utilizzare la sanità a fini elettorali”

09/02 L’Assessore alla salute del cittadino, Roberto D’Alessandro, interviene nuovamente sulla situazione della sanità cosentina.“È da sabato che la stampa locale riporta due modi diversi e contrastanti di valutare e intendere la sanità cittadina. La cosa non deve meravigliare, vista la diversa provenienza e la differente impostazione culturale cui le parti in causa fanno riferimento. Le considerazioni da me precedentemente espresse, e oggi perentoriamente confermate, sono quelle del centro sinistra sanità della città di Cosenza, una sorta di interforza dei partiti del centro sinistra appositamente costituitosi ed in permanente consultazione sui temi della sanità.
L’Amministrazione che rappresento ha tentato in maniera reiterata di avere un confronto con l’attuale management dell’azienda ospedaliera senza riuscire ad ottenere neppure un appuntamento per poter interloquire con il direttore generale. Diversamente sono andate le cose con l’azienda territoriale: con il direttore generale si è lavorato all’unisono, si sono create le giuste sinergie, si sono ottenuti risultati lusinghieri in breve tempo nel rispetto dei reciproci ruoli e delle reciproche posizioni. Mi riferisco alla casa famiglia per i disabili mentali, ai defibrillatori forniti alle farmacie utilizzando fondi di bilancio comunale, alla ristrutturazione del poliambulatorio specialistico territoriale, alla prossima apertura di uno sportello anonimo per il disagio da tossicodipendenza e da patologie psichiatriche nell’ambito del segretariato sociale che questo comune intende a presto avviare.
Questo abbiamo realizzato in pochi mesi. Altro che sonnacchiosi!
L’Amministrazione che rappresento ed il centro sinistra sanità sono lieti dell’avvento dell’angioplastica a Cosenza, ma non può essere spunto di trionfalismo ciò che riteniamo essere un approdo naturale e non una conquista copernicana. Né è tollerabile che questo argomento venga utilizzato a fini elettorali. Tutto ciò considerando che l’angioplastica in Italia viene praticata da decenni; anche a Cosenza è praticata da tempo in strutture accreditate in quella che a noi appare una discrasia, visto l’interesse, l’entusiasmo e il valore dei colleghi della divisione di cardiologia dell’ospedale dell’Annunziata. Tra l’altro, noi avremmo voluto e vorremmo che la cittadinanza fosse stata e fosse portata a conoscenza del fatto che la cardiochirurgia a Cosenza, così come a Reggio Calabria, si limita al ruolo riduttivo di selezionare i pazienti cardiopatici e a questi garantire la degenza post operatoria. La cardiochirurgia vera, quella integrata prevista dal piano sanitario regionale, risiede nella sua completezza nella struttura accreditata Sant’Anna di Catanzaro. Ci chiediamo perché il centro pulsante sia in una struttura accreditata. Forse che non vi erano fondi da investire e professionalità su cui puntare per organizzare il centro di elezione in una struttura pubblica?
Per parte nostra riteniamo che la sanità sia un bene comune che nessun federalismo può differenziare, per cui solo l’intervento pubblico può dare garanzia di uniformità.
In conclusione rinnovo al management dell’azienda ospedaliera l’invito ad aprire un dibattito pubblico sulla sanità cittadina. Un confronto da affrontare in maniera costruttiva, ma senza infingimenti, dinanzi ad un pubblico composto da cittadini e non con un uditorio preconfezionato”.

Frodi per 300 milioni di euro accertate dalla Finanza sulla spesa sanitaria

09/02 Oltre 300 milioni di euro in 3 anni è il bilancio delle irregolarità accertate dalla Guardia di finanza in materia di spesa sanitaria in tutte le regioni italiane. Con circa 12 mila persone denunciate dal 2002 al 2004 e 95 arrestati, per aver utilizzato o speso in modo illegale denaro pubblico. Il maggior numero di frodi è stato accertato in Calabria e Campania, mentre la regione più virtuosa è la Valle D'Aosta seguita dalla Sardegna e dalla Basilicata. Questi i numeri forniti dal colonnello Carlo Ricozzi, portavoce e capo ufficio stampa del Comando generale Guardia di Finanza, arma presente con uno stand al Sanit di Roma. ''La Guardia di Finanza -ha spiegato il colonnello Ricozzi- non ha solo il compito di controllare le entrate dell'erario. Vigiliamo anche su come vengono spesi i soldi pubblici. Perchè lo Stato, oltre a far pagare le tasse, spende molto per la Sanità, e i suoi amministratori devono utilizzare il denaro in maniera legittima e efficace. Per questo motivo tra i nostri ruoli c'è anche il controllo della spesa pubblica''. Ma in Sanità la Guardia di Finanza ha anche un ruolo attivo: ''offriamo -continua il colonnello Ricozzi- anche 25 stazioni Sagf (soccorso alpino della Guardia di finanza) che attraverso tecnologia e uomini preparati si occupa della ricerca dei dispersi e presta soccorso a chi si ferisce anche semplicemente sciando in montagna. Basti pensare che nel 2004 abbiamo realizzato circa 2000 interventi di soccorso''.

De Rose: “Se è vero che a Cosenza nasce cardiochirurgia D’Alessandro sia pronto a dimettersi”

08/02 ''Visto che l' assessore D' Alessandro vuole un confronto pubblico sulla cardiologia e' giusto che si tenga, ma che sia presente anche l' opposizione e siano invitati medici come Franco Plastina che avranno molto da dire. Se e' vero che a Cosenza nascera' cardiochirurgia, l' assessore sia pronto a dimettersi''. A sostenerlo, in una nota, e' il leader del centrodestra al Comune di Cosenza, Umberto De Rose. ''Forse - ha aggiunto De Rose - a qualcuno spiace che a Cosenza si effettuino interventi di angioplastica con la presenza del cardiochirurgo e che il Piano della Salute, grazie agli sforzi del centrodestra, preveda la cardiochirurgia. A D' Alessandro ricordo le importanti parole pronunciate da Plastina, primario sino al 2003, che ha detto di essere stato costretto ad emarginare medici che 'effettuavano riabilitazione a pazienti infartuati 20 anni prima'. E' giusto non sottovalutare queste parole ed evitare di lanciare sassi nello stagno, senza sapere quello che si dice''. ''Cosenza - ha concluso De Rose - ha una realta' ospedaliera in grande movimento che e' la compensazione di un Comune debole, mediocremente amministrato''.

Il Direttore della AO di Cosenza precisa “L’ospedale non è l’avversario del Comune”

08/02 ''Comune ed Azienda ospedaliera non sono avversari politici, ma soggetti istituzionali chiamati a collaborare nell' interesse comune. L' assessore D' Alessandro, del resto, e' intervenuto al convegno da noi organizzato sabato scorso, nel corso del quale il direttore generale, Antonio Belcastro, ha proiettato il Piano della salute regionale con dieci posti letto di cardiochirurgia assegnati a Cosenza''. A sostenerlo e' stato il direttore sanitario dell' Azienda ospedaliera di Cosenza, Gianfranco Scarpelli, in relazione alle dichiarazioni dell' assessore D' Alessandro. ''Che anche rispetto a cio' - ha aggiunto Scarpelli - ci si ostini a dichiarare il contrario e' un fatto che va lasciato al giudizio degli altri. A noi interessa garantire assistenza ai cittadini e gia' la cardiologia interventistica e' stato un grande passo in avanti. I confronti si fanno sulle certezze e partendo da esse. Altrimenti ci si imbatte in questioni politiche che a noi non riguardano e che, comunque, dovrebbero essere secondarie anche per l'amministrazione che D' Alessandro rappresenta''.

Tre milioni e mezzo di euro destinati nell’ospedale di Rogliano

07/02 Tre milioni e mezzo di euro e' la somma destinata dall' Azienda ospedaliera di Cosenza per alcune iniziative che trasformeranno il presidio Santa Barbara di Rogliano in un Ospedale che attrarra' tutta l'area sud di Cosenza. Lo ha reso noto il direttore generale dell' Azienda ospedaliera, Antonio Belcastro, intervenendo ad un incontro organizzato dal sindaco Pietro Oliveti. All' incontro hanno partecipato anche il sen. Antonio Gentile, l' assessore provinciale Ferdinando Aiello, l' on. Pierino Buffone, l' assessore comunale alla sanita' di Rogliano, Roberto Tosti, il sindaco di Parenti, Riga. ''Abbiamo gia' pubblicato - ha sostenuto Belcastro - la gara d' appalto per il polo neurologico del Cnr che sara' un fiore all' occhiello ed apriremo il centro dialisi con otto posti letto, l' ambulatorio di ortopedia con gli interventi di artroscopia. Rogliano avra' un' altra Tac ed apparecchi nuovi ed entro marzo sara' designato il vincitore del concorso di chirurgia generale''. Belcastro ha ringraziato ''il sindaco Oliveti, strenuo sollecitatore delle istanze roglianesi, un uomo generoso e capace''. Oliveti, dal canto suo, ha ringraziato ''Gentile, parlamentare attento, mediatore politico di interessi che sono veramente della cittadinanza''. ''Le differenze politiche - ha detto l' assessore Aiello - non devono portare a lavorare per obiettivi diversi: l' Ospedale e' una risorsa di tutti ed io, che pure sono di Rifondazione, non ho difficolta' ad ammettere che il sen. gentile si e' speso tanto per la nostra comunita'''.

Bartoletti (FI) “La sanità cosentina ha fatto tanti passi avanti”

07/02 ''Mi auguro che la sinistra riformista isoli gli esagitati e riconosca i grandi passi in avanti compiuti dalla sanita' ospedaliera''. E' quanto sostiene in una nota il segretario provinciale di Forza Italia di Cosenza, Sergio Bartoletti. ''Belcastro sta facendo un grande lavoro - ha aggiunto - per tutti i cosentini e lo fa con scrupolo e coscienziosita'. Prima non c'era l'angioplastica e oggi c'e' e fra poco ci sara' cardiochirurgia. Belcastro ha voluto l'ematologia ed a breve il reparto aprira' i battenti e meraviglia che l'assessore D'Alessandro ne metta addirittura in dubbio l'esistenza''. ''L'acceleratore lineare - ha concluso - e' stato appaltato cosi' come i lavori del Cnr di Rogliano ma i polemisti continuano a far finta di niente''.

Sindacati: “La Regione non rispetta l’accordo sui ticket”

07/02 Il mancato rispetto da parte della Regione degli accordi in merito all' esenzione dal ticket per i pazienti pediatrici e quelli anziani e' stato denunciato dai sindacati Filcea-Cgil, Fenca-Cisl e Uilcem-Uil Calabria alla quale aderiscono i circa mille informatori scientifici del farmaco. ''All' interno della spesa sanitaria - e' scritto in un comunicato - la spesa farmaceutica, per espressa ammissione dell' assessore alla Salute, Luzzo, e' rimasta al di sotto delle previsioni di spesa, effettuate nel mese di luglio 2004, sulla base dei costi registrati in quella data. Dal momento che la spesa farmaceutica e' stata con sacrificio di tutti contenuta al di sotto del preventivato e poiche' l' accordo del 2 agosto 2004, in occasione del quale e' stato ottenuto dai sindacati l' esenzione del ticket per i pazienti oncologici e per i farmaci generici, sanciva che entro il mese di novembre 2004 l' assessorato alla Salute e le organizzazioni sindacali si sarebbero incontrati per verificare i risultati ottenuti dall' accordo e nel caso di risultati positivi la Regione avrebbe escluso dal pagamento dei ticket i pazienti in eta' pediatrica e i pazienti anziani, i sindacati invitano l' Assessore alla Salute a rispettare l' impegno assunto e a eliminare i ticket almeno per tali categorie di pazienti''. ''Le organizzazioni sindacali, pertanto - prosegue la nota - denunciano il mancato rispetto degli accordi da parte della Regione che a fronte dei sacrifici effettuati dai cittadini non ha provveduto a restituire, cosi' come promesso, l' accesso ai servizi e all' assistenza farmaceutica garantita nelle altre Regioni, ove peraltro, il reddito pro capite e per famiglie e notevolmente piu' elevato. Le organizzazioni sindacali, attraverso gli accordi sottoscritti con l' Assessore alla Salute, ha gia' evitato numerosi disagi agli ammalati conseguendo il risparmio sulla spesa farmaceutica annunciato dall' assessore Luzzo e pertanto auspica un confronto a breve tra le parti per misurare gli obiettivi raggiunti, per poi estendere, come concordato, l' esenzione del ticket alle categorie piu' deboli, che, al momento, senza plausibili motivi e senza che ci siano gravi necessita' economiche, perche' superate con lo sforzo di tutti i cittadini, sono costretti a pagare somme di cui non dispongono, rinunciando quando possono ai beni di prima necessita' e quando nemmeno cio' e' sufficiente rinunciando a curarsi''.

Il Prof. Crea “Orgoglioso dei grandi passi che Cosenza ha compiuto nella cardiologia”

05/02 ''Sono orgoglioso dei grandi passi da gigante compiuti dalla mia citta' nella cardiologia, con l' introduzione dell' interventistica e le prime angioplastiche: un successo che va ascritto alla sensibilita' dei manager che lo hanno voluto, della regione, dei politici locali''. Lo ha detto stamani a Cosenza il direttore della cattedra di cardiologia dell' Universita' di Roma, cardiologo del papa, Filippo Crea, intervenendo al convegno organizzato dall' azienda ospedaliera. ''Le idee camminano sulle gambe degli uomini - ha detto Crea - e Cosenza e la Calabria oggi dispongono di medici che rendono prestigiosa la cardiologia''. Il convegno sulla cardiologia e' stato introdotto da un intervento del direttore generale, Antonio Belcastro, che ha ricordato come ''dall' angioplastica alla nuova neonatologia, sino all' ematologia, abbiamo realizzato il 100% del programma in appena dieci mesi''. Belcastro ha illustrato inoltre il Piano sanitario che prevede 10 posti letto di cardiochirurgia. Nel corso dei lavori sono poi interventi i primari De Rosa e Buffon, oltre al prof. Ciro Indolfi dell' universita' di Catanzaro e del cardiochirurgo Mauro Cassese. ''Con l' angioplastica il rischio di morte da infarto si riduce al 5% - ha detto il prof. Indolfi - e si realizza un' assistenza immediata e diretta che da' lustro a tutta la funzione medica''. I lavori sono stati conclusi dal sen. Antonio Gentile il quale ha ricordato ''le battaglie condotte insieme all' assessore Luzzo per portare a casa un risultato cosi' importante che appartiene alla cittadinanza. Non possono - ha aggiunto - esserci divisioni politiche sulla salute perche' il compito vero del politico e' quello di fare in modo che si possano realizzare gli investimenti adatti per far crescere una comunita'''.

Gli Italiani favorevoli all’uso delle cellule staminali per nuove terapie mediche

04/02 L’assessore del Comune di Cosenza, Vincenzo Gallo, commenta i risultati di una indagine che dà conto dell’elevata percentuale di italiani favorevoli all’uso delle cellule staminali per nuove terapie che possono ridare speranza a tante persone con disabilità gravi: “In base ad una recente indagine di “Observa”, pubblicata qualche giorno fa su TuttoScienzeTecnologia – La Stampa, quasi l’80% degli Italiani è favorevole all’utilizzo di cellule staminali di embrioni umani per la ricerca di nuove terapie mediche.Oltre un terzo (35%) lo è addirittura senza condizioni, mentre il 44% è favorevole ma solo su embrioni altrimenti destinati alla distruzione. Il 21% è invece contrario in ogni caso.
Decisamente scettici sulle biotecnologie agroalimentari, gli italiani confermano pertanto ancora una volta un orientamento più favorevole verso le ricerche e le applicazioni biotecnologiche in campo medico. Sorprende in questa indagine che la fede religiosa non pesi su questo giudizio in modo significativo.
Secondo “Observa- La Stampa” tra quanti si definiscono cattolici la quota dei contrari all’uso di cellule staminali di embrioni è praticamente identica a quella del campione generale (23%). Inoltre i cattolici favorevoli senza condizioni superano addirittura, seppur di poco, la media del campione (36%).
Questi dati e i continui progressi delle ricerche sulle cellule staminali, soprattutto all’estero, costituiscono un ulteriore stimolo a sostenere la campagna referendaria e altre iniziative a difesa della dignità umana e del diritto alla salute, a tutela del diritto di esistere dignitosamente per molte persone con disabilità gravissime, a sostegno della libera cura e della libertà di ricerca scientifica.
C’è da augurarsi, pertanto, che su questi temi ci sia l’attenzione necessaria e uno spazio adeguato anche nei programmi delle varie forze politiche, impegnate nelle prossime competizioni elettorali.”

Paolini (AIOP) “Case di cura in crisi per il mancato pagamento delle prestazioni dal 2001 ad oggi, da parte della Regione”

03/02 Uno dei problemi più seri che assilla le case di cura dell’ospedalità privata è il ritardo che le Aziende sanitarie hanno accumulato nel pagamento delle prestazioni che le case di cura hanno già erogato dal 2001 a data corrente. Una tale anomalia ha come diretta conseguenza che le case di cura, dopo avere impegnato tutte le riserve finanziarie ed aver fatto ricorso al credito bancario, si trovano oggi in una situazione di grave crisi finanziaria pur avendo maturato nei confronti delle Aziende sanitarie - cioè della Regione- un monte crediti che, per le case di cura che operano nella sola Cosenza ammontano, nel periodo 2001-2004, ad oltre 48 milioni di Euro. Più precisamente va detto che le case di cura accreditano dall’Azienda sanitaria 10 milioni di Euro per il 2001, 18 milioni circa per il 2002,9 milioni per il 2003 e, per il periodo maggio-dicembre 2004, 21 milioni di Euro. In pratica novantasei miliardi circa di vecchie lire. Sorprende, quindi, che i sindacati di categoria che assistono e tutelano i lavoratori delle case di cura vadano in giro agitando una lettera dell’AS4 nella quale si affermerebbe che l’Azienda ha provveduto alla liquidazione delle spettanze inducendo a ritenere che le case di cura sono nelle condizioni di pagare tutte le spettanze del personale dipendente. Inutile interrogarci se la lettera esiste e, se esiste, effettivamente vi si legga quanto vanno asserendo i sindacati. Resta il problema che non è vero.Purtroppo per le case di cura e per i dipendenti. E’,invece,vero che negli uffici regionali dell’assessorato il presidente dell’AIOP, Enzo Paolini, ha avuto un incontro con i dirigenti dell’ufficio per procedere alla preliminare verifica dei crediti vantati da ogni casa di cura al fine di inserirli nel progetto di cartolarizzazione che l’assessorato,insieme all’AIOP, sta studiando nella sua praticabilità come soluzione tecnica del problema. Ci si augura che si possa arrivare presto ad una svolta decisiva. Per intanto senso di responsabilità richiederebbe di non mettere in giro nebulose dichiarazioni che travisano la realtà delle cose, inducendo i sindacati in errore col rischio conseguente di innescare proteste di cui non si sente il bisogno. Stiamo lavorando alla cartolarizzazione dei crediti che, al momento, è l’unica soluzione praticabile. I crediti delle case di cura sono quelli che abbiamo indicato e di questa affermazione assumiamo piena responsabilità. Quanto alla temuta “moratoria” sull’applicazione dei trattamenti migliorativi previsti dal nuovo contratto collettivo, appare quanto mai evidente che i problemi si sommano e si intersecano fra di loro in dipendenza della massa debitoria che le aziende sanitarie hanno accumulato, alla quale, insieme all’assessorato regionale, si sta cercando soluzione appunto con la cartolarizzazione. L’AIOP, in ogni caso, è disponibile ad incontrarsi con le rappresentanze dei lavoratori davanti al Prefetto, interessato alla vicenda.-

Il Prefetto D'Amico incontra i sindacati sui problemi dei lavoratori della sanità privata

02/02 Il prefetto di Cosenza, Diego D' Amico, ha ricevuto stamani i segretari territoriali delle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Cisl-Fps e Uil-Fpl che hanno illustrato i motivi della preoccupazione in atto esistente tra i lavoratori del settore della sanita' privata. I sindacalisti, secondo quanto riferito in un comunicato, hanno evidenziato come il procedimento che ha portato al recente rinnovo del Comitato Collettivo nazionale del Lavoro, scaduto nel 2002, rischi di essere vanificato dalla posizione che avrebbe assunto l' imprenditoria locale dell' ospedalita' privata, che intenderebbe operare una moratoria sull' applicazione degli istituti migliorativi del trattamento economico dei lavoratori. Il Prefetto, dopo avere sentito le argomentazioni e rilevate le negative ripercussioni per i lavoratori e, indirettamente, anche per le prestazioni sanitarie che essi sono chiamati quotidianamente a svolgere, ha assicurato il proprio intervento nei confronti dell' Assessore regionale alla Sanita' sulla base di un documento che le stesse organizzazioni sindacali si sono impegnate a stilare nei prossimi giorni''.

Sabato a Cosenza convegno sulla Cardiologia

01/02 ''Le nuove frontiere della cardiologia: dall'angioplastica alla cardiochirurgia'' e' il tema di un convegno che si terra' sabato mattina nel teatro Rendano. L'iniziativa e' stata organizzata dall'azienda ospedaliera di Cosenza. Al convegno partecipera' l' ordinario di cardiologia all'Universita' del sacro cuore, Filippo Crea e l' ordinario alla Magna Graecia di Catanzaro, Ciro Indolfi. I lavori saranno conclusi dall'assessore regionale alla sanita', Giovanni Luzzo, e dal senatore Antonio Gentile. ''Incontreremo - ha detto il direttore generale, Antonio Belcastro - la citta' su tematiche di grande interesse collettivo e che riguardano tutti : la cardiologia interventistica e' gia' una realta' consolidata a Cosenza che ci porta ad immaginare un futuro prossimo dove ci sara' la cardiochirurgia''.

Gentile: “La premialità assegnata alla sanità calabrese è un successo per la Giunta Chiaravalloti”

31/01 ''Importante riconoscimento per la sanita' calabrese. I 90 milioni di euro assegnati in piu', come premialita', alla Regione Calabria dal Ministero della Salute rappresentano un grande successo per la Giunta di centrodestra e per l' assessore Luzzo''. Lo afferma in una nota Antonio Gentile, di Forza Italia, segretario della Commissione Finanze del Senato. ''Complessivamente, nel 2005 - continua Gentile - la sanita' calabrese disporra' di ben 244 milioni di euro in piu' rispetto al 2004 che garantiranno non solo il rispetto dei livelli di assistenza, ma anche la possibilita' di ulteriori investimenti. Nel 2003 e nel 2004, inoltre, la sanita' calabrese ha chiuso i conti in pareggio e questo ci inorgoglisce e ci induce a sperare in un futuro piu' sereno per la nostra sanita'. Secondo Gentile, infine, ''i dati positivi del bilancio potranno servire a potenziare le innovazioni e la ricerca ed a fare in modo che nei nostri ospedali cresca ancora di piu' la qualita' dei servizi da erogare''.

FPS-CISL: “Disagi per gli stipendi della AO in ritardo”

28/01 “Irresponsabile l’atteggiamento dei vertici dell’Azienda Ospedaliera in ordine al pagamento degli stipendi”. E’ quanto dichiara in una nota diffusa dall’Ufficio Stampa della CISL il Segretario Generale della FPS-CISL Ugo De Rose. “Quanto sta accadendo nell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, afferma De Rose, meriterebbe ben pochi commenti data la gravità della situazione e lo scarso senso di responsabilità dei propri amministratori. Oggi registriamo amaramente che la scellerata e irresponsabile politica di gestione delle risorse finanziarie, continua il Segretario della FPS-CISL, in merito al personale e ai servizi, degli attuali vertici dell’Azienda Ospedaliera sta arrecando disagi ai dipendenti e alle rispettive famiglie, costretti quotidianamente a fare i conti con il problema del carovita e delle difficoltà finanziarie, nonché con una politica governativa dissennata che non ha saputo dare risposte adeguate ai rinnovi contrattuali ormai scaduti da due anni. Purtroppo, precisa De Rose, in mancanza di rinnovi contrattuali, cioè di adeguamento dei salari al costo della vita, e in considerazione degli effetti gravissimi del carovita e del non controllo sui prezzi, i dipendenti pubblici di qualunque settore, i pensionati si sono impoveriti notevolmente.
Non è la prima volta, sottolinea De Rose, che sollecitiamo la puntuale erogazione delle mensilità, ma sistematicamente registriamo ritardi e lentezze che, oltre a snervare il personale, rischiano di causare disagi anche ai cittadini-utenti.
Quanto sta succedendo, conclude Ugo De Rose, è grave e non può non chiamare in causa il senso di responsabilità dei dirigenti chiamati a non aggiungere disagi ad una situazione già di per se compromessa. Per queste ragioni, conclude la nota della FPS-CISL, in mancanza di risposte adeguate la nostra federazione si riserva ogni forma di azione utile e necessaria a far valere i sacrosanti diritti dei dipendenti

Interrogazione di Mancini sull'impedito trattenimento in servizio del Prof. Guerresi all’Annunziata

24/01 Giacomo Mancini ha presentato un’interrogazione al ministro della salute, prof. Girolamo Sirchia e al ministro della Funzione Pubblica Mario Baccini per sollecitare una soluzione al groviglio legislativo che impedirebbe il trattenimento in servizio di personalità riconosciute nel campo della medicina come il prof. Ernesto Guerresi, direttore dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cosenza, a favore del quale, in questi giorni, si sono espresse tante donne cosentine che hanno apprezzato il suo lavoro positivo che ha permesso al suo reparto di diventare punto di riferimento della sanità calabrese.
L’articolo 1-quater del decreto legge 28 maggio 2004 n. 136 convertito con modificazioni dalla legge 27 luglio 2004 n. 186, dispone, infatti, il trattenimento in servizio fino al compimento del settantesimo anno di età per coloro i quali abbiano già raggiunto l’età pensionabile. L’articolo 1 comma 99 della legge finanziaria 2005 stabilisce, al contrario, che le disposizioni in materia di assunzioni di cui i commi da 93 a 107, che sanciscono il divieto per le pubbliche amministrazioni di assumere nuovo personale, si applicano anche al trattenimento in servizio di cui al sopra citato articolo.
Come è evidente esiste un netto contrasto tra le finalità che ciascuna delle suddette disposizioni intende perseguire: nel primo caso il legislatore tende a tutelare la prosecuzione di un rapporto di lavoro già in essere, avente un termine finale fisiologicamente determinato così da ipotizzare un caso che di certo non integra gli estremi di una nuova assunzione; nel secondo caso, al contrario, il legislatore fissa il divieto per le pubbliche amministrazioni di contrarre nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, con la dichiarata finalità di contenere la spesa pubblica.
La ratio dell’istituto del trattenimento in servizio oltre il sessantasettesimo anno di età e fino al settantesimo è quella di permettere alle pubbliche amministrazioni di continuare ad utilizzare risorse umane altamente qualificate dal punto di vista scientifico, sia per la professionalità che per l’esperienza acquisita sul campo.
L’applicazione del divieto di funzionamento dell’istituto introdotto con la legge finanziaria, sta già provocando una serie di disservizi che creano notevole disagio ai cittadini, soprattutto nel settore della sanità a causa del fatto che ad alcune personalità non è consentito più di continuare ad offrire la propria preziosa prestazione lavorativa, come nel caso della mancata proroga al direttore dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cosenza annunciata dai vertici dell’azienda sanitaria.
Per questi motivi Giacomo Mancini ha sollecitato i ministri ad indicare ‘se e quali urgenti provvedimenti intendano prendere al fine di consentire che settori nevralgici della pubblica amministrazione, come quello della sanità, non perdano risorse umane e professionali indispensabili per poter continuare a offrire alla comunità servizi adeguati e di primo livello’.

Bartoletti (FI) “Angiplastica a Cosenza e la Risonanza a Castrovillari, alto livello della sanità nel cosentino”

22/01 ''La sanita' cosentina e' di altissimo livello: l'angioplastica a Cosenza e la risonanza a Castrovillari, dimostrano che Antonio Belcastro ed Antonio Crusco stanno lavorando molto bene in due territori certo non facili e che i viaggi della speranza saranno sempre di meno nel prossimo futuro''. E' quanto sostiene in una nota il segretario provinciale di Forza Italia, Sergio Bartoletti. ''Devo ringraziare - ha aggiunto - il senatore Antonio Gentile , che a Roma e Catanzaro si e' battuto strenuamente per ottenere l'angioplastica e la cardiochirurgia che sorgera' a breve come passo definitivo, spegnendo tante inutili polemiche''. ''Crusco ha mantenuto fede - ha concluso Bartoletti - all'impegno di dotare Castrovillari della Risonanza Magnetica: un fatto altamente importante che non congestionera' Cosenza e che consentira' autonomia a tutto il Pollino''.

Garofalo (Ap) “Grave il taglio del servizio dialisi all’Ospedale di Trebisacce”

19/01 ''E' un atto di grande gravita' la decisione assunta dall' azienda sanitaria di Rossano di tagliare il servizio dialisi presso l' ospedale 'G. Chidichimo' di Trebisacce''.E' quanto sostiene il presidente del gruppo provinciale di Alleanza Popolare, Luigi Garofalo. ''Una delibera dell' As rossanese - ha aggiunto - limita, infatti, l' assistenza ai dializzati solo per alcune ore della giornata. Non vorremmo che questo sia il primo passo verso la sospensione dell' importante servizio sanitario di cui usufruiscono numerosi cittadini dell' Alto Jonio. Auspichiamo che la dirigenza dell' As di Rossano possa rivedere la sua delibera, in caso contrario si aprirebbe una vertenza politica che sara' portata prima in consiglio provinciale, con un apposito ordine del giorno, e successivamente saranno promosse tutte le opportune iniziative politiche per dare risoluzione a questa importante problematica presente nel territorio''.

Saranno migliorati i servizi sanitari a Trebisacce. Il Sindaco Mundo incontra il Direttore AS

19/01 Il sindaco di Trebisacce, Antonio Mundo, ha incontrato il Direttore Generale dell'Asl n. 3 di Rossano, Achille Gentile, con il quale ha concordato un programma per il miglioramento del servizio sanitario e il potenziamento del locale ospedale. Nel corso dell'incontro e' stato deciso di intraprendere un impegno comune affinche' l' Assessorato Regionale alla Sanita' autorizzi la copertura dei posti di primario nelle divisioni di Chirurgia e Medicina da tempo vacanti. Si e' inoltre deciso di potenziare il reparto di Dialisi, ristrutturando i locali e ripristinando la disponibilita' medica notturna onde garantire l' assistenza ai pazienti dializzati di tutto il comprensorio. Sara' potenziato anche il reparto di cardiologia con due nuovi posti di terapia intensiva e la ristrutturazione di due sale operatorie collegate direttamente con l' area di degenza.

Paolini (Aiop) “Case di cure ininfluenti sulla spesa sanitaria regionale”

17/01 Dichiarazione del Presidente dell’AIOP avv. Enzo Paolini: “Bisogna sempre porre molta attenzione alle segnalazioni che periodicamente la sezione calabrese della Corte dei Conti fornisce attraverso le sue relazioni. Sul finire dell’anno, in occasione di un contraddittorio con la Regione sulla contrattazione integrativa nel comparto sanitario, la Corte ha fornito il dato che la spesa del personale, in Calabria, incide nella misura del 42,5 per cento sull’ammontare globale del comparto, a fronte di una media nazionale del 34,6 per cento. Il dato in sé, per gli addetti ai lavori, non presenta nulla di sconvolgente ma per chi coltiva l’hobby di affrontare , in maniera estemporanea, il complesso problema della spesa sanitaria nella nostra regione, spesso incorrendo in inesattezze e grossolanità che non aiutano a trovare una soluzione, quel 42,5 per cento di spesa per il personale dell’ospedalita’ pubblica qualche considerazione dovrebbe suggerirla.
Abbiamo spiegato in più occasioni, replicando a sortite sulla stampa di qualche politico che vede nell’ospedalità privata l’antagonista dell’ospedalità pubblica cui sottrarrebbe risorse, che l’incidenza del “fatturato” delle case di cura sulla spesa sanitaria regionale è di scarso significato tant’è che se, per paradosso, le case di cura dovessero scomparire, il problema della spesa sanitaria regionale, con i suoi buchi neri ed i suoi sprechi, resterebbe interamente irrisolto.
Per ragioni, non solo di stile, è nostro intendimento evitare, finchè è possibile, di fare i conti all’ospedalità pubblica e di rilevarne incongruenze e inefficienze, limitandoci ad affermare con diplomazia che sull’ospedalità pubblica gravano “costi impropri” che appartengono a quella zona opaca in cui avviene la commistione fra politica sanitaria e politica tout court.
Se gli ospedali hanno surplus di personale vuol dire che qualcuno ha fatto assumere unità lavorative fuori dalle compatibilità gestionali e, quindi, con conseguenze dirette sui bilanci.
Si pensi, tanto per citarne uno, a quell’ospedale in provincia di Reggio dove per ogni ammalato ci sono in organico otto elementi fra personale medico ed ausiliario. Il problema è noto agli uffici dell’assessorato regionale ma le resistenze politiche alla chiusura di quell’ospedale sono forti e politicamente trasversali e non certamente per la tutela della salute del cittadino.
Ora che la Corte dei Conti di Catanzaro con la sua autorevolezza rende ufficiale il dato di quanto costa il personale negli ospedali, c’è da auspicare che il dibattito politico sulla sanità e le sue “emergenze” tenga conto di questo dato e ci risparmi le incursioni di qualche improvvisato conoscitore della materia convinto che il problema della scarsa produttività degli ospedali si può risolvere togliendo spazio e risorse all’ospedalità privata alla quale, guarda caso, per la buona immagine che si è guadagnata, viene richiesto un ulteriore impegno per arginare la fuga fuori regione di cittadini bisognosi di cure.”

Pirillo (Margherita): “Sanità privata in crisi per colpa della disastrosa politica sanitaria regionale”

17/01 Dichiarazione dell’on. Mario Pirillo sulla crisi della sanità privata calabrese: “Ancora una volta siamo costretti a denunciare lo stato di crisi in cui versa la sanità privata calabrese dell’alto tirreno cosentino, e ciò a causa della disastrosa politica sanitaria portata avanti dalla Regione Calabria che non riconosce alle Case di Cura gli insindacabili diritti economici acquisiti. Oltre al taglio dei fondi, le strutture private non hanno ancora ricevuto il saldo degli importi del primo semestre 2004 e continuano a subire le pesanti conseguenze legate ai ritardi dei pagamenti che sono fermi al mese di giugno 2004.
In tale contesto esiste il serio pericolo di riduzione dell’impiego di risorse umane, e di riflessi in ambito economico che trovano nel campo sanitario l’asse portante di sviluppo.
Dopo il settore tessile, ora la crisi potrebbe interessare le Case di Cura private: a rischio ci sono centinaia di posti di lavoro. Ignorare tale situazione, come sta facendo la Regione, significa voler trascurare uno stato di fatto socialmente esplosivo che fa capolino dietro alle crisi già presenti sul territorio del tirreno cosentino, le cui esigenze non hanno trovato logica corrispondenza nella politica regionale, che nulla ha predisposto per la difesa dell’occupazione.
L’assessorato alla sanità e la Regione stanno portando alla fame le strutture private: alle risorse altamente professionali a disposizione non corrisponde una adeguata risposta alle esigenze dei cittadini – utenti, e tutto ciò a causa di una politica regionale che non riesce a garantire nemmeno l’assistenza sanitaria di base.
Le strutture private hanno sempre sopperito alle carenze dell’assistenza pubblica: alla tanto decantata “sanità di qualità” ha fatto da contraltare la “malasanità”, il balletto dei commissariamenti e la spartizione politica delle poltrone alle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, calpestando l’innegabile diritto alla salute dei cittadini.

L’avv. Enzo Paolini rieletto presidente degli industriali della sanità privata

17/01 Si e’ tenuta a Catanzaro, nella sede sociale, l’assemblea degli associati AIOP Calabria per definire gli aspetti connessi al rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti delle Case di cura e per procedere al rinnovo delle cariche sociali.
Enzo Paolini, presidente dell’AIOP Calabria e membro dell’esecutivo nazionale, ha illustrato la bozza del nuovo contratto che verra’ firmato a Roma nei prossimi giorni ottenendo l’approvazione dell’assemblea. Paolini ha inoltre relazionato sui rapporti con le singole Aziende sanitarie e con gli uffici dell’assessorato regionale alla Sanita’ per quanto attiene ai budget annuali, alle tariffe e alla firma dei contratti. Il presidente nazionale dell’AIOP, Emmanuel Miraglia, giunto da Roma per partecipare all’assemblea, ha ringraziato Enzo Paolini per il lavoro che svolge negli organismi nazionali e lo ha proposto per la riconferma nella carica di presidente dell’AIOP Calabria mentre per la vice-presidenza ha proposto la riconferma del prof. Franco Frontera. L’assemblea ha approvato all’unanimita’, per entrambi, la riconferma. Ai lavori dell’assemblea ha portato il suo saluto l’assessore regionale alla Sanità, Gianfranco Luzzo, il quale ha dato atto del ruolo importante che l’ospedalità privata rappresentata dall’AIOP svolge nel servizio sanitario regionale di cui e’ componente essenziale ed alla quale viene richiesto un maggiore impegno mirato a recuperare i flussi migratori di quei cittadini, bisognosi di cure, che si rivolgono a strutture di altre regioni.

Il 56% dei genitori separati con figli soffre di disturbi dell’umore

14/01 Il 56% dei separati con figli soffre di disturbi dell' umore o di disturbi d' ansia nel periodo che va dal sesto al diciottesimo mese successivo alla separazione. E' quanto emerso da un sondaggio realizzato dal sen. Antonio Gentile, parlamentare di Fi e autore di un DDL sull' affidamento condiviso, e dal giornalista Mario Campanella. L'indagine e' stata realizzato nel periodo maggio-novembre 2004. ''Abbiamo scelto volutamente - sostiene Gentile - otto citta' di provincia: Aosta (che detiene il record delle separazioni), Mantova, Treviso, Pistoia, Campobasso, Foggia, Cosenza e Siracusa, per monitorare un mondo che ha degli aspetti diversi dalle metropoli: non pretendiamo di avere una mappa indicativa del Paese, ma vogliamo solo offrire un contributo affinche' si porti avanti la riforma sull' affidamento e la mediazione che garantisca i genitori ed i bambini e che non trasformi un atto doloroso, ma civile, quale il divorzio, in tragedie, come purtroppo spesso accade''. Per il sondaggio sono state intervistate 386 persone di eta' tra i 35 ed i 55 anni la gran parte delle quali in possesso del diploma di scuola media superiore. ''I disturbi denunciati - sostiene Campanella - andavano dalla depressione, all'ansia, con una marcata tendenza all'automedicazione, e specialmente al disturbo d'attacchi di panico all'ipocondria, ai disturbi di ansia generalizzata, al disturbo ossessivo-compulsivo''. Il senatore di Forza Italia evidenzia inoltre che ''molte di queste persone lamentavano tristezza e senso di abbandono ed e' importante sottolineare come se da un lato i padri potevano esprimere il disagio per la lontananza dai figli, le donne intervistate univano all'ansia dell'incertezza (paura di precarieta' e di mancato sostegno economico e morale) la consapevolezza di dover tutelare il futuro dei figli. Si fa largo la necessita' di un affidamento condiviso che sta superando l' assurda dicotomia uomo-donna, per far assumere alla genitorialita' la sua centralita'''. ''Per quanto concerne i disturbi lamentati - ha concluso, dal canto suo, Campanella - l'aspetto che prevale ed e' omogeneo fra tutte le aree del Paese e' la domanda che il 56% delle persone rivolge, chiedendo un intervento di terapia familiare che non sempre viene erogato dal servizio pubblico''. Gentile e Campanella hanno scritto un libro di prossima pubblicazione che racconta ''il dramma di un padre separato alla ricerca del figlio, che riscopre la serenita' ed il rapporto con la moglie attraverso un percorso di lacerazione''.

Tripodi (Pdci) “No alla soppressione della Guardia medica della ASL 2”

14/01 Un intervento del Presidente della Giunta regionale e dell' Assessore alla Sanita' per annullare la delibera del direttore generale dell' Asl 2 di Castrovillari che prevede la ''soppressione ed l' accorpamento delle postazioni di guardia medica ricadenti nel territorio di competenza del distretto di San Marco Argentano (Cosenza)'', e' stato chiesto dal capogruppo di Pdci alla Regione, Michelangelo Tripodi, in una interrogazione agli stessi Chiaravalloti e Luzzo. ''La deliberazione - ha sostenuto Tripodi nell' interrogazione - prevede la riduzione da dieci a cinque postazioni di guardia medica nel Distretto di San Marco Argentano e, in particolare, la soppressione di quelle presenti nei Comuni di S. Agata di Esaro e S. Donato di Ninea e l' accorpamento in un' unica postazione di guardia medica di quelle attualmente presenti nei comuni di Terranova da Sibari, Tarsia, San Lorenzo del Vallo e Spezzano Albanese. La deliberazione che accorpa e sopprime le guardie mediche e' stata adottata senza alcuna concertazione con le organizzazioni sindacali, con gli amministratori locali ed i medici convenzionati. In tal modo vengono soppresse ed accorpate importanti postazioni di guardia medica in un territorio molto vasto, che comprende zone di campagna e numerose frazioni distanti tra loro e mal collegate. Il bacino di utenza che si rivolge a queste postazioni e' quasi esclusivamente composta da popolazione anziana e di eta' avanzata. Tra le motivazioni adottate, viene preso in considerazione un non meglio specificato cambio di funzioni della guardia medica che in base ad alcuni atti della Giunta regionale dovrebbero essere trasformate in un cosiddetto 'Servizio di Continuita' Assistenziale'. In realta' le funzioni della Guardia Medica sono regolamentate dal Dpr 270/00 che stabilisce, tra l' altro, che il servizio e' finalizzato alle 'urgenze notturne, festive e prefestive attraverso interventi ambulatoriali, domiciliari e territoriali richiesti dall' utente o dalla centrale operativa'''. ''La soppressione e l' accorpamento delle guardie mediche - ha proseguito Tripodi - ha suscitato numerose proteste ed un vasto malcontento tra i residenti, tant' e' che e' stata promossa una petizione popolare contro la scelta del direttore generale dell' Asl 2 di Castrovillari. La scelta adottata dal direttore generale, di fatto, colpisce il diritto allo salute dei cittadini dei comuni colpiti dal provvedimento di soppressione o accorpamento del servizio''. Tripodi ha chiesto, quindi, di sapere da Chiaravalloti e Luzzo ''se sono a conoscenza dei fatti suesposti; se non ritengano che la scelta adottata dal direttore generale dell' Asl 2 sia discriminatoria e mina fortemente il diritto alla salute delle popolazioni coinvolte; se quella adottata dal direttore generale e' una scelta fatta in autonomia oppure e' stata adottata a seguito di indicazioni impartite dagli uffici regionali competenti; se e' stato redatto un piano regionale che preveda l' accorpamento e/o la soppressione delle postazioni di guardia medica in Calabria''.

Pirillo (Margherita) scrive all’ass. Luzzo: “Evitare la chiusura delle Guardie Mediche”

13/01 Il Capogruppo in Consiglio Regionale della Margherita, On. Mario Pirillo, ha inviato una lettera all’assessore alla Sanità, Giovanni Luzzo, in merito alla paventata chiusura delle postazioni di guardia medica sul territorio regionale. Nella missiva viene sottolineata la situazione di forte sofferenza presente nel sistema sanitario, in costante ed inesorabile affanno anche a causa di un esorbitante deficit che compromette finanche la sua dignitosa tenuta. “Nonostante i numerosi punti di criticità – scrive l’On. Pirillo nella lettera - il Piano Regionale per la Salute 2004 – 2006, nella misura in cui riesce a discostarsi dall’adozione di meri criteri ragionieristici, assurge, non di rado, a strumento di governo razionale del sistema. In tale ottica, desta non poche perplessità la recente Delibera della Giunta Regionale n. 850 del 15 novembre 2004 “Determinazioni per l’ulteriore fabbisogno ed il definitivo finanziamento dei piani attuativi e dei bilanci economico – preventivi delle aziende sanitarie ed ospedaliere per l’anno 2004 – nonché ai fini degli adempimenti di cui all’art. 3, comma 33, della legge n. 350/2003”, con cui vengono, fra l’altro, impartite alle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere alcune prescrizioni al fine di contenere le perdite di esercizio.Secondo il capogruppo della Margherita pur essendo condivisibile e da sostenere con grande senso di responsabilità ogni iniziativa che miri ad eliminare diseconomie ed inefficienze, non può non rilevarsi che il provvedimento in questione, nella parte in cui paventa il “taglio” delle guardie mediche, cozza con l’obiettivo, questo si ineliminabile, di garantire i livelli essenziali di assistenza nei riguardi dell’intera comunità regionale. Ciò ha creato comprensibile allarme tra le comunità, soprattutto quelle dei piccoli centri, esposte così al rischio di una disagevole oltre che mortificante migrazione sanitaria verso presidi, a volte lontani decine di chilometri”.“Con la presente – scrive in ultimo il capogruppo della Margherita - le chiedo di voler attivare ogni possibile iniziativa al fine di evitare il rischio di chiusura delle guardie mediche sul territorio regionale, esonerando espressamente i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie da un obbligo di chiusura e/o accorpamento che si pone in stridente contrasto con la logica di garantire un più efficiente servizio nei riguardi della comunità calabrese”.

Sgobio (Pdci) “Vogliono ridurre le guardie mediche sul tirreno cosentino”

10/01 ''In materia di salute e di assistenza, in Calabria e soprattutto in provincia di Cosenza, alcune aziende sanitarie, come quelle di Castrovillari e di Paola, vogliono mettere in atto un pericoloso piano di razionalizzazione del servizio di guardia medica''. Lo sostiene, in una dichiarazione, Pino Sgobio, capogruppo alla Camera dei Comunisti italiani, che sull' argomento ha presentato un' interrogazione al Ministro della Salute. ''Il piano di razionalizzazione - afferma Sgobio - comportera' la chiusura e l' accorpamento di alcune postazioni in diversi Comuni, tra cui Sant'Agata d' Esaro, San Donato di Ninea, Acquappesa, San Nicola Arcella e Fiumefreddo Bruzio. Tale sciagurato disegno (che ne pensa la Regione?) va contrastato, a tutela della salute dei cittadini. Per questo chiediamo al ministro della Salute, Girolamo Sirchia, d' intervenire urgentemente presso gli organi competenti al fine di scongiurare questo piano di intervento che, se attuato, avrebbe conseguenze pesanti sulle cittadinanze coinvolte, sapendo bene che la materia e' di competenza regionale''. Secondo Sgobio, ''in alcuni Comuni, ad esempio Terranova di Sibari, Tarsia, San Lorenzo del Vallo e Spezzano Albanese, tutti ricadenti sotto la competenza dell' Asl di Castrovillari, le postazioni di guardia medica dovrebbero essere eliminate e sostituite da una sola, che dovrebbe funzionare per tutta la popolazione facente parte del comprensorio, un piano davvero inconcepibile. La riduzione e il conseguente accorpamento delle postazioni di guardia medica, che pare siano state adottate senza alcuna concertazione ne' con i sindaci dei comuni interessati, ne' con le rappresentanze sindacali dei medici convenzionati, avvengono in un territorio abitato per lo piu' da anziani e in un' area vasta che comprende molte campagne e numerosissime frazioni, distanti tra loro e non sempre facilmente raggiungibili''. ''Il provvedimento - conclude Pino Sgobio - che sarebbe la conseguenza diretta del disastrato bilancio economico in cui versa la sanita' calabrese, rischia di creare una grave danno alla tutela della salute pubblica e di produrre un pericoloso vuoto di assistenza per le popolazioni coinvolte''.

La modifica alla legge regionale per gli ambulatori in Consiglio regionale

10/01 La modifica della legge regionale n.30 (prevede norme di tipo ordinamentale e finanziario) chiesta, questa mattina, dal presidente delle strutture ambulatoriali aderenti all’Anisap calabrese, Edoardo Macino nel corso di un incontro svoltosi a Palazzo Campanella (introdotto dal presidente del Consiglio regionale Luigi Fedele che si è espresso a favore della modifica “entro e non oltre il mese di gennaio per una serie di problematiche inerenti il migliore adempimento degli impegni da parte delle strutture ambulatoriali”), sarà inserita direttamente nel prossimo ordine del giorno del Consiglio regionale. All’incontro hanno partecipato gli esponenti degli ambulatori aderenti all’Anisap regionale, i capigruppo consiliari e l’assessore alla Sanità, Gianfranco Luzzo.“La modifica, contenente l’ipotesi di accordo conseguito con l’assessorato, per noi riveste carattere d’urgenza - ha spiegato Macino - perciò va approvata dal Consiglio entro gennaio, cosi da consentirci di stipulare i contratti con i nostri dipendenti per il 2005 in tempo utile. Il settore versa in gravi difficoltà, sia per l’insufficienza delle risorse, sia perché nessuno dei direttori generali delle undici Asl calabrese ha finora rispettato i contratti stipulati. Noi, in sostanza, chiediamo un riequilibrio finanziario all’interno della spesa sanitaria. Constatato che la percentuale della spesa destinata al settore ambulatoriale pubblico e privato dell’anno 2004 è stata in Calabria dell’8,88 per cento, contro una media nazionale del 12,5 per cento, abbiamo convenuto un aumento del 10 per cento in più, nella speranza che nel corso di qualche tempo si possa conseguire la percentuale nazionale”. In merito alla decisione di inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale la modifica della legge regionale n. 30 che prevede un aumento della percentuale di spesa destinata al settore ambulatoriale pubblico e privato, il capogruppo di Alleanza nazionale, Egidio Chiarella ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Condivido l’impostazione dell’assessorato alla Sanità sul tema in oggetto e sono favorevole all’approvazione di un progetto di legge ad hoc nel prossimo Consiglio regionale, avviando subito le contrattazioni nel settore per evitare di interferire con la campagna elettorale”.

Il CUMI dice no alla chiusura di tre postazioni di Guardia Medica nel paolano

05/01 Una ''vibrata protesta'' e' stata espressa presidente del sindacato medico Cumi, Cosmo De Matteis, in relazione alla proposta del direttore generale dell' As 1 di Paola di chiudere tre postazioni di guardia medica a Fiumefreddo Bruzio, Acquappesa e San Nicola Arcella. ''Tale deleteria iniziativa - ha sostenuto De Matteis - e' calata dall' alto, a sorpresa, proprio il giorno della vigilia dell' Epifania senza essere stata discussa ne' concordata con la conferenza dei sindaci e con il sindacato. Per ogni postazione sono quattro i medici che perdono il posto. Ancora una volta ad essere colpita e' la categoria piu' debole dei medici, cioe' la guardia medica. Certamente si aprira' una vertenza sindacale''.

Niente di fatto alla conferenza dei sindaci ASL di Castrovillari

05/01 Ancora un nulla di fatto, a Castrovillari, al termine della riunione della conferenza dei sindaci dell' Azienda sanitaria 2 che avrebbe dovuto eleggere comitato di rappresentanza e presidente dell' organismo. Un' altra occasione mancata dopo mesi di attesa caratterizzati da polemiche tra destra e sinistra. ''I sindaci del centrosinistra - ha affermato Franco Blaiotta , sindaco di Castrovillari - nel corso del dibattito hanno chiaramente messo in evidenza che non avrebbero consentito che il sindaco della citta' del Pollino potesse diventare presidente della conferenza dei sindaci perche', a loro dire, vi sarebbe una maggioranza palesemente orientata a sinistra nel comprensorio e che, pertanto, bisognava di prendere atto di questa realta'''. Per Blaiotta, al contrario, ''siamo in presenza di una vicenda triste ed amara, che si perpetua da oltre due anni e che rivela mancanza di idee e non offre alcuna prospettiva. Una politica che non ha precedenti e che rivela la scarsa considerazione degli interessi territoriali ed il prevalere della logica della lotta politica anche a discapito delle problematiche complesse e di grande respiro che riguardano la sanita'''. Giovanni Manoccio, sindaco di Acquaformosa, parla, invece, di ''comportamento antidemocratico'' del sindaco di Castrovillari. ''E' giusto innanzitutto evidenziare - sottolinea Manoccio - che Blaiotta ha convocato la conferenza dopo sei mesi dalle elezioni amministrative, dopo due anni di vacatio e solo dopo varie sollecitazioni di molti sindaci e dopo una presa di posizione pubblica del presidente della comunita' montana. Il sindaco di Castrovillari ha minato, con il suo atteggiamento, un accordo istituzionale della zona - ha concluso - che si e' retto sulla pari dignita' di tutte le amministrazioni e di tutti i cittadini della zona del Pollino e dell'Esaro''.

Bilancio positivo per il 2004 dell’Azienda Sanitaria cosentina

04/01 ''Il 2004 e' stato un anno estremamente positivo per l' Azienda sanitaria di Cosenza. Abbiamo realizzato tanti progetti ponte che nel 2005 vedranno la luce''. Lo ha detto, stamani, nel corso della conferenza stampa sulla situazione dell'AS nel 2004, il direttore generale dell' Azienda sanitaria di Cosenza, Francesco Buoncristiano. ''Abbiamo potenziato - ha aggiunto Buoncristiano - il centro unico di prenotazione e ridotto le liste d'attesa, dando vita all'Hospice per i malati temrinali i cui lavori inizieranno in questo mese di gennaio. Abbiamo inoltre potenziato l' assistenza domiciliare integrata e quella ai malati oncologici, predisponendo un protocollo con l' Azienda ospedaliera per evitare i ricoveri inappropriati''. Buoncristiano ha parlato anche del Centro di sclerosi multipla, dicendo di augurarsi che ''possa diventare centro di riferimento regionale. L' ospedale di Acri e' stato potenziato e stiamo predisponendo i concorsi per i posti vacanti di primario vacanti, mentre per il 2005 acquisteremo una risonanza magnetica nucleare che installeremo a Serra Spiga. Infine con l' Unione ciechi abbiamo dato vita ad un programma di riabilitazione che non ha eguali in tutta l'Italia meridionale''.

Da settembre a Cosenza 40 esami di amniocenetsi effettuati

03/01 Sono state 40 le amniocentesi effettuate, nel periodo compreso tra il primo settembre ed il 31 dicembre 2004, dall' unita' operativa di ostetricia e ginecologia dell' Ospedale di Cosenza in collaborazione con il laboratorio convenzionato di genetica Biogenet. Fra i 40 casi esaminati, ne sono stati individuati tre di trisomia del cromosoma 21 (sindrome di down). ''Per il 2005 - ha detto il direttore generale, Antonio Belcastro - prevediamo la possibilita' di 220 prestazioni circa e si tratta di un intervento fondamentale, che prima veniva effettuato solo a Reggio Calabria e che da quattro mesi e' a disposizione delle donne cosentine. La convenzione in atto con il laboratorio di biologia prevede anche l' effettuazione di alcuni test genetici specifici''. Per Belcastro ''riteniamo di avere adempiuto ad una richiesta civile che completa il quadro delle offerte alle donne in gravidanza e che recupera anche una funzione sociale e preventiva dell' ospedale''.

La Regione stanzia 61 milioni di euro per gli ospedali calabresi

03/01 La Giunta regionale della Calabria ha deliberato finanziamenti per gli Ospedali calabresi, previsti dall'Accordo di programma stralcio, di cui all'art. 20, 61 milioni di euro, in base alle proposte 'concrete', avanzate dalle Aziende Ospedaliere. Lo rende noto il Portavoce della Presidenza della Giunta regionale. Nel caso specifico della Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, la Giunta, su proposta dell'Assessore alla Sanita', pur mantenendo le risorse complessive richieste con un finanziamento previsto di circa 20 milioni di euro, non ha potuto finanziare alcune opere perche' ''non proponibili'' e, quindi, non sarebbero state accettate dal Ministero della Salute. Inoltre, per l'Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, sono a ''rischio di revoca'' i fondi di cui all'art. 71, che riguardano sempre l'edilizia ospedaliera, gia' disponibili da un anno e che ammontano a 11,5 milioni di euro, non ancora utilizzati dalla medesima Azienda reggina.

Martedì conferenza stampa sul consuntivo 2004 della AS di Cosenza

02/01 Il direttore generale dell'azienda sanitaria territoriale di Cosenza, Francesco Buoncristiano, terra' martedi' 4 gennaio una conferenza stampa di consuntivo del 2004 e di linee programmatiche per il 2005. All'incontro parteciperanno il direttore amministrativo, Alfonso Cosentino, ed il direttore sanitario, Romano Musacchio.

Con la finanziaria, per i cittadini del centro sud, la sanità costerà di più

29/12 ''Per i cittadini delle regioni del centro-sud il diritto alla salute nel 2005 costera' di piu'. Quasi ventidue milioni gli italiani che rischiano di ricevere minori prestazioni e pagare per colpe che non hanno''. Queste le dichiarazioni di Stefano Inglese, responsabile nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, in merito alle misure previste per la sanita' dalla legge finanziaria approvata definitivamente dal Senato. ''Anche se il 2004 si chiude con qualche euro in piu' per la sanita' pubblica'', ha proseguito Inglese, ''alcune regioni del centro-sud, tra le quali Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, Sardegna, potrebbero non essere in grado, come gia' lo scorso anno, di rispettare tetti di spesa e vincoli di bilancio imposti per ottenere una parte dei finanziamenti. Il fondo sanitario nazionale passera', nel 2005, ad 88,2 miliardi di euro, con un incremento consistente (+8,4%), e ci saranno anche 2 miliardi di euro in piu' per il ripiano dei debiti pregressi. Ma nel 2004 si sono gia' spesi 89 miliardi di euro, le regioni avevano chiesto all'unanimita' 5 miliardi per il ripiano dei debiti pregressi e mancano ancora all'appello i soldi per il rinnovo dei contratti di medici ospedalieri e di famiglia e dei pediatri di libera scelta.'' ''Chi non sara' in grado di rispettare gli obblighi di programmazione riguardanti la riduzione del numero di posti letto ospedalieri, i tetti di spesa prefissati, compreso quello per la farmaceutica, e l'equilibrio dei bilanci'', ha concluso Inglese, ''potra' scegliere tra l'incudine della rinuncia a parte del finanziamento, e il conseguente taglio dei servizi per i cittadini, e il martello dell'aumento delle tasse per ripianare i bilanci. Se a tutto cio' si aggiunge la riduzione delle risorse a disposizione degli enti locali e i finanziamenti ridotti per il fondo per le politiche sociali, si comprende come, in realta', non ci siano molte ragioni per stare allegri. Con buona pace delle buone intenzioni in favore di standard di qualita' e uniformita' ed omogeneita' dei servizi sul territorio, sbandierate, almeno a parole, dalla stessa finanziaria''.

Siglato l’accordo decentrato per i medici di base

29/12 L' assessore regionale alla Sanita', Giovanni Luzzo, e le associazioni di categoria hanno sottoscritto l' accordo decentrato dei medici di medicina generale in ottemperanza dell' accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale. Il riordino del Servizio sanitario nazionale, e' scritto in una nota dell' Ufficio stampa della Giunta regionale, prevede una riorganizzazione complessiva dell' area della medicina generale ed accentua il ruolo delle Regioni, delle Aziende e delle organizzazioni sindacali nelle loro diverse articolazioni territoriali. Pertanto il medico di medicina generale diventa parte integrante dell' organizzazione sanitaria secondo le modalita' scaturite dalla programmazione regionale. A tale proposito, con l' accordo regionale stipulato il 28 dicembre, sono state attuate le strategie operative miranti alla riqualificazione del ruolo del medico di base, in una visione improntata all' ottimizzazione degli interventi sanitari e sociali. ''Si tratta - ha sottolineato Luzzo - di un' intesa di grande rilievo sul piano giuridico ed economico, stipulato tempestivamente al fine di assicurare continuita' nell' applicazione degli istituti contrattuali previsti in favore della categoria. In linea con le previsioni del Piano sanitario regionale il quadro degli interventi di parte pubblica rende possibile il totale recupero delle funzioni delle cure primarie e l' acquisizione di specifiche competenze clinico-assistenzili, consentendo di pervenire in tempi rapidi al miglioramento dell' organizzazione dell'assistenza territoriale, attraverso la valorizzazione delle cure primarie, creando nel territorio opportunita' tali da soddisfare la maggior parte dei bisogni di salute della cittadinanza e di ridurre il ricorso improprio alle strutture ospedaliere''. Dall' altra parte, conclude la nota, i rappresentanti sindacali hanno condiviso le proposte formulate dalla parte pubblica intese a tutelare al meglio gli interessi dei medici di medicina generale e, di conseguenza, quelli della popolazione assistita.

Ass. Luzzo “Il Polo Oncologico migliorerà l’offerta dei servizi sanitari”

28/12 ''Non stiamo facendo torto ad alcuno, ma puntiamo a lavorare per offrire servizi migliori e sempre piu' efficaci a tutti i calabresi'': lo ha detto Gianfranco Luzzo, assessore regionale alla Sanita', rispondendo ad una domanda sulle polemiche relative alla nascita della Fondazione che gestira' il polo oncologico di Catanzaro. ''Qui a Catanzaro, come negli altri reparti ospedalieri della regione, - ha detto ancora Luzzo - si fa un' ottima oncologia, ma non si riesce comunque ad esaurire le richieste che provengono dal territorio calabrese. Il nostro obiettivo, ferma restando la validita' delle oncologie attualmente esistenti nei presidi della regione, e' quello di dare una risposta positiva alla Calabria intera, che verra' dotata di una struttura di alto livello''.

Leone (FI) “Felici per l’attestazione di centro di eccellenza al centro trapianti di Cosenza”

23/12 ''Siamo felici per il riconoscimento che il Consiglio regionale, nella sua interezza, ha voluto riservare all' azienda ospedaliera di Cosenza per avere mantenuto un livello di eccellenza nel centro trapianti: ne diamo atto al direttore generale, Belcastro, ed al management''. Ad affermarlo, in una nota, e' il capogruppo regionale di Forza Italia, Gianfranco Leone. ''Non era facile mantenere questa eccellenza - ha aggiunto Leone - dopo che illustri nomi della chirurgia cosentina sono andati in pensione: evidentemente c' e' stata una buona scuola e c' e' stata una forte volonta' direzionale di procedere con alta qualita'. Il lavoro di Antonio Belcastro e' positivo, anche e soprattutto se si considerano altri elementi di valutazione: i problemi ospedalieri restano e certo non si possono risolvere tutti in un attimo, ma e' importante che si proceda bene. Fra qualche mese Cosenza avra' il padiglione di malattie infettive ed il dipartimento di emergenza: si tratta di due punti che porteranno grande beneficio all' utenza''. ''La sanita' e' di tutti - ha concluso Leone - e le critiche costruttive sono utili: quelle pretestuose e sterili si commentano da sole e non fanno giustizia del lavoro dei medici e dei manager''.

La Corte dei Conti giudica insufficiente la Regione sulla Sanità

22/12 Non ha ripianato i disavanzi accumulati dal 2001; non ha conseguito gli obiettivi di risparmio; non è riuscita a frenare l'emigrazione sanitaria dei calabresi; non sa ridurre la spesa farmaceutica che tocca una quota pro capite di 215 euro, alta rispetto a molte altre regioni. Questi i principali rilievi mossi oggi alla Regione dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che ha incentrato la sua relazione, in contraddittorio con la Regione stessa, sulla gestione della Sanità in Calabria, settore che consuma il 46 percento dell'intero bilancio regionale, pari a circa 2 miliardi e mezzo di euro. Altri dati negativi messi in luce dalla Corte dei Conti : le scelte operative del Piano sanitario regionale appaiono poco chiare; permane in regione una forte mobilità dei direttori generali delle aziende sanitarie calabresi. Tre Asl, inoltre, (Lamezia Terme, Palmi e Vibo Valentia) hanno avuto annullati i bilanci annuali per aver agito in contrasto con le direttive dell'assessorato regionale alla Sanità e per aver violato i principi contabili fondamentali, ha reso noto la Corte. Accanto ai deficit ci sono stati anche lievi miglioramenti, secondo i magistrati contabili: la spesa corrente è aumentata, nel 2002, dell'1,06% rispetto al 2001 ma è diminuita dell'0,66% nel 2003 rispetto al 2002; il disavanzo, nella spesa sanitaria è passato dai 100 milioni di euro del 2002 a 16 milioni di euro per il 2003; infine è positivo "l'aver ristrutturato la rete sanitaria senza aver creato nuove strutture". Anche per il costo del personale si è registrata una lieve diminuzione. Alla seduta, svoltasi in adunanza pubblica, hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Sezione di Controllo Gian Giorgio Paleologo, il presidente della Giunta regionale calabrese Giuseppe Chiaravalloti e l'assessore regionale alla Sanita' Gianfranco Luzzo. ''Le scelte operate dal Piano - e' scritto nella relazione letta dal magistrato Anna Bombino - appaiono poco incisive, in quanto non prevedono l'effettivo accorpamento delle strutture esistenti che erogano i medesimi servizi ed attivita', l'unificazione dei servizi di diagnosi e cura per una migliore razionalizzazione dell'offerta sanitaria, l'attivazione dei centri di eccellenza e di alta specializzazione per riqualificare l'assistenza ospedaliera e riassorbire la mobilita' extraregionale''. La relazione della Corte dei conti riconosce tuttavia che l'aspetto importante affrontato dal Piano ''e' costituito dalla ristrutturazione dell'intera rete sanitaria, ospedaliera e territoriale, confermata nelle sue attuali componenti costituite dalle Aziende sanitarie (11) e aziende ospedaliere (4) e dalla rete delle strutture private accreditate'' e dalla ''riconversione degli attuali presidi ospedalieri (15) in ospedali di comunita' o di distretto''. L'indagine della magistratura contabile ha esaminato aspetti quali ''Organizzazione programmazione e gestione dell'assistenza sanitaria''; ''Assistenza ospedaliera e territoriale'' e ''Controlli interni nelle aziende sanitarie e ospedaliere''. ''Per quanto sia meritevole di apprezzamento il risultato perseguito dalla Regione nel 2003, l' andamento della spesa corrente regionale, comprensiva dei livelli essenziali di assistenza, ha registrato nel confronto 2002/2003 sui pagamenti di cassa, un incremento passando da 3 milioni 144 mila euro a 3 milioni 438 mila euro, con uno scostamento negativo pari a 294 mila 592 euro'': a sostenerlo e' la Sezione di controllo per la Calabria della Corte dei conti che, a Catanzaro, ha presentato stamani la relazione sull' assistenza sanitaria con particolare riferimento alla gestione ospedaliera nel 2002 e stime 2003. Grande attenzione e' stata riservata nell' indagine all' esame del nuovo Piano regionale per la Salute 2004-2006, recentemente approvato. ''La sezione - e' detto nella relazione - ha rilevato il rispetto del patto di stabilita' tenendo presente che il valore delle spese correnti trimestrali soggette a vincolo, e' risultato minore dell' obiettivo programmatico. I differenziali positivi in valore assoluto sono stati pari a 4 milioni 652 mila euro per i pagamenti e a 80 milioni 327 mila per gli impegni. La spesa sanitaria- secondo quanto si rileva dalla lettura del documento - e' passata da 2 milioni 339 mila euro a 2 milioni 552 mila euro con uno scostamento negativo di 213 mila 108 euro; la spesa corrente, al netto della sanita', e' passata da 608 milioni 898 mila euro a 615 milioni 260 mila euro con uno scostamento negativo di 6 milioni 362 mila euro. I provvedimenti adottati in sede di manovre finanziarie regionali, dal 2002 al 2004, nonostante i parziali risultati raggiunti, non hanno conseguito gli attesi obiettivi di risparmio. In merito ai disavanzi sanitari - ha messo in evidenza la Corte - il deficit di 127 milioni di euro relativo alla gestione finanziaria 2001 non ha ancora trovato adeguata copertura; per il 2002 il disavanzo registrato e' di 100 milioni per il quale la Regione ha avuto l' integrazione di 250 milioni che ha consentito di riportare l' equilibrio; per il 2003 il disavanzo e' stato di 16 milioni e 892 mila euro. Sulla spesa corrente sanitaria, che e' aumentata nel 2002 del 1,06% rispetto al 2001 ed e' diminuita dello 0,66% nel 2003 rispetto all' anno precedente, ha pesato molto il personale. Questo ambito nel 2003 ha avuto un costo pari a oltre un milione 41 mila euro. Tra gli altri elementi di maggiore incidenza c' e' la spesa farmaceutica che ha evidenziato un andamento discontinuo passando da 323 milioni circa del 2000 a 465 milioni del 2001; poi si e' registrato un dato relativo a 459 milioni nel 2002 e 436 milioni nel 2003. La spesa netta procapite si e' attestata sui 215 euro, valore tra i piu' elevati a livello interegionale, con un numero di ricette di media dell' 8,3% con una spesa netta a ricetta di 27 euro. Per beni e servizi, dal 2202 al 2203, l' esborso e' passato da 433 a 446 milioni di euro. La spesa per mobilita' extraregionale ha evidenziato, nel 2002, una crescita fino a 195 milioni 514 mila euro in peggioramento rispetto al saldo dell' anno precedente (174 milioni 818 mila euro). Nel biennio 2001-2002 si e' registrata una diminuzione di ricoveri per acuti (da 337.737 a 321.878), un aumento dei ricoveri in day hospital (da 78.476 a 95.379) che si accompagna ad una diminuzione dei giorni di degenza per acuti (da 2.029.880 a 1.960.229) e un aumento della riabilitazione (da 109.489 a 138.898). Dalla relazione emerge, in particolare, che l' incidenza dei parti cesarei e' stata del 39% nel 2002 in aumento rispetto al 36% registrato nel 2001. La sezione di controllo della Corte, prendendo in esame in appendice il quadro dei controlli interni alle aziende, ha messo in evidenza ''l' annullamento preventivo dei bilanci economici preventivi e consuntivi di alcune As (Crotone, Lamezia, Palmi, Locri,Vibo) riferiti agli anni 2002 e 2003 perche' emanati in violazione delle norme e dei principi contabili fondamentali oltre che in contrasto con le direttive regionali''. Sempre per quanto riguarda i controlli e' emerso ''il ritardo nell' attuazione degli stessi nonche' le differenti modalita' nel' organizzazione, nell' attivita' svolta e nelle logiche perseguite all' interno di ciascuna azienda. In una situazione ambigua, ondivaga, critica ed eterogenea, come quella rilevata e' fondamentaler che i controlli interni inizino a produrre sostanziali e visibili effetti migliorativi sulla gestioni''.
Chiaravalloti “Agiamo su di un terreno minato, ma il trend è positivo”. ''Quello della sanita' e' un terreno minato e subisce l' influenza di opzioni di natura politica; la nostra sensazione, pero', e' che il trend del sistema sanitario sia positivo pur tra lentezze e fatica dovute alla presenza di un' architettura complessa e gravata di incrostazioni ultradecennali''. Lo ha detto Giuseppe Chiaravalloti, presidente della Giunta regionale, presente stamani all' adunanza pubblica della Sezione di controllo della Corte che ha reso nota la relazione sull' assistenza sanitaria con particolare riferimento alla gestione ospedaliera. ''Nella relazione della Corte - ha detto ancora Chiaravalloti - le luci prevalgono sulle ombre e si da' atto dello sforzo che e' stato compiuto per tentare di razionalizzare il sistema sanitario della Calabria. Non dico che abbiamo raggiunto risultati esaltanti, eppero' quello che conta e' la tendenza e il coraggio di avere avviato una svolta e un' inversione. Inoltre - ha aggiunto il presidente - va sottolineato il coraggio di bandire pratiche clientelari e demagogiche di spesa a tutti i costi, di sostegno di interessi 'particulari' confliggenti con quelli collettivi. Da rilevare anche la denuncia della resistenze e delle barriere demagogiche all' attuazione di un sistema compiuto e razionale. Mi pare che la Corte - ha detto ancora Chiaravalloti - abbia rilevato e inteso riconoscere questo aspetto. I calabresi devono comunque essere messi al corrente di quello che accade, delle difficolta' e degli impegni. Mi auguro che gli impegni proseguano e si possa giungere ad una sanita' a misura di una societa' intellettualmente evoluta come quella calabrese anche se frenata da numerose barriere e zavorre''. Per Chiaravalloti, infatti, ''quando si paventa la riduzione non tanto e non solo degli ospedali ma anche di un solo posto letto, c' e' un tentativo di sovrapporre la cultura piazza a quella della legalita'. Intere comunita' guidate da sindaci demagoghi e agitatori di professione sono mobilitate''.
Pacenza (DS) “Giunta regionale inefficiente”. 'Non basta accusare i sindaci di demagogia per coprire l'inefficienza politica della giunta regionale sulla sanita' calabrese''. E' quanto sostiene in una nota il consigliere regionale dei Ds, Franco Pacenza, dopo la relazione della Corte dei Conti sulla sanita'. ''La Corte dei Conti - ha aggiunto - mette in relazione i bilanci bocciati di molte Aziende sanitarie e l'inerzia della Giunta regionale nell'assumere la pur minima azione: che c'entrano i sindaci con queste omissioni ? Che c'entra la paventata cultura di piazza di fronte a palesi violazioni di norme e regole? Siamo in presenza, ancora una volta, persino dell'incapacita' di assumersi le proprie responsabilita' e di riconoscere di non essere stati all'altezza del compito. Ormai, la sanita' e' fuori controllo e questa Giunta regionale non e' in grado di introdurre nel settore nessun elemento di razionalita', affidabilita' e credibilita'''. ''Il presidente Chiaravalloti e l'assessore Luzzo - ha proseguito Pacenza - anziche' tacere e cercare rimedi, si esibiscono in grottesche esternazioni e finiscono sempre con l'incolpare altri per le loro macroscopiche inadempienze politiche ed amministrative. Ancora una volta, e questa volta col definitivo suggello dell'autorevole Corte dei Conti, si dimostra l'inesistenza di regole e di procedure certe nella sanita'. La relazione della Corte, dimostra, infatti, a chiare lettere l'inesistenza di strategie certe e di obiettivi programmatici da parte del Governo regionale nella sanita' . Mentre non sembra che siano finiti gli ammiccamenti tra la Giunta e precisi settori clientelari nella sanita' a scapito degli interessi generali. Anzi, temo che siano possibili altri assalti alla diligenza''. ''Anche il Piano sanitario di recente approvazione - ha concluso - al quale sono state mosse critiche serie e pertinenti, si rivela un blocco di carta inutile, inadeguato e incapace ad affrontare le molteplici emergenze che creano problemi ai cittadini e agli operatori della sanita'''.
Ass. Luzzo “Per la prima volta regione dotata di strumento serio di programmazione”. ''Abbiamo dovuto mediare certamente tra tutte le forze politiche quello che e' il testo definitivo che il Consiglio regionale ha approvato impegnandoci per fare il Piano sanitario in modo da dare ai calabresi una base certa di programmazione sanitaria'' ''La verita' - ha aggiunto Luzzo - e' che tutti vogliamo i grandi piani in questa regione, salvo poi impedire che venga toccato quello che ci interessa da vicino. Spesso, infatti, siamo d' accordo sul piano del principio ad accorpare ospedali, a cambiarli, a chiuderli, ma quando poi traduciamo il principio in attivita' concreta, registriamo puntualmente difficolta' enormi''. Per l' assessore, comunque, ''tutto questo non ci priva della soddisfazione di avere per la prima volta uno strumento serio di programmazione. Oggi i posti letto sono programmati sulla base dei fabbisogni di salute dei cittadini calabresi e sui territori il numero dei posti letto delle specialita' e' quantificato in relazione ai fabbisogni cosi' come anche il numero dei primariati. Avanzano 250 primariati rispetto alla vecchia pianta organica che evidentemente - ha detto ancora Luzzo - era piu' basata sui fabbisogni di posti da assegnare ad amici che non su quelli di salute dei cittadini e questo e' un dato ampiamente positivo''. L' assessore ha messo in evidenza ''le tabelle di piano che individuano quanti posti letto sul numero totale di otto mila pari alla popolazione; i 2 mila posti letto di lungodegenza che realizzano l' uno per mille della popolazione calabrese; le alte specializzazioni che tendono ad evitare la mobilita' che costa in termini economici e di sacrifici ai cittadini calabresi. Ci sono gli obiettivi di piano che sono tutti finalizzati a dare risposta positiva alle esigenze dei cittadini calabresi. Mi pare - ha concluso Luzzo - che oggi noi abiamo creato la precondizione per guardare con fiducia al futuro di questa regione''.

Ass. Luzzo: “Presto in funzione l’Agenzia per il farmaco”

22/12 Potrebbe essere costituita ed insediarsi gia' dal prossimo mese di gennaio, l' Agenzia per il Farmaco struttura la cui creazione e' stata prevista da una delibera approvata dalla Giunta regionale e adesso all' esame della Commissione del Consiglio regionale. ''L' agenzia - ha precisato l' Assessore regionale alla sanita' Gianfranco Luzzo - si occupera' di correttezza nell' uso dei farmaci. Attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati - ha aggiunto l' assessore - si lavorera' per ottenere una valutazione complessiva sull' utilizzo razionale dei medicinali. Se e' vero che i ticket scoraggiano, la spesa farmaceutica sara' normalizzata quando i medici di medicina generale si convinceranno che i farmaci vanno prescritti quanto servono''.

Pirillo (Margherita)“Tensioni nell’ospedale di Paola per il trasferimento di Pediatria”

22/12 Il Consigliere Regionale, Mario Pirillo ha presentato una interrogazione al Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore alla Sanità in merito allo spostamento del reparto di Pediatria dell’Ospedale Civile San Francesco di Paola. “La Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria n° 1 di Paola – scrive Pirillo nella interpellanza - ha disposto il trasferimento del reparto di Pediatria dell’Ospedale “San Francesco” di Paola, dal 2° piano al 5° piano dello stesso nosocomio. Il provvedimento, in relazione ad una petizione popolare consegnata al Direttore Generale, pare abbia creato una serie di disfunzioni e malcontento tra il personale medico e gli utenti, in quanto il trasferimento non garantisce i relativi posti letto all’utenza, la professionalità del personale, gli spazi degli utenti, bambini e genitori, l’utilizzo degli strumenti sanitari e materiale ludico già in possesso del reparto”. Secondo il capogruppo regionale della Margherita è doveroso assicurare oltre il diritto alla salute anche la serenità e la sicurezza dei pazienti, degli operatori e dei visitatori in una armoniosa e decorosa sistemazione tale da garantire serenità professionale e benessere a tutti. Per cui l’On. Pirillo ha chiesto al presidente della Giunta Regionale “se l’attuale spostamento del reparto di Pediatria garantisce sicurezza ai pazienti, al personale sanitario ed ai visitatori, ovvero, se gli attuali sistemi di sicurezza siano stati tarati ed adeguati a tale trasferimento (scale antincendio; ascensori e quant’altro necessario), e se non fosse stato opportuno trovare altre soluzioni, magari concertate con tutto il personale, tali da non creare tensioni e rendere meno gravosi i disagi per i lavoratori e gli utenti”.

Rapporto sulla Sanità evidenzia la Calabria come regione con minori decessi per tumori

21/12 La Calabria continua ad essere la regione con piu' bassa mortalita' per tumori: 25,1 il tasso di mortalita' per i maschi, 13,7 per le femmine nel 2002. Importante l’esperienza pilota di Lamezia Terme: la prima Asl della regione ad attivare programma di screening del collo dell’utero. La spesa sanitaria pro capite e' stata nel 2003 di 1.241 euro con una variazione percentuale tra il 2000 e il 2003 del14%. In Calabria, al 2001, gli ultra 65enni sono 344.000, pari al 17,1% della popolazione regionale. Il 56,9% sono donne. Rispetto al 1991 c’e' stata una variazione del +3,8%. I grandi vecchi, cioe' ultra 75enni, sono 150.000, cioe' il 7,4% della popolazione e il 60,7% sono donne. La variazione percentuale rispetto al 1991 e' del 1,8%.

Corte dei Conti sulla sanità: “Ritardi e lacune sui contratti aziendali”

21/12 ''La situazione calabrese, relativamente alla sottoscrizione dei contratti integrativi aziendali, e' caratterizzata, in via complessiva e generalizzata, da una persistente presenza di ritardi e lacune'': e' quanto si sostiene nella relazione sugli esiti della contrattazione collettiva nel comparto sanita' nel quadriennio 1998-2001 con aggiornamenti al 2003, resa nota stamane della Sezione di controllo della Corte dei Conti. Il pronunciamento dell' organo di controllo contabile getta un allarme sul settore, che pesa per oltre i due terzi della spesa sanitaria corrente. Dalla relazione, letta dal consigliere Giuseppe Ginestra, e' emerso ''che le aziende monitorate hanno stipulato solo alcuni dei tre contratti relativi alle aree di contrattazione e che le stipule sono intervenute con notevole ritardo sui tempi previsti ed addirittura a scadenza della tornata contrattuale sopravvenuta''. Il monitoraggio effettuato dalla Corte dei Conti e' stato compiuto individuando un campione di quattro aziende: la Mater Domini (unica sulla quale insiste una facolta' di Medicina); l' Azienda sanitaria di Catanzaro; l' Azienda sanitaria di Cosenza e l' azienda ospedaliera di Reggio. Dopo l' esame degli aspetti normativi l' indagine ha riguardato la contabilita' rispetto alla quale, secondo la relazione, e' emerso che ''non e' ancora possibile un' analisi per centri di costo non essendo a tutt' oggi la contabilita' economica patrimoniale affiancata dalla contabilita' analitica''. Per quanto riguarda l' atto aziendale, risulta, inoltre, che questo strumento ''e' adottato da tre delle quattro aziende monitorate anche se nel periodo di riferimento nessuna di queste si era ancora dotata dello strumento organizzativo. Particolare - sottolinea il relatore - e' la situazione dell' azienda Mater Domini per la quale non e' ancora dato ipotizzare i tempi di adozione di tale fondamentale strumento organizzativo, in considerazione anche della sua peculiare situazione dei rapporti con l' Universita' Magna Grecia''. In merito alla disciplina dei controlli, la relazione si sofferma proprio sulla situazione della Mater Domini rilevando ''un' evidente quanto inconcepibile anomalia nell' organo di revisione contabile. Dalla sua istituzione, nel '94, l' azienda - sottolinea la relazione - ha un organo di revisione straordinario composto da tre membri. A decorrere dal 7 febbraio scorso uno dei tre membri e' risultato dimissionario ma non e' stato sostituito, per cui fino al 5 ottobre scorso il collegio ha operato con due membri soltanto''. Nel testo si parla di ''situazione quanto meno paradossale'' e si aggiunge che ''tale situazione funzionale ha determinato, in ogni caso, un grave vulnus alla idoneita' gestionale dell' ente, sia sotto il profilo aziendalistico, che degli importanti interessi pubblici perseguiti''. ''Con nota del 18 ottobre 2004 - prosegue ancora la relazione - l' Azienda Mater Domini ha reso noto a questa Corte che, in data 5 ottobre, si e' insediato il collegio ordinario composto di cinque mebri. Appare giusto sottolineare positivamente che, grazie alla proficuita' dei rapporti intervenuti tra Sezione e Azienda, quest' ultima ha avuto modo di prendere coscienza della problematica riuscendo a timolare l' attivazione di processi di autocorrezione''. Dal monitoraggio relativo alla consistenza del personale e alla suddivisione per ruolo, e' emerso che l' ambito amministrativo presenta un aumento del 15% nel 1999 rispetto al 1998; aumento che rientra nel secondo biennio fino a ridursi nel 2001 di 26 unita' rispetto al 1998. Il personale con qualifiche atipiche e altro si e' ridotto nel 2001 del 36% rispetto a quello in servizio nel 1998. L' azienda che presenta il maggior numero di dipendenti in rapporto alla popolazione (uno ogni 83 abitanti) e' quella di Locri, mentre quella che presenta l' indice minore (uno ogni 213 abitanti) e' quella di Cosenza che, secondo la Corte, pesa meno sulle finanze dei residenti rispetto alle altre. ''Fatto salvo quanto pattuito nel recentissimo ed importante protocollo quadro d' intesa, siglato il 4 novembre, tra Regione e Universita' Magna Grecia, i previsti protocolli d' intesa, non sono mai stati stipulati, il che ha reso impossibile definire e quindi applicare i nuovi criteri su cui informare il preciso ed analitico contenuto del rapporto debitorio tra l' Azienda ospedaliera Mater Domini e l' Universita'''. E' uno dei passaggi della relazione della Corte dei Conti che ha preso in esame, sotto il profilo della contrattazione decentrata, sia il protocollo d' intesa Regione-Universita' sia il contenzioso tra l' ateneo e l' azienda Mater Domini. ''Le assegnazioni dei fondi da pate della Regione per il finanziamento dell' azienda ospedaliera - e' detto nella relazione - sono state sempre di carattere complessivo, non risultando agli atti l' effettuazione di distinte ad hoc. Pertanto, in mancanza di finanziamenti finalizzati , l' Azienda ha sempre pagato in base alle effettive disponibilita' di bilancio, peraltro risultate sempre inferiori rispetto al fabbisogno complessivo, almeno quale annualmente preventivato e richiesto dall' azienda''. Il debito, secondo la richiesta avanzata dall' Universita' ed accolta con formulazione di riserva di verifica successiva da parte dell' azienda, dovrebbe ammontare a 2 milioni 890 mila euro sino alla data del 31 dicembre 2001. Inoltre, per il successivo primo semestre 2002, la richiesta dell' Universita' e' pari alla somma di 309 mila euro per un totale complessivo di oltre 3 milioni di euro. Successivamente l' ateneo ha adito le vie legali con ingiunzione di pagamento. L' azienda ha promosso giudizio di opposizione avverso il decreto ingiuntivo. In riferimento al recente protocollo, la relazione prende atto del contenuto dell' ultimo comma dell' intesa in cui la Regione, compatibilmente con le risorse del Fondo sanitario nazionale e del proprio bilancio, assicura la copertura finanziaria entro il 31 gennaio 2005. Nella relazione, infine, la Corte esprime l' auspicio che la ''disposizione pattizia, malgrado la genericita' della sua formulazione letterale, possa comunque risultare effettivamente risolutiva''.
''L' accordo quadro tra Regione e Universita' definisce un preciso obbligo di legge'': ha replicato l’asssessore Luzzo commentando i rilievi della Sezione di controllo della Corte dei Conti in relazione al protocollo d' intesa Regione-Universita. ''Come rileva la Corte, - ha aggiunto Luzzo - la legislazione nazionale e regionale impongono questo tipo di accordo e noi lo abbiamo portato avanti con l' Ateneo nel rispetto della normativa. Molte osservazioni ascoltate nella seduta sono superabili e sono da considerare superate in base ai contenuti della normativa''. ''Non dobbiamo dimenticare - ha detto ancora l' assessore regionale - che abbiamo un' azienda ospedaliera integrata con l' Universita', che deve realizzare gli obiettivo dell' assistenza, della didattica e della ricerca. Maggiori sono le condivisioni di iniziative tra universita' e azienda, maggiori sono i risultati che si potranno ottenere''. ''La spesa sanitaria va monitorata non solo come fine a se stessa, ma per le implicazioni notevoli che comporta sul bilancio della Regione'' ha aggiunto Luzzo, dopo la presentazione della relazione della Corte dei Conti sugli esiti della contrattazione collettiva del comparto negli anni 1998-2001 e aggiornamenti al 2003. Secondo l' assessore ''ove mai noi dovessimo perdere il controllo della spesa sanitaria, rischieremmo di travolgere in un tracollo finanziario tutto il bilancio regionale. Noi - ha aggiunto Luzzo - abbiamo recuperato fino ad oggi ben 350 miliardi all' anno di disavanzo che, chiaramente, dal 2000 graverebbero sul bilancio dell' ente o andrebbero ad essere ripianati con fondi regionali perche' dal 2000 non ci sono piu' i famosi mutui a pareggio o a chiusura dei disavanzi sulla sanita'. Il 2003 lo abbiamo chiuso a pareggio e il 2004 e' avviato su questa strada. Ci auguriamo che, per il 2005, le risorse che verranno alla Regione consentano di poter affrontare con serenita' il contratto di comparto e quello sulla dirigenza medica che, al momento, trovano difficile collocazione nei nostri bilanci''.

Secondo la Corte dei Conti in aumento le spese per il personale sanitario in Calabria

21/12 In Calabria l' incidenza della spesa del personale sulla spesa sanitaria corrente e' del 42,5%, nettamente piu' alta rispetto alla media nazionale (34,6%): e' quanto emerge, tra l' altro, dalla relazione della sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti della Calabria sugli esiti della contrattazione collettiva nella sanita' per il quadriennio 1998-2001 e aggiornamenti all' anno 2003. L' indagine e' stata presentata stamani, in udienza pubblica, dal magistrato relatore Giuseppe Ginestra. All' udienza, presieduta da Giangiorgio Paleologo, ha partecipato l' assessore regionale alla Sanita' Gianfranco Luzzo. In Calabria, dove la sanita' pesa per l' 81,5% anche sull' esposizione debitoria complessiva, dalla relazione della magistratura contabile si evidenza un andamento del costo del personale ''discontinuo e con oscillazioni che sembrano direttamente collegate ai tempi di approvazione dei contratti. Infatti nel 2000, anno della stipula dei contratti, si e' registrato un aumento del 14,7% - e' scritto nel testo - mentre i risultati degli anni 2002 e 2003 risultano essere di segno negativo per la vacanza contrattuale. Le previsioni per gli anni 2004 e 2005 farebbero prevedere un aumento rilevante in relazione alla probabile approvazione dei contratti nazionali di lavoro per il quadriennio 2002-2005''. Il monitoraggio della Corte ha riguardato le aziende sanitarie di Cosenza e Catanzaro e le aziende ospedaliere Mater Domini di Catanzaro e di Reggio che rappresentano poco piu' del 22% del totale regionale. In relazione al personale, nel periodo 1997-2003, il maggiore costo e' stato fatto registrare dall' azienda del capoluogo regionale, che incide per una quota pari all' 8%, mentre il minore costo, con il 2%, e' appannaggio dell' azienda Mater Domini.

Accordo per il potenziamento della rete ospedaliera calabrese. Fondi per 61 milioni di euro

17/12 Un accordo di programma legato al potenziamento della rete ospedaliera della Calabria e' stato sottoscritto, dopo il parere positivo espresso dai lavori della Conferenza Stato Regioni, dal Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, dal presidente della Giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti, e dall'Assessore regionale alla salute, Gianfranco Luzzo. L' investimento ammonta a 61 milioni di euro ed interessa le Aziende sanitarie di Castrovillari, Rossano, Cosenza, Reggio Calabria, Lamezia Terme e Locri. ''Si tratta - e' scritto in una nota - di un complessivo progetto, programmato nel '99 con una delibera Cipe, che e' stato definito in questi giorni in virtu' dell'impegno profuso dalla competente struttura presso l'assessorato alla Salute, che ne ha garantito l'immediata attuazione. Adesso occorre trasmettere le progettazioni esecutive che consentiranno l'avvio della procedura per la gara d'appalto, prevista per i primi mesi del 2005''. Notevole soddisfazione e' stata espressa, in particolare, dal presidente Chiaravalloti e dall'assessore Luzzo. ''Abbiamo dato corpo - ha detto Chiaravalloti - al programma che prevede un serio e concreto intervento strutturale nelle Aziende sanitarie che registrano qualche difficolta' tecnico ambientale e per le quali occorre agire in tempi decisamente brevi''. ''Questo concreto provvedimento - ha concluso - s'inquadra nell'ambito di tutta una serie di iniziative che la Regione Calabria ha prodotto nel tentativo di promuovere una piu' ideale condizione socio-assistenziale, attraverso una politica di servizio adeguata alle reali esigenze della popolazione''. Per l'Assessore regionale alla salute ''questa iniziativa spiega la concretezza del contenuto del nuovo Piano sanitario regionale, individua in maniera seria le priorita' e da' forza e certezza alle speranze di chi si affida al nuovo corso degli interventi nel difficile settore della sanita'. E' il primo di una serie di accordi di programma fino al completamento che prevede l'impiego di 900 milioni di vecchie lire. A questo accordo di programma sono interessate, sostanzialmente, le maggiori strutture sanitarie ospedaliere della regione, con esclusione delle Aziende di Paola e Palmi, verso cui occorre un tipo di intervento diversificato e che abbia come possibile obiettivo l'eventuale realizzazione di nuovi presidi ospedalieri, quali punti di riferimento per tutto il sistema aziendale''. ''Anche l'ospedale di Crotone - ha proseguito Luzzo - presenta qualche inconveniente, legato ai vincoli posti dalla Sovrintendenza archeologica, che va superato mentre per l'area di Catanzaro resta importante definire l'integrazione funzionale tra Policlinico Universitario, Polo Oncologico e ospedale Ciaccio Pugliese, pensando alla costruzione della nuova struttura''. ''Resta ferma - ha concluso Luzzo - la nostra attenzione di monitoraggio anche sui lavori del nuovo ospedale di Vibo Valentia. Non dovrebbero verificarsi difficolta' rispetto all'annunciato cronoprogramma''.
Soddisfazione di Dorina Bianchi (UDC) per il potenziamento della rete ospedaliera
''Esprimo grande soddisfazione per l' accordo di programma, siglato oggi a Roma dal Ministro Sirchia, per il potenziamento della rete ospedaliera della Calabria''. E' quanto sostiene in una nota il capogruppo dell' Udc in commissione Affari Sociali, Dorina Bianchi. ''A questo accordo di programma - ha aggiunto - sono interessate sostanzialmente le maggiori strutture sanitarie regionali e questo gratifica l' intera popolazione e mostra, da parte degli Enti interessati, l' attenzione ad un problema come quello dell'assistenza sanitaria, che crea da sempre su tutto il territorio regionale non pochi problemi e disagi''.

Spese allegre per 4.5 milioni di euro all’Asl di Locri, 34 denunce.

17/12 Medici, funzionari,amministratori pubblici avrebbero provocato alle casse dello Stato un danno per 4,5 milioni di euro. Lo ha accertato la Guardia di Finanza che ha deferito alla competente magistratura contabile 34 persone. Nel contesto della stessa operazione, denominata "Pianeta sanita'", le fiamme gialle hanno denunciato all'autorita' giudiziaria sei tra funzionari e dirigenti per reati contro la pubblica amministrazione. L'attivita' investigativa ha riguardato il territorio e le strutture di competenza dell'Azienda sanitaria locale n. 9 di Locri. Il lavoro degli uomini del colonnello Agatino Sarra Fiore ha consentito di accertare l'acquisto di apparecchiatura "mai utilizzate, di programmi di prevenzione finanziati e mai attuali, personale specialistico inoperoso e regolarmente retribuito, emolumenti erogati indebitamente, diseconomie nell'acquisto di farmaci". Pagine e pagine di informativa all'autorita' giudiziaria, scaturite nel corso di un'attivita' ispettiva che ha interessato uffici amministrativi, plessi ospedalieri e strutture territoriali dell'Azienda sanitaria locrese. L'accertamento ha messo in evidenza che 40 attrezzature non sono mai state utilizzare, mentre altre sette non venivano utilizzate da molto tempo. L'attenzione dei militari della guardia di finanza si e' posata sull'acquisto della "Mammotest plus/s integrato da mammografo e da sistema di biopsia alla mammella, costato nel 2001 oltre un miliardo delle vecchie lire. Nel polo sanitario di Bovalino, inoltre, e' emerso che il lavoratori di analisi cliniche non era piu' attivo dal gennaio 2003 e quattro specialisti ambulatoriali, pero', risultavano ivi assegnati percependo la regolare retribuzione. Ma non e' tutto, perche' l'indagine ha accertato altresi' che 1,5 milioni di euro sono stati indebitamente erogati dall'Asl a 161 medici di base per l'assistenza primaria a 12 mila assistiti: un parte deceduti , altri emigrati in province diverse, militari di leva e reclusi. 364 assistiti, poi, erano addirittura dei doppioni di altri soggetti regolarmente iscritti nelle liste degli assistiti dello stesso medico, ovvero di altri sanitari scelti in epoca successiva. Altre responsabilita' sono emerse anche attraverso il controllo della spesa farmaceutica.

Il 20 anche Cosenza città del cuore

17/12 L’Amministrazione comunale, accogliendo la proposta della sezione regionale dell’Associazione medici cardiologi ospedalieri (ANMCO), partecipa lunedì 20 dicembre alla giornata dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Saranno due le sedi delle manifestazioni.
- La prima è il Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi dove dalle 9 alle 15 ci sarà uno Screening sui fattori di rischio cardiovascolari mediante valutazione clinica e determinazione della colesterolemia. La valutazione sarà effettuata con la presenza di specialisti per l’opportuna consulenza medica. Lo screening è rivolto al personale dipendente del Comune di Cosenza. Nelle sale del Comune saranno disponibili opuscoli informativi sui principali fattori di rischio cardiovascolari.
- Sarà dedicato a tutta la città e, in particolare, ai giovani, invece, il parallelo appuntamento, con inizio alle 9,30, alla Città dei Ragazzi. Ci sarà il saluto del vicesindaco Maria Francesca Corigliano e dell’assessore alla Salute Roberto D’Alessandro.
Quindi, gli alunni del Circolo didattico Sandro Pertini di Cosenza interpretano “La famiglia dei fattori di rischio”, atto unico di Pasquale Cariello con la regia di Cornelia Golletti. Gli alunni interpretano i maggiori fattori di rischio:
Diabete Salvatore Mazzuca
Ipertensione Luciana Mendace
Nicotina Serafina De Rose
Iperlipemia Mario Garritano
Vita sedentaria Elena Capocasale
Giornalisti divulgatori Mario Sperlì e Vincenzo Maria Campolongo
Elaborazione video Mario Malizia.
Alle 10,30 il Presidente regionale ANMCO dr. Mario Chiatto consegnerà la targa “Cosenza Città del Cuore” al Sindaco Eva Catizone.
Alle 11 “Parliamo di Cuore” incontro con gli studenti delle Scuole superiori. Proiezione di video, dibattito con i medici cardiologi, distribuzione di materiale informativo. Hanno collaborato alla realizzazione del progetto le Unità Operative Cardiologiche di Cosenza, Cetraro, Belvedere Marittimo (Clinica Tricarico), Castrovillari, Paola, Rossano, Trebisacce.
Patrocinano l’iniziativa La “Heart Care Foundation Onlus, Fondazione italiana per la Lotta alle Malattie Cardiovascolari dell’ANMCO; l’Unical-Corso di Laurea in Scienze dell’educazione; l’Avis, Associazione Volontari Italiani Sangue.

Paolini (AIOP) “L’ospedalità privata rappresenta meno del 4% della spesa sanitaria regionale”

16/12 Dichiarazione dell’Avv. Paolini presidente dell’Associazioni Industriali dell’Ospedalità Privata (AIOP) In merito alle dichiarazioni fatte in conferenza stampa dal commissario dell’AS n.7 di Catanzaro,Aldo Corea,per la parte che riguarda i punti di forza e i punti di debolezza della rete aziendale, mi astengo da ogni commento in quanto sono valutazioni che attengono all’ospedalità pubblica e alle competenze gestionali del dr Corea.
Non posso esimermi,invece,dal rilevare la generica affermazione fatta dal dr Corea relativamente alle “tariffe alte di rimborso alle strutture accreditate” assumendo che non possono essere uguali a quelle praticate all’ospedalità pubblica “perchè i costi delle strutture sono differenti”.
Il problema sta proprio qui e lo stesso dr Corea non si sottrae alla presa d’atto dell’ “elevato costo del personale” che considera “una giustificazione storica” degli squilibri di bilancio degli ospedali pubblici.
Se questa è la ragione “storica” delle diseconomie di cui soffre l’ospedalità pubblica,non si vede perchè la soluzione andrebbe cercata nelle tariffe riconosciute all’ospedalità privata.
Non si comprende perchè mai , considerata l’assoluta parità fra ospedalità pubblica e ospedalità privata all’interno del servizio sanitario nazionale, un intervento di appendicite dovrebbe costare in una struttura privata meno di quanto viene riconosciuto ad una struttura pubblica, tanto più se la ragione addotta e’ l’elevato costo del personale che , notoriamente, rientra nei costi impropri che la politica fa pagare alla sanità.
Per altro il dr. Corea non dice tutto sulle tariffe praticate all’ospedalità privata perche’ avrebbe dovuto dire che sono ferme ai livelli del 1997, a fronte degli aumenti dei costi vivi registrati da quella data ad oggi, e che su queste tariffe viene praticato un abbattimento del 12 per cento finalizzato a far rientrare la spesa sanitaria nelle compatibilita’ del bilancio regionale mentre agli ospedali pubblici, i cui sprechi sono noti anche al dr. Corea, non vengono applicate , nella pratica, misure di contenimento della spesa.
In ogni caso, per chiudere sulla stucchevole tesi che i costi dell’ospedalità privata rappresentano un elemento critico della spesa sanitaria regionale, offriamo alla riflessione di chi vuole analizzare il problema con serenità intellettuale questo dato:
L’ospedalità privata rappresenta nel suo complesso meno del 4 per cento della spesa sanitaria regionale a fronte del 4 per cento delle prestazioni erogate.
Se, per assurdo, questo 8 per cento venisse del tutto azzerato, avremmo un risultato del tutto ininfluente sulla spesa globale mentre nascerebbe il problema di come compensare quel 40 per cento di prestazioni garantite dall’ospedalità privata che è la seconda gamba che fa camminare il servizio sanitario nazionale e regionale, con un notevole valore aggiunto nell’alta specialità.

Condanna della protesta dei lavoratori delle case di cura

16/12 Il Presidente dell’AIOP Paolini condanna la manifestazione di protesta dei lavoratori delle case di cura promossa dai sindacati di categoria “per denunciare .recita un comunicato - “la mancata firma del nuovo contratto non giova ai dipendenti delle case di cura perche’ li ha costretti ad assentarsi dal lavoro, con un costo diretto sulla busta paga e con un costo sociale per i disagi procurati, senza che ve ne fosse una reale necessità. Sarebbe stata sufficiente un’assemblea all’interno di ogni struttura e dare l’informativa che i sindacati avrebbero potuto dare sullo stato della trattativa in corso fra le parti. Avrebbero dovuto dire ai dipendenti delle case di cura che non esiste conflitto fra l’AIOP che raggruppa a livello nazionale le case di cura e le rappresentanze sindacali che stanno trattando il rinnovo dei contratti. Esiste, anzi, agli atti una pre-intesa,gia’ firmata dall’AIOP, che definisce i termini dell’accordo.
Il problema del ritardo accumulato per la firma del contratto è da ricondurre a ragioni esterne che riguardano le singole Regioni dalle quali l’AIOP attende il via libera per la firma.
La pre-intesa raggiunta al tavolo delle trattative prevede,infatti, che le Regioni diano il loro contributo per la copertura dei costi che le case di cura vanno ad affrontare con il nuovo contratto, tenendo conto che ogni Regione ha il problema di gestire la spesa sanitaria senza intaccare il patto di stabilità sottoscritto con il governo centrale. Buona parte delle Regioni ha provveduto a deliberare la copertura finanziaria del maggior costo conseguente al rinnovo del contratto mentre la Regione Calabria soltanto recentemente ha preso impegni per risolvere la questione.
Ci si rende facilmente conto che il rinnovo dei contratti in alcune regioni ed il mancato rinnovo in altre creerebbe una difformità ed una sperequazione ingestibili anche alla luce di un federalismo corretto e solidale.
Protestare contro le case di cura la cui disponibilita’ è stata confermata anche recentemente alle organizzazioni sindacali nazionali e’ puramente strumentale, ubbidisce a liturgie agitatorie che tutt’al piu’ possono servire a qualche sindacalista per compensare un deficit di visibilità e credibilità. Ma non voglio aprire polemiche anche per non turbare il clima pre-natalizio.
Ai lavoratori delle case di cura e all’opinione pubblica ho l’esigenza di far sapere, come presidente dell’AIOP Calabria, che il problema e’ all’attenzione degli organismi nazionali e che si sta lavorando per trovare il modo di avviare in tutte le regioni il rinnovo del contratto senza incorrere in penalizzazioni discriminatorie, fra una regione e l’altra, configurando lavoratori di serie “a”,i piu’ fortunati, e di serie “b”, i piu’ sfortunati. Personalmente sono ottimista, nel senso che vedo la soluzione del problema ormai prossima.

Il 21 si riunisce la Corte dei Conti regionale, in contraddittorio con la Regione, sulla sanità.

14/12 Il 21 ed il 22 dicembre si riunira' a Catanzaro la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per deliberare, in contraddittorio con i rappresentanti della Regione, su due questioni riguardanti la sanita'. In particolare, il 21 sara' svolta la relazione sugli ''Esiti della contrattazione integrativa nel comparto Sanita' relativamente al quadriennio contrattuale 1998-2001 e aggiornamenti fino all' anno 2003''. (relatore consigliere Giuseppe Ginestra). Il giorno dopo si parlera' dell' ''assistenza sanitaria con particolare riferimento alla gestione ospedaliera nella Regione Calabria. Anno 2002 e stime 2003. I controlli interni nelle aziende sanitarie ed ospedaliere''. Relatore primo referendario sara' Anna Bombino). Nelle adunanze i relatori illustreranno i risultati conseguiti a seguito delle rispettive istruttorie.

Il prof. Corriero eletto nel direttivo della Società Italiana di Neurochirurgia

08/12 Il prof. Giuseppe Corriero, da 15 anni primario di neurochirurgia all' ospedale civile dell' Annunziata di Cosenza, e' stato eletto nel consiglio direttivo della Societa' italiana di neurochirurgia. E' la prima volta, e' scritto in un comunicato, che un neurochirurgo calabrese entra nell' organismo. Corriero, 56 anni, cosentino, nel suo curriculum vanta altri 15 anni nel mondo accademico come ricercatore. ''Scopo della Societa' italiana di neurochirurgia - e' detto in un comunicato - e' di riunire i cultori della neurochirurgia, difenderne e tutelarne il prestigio e gli interessi, di promuovere i progressi della specialita', di facilitare i rapporti fra neurochirurghi italiani e stranieri e di stabilire relazioni con associazioni scientifiche italiane, straniere ed internazionali''.

D’Alessandro: “Serve urgentemente il CUP tra ASL e Ospedale”

06/12 ''Realizzare un centro di prenotazione unico ed integrato tra Azienda territoriale ed Ospedaliera, sarebbe un passo in avanti significativo per avviare a risoluzione il problema''. E' quanto sostiene in una nota l'assessore ai diritti della salute del cittadino del Comune di Cosenza, Roberto D'Alessandro, circa il centro unico per le prenotazioni specialistiche. ''Come e' pensabile una sanita' vicina al cittadino se per accedere ad un accertamento presso gli ambulatori ospedalieri ci si e' costretti ad incolonnare e superare almeno tre file talora chilometriche: una per regolarizzare il ticket, una per prenotare l'accertamento, una per eseguirlo. Ci sono davvero ostacoli cosi' insormontabili per la realizzazione di una struttura informatica in grado di sollevare dalle ambasce una parte consistente di popolazione, per di piu' la parte piu' debole, piu' esposta, piu' meritevole di attenzione se non altro perche' afflitta dalla necessita' di curarsi? Ci viene veramente difficile pensare che in epoca spaziale, in cui si naviga piu' per internet che non per mare, non sia possibile connettere i sistemi di prenotazione dell'Asl 4 e dell'Ao della citta' di Cosenza''. ''E' evidente - ha proseguito - che il centro di prenotazione unico non e' nel programma del management dell'Azienda Ospedaliera: chiarisco il perche' di tale perplessita'. Questa Amministrazione e' fortemente impegnata su tutti i fronti a svolgere il ruolo che le compete, a cui e' istituzionalmente chiamata. Aderente a questo principio, questo Assessorato, qualche mese addietro, ha stimolato un tavolo di lavoro sull'argomento cui hanno partecipato funzionari amministrativi e sanitari di tutto spessore delle due aziende. A quel tavolo, e ad uno successivo, l'Azienda Territoriale ha proposto un progetto compiuto, gia' definito, ha dato la disponibilita' delle sue postazioni distribuite capillarmente sul territorio, del suo personale e del call center. In definitiva, e in base a tale progetto, per accedere all'accertamento una sola fila, o ancor meglio una sola telefonata, costo dell'operazione solo 30.000 euro o poco piu', un' inezia''. ''Gli incontri di lavoro - ha concluso D'Alessandro - sono rimasti solo due, non sono andati avanti, non sono stati ne' incentivati, ne' approfonditi, ma, fatto ancor piu' grave, senza che l'Azienda Ospedaliera ne spiegasse le ragioni''.

Protocollo d’intesa tra ASL 4 e Unione Ciechi di Cosenza

06/12 Il direttore generale dell' Azienda sanitaria, Francesco Buoncristiano, ed il presidente dell' Unione Ciechi, Giuseppe Bilotti, hanno siglato stamane il protocollo d' intesa con il quale inizieranno le attivita' relative al primo progetto riabilitativo calabrese per i non vedenti. La riabilitazione si effettuera', dall' inizio del 2005, presso l' unita' operativa di neurologia ad indirizzo riabilitativo in Serra Spiga. ''Vogliamo ringraziare - ha detto Bilotti - l' azienda sanitaria ed il direttore generale, Francesco Buoncristiano, per aver dato concretezza per la prima volta in questa regione al tema della riabilitazione del non vedente. Il corso di orientamento e mobilita' garantira' reali processi di autonomia ai non vedenti o agli ipovedenti nel contesto territoriale in cui vivono. La durata media di un corso sara' di 80 ore e fornira' strumenti validi ed appropriati per l' uso corretto del bastone e lo sviluppo di un rapporto pieno nella dimensione spaziale in cui il non vedente vive''. Il Direttore generale ha voluto ringraziare, dal canto suo, ''l' Unione Ciechi per la grande collaborazione istituzionale che ci permette di ampliare l' offerta riabilitativa, andando a toccare un settore che non poteva essere trascurato e che racchiude una potenzialita' inespressa straordinaria, in termini di ricchezza culturale, per tutta la comunita'''.

Fedele: “L’Ospedale di Palmi non potrà essere soppresso”

02/12 Il presidente del Consiglio regionale, Luigi Fedele, dopo aver ricevuto una richiesta di incontro dal sindaco del Comune di Palmi, per discutere della vicenda riguardante l’Ospedale, si è detto “pienamente disponibile all’incontro”. Fedele, inoltre, ha inviato al sindaco, avvocato Antonino Parisi, questa lettera :
“Nel riscontrare la Sua nota del 29.11.2004, pervenutami in data odierna, Le comunico la mia piena disponibilità ad accogliere il Suo invito per un incontro, nei tempi e nei modi che vorremo concordare.
Venendo al merito della questione, che approfondiremo in occasione dell’incontro, mi sembra comunque opportuno ricordare che il Consiglio regionale in sede di discussione del “Piano regionale per la salute”, ha approvato all’unanimità un emendamento a firma del Consigliere Michelangelo Tripodi (dapprima respinto e successivamente su mia richiesta riesaminato) in base al quale il presidio ospedaliero di Palmi assume funzioni di “ospedale di base” riscontrando sul punto anche il parere favorevole dell’assessore alla sanità.
L’assunto non è di poco conto in quanto, in nessun caso l’ospedale di Palmi potrà assumere ruoli diversi da quelli stabiliti dalla legge.
Le aggiungo che la questione è gia da tempo alla mia attenzione avendo avuto modo, tra l’altro, di confrontarmi nel merito sia con l’assessore Luzzo che con lo stesso direttore generale avv. Minicuci ai quali ho esposto la questione esattamente nei termini nei quali la sto esponendo a Lei.
Mi sento pertanto di poter affermare che l’ospedale di Palmi non solo non potrà essere soppresso, ma al contrario dovrà essere reso compatibile con quanto previsto dal piano sanitario.
Detto questo converrà con me che cosa diversa è quella legata ai lavori di messa a norma e ristrutturazione del nosocomio palmese in quanto è pressoché impossibile eseguire dei lavori di restauro senza al contempo creare disagi all’utenza.
Ciò che conta però è che gli interventi stessi siano finalizzati a rendere funzionale la struttura restituendo l’ospedale di Palmi al ruolo di primo piano che per tanto tempo ha avuto. Tutto ciò, nell’interesse primario di garantire il diritto alla salute dei cittadini.Pertanto non ho alcuna difficoltà a garantire il mio pieno e incondizionato appoggio nella direzione testé prospettata. In conclusione, nel pregarLa di voler tranquillizzare la cittadinanza, voglio sperare che la delicata vicenda non divenga scenario di speculazione politica perché, è mia ferma convinzione, su questi temi la posta in gioco è talmente alta da non poter permettere a chicchessia di inficiarne il buon esito. In attesa di riscontro, La saluto cordialmente”.

Tripodi (Pdci) scrive a Luzzo: “Inaccettabile la chiusura dell’Ospedale di Palmi”

02/12 La decisione che sarebbe stata presa dal direttore generale dell' Asl 12 di Palmi che, ''di fatto, chiude l' ospedale, se fosse stata effettivamente assunta, non solo sarebbe inaccettabile, ma non avrebbe alcuna legittimita' e non potrebbe avere nessuna concreta conseguenza''. A sostenerlo e' il capogruppo del Pdci alla Regione, Michelangelo Tripodi, in una lettera inviata all' assessore regionale alla Sanita', Giovanni Luzzo, e, per conoscenza, al direttore generale dell' Asl 10, Domenico Minicuci. ''In questi giorni - ha sostenuto Tripodi - si registra una vasta protesta della citta' di Palmi nei confronti della Direzione Generale dell' Asl. La ragione di questo generale malcontento, sfociato in un' assemblea molto partecipata svoltasi ieri sera, nasce dalla scelta di chiudere, di fatto, l' ospedale di Palmi che sarebbe stata compiuta dal dott. Minicuci. Ritengo che ove tale provvedimento fosse stato effettivamente assunto esso, non solo sarebbe inaccettabile, ma non avrebbe alcuna legittimita' e non potrebbe avere nessuna concreta conseguenza poiche', come ben sai, nella legge regionale 19 marzo 2004 n. 11 recante 'Piano regionale per la salute 2004/2006', approvata dal Consiglio regionale, e' stato inserito un emendamento, presentato dal sottoscritto ed approvato all' unanimita', che recita 'Dalla tabella 3 e' cancellato Palmi quale ospedale di comunita' e si propone che lo stesso ospedale assuma le funzioni di ospedale di base'''. ''Pertanto - ha aggiunto Tripodi rivolto a Luzzo - ti chiedo di voler intervenire tempestivamente per garantire il pieno rispetto del Piano e per salvaguardare il diritto alla salute per i cittadini di Palmi e dell' Asl 10. In tal senso, ti sollecito a provvedere affinche' venga revocato ogni eventuale provvedimento che sia stato assunto dalla Direzione Generale dell' Asl in difformita' od in contrasto con le indicazioni del Piano regionale per la salute 2004/2006. Inoltre, data la situazione allarmante in cui versa l' Asl 10 e che e' confermata anche dalla grave scelta cui sono stati costretti i farmacisti che proprio a decorrere dal primo dicembre hanno fatto ricorso al pagamento diretto dei farmaci distribuiti, ti chiedo di voler assumere tutte le iniziative opportune per dare le risposte urgenti e necessarie alle attese e alle domande dei cittadini e delle Amministrazioni Comunali che rivendicano con grande forza il rilancio ed il potenziamento del sistema sanitario della piana di Gioia Tauro per garantire piu' servizi e piu' salute ai cittadini. Sotto questo aspetto - ha concluso Tripodi - mi sembra del tutto evidente che qualsiasi scelta non puo' essere fatta a casaccio, ma debba avvenire nel quadro organico della programmazione che dovra' essere realizzata con l' atto aziendale e con il piano attuativo, strumenti questi che sono essenziali ed imprescindibili per programmare un futuro serio e razionale della sanita' e dell' Asl 10''.

A Cosenza parte una nuova sperimentazione sulla cura al fegato colpito da epatite C

01/12 Dall'ospedale di Cosenza, all'iniziodel prossimo anno, partirà una sperimentazione per una nuova cura del fegato colpito dall'epatite C. Lo ha annunciato, durante unconvegno di patologi tenutosi nell'Università della Calabria, il direttore generale dell'Asl di Cosenza, Antonio Belcastro. "Sarà il primo esperimento nel mondo - ha spiegato - . Si tratta di una metodica che permette, tramite una iperossigenazione del fegato, di far rigenerare quella parte di fegato che è andata in necrosi e quindi di ritardare, o addirittura di evitare, il trapianto".

Pacenza (DS) “Luzzo relazioni sullo stato finanziario della sanità”

01/12 ''Il prossimo 13 dicembre, a nome dell' intero centrosinistra, ho richiesto che l' assessore alla Sanita', Luzzo, relazioni sullo stato finanziario della sanita' calabrese la quale, questa e' purtroppo l' impressione, rischia semplicemente la bancarotta''. E' quanto sostiene il consigliere regionale dei Ds Franco Pacenza. ''Ogni giorno che passa - ha aggiunto - si ha la sensazione di una vero e proprio disastro finanziario che incombe sulla sanita'. Appena qualche settimana addietro, si e' fatta una manovra di bilancio esclusivamente sulla sanita', dicendo che era indispensabile per garantire il rientro della Regione nel Patto di stabilita' e, quindi, il recupero di somme assegnate dallo Stato, ma non erogate, per l' anno finanziario 2003 e pari a 350 milioni di euro. Dopo quella manovra non si e' saputo piu' nulla. Ora si annuncia, improvvisamente, l' avvio di un' ipotesi di cartolarizzazione per ripianare i debiti delle Aziende sanitarie calabresi, debiti maturati fino al 30 settembre 2003 e si chiede alle Aziende di quantificare il debito fino a quella data. Troppa confusione, troppe verita' non dette. Si e' dentro un vero e proprio fallimento finanziario ma non si ha il coraggio e la responsabilita' politica ed istituzionale di dire la verita'''. ''Di quale cartolarizzazione si tratta? - ha proseguito Pacenza - Cosa si intende vendere? Di quale patrimonio ci si vuole e ci si puo' liberare? A queste specifiche domande occorre dare risposte certe ed incontestabili. Qualcuno dice poi che non si tratterebbe di una cartolarizzazione, ma di un' azione di factoring, ossia le Asl e quindi la Regione cederebbero ad un Istituto finanziario il credito vantato sul Governo per disporre di liquidita' immediatamente e ripianare i debiti. Una grande confusione ai limiti dell'imbroglio''. ''Esaminando attentamente le questioni - ha concluso Pacenza - si ha la convinzione che il solo obiettivo e' quello di attutire le tensioni con i tanti creditori del servizio sanitario e che cio' lo si vuol fare per realizzare ulteriori scambi, tutti di carattere propagandistico ed elettorale. Se siamo realmente creditori del Governo, infatti, perche' si tenta un'azione di factoring ed a quali costi e con quali procedure pubbliche? Sono domande che esigono risposte serie, definitive e trasparenti, cosi come si e' ancora in attesa di sapere, a distanza di anni e dopo la spesa di ben 11 milioni di euro, che fine abbia fatto la certificazione dei bilanci delle Aziende sanitarie calabresi''.

Napoli: “Destituire la terna dirigenziale dell’AS 10 di Palmi”

01/12 ''Nonostante l' esposto-denunzia da me inviato il 29 novembre al Procuratore della Repubblica di Palmi e per conoscenza al Prefetto ed al Questore di Reggio Calabria, relativo alla grave situazione in cui versano i presidi ospedalieri dell' As 10 di Palmi, il direttore dipartimento area, Francesca Pontari, oggi, ha diramato l' adeguamento del piano di attivita' per l' anno 2004, attinente al D. G.R. 850/2004 che comporta l' automatica chiusura dei Presidi Ospedalieri di Taurianova e Palmi, con tutte le conseguenze negative per gli ammalati del territorio''. A sostenerlo e' la parlamentare Angela Napoli, di An, vice presidente della Commissione parlamentare antimafia. ''Ritengo peraltro - ha sostenuto Angela Napoli - che dovrebbero essere attentamente valutate le esigue cifre che, nel citato piano, vengono previste in termini di risparmio, soprattutto riferendole alle inadempienze elencate nel mio esposto-denunzia. La gravita' di quanto proposto evidenzia l' irresponsabilita' della gestione dell' Azienda stessa e, pertanto, voglio augurarmi che, prima di una conseguente insurrezione popolare e nell' esclusivo interesse dei cittadini del territorio, chi di competenza destituisca immediatamente la terna dirigenziale dell' Azienda Sanitaria 10 di Palmi''.

Nominato il Cda della Fondazione “Campanella” che gestirà il polo oncologico di Germaneto

30/11 Si e' insediato oggi pomeriggio il primo consiglio di amministrazione della Fondazione ''Tommaso Campanella'' che gestira' il Centro Oncologico di eccellenza che sta per sorgere all' interno delle strutture del Campus universitario di Germaneto. I quattro consiglieri, l' avvocato Raffaele Mirigliani, in qualita' di presidente, il professor Fancesco Saverio Costanzo (vicepresidente), il professor Massimo Marrelli e l' ingegnere Giovanni Angotti hanno proceduto alla nomina, su indicazione del senatore accademico, del professor Salvatore Venuta quale Direttore Scientifico, e, su indicazione del presidente della Regione, l'avvocato Ennio Apicella quale Direttore Generale che amministrera' la Fondazione. ''Il Consiglio di amministrazione - ha detto il Rettore Venuta al momento dell'insediamento - ha un profilo qualificato e prestigioso. Per questo vivra' con pienezza le sue grandissime potenzialita'. Il Centro Oncologico che sorgera' all' interno del Campus sara' un centro di riferimento per tutte le regioni italiane, un modello europeo, un punto di attrazione per l' intero bacino del Mediterraneo. Il Centro non sara' una struttura isolata e separata da tutto il contesto. Sara' solo uno dei nodi di una struttura a rete piu' larga''. ''La specificita' del Centro - ha proseguito il Rettore - sara' l'interscambio diretto e immediato tra ricerca e assistenza, una modalita' operativa unica in Italia, che stabilira' un rapporto particolarmente favorevole tra terapia, diagnostica e prevenzione. Nel Campus universitario, infatti, la ricerca e' gia' elemento strutturale, non solo dal punto di vista teorico, ma anche in senso fisico. Gli spazi sono stati concepiti per permettere il flusso continuo ed immediato tra i saperi e le discipline. In altri termini, i pazienti sono costantemente vicini ai ricercatori, e questi ultimi possono trasferirsi dal letto del malato al laboratorio senza discontinuita' architettonica, ma nello stesso luogo, dove esperti di piu' discipline lavorano per la terapia e per la prevenzione''. L'avvocato Mirigliani invece ha voluto sottolineare come il Centro oncologico di eccellenza ''sorgera' all' interno di un Campus che gia' rappresenta di per se', per la sua progettazione e struttura, un modello di eccellenza. Pertanto avere qui a Catanzaro un Campus di eccellenza, un polo di ricerca, legato strettamente all'assistenza, deve essere lo sprone a lavorare concretamente alla costituzione di un sistema integrato che operi per il bene dei cittadini nel campo della sanita', ponendo fine cosi' al dramma dei viaggi della speranza alla ricerca di strutture adeguate in cui potersi curare''. ''Un sistema nuovo - ha concluso - all' avanguardia, che, precorrendo i tempi, vedra', nel futuro prossimo, anche un'apertura agli enti locali e ai privati, per dimostrare l' impegno concreto alla realizzazione di un modello sanitario efficiente e di qualita', nell'interesse di tutta la collettivita'''.

L’AS 4 avrebbe la minore spesa farmaceutica regionale

30/11 Al Dipartimento Sanita' della Regione si e' tenuto un incontro tra l' Assessore regionale e il management dell' A.S. n.4 in ordine alle notizie apparse sugli organi di stampa e relative all' eccessivo aumento della spesa farmaceutica su tale Azienda. Dall' incontro e' emerso che i dati riportati nella delibera della Giunta regionale, erano relativi a quanto riportato sul conto economico rilevato alla data del 30 settembre e proiettato al 31 dicembre. In tale contesto si e' chiarito che il dato del conto economico era comprensivo di due voci di spesa: farmaci e assistenza integrativa. Scorporando tali voci, e' emerso che l' aumento della spesa farmaceutica nell' A.S. n.4 e' di circa il 10% in linea con gli incrementi allo stato rilevati a livello nazionale e che, in valori assoluti, tale incremento e' stato finanziato con ulteriore assegnazione di risorse all' Azienda stessa. In ogni caso l' Azienda sanitaria di Cosenza e' tra quelle nelle quali si rileva minore incidenza di spesa.

Federfarma sposta la protesta delle farmacie al 15 dicembre

30/11 E’ slittata al 15 dicembre prossimo la giornata di protesta fissata per il primo dicembre da Federfarma Calabria. A decidere il rinvio dell' agitazione e' stata l' associazione stessa al termine di un' assemblea svoltasi a Lamezia Terme. La giornata di protesta, fissata dal consiglio direttivo di Federfarma, - e' scritto in un comunicato - e' slittata di due settimane in considerazione dell' interesse dimostrato dall' assessorato regionale alla Sanita' verso i problemi dell' assistenza farmaceutica regionale ed in attesa di ''verificare l' effettivita' delle dichiarazioni rese dall' assessore Giovanni Luzzo'', riguardo l' espletamento delle pratiche di cartolarizzazione dei debiti delle Asl nei confronti dei fornitori''. Per il segretario regionale di Federfarma, Alfonso Misasi la decisione del rinvio ''e' una decisione sofferta ma obbligata scaturita dalla volonta' di stigmatizzare la condotta inadempiente della maggior parte delle aziende sanitarie calabresi, noncuranti non solo delle istanze dei farmacisti e dei cittadini, ma anche delle direttive e dell' orientamento dell' assessorato regionale alla Sanita'. ''Una protesta - ha sottolineato ancora Misasi - necessaria per allontanare e scongiurare l' ipotesi nefasta dell' 'assistenza indiretta', un' eventualita' che prevede la reperibilita' dei farmaci fuori dal regime convenzionale, con il conseguente disagio dei cittadini meno abbienti che si vedrebbero costretti a pagare il prezzo pieno dei farmaci, per procedere al rimborso solo successivamente''.

Consegnati i defibrillatori alle prime tredici farmacie

30/11 Sono stati consegnati ieri, alle tredici farmacie cosentine che hanno aderito al progetto PAD, i defribillatori, gli apparecchi che permettono un immediato intervento in caso di arresto cardiaco. La consegna delle macchine è avvenuta nel corso di una vera e propria cerimonia, svoltasi nella sede della Federfarma in Corso Telesio, alla presenza anche dell’Assessore alla salute del cittadino Roberto D’Alessandro. Prima della consegna un corso tenuto dai dottori Giovanni Nicotera e Vincenzo Blasi, in collaborazione con il 118 cittadino, ha fornito i primi rudimenti per poter intervenire con efficacia e, soprattutto, con immediatezza.
È stato calcolato, infatti, che bastano meno di dieci minuti per compromettere irreversibilmente la condizione di una persona colpita da arresto circolatorio. Un tempo che non sempre, nonostante gli sforzi, per gli operatori del 118 è sufficiente per giungere sul posto ed effettuare il primo soccorso.
Con l’uso immediato del defibrillatore vengono subito fornite scariche elettriche al muscolo cardiaco, il che può significare la differenza tra la vita e la morte, tra un recupero ottimale o, al contrario, danni irrimediabili.
L’Assessore D’Alessandro ha espresso il proprio ringraziamento a tutti gli operatori sanitari e ai farmacisti che, con la loro partecipazione, hanno reso possibile la concretizzazione del progetto. L’accordo prevede che per l’acquisto dei defibrillatori (al costo di 2.540 euro più Iva) il Comune e la Federfarma intervengano con un contributo di 500 euro ciascuno, a vantaggio di ogni farmacia aderente, che sostiene il resto del costo dell’apparecchio. Al termine della cerimonia di consegna dei primi defibrillatori è giunto da tutti l’auspicio che il numero delle farmacie possa presto aumentare, e che nel progetto possano essere coinvolti anche soggetti diversi.
Le farmacie che hanno aderito sono: Policicchio, Romanello, Vitola, Candio, Serra, Misasi, Aiello, Santoro, Morelli, Coppola, Sesti Osseo, Costabile e Berardelli.

Esposto denuncia dell’on. Angela Napoli contro i presidi ospedalieri dell’AS 10 di Palmi

29/11 ''Tutti i presidi ospedalieri ricadenti nell'Azienda sanitaria numero 10 di Palmi non risultano idonei a garantire la salute pubblica, mancando dei principali criteri di funzionalita', capienza, sicurezza, attrezzature, personale, farmaci e materiali''. La denuncia e' della vicepresidente della commissione parlamentare antimafia Angela Napoli che in un esposto presentato alla procura della Repubblica di Palmi ha denunciato la situazione in cui vertono i presidi ospedalieri dell'As 10. Il deputato di An ha inoltre sottolineato come ''le poche unita' operative che risultano idonee stanno per estinguersi, cosi' come l'ingiustificata carenza di farmaci e materiali nei depositi delle unita' operative pone in serio pericolo la salute e la vita stessa degli ammalati''. Secondo quanto riferito nell'esposto-denuncia dalla parlamentare di Alleanza nazionale, ''continuano, infatti, ad essere disattese le richieste di farmaci essenziali quali antibiotici, trombolitici, broncodilatatori, cortisonici, cardiocinetici, diuretici, antispastici, antiemetici, cosi' come rimangono ingiustificate le mancate o ritardate forniture di pellicole fotografiche, reagenti per esami di laboratorio, protesi ortopediche e presidi medico-chirurgici, fili di sutura compresi'' Drammatica, sempre secondo la Napoli, anche la situazione del personale sanitario e para-sanitario. La dotazione organica e' di quasi 900 unita' eppure, sottolineato la parlamentare, ''i vertici dell'Azienda non riescono a reperire le unita' mediche da utilizzare per coprire le gravi carenze che si sono verificate, e che risultano ancora attuali, soprattutto nei pronto soccorso, ma anche nei reparti dove e' documentato un effettivo carico di lavoro: nonostante le numerose unita' di personale sanitario assunto dal 1993 ad oggi, pare, che soltanto tre risultino utilizzate nei Pronto Soccorso, mentre per altri non e' dato sapere a quali compiti siano stati adibiti''. Nell'esposto, Angela Napoli ricorda che da una recente indagine dell'unita' operativa delle risorse umane ''sembrerebbe che ben 80 medici assunti come ospedalieri, pur continuando a percepire la retribuzione per tale servizio, prestino la propria attivita' lavorativa svolgendo mansioni diverse''.Per la parlamentare servirebbe inoltre ''un accertamento ed un'attenta valutazione relative alle spese sostenute per acquisti e riparazioni di attrezzature sanitarie, molte delle quali risultano obsolete, nel mentre i presidi ospedalieri sono privi di strumentazioni specialistiche indispensabili: la carenza di idonee attrezzature e la mancata regolare fornitura del materiale necessario alla funzionalita' di quelle esistenti nei laboratori di radiologia edanalisi sembrerebbero voler incentivare il ricorso alle prestazioni nei laboratori convenzionati''. Una particolare attenzione dovrebbe essere riferita, secondo la Napoli, ''alle ingenti spese che l'Azienda sostiene per il noleggio delle autoambulanze, per la fornitura della biancheria per le corsie, della pulizia dei presidi ospedalieri e del servizio mensa per i degenti, spese incontrollate appaiono anche quelle per le consulenze amministrative e legali''.

L’ass. Luzzo ha assicurato le farmacie che verranno pagati i crediti

27/11 L'Assessore regionale alla Sanita', Giovanni Luzzo, dopo gli incontri avuti con i responsabili della categoria, ha definito le pratiche relative alla cartolarizzazione dei crediti vantati dai titolari delle farmacie calabresi, fino al mese di settembre di quest'anno. Lo ha reso noto l'assessore Luzzo in una nota diffusa dall'Ufficio stampa della giunta regionale. ''In termini economici vuol dire - e' scritto nella nota - che tutti i crediti saranno incassati entro il mese di aprile dell'anno prossimo, previo il congelamento degli stessi crediti fino a quella data. Cio' al fine di consentire la continuazione del servizio, salvaguardando i diritti dei cittadini e venendo incontro, allo stesso tempo, alle esigenze della categoria''. L'assessore Luzzo, poi, ha evidenziato che ''saranno impartite - conclude la nota - le idonee direttive ai vari direttori generali delle aziende sanitarie locali calabresi affinche' provvedano al pagamento dei crediti maturati, da parte dei farmacisti, per il mese di ottobre, entro il dieci dicembre prossimo e al pagamento, entro il trenta del mese successivo, dei crediti che matureranno, a partire dal mese di novembre. Con questo accordo dovrebbe essere scongiurato lo sciopero delle farmacie del 1° dicembre.

Due nuovi casi di AIDS negli ultimi sei mesi in Calabria

26/11 Due casi di Aids si sono avuti in Calabria nel periodo compreso tra il primo gennaio ed il 30 giugno 2004. Un appello ai calabresi a ''non abbassate la guardia'' e' giunto da Fernando Aiuti, Mauro Moroni e Tiziana Ferrario alla conferenza stampa di presentazione del Congresso Nazionale dell' Anlaids - che si apre domenica a Milano - dove e' stata presentata l' Italia dell'Aids. Dal 1 gennaio al 30 giugno 2004 in Calabria si sono avuti due casi di Aids. Salgono cosi' a 527 i casi di Aids in Calabria dall' inizio dell' epidemia. In Italia dal 1982 al 30 giugno 2004 i casi, in totale, sono stati 53686 dei quali 498 nel primo semestre del 2004. In Calabria, secondo i dati del Centro Operativo Aids (Coa) dell' Istituto Superiore di Sanita' diffusi durante la conferenza stampa, nel periodo luglio 2003-giugno 2004 si sono avuti 18 casi (erano stati 20 nel periodo luglio 2002-giugno 2003) cosi' suddivisi per province: a Catanzaro si sono avuti 9 casi (erano stati 4 nel periodo luglio 2002-giugno 2003); a Cosenza 6 casi (come tra il 1 luglio del 2002 e il 30 giugno del 2003); a Reggio Calabria non e' stato registrato alcun caso (erano stati 5 nel periodo luglio 2002-giugno 2003); a Crotone 3 casi (erano stati 4 nel periodo luglio 2002-giugno 2003); a Vibo Valentia non e' stato registrato alcun caso (ne era stato registrato uno nel periodo luglio 2002-giugno 2003). Dall' inizio dell'epidemia, e cioe' dal 1982, al 30 giugno 2004 i casi di Aids nella forma conclamata in Calabria, secondo quanto riferito, sono 527: i casi nella provincia di Catanzaro sono stati 167; 110 a Cosenza 110; 104 a Crotone; 112 a Reggio Calabria; 34 a Vibo Valentia. La Calabria si colloca al diciottesimo posto in Italia nella graduatoria dell' incidenza dei casi di Aids notificati tra luglio 2003 e giugno 2004 con il 0,9 per centomila abitanti: nel periodo luglio 2002-giugno 2003 il tasso di incidenza era stato di 1,0. La buona notizia, secondo quanto riferito, e' che al 30 giugno 2004 non e' stato registrato alcun caso pediatrico in Calabria, mentre in Italia ce ne sono stati tre. Dall' inizio dell' epidemia al 30 giugno 2004 in Calabria sono stati registrati 11 casi pediatrici (l' ultimo e' stato registrato nel 1999). In Italia, dall' inizio dell' epidemia al 30 giugno 2004, i casi pediatrici sono stati 741.

Da oggi su ogni ricetta prescritto un solo farmaco

23/11 La giunta regionale ha disposto che da domani la prescrizione di tutti i farmaci erogati dal servizio sanitario nazionale dovra' essere obbligatoriamente limitata al numero massimo di un pezzo per ricetta. La delibera della Regione e' stata comunicata dalla Federfarma ai direttori delle As, alle Fimg provinciali e agli Ordini provinciali dei medici. La disposizione non sara' applicata per ''gli antibiotici in confezione monodose, per i medicinali somministrabili esclusivamente per fleboclisi, per i medicinali a base di interferone a favore dei soggetti affetti da epatite cronica e per i farmaci analgesici oppiacei utilizzati nella terapia del dolore''. Sono esentati dalla monoprescrizione solo i disabili in stato di particolare gravita'. Il presidente provinciale dell' Ordine dei medici di Vibo Valentia, Gerardo D' Urzo, ha detto che ''innanzi tutto la stretta della Regione sui farmaci va a pesare, essenzialmente, sulle fasce piu' povere della popolazione che si vedono raddoppiati i ticket per numerosi farmaci dei quali non possono fare a meno''.

Sindacati: “Gravi insolvenze hanno indotto la prima serrata delle farmacie in Calabria”

23/11 La Filcea-Cgil, la Femca-Cisl e la Uilcem-Uil della Regione, che rappresentano gli addetti all' informazione scientifica sui farmaci (circa 1000), in una nota, ''denunciano il comportamento sconcertante della Giunta Chiaravalloti e dell' Assessorato alla Salute, che, per incompetenza di gestione, ha prodotto nella nostra Regione la prima serrata delle farmacie private preannunciata in Italia, e quindi la non erogazione dei farmaci, fissata, nei termini di legge, per chiusura volontaria di tutte le farmacie della Calabria dalle 08.30 alle 13 del primo dicembre''. ''Cio' - e' scritto nella nota - avviene a causa di continue insolenze consumate a danno degli ammalati per sviluppare, anche attraverso l' attribuzione delle risorse disponibili, l' assistenza privata a danno dell' assistenza pubblica. L' annuncio del prossimo passaggio all' assistenza farmaceutica indiretta, causato dal mancato pagamento delle farmacie, che accreditano dalle As non meno di sei mesi di forniture e dal mancato rispetto dell' accordo Regione-Adf-Federfarma-Fulc, dopo averne ricevuti tutti i vantaggi operativi ed il riconoscimento nazionale della validita' delle soluzioni attivate, rappresenta un atto di estrema gravita' che evidenzia l' inaffidabilita' della Giunta Chiaravalloti e dell' Assessorato alla Salute''. A giudizio dei sindacati e' ''inaccettabile che l' assessorato abbia imposto i ticket e le maggiorazioni di imposte piu' elevate sull' intero territorio nazionale, dichiari di avere chiuso in attivo il bilancio 2003 e poi non applichi la l.r. 29/2002 e non indichi le fasce di redito esenti da ticket. L' assessorato costringe i cittadini a pagare i ticket piu' alti e poi, per cattiva gestione, non paga i fornitori costringendoli a sospendere le forniture di beni e di servizi''. I sindacati giudicano un ''ulteriore squallido espediente per mascherare inadempienze gravi, la diffusione di notizie che criminalizzano ingiustamente i cittadini dell' As 4 di Cosenza, attribuendo loro la responsabilita' di avere abusato dell' assistenza farmaceutica provocando una 'spesa sproporzionata' e ponendo l' As 4 al 'primo posto in questa speciale classifica' di spesa nella Regione. E' infatti totalmente falso - e' scritto nella nota - che i cosentini siano quelli che producono la piu' elevata spesa pro-capite: l' As 4 e' al 50/mo posto come spesa per cittadino (fonte: Sole 24 Ore); al primo di ottobre la spesa farmaceutica nazionale media per cittadino e' stata di 164,66 euro, quella regionale e' stata di 167,19 euro e quella nell' As 4 e' stata di 159,97 euro. E' evidente che anche l' affermazione secondo cui l' As 4 sarebbe al primo posto come spesa risulta essere falsa se la spesa e' inferiore alla media regionale. Non ci sono quindi i motivi oggettivi della 'denuncia' e c' e' da chiedersi, peraltro, perche' e' stata effettuata. Sorge il dubbio che si tratti delle solite beghe all' interno della maggioranza che con evidente noncuranza dei danni prodotti, scarica sui cittadini scaramucce di partito e tra partiti''. La Filcea-Cgil, la Femca-Cisl e la Uilcem-Uil, che hanno sottoscritto con l' Assessorato alla Sanita' accordi attraverso i quali ''e' stato possibile sia contenere la spesa farmaceutica sia estendere l' esenzione del ticket a particolari patologie, e che ha gia' prodotto a settembre la piu' elevata riduzione di spesa d' Italia (- 7%) deplorano l' uso strumentale della sanita' e, soprattutto, delle esigenze di salute dei cittadini ed invitano le forze politiche ad un maggiore senso di responsabilita', evitando di creare ancora maggiore sconcerto in un settore che gia' ne produce a sufficienza di suo. La Filcea-Cgil, la Femca-Cisl e la Uilcem-Uil si aspettano dai politici una maggiore equita' nella distribuzione delle risorse; una maggiore assegnazione alla regione di fondi; l' eliminazione di balzelli e limitazioni. Il falso allarme sulla spesa farmaceutica causato dai presunti abusi dei cittadini dell' As 4, non ha giustificazione, cosi' come non e' giustificabile, partendo da presupposti falsi, richiedere indagini sul territorio per criminalizzare cittadini, medici, farmacisti, aziende farmaceutiche ed informatori scientifici, ipotizzando casi di malasanita' fortunatamente allo stato inesistenti''. A giudizio dei sindacati, l' assessorato alla Sanita' ''usa l' assistenza farmaceutica come strumento politico, assegnando deleghe inopportune e nominando commissioni che non rispondono alle esigenze di buona sanita', ma sono frutto di scelta pre-elettorali. La nomina di rappresentante della Regione nell' Agenzia nazionale del farmaco e del rappresentante del Sindacato dei Grossisti dei farmaci la dice lunga su come la Giunta intende gestire l' assistenza farmaceutica, cosi' come l' avere nominato i membri dell' Agenzia Regionale del farmaco scegliendo gli amici degli amici, senza tener conto dei medici ospedalieri, dei farmacisti ospedalieri, delle rappresentanze dei cittadini disagiati e di quanti operano nel settore. Queste nomine scorrette e inopportune, la denuncia inventata di spese farmaceutiche sproporzionate, l' istituzione di strumenti ancora piu' rigidi di contenimento della spesa, che oltre al ticket prevede ora anche la prescrizione di un solo farmaco per ricetta, nonche' lo sciopero dei farmacisti sono la sintesi di una gestione fallimentare, irresponsabile che ha privilegiato solo interessi di parte''. La Filcea-Cgil, la Femca-Cisl e la Uilcem-Uil della Regione, conclude la nota, ''invitano i partiti di maggioranza a cercare altri terreni di scontro per dirimere le beghe interne, evitando che egemonie territoriali e scontri tra partiti e tra fazioni abbiano ricadute negative sulla salute pubblica e sugli operatori del settore ed invitano inoltre il Sindaco ed il Presidente della Provincia di Cosenza a fare chiarezza sull' accaduto pretendendo che alle false denuncie seguano la esibizioni dei documenti di prova e le iniziative di trasparenza che nella gestione regionale della Sanita' al momento sono totalmente assenti''.

Operazione dei NAS su farmacisti e medici per doping e farmaci guasti. 16 arresti

23/11 E' scattata nella notte l'operazione 'Pharma connection'' condotta dai Nas del Comando carabinieri per la Sanita' che ha portato all'esecuzione di 16 misure di custodia cautelare e 19 misure interdittive. Diverse le accuse per i 134 indagati coinvolti (farmacisti, medici e imprenditori del settore chimico-farmaceutico): associazione per delinquere finalizzata alla produzione e al traffico intternazionale di sostanze stupefacenti e dopanti, commercio e somministrazione di medicinali guasti o pericolosi per la salute pubblica, esercizio abusivo della professione medica e di farmacista, truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, ricettazione e altro. Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi dal gip di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della capitale. L'operazione ha interessato 21 province e dieci regioni: Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Toscana, Sardegna e Marche).

Convegno sulle dipendenze promosso dalla Provincia il 24 a Cosenza

22/11 L’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Cosenza, il Comitato Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) e la Federazione Operatori Pubblici Settore Dipendenze (FeDerSerD) hanno promosso un convegno – per mercoledì 24 novembre 2004, presso la Casa delle Culture di Cosenza, con inizio dei lavori alle ore 10:00 – sul tema: “Dipendenze da sostanze senza sostanze”, in ordine alle problematiche delle dipendenze ed ai connessi diritti delle persone che ne fanno uso.L’iniziativa prende spunto dal Decreto Fini in materia, che intende puntare sulla punibilità dei soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti, e ne contesta l’ottica repressiva per promuovere una politica dell’educazione e dell’ascolto. Nel corso del convegno saranno presentati i temi del Cartello Nazionale “Non incarcerate il nostro crescere”, che unisce le sigle nazionali del terzo settore sui temi delle dipendenze. I lavori saranno coordinati dal Dott. Roberto Gatto, della CooperativaSociale “Il Delta”. In apertura porteranno il proprio saluto il Presidente della Provincia, On. Gerardo Mario Oliverio, e il Sindaco di Cosenza, Dott.ssa Eva Catizone; seguirà la relazione introduttiva dell’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Cosenza, Ferdinando Aiello.
Le relazioni – che affronteranno la tematica della necessaria integrazione dei servizi pubblici e privati nell’area delle dipendenze, presentandone risorse e problemi e rappresentando, altresì, la necessità di non depotenziare il pubblico – saranno curate da: Riccardo De Facci, del Cartello Nazionale “Non incarcerate il nostro crescere”; Achille Saletti, del Cartello Nazionale “Non incarcerate il nostro crescere”; Antonio Posterino, Presidente CREA Calabria (Coordinamento Regionale Enti Ausiliari) Bernardo Grande, Vice Presidente Nazionale FeDerSerd (Federazione Operatori Pubblici nel Settore delle dipendenze). In chiusura del dibattito, le proposte conclusive saranno presentate dal Dott. Gianfranco Luzzo, Assessore alla Sanità della RegioneCalabria, e dal Dott. Giacomo Panizza, Vice Presidente del Coordinamento Nazionale Comunità diAccoglienza (CNCA).

Verso la riorganizzazione dei servizi psichiatrici in Calabria

22/11 Una rete integrata di servizi sul territorio incentrata su prevenzione delle patologie, cura e riabilitazione: e' il futuro dell' assistenza psichiatrica cosi' come delineato dal nuovo modello organizzativo dei Dipartimenti di salute mentale e dalle linee guida per l' organizzazione della rete dei servizi della psichiatria in Calabria. Il progetto definito da un gruppo tecnico e successivamente recepito da una deliberazione della Giunta regionale della scorsa estate, e' stato presentato a Catanzaro nel corso di un convegno sul tema ''Psichiatria da slegare: verso la riorganizzazione dei servizi psichiatrici in Calabria'' alla presenza dell' assessore regionale alla Salute Gianfranco Luzzo, dal prof. Carmine Munizza, presidente della Societa' italiana di Psichiatria e coordinatore del gruppo di lavoro e dal direttore generale del Dipartimento tutela della salute, Federico Montesanti. Il fulcro del progetto di riordino - e' stato spiegato - e' incentrato sulla realizzazione di piccole strutture da dislocare sul territorio in modo piu' razionale per evitare che i pazienti vengano sradicati dal territorio di appartenenza. ''Purtroppo il disabile mentale - ha sostenuto l' assessore Luzzo - e' stato sempre visto come un diverso da emarginare, da rifiutare, da ghettizzare. E, invece, dalla legge Basaglia in poi la tendenza e' quella di considerare questa patologia alla stregua di altre e, quindi, da affrontare come tale. Se e' vero che si tratta di una patologia che da sempre ha dato all' immaginazione umana una reazione particolare, ora tutto questo una societa' civile non lo puo' piu' condividere e accettare. Per questo - ha aggiunto Luzo - abbiamo dato, come Giunta, le linee di indirizzo a tutte le aziende sanitarie e abbiamo posto l' attuazione della specifica deliberazione tra gli obiettivi che i manager devono garantire e realizzare come obbligo contrattuale, alla stregua di parametro di valutazione anche ai fini eventualmente di riconferma''. Le linee programmatiche prevedono anche un periodo di 18 mesi entro il quale si dovra' realizzare la ristrutturazione delle realta' esistenti. ''Ovviamente - ha aggiunto l' assessore - non vogliamo mettere in difficolta' tutti i soggetti che ad oggi hanno assicurato le prestazioni e le terapie possibili dando loro la possibilita' di potersi adeguare ai nuovi standard. Addirittura, abbiamo assunto una norma regionale con la quale viene garantito e mantenuto anche l' accreditamento a questi imprenditori che ad oggi hanno garantito le prestazioni. Insomma: coloro che si riconvertono non perdono le condizioni di accreditamento''. Per l' assessore ''il concetto di fondo e' che i famosi 120 posti letto realizzano strutture nelle quali e' difficile poi assicurare buone condizioni di recupero. Oggi l' idea che si va affermando e' che il paziente per questo tipo di patologie vada assistito nella fase acuta per poi essere dimesso, tornare sui territori. Da qui queste strutture agili, con venti posti, dislocate sul territorio in maniera razionale che agiscano con l' ausilio di Dipartimenti di salute mentale, Centri di salute mentale e strutture assistite. L' obiettivo e' quelo di attuare un modello valido a garantire a questo tipo di pazienti una vita normale. Data la delicatezza delle patologie, come dimostrano anche recenti fatti di cronaca che danno la misura e la gravita', - ha aggiunto Luzzo - e' necessario fare sempre di piu' per fare in modo che chi e' affetto da questo tipo di disturbi possa essere seguito in modo corretto''. ''La riorganizzazione dei servizi psichiatrici e' ormai presente su tutto il territorio nazionale - ha spiegato il prof. Munizza - ma sicuramente nel sud si sconta un maggiore ritardo. Tuttavia, anche qui non si parte dall' anno zero. Il punto critico della situazione calabrese, ad esempio, e' lo scarsissimo sviluppo delle strutture residenziali, le piccole comunita' terapeutiche che sono fondamentali. Per cui i posti letto ci sono ma sono concentrati in case di cura. Finora questi posti letto hanno sostituito le strutture residenziali mancanti. Credo che il vero salto di qualita' e' quello di ridurre i posti letto nelle megastrutture, anche se alcuni servono per la postacuzie, e trasformare alcuni di questi in strutture comunitarie piu' piccole sparse sul territorio''. Per Munizza diversa e' la situazione dei Centri di salute mentale ''che sono abbastanza presenti sul territorio. L' elemento centrale rimane la riduzione della residenzialita' e la possibilita' di razionalizzare le risorse attraverso una riconversione. Per questo serve la buona volonta'. E' positivo che tutta questa operazione parte dall'Assessoreato regionale che si e' reso conto della necessita' di intervenire''.

Farmacie al collasso, Federfarma indice una serrata per il 1° dicembre

17/11 Stato di agitazione della categoria e serrata di mezza giornata delle farmacie calabresi per il prossimo primo di dicembre, dalle 8.30 alle 13. E' quanto ha deciso la Consulta regionale di Federfarma Calabria, la federazione che rappresenta tutti i titolari di farmacia della regione. ''La protesta - spiega il presidente dell' organismo Giuseppe Petronio - si rende necessaria per portare all' attenzione delle forze politiche regionali e nazionali, dei sindacati, dei prefetti e della cittadinanza tutta, i gravi problemi in cui versa l' assistenza farmaceutica in Calabria che rischia di collassare. Una situazione - prosegue il presidente dell' organismo sindacale dei titolari di farmacie - che investe molte Aziende sanitarie della regione che potrebbe preludere, a causa dei colpevoli inadempimenti delle stesse aziende che hanno accumulato ritardi nei rimborsi sino a dieci mensilita', al conseguente passaggio all' assistenza farmaceutica indiretta''. Federfarma Calabria, in particolare, fa anche riferimento all' ultimo accordo regionale, siglato il 7 maggio 2004, da tutte le Aziende sanitarie della Calabria alla presenza dell' assessore regionale alla Sanita', Gianfranco Luzzo. ''L' accordo in questione - sottolinea Petronio - sta puntualmente naufragando rendendo vano ogni sforzo teso a rintracciare un bonario componimento di natura negoziale al grave problema instauratosi''. Per l' associazione dei farmacisti calabresi, che parla apertamente di ''situazione critica'', l' auspicio e' quello di ''un fattivo, determinante, intervento delle autorita' regionali e statali che possa sventare la devastante necessita' di erogazione dell' assistenza farmaceutica in forma indiretta. Il passaggio a tale forma di assistenza, che prevede l' anticipazione da parte dei cittadini delle somme occorrenti all' acquisto dei farmaci per poi richiedere improbabili quanto defatiganti rimborsi - secondo Federfarma - diventerebbe indispensabile per evitare la paralisi del servizio farmaceutico, anche a pagamento, in tutte quelle aziende sanitarie che registrano ritardi dei rimborsi alle farmacie superiori ai sei mesi. Livelli oltre i quali le banche non sono disposte a concedere ulteriore credito, con la conseguente impossibilita' per le farmacie di rifornirsi dei farmaci necessari''. In un documento, Federfarma Calabria spiega nel dettaglio le motivazioni dell' agitazione nell' assistenza farmaceutica mettendo in evidenza, fra l' altro, ''la condotta inadempiente delle Aziende sanitarie interessate che risulta inaccettabile, in quanto vistosamente sprezzante delle legittime istanze e dei fondamentali bisogni della categoria, la sola a garantire ed assicurare la certezza dell' espletamento del servizio di assistenza che, e' bene ricordarlo, rappresenta un pubblico servizio la cui titolarita' e' riconosciuta dalla legge non gia' in capo alle farmacie, bensi' in capo alle Aziende sanitarie''.

In tredici farmacie cosentine i defibrillatori per interventi sempre più tempestivi

17/11 Bastano meno di dieci minuti per compromettere irreversibilmente la condizione di una persona colpita da arresto circolatorio. Gli operatori del 118, nonostante gli sforzi, non sempre, nelle nostre città caotiche, riescono ad arrivare in tempo con il prezioso defibrillatore, la macchinetta che fornisce scariche elettriche al muscolo cardiaco e che può significare la differenza tra vita e morte, tra recupero ottimale o, al contrario, danni irrimediabili. Ma da oggi i cosentini hanno un servizio sanitario in più su cui contare e che può dare maggiore tranquillità. Ha, infatti, lo scopo di dimezzare i tempi di soccorso per questa patologia l’accordo, raggiunto già da qualche mese e formalmente siglato oggi a Palazzo dei Bruzi, tra Amministrazione comunale, per la quale erano presenti il sindaco Eva Catizone e l’assessore alla Salute del cittadino Roberto D’Alessandro, la Federfarma con il presidente Alfonso Misasi, l’Ordine dei farmacisti con il Presidente Graziano Santoro, il 118 provinciale con il responsabile dr. Federico Burza. “Le farmacie – come ha rilevato il sindaco Catizone- oggi più che mai riscoprono il proprio storico ruolo di punto di riferimento per i cittadini”. E’ nelle farmacie, infatti, che sono stati dislocati defibrillatori semiautomatici per un pronto intervento sul territorio, con il 118 nel ruolo di smistatore delle chiamate. Ogni farmacia (sono tredici quelle che hanno finora aderito) ha personale appositamente formato, tre o quattro addetti in grado di prestare le prime cure al cittadino colpito. “In provincia –ha detto il dottore Burza- registriamo ogni anno circa 750 arresti cardiocircolatori. Per ogni minuto che passa, la possibilità di sopravvivenza si riduce del 10%. Ecco perché è essenziale arrivare quanto prima possibile.” Di un significativo traguardo ha parlato il dottore Misasi che ha sottolineato l’attenzione della Federfarma sul progetto ed ha ringraziato tutti i soggetti che hanno aderito alla sua realizzazione. “Speriamo –ha preannunciato, quindi, il dottore Santoro- di diffondere il progetto PAD (Public Acces Defibrillation) anche in altri distretti sanitari”.Un grazie sentito anche dall’assessore Roberto D’Alessandro a tutti gli operatori sanitari e ai farmacisti che hanno reso possibile la concretizzazione del progetto e ai dottori Giovanni Nicotera e Vincenzo Blasi che, in collaborazione con il 118, hanno tenuto i corsi di formazione per il personale cosiddetto “laico”. “Cosenza –ha detto D’Alessandro- si allinea ai livelli delle prestazioni sanitarie che si riscontrano nelle più moderne città del centro-nord, un risultato tanto più aprezzabile considerate le restrizioni finanziarie di cui il Comune deve tener conto. La capillare presenza sul territorio di farmacie aderenti al progetto assicurerà interventi in un tempo non superiore ai cinque minuti”. L’accordo prevede che per l’acquisto dei defibrillatori (al costo di 2.540 più Iva) il Comune e la Federfarma intervengano con un contributo di 500 euro ciascuno, a vantaggio di ogni farmacia aderente, che deve accollarsi il resto del costo dell’apparecchio.

Scoperta a Lamezia una rara malattia cerebrale che inizia con la demenza

15/11 Si chiama Atassia Spinocerebellare 17, causata da una tripletta ripetuta nel gene TBP, la nuova e rarissima malattia scoperta dal Centro regionale di neurogenetica di Lamezia Terme. A presentare i risultati della ricerca che ha portato alla scoperta di questa nuova malattia ''che esordisce come demenza'', e' stata la responsabile dello stesso centro, Amalia Bruni, che ha spiegato i vari passaggi effettuati dai ricercatori del Centro lametino per giungere all'individuazione di questa patologia ''in una grande famiglia calabrese che e' la piu' grande tra le famiglie descritte in letteratura (16 affetti su 4 generazioni)''. Un risultato, questo, raggiunto ''a distanza di oltre 13 anni dalla prima segnalazione relativa ad alcuni pazienti che presentavano un quadro assolutamente insolito di disturbi del comportamento, demenza oltre che la compromissione di piu' aree e sistemi cerebrali''. In questi anni i ricercatori, guidati da Amalia Bruni, hanno lavorato ''a tutto campo comprendendo la clinica, la genetico-molecolare e la neuropatologia'' ed effettuando un vero e proprio lavoro di ricerca in collaborazione anche con altri ricercatori italiani afferenti all'Universita' Federico II di Napoli (Filla, De Michele), all' Istituto San Raffaele di Milano (Maltecca, Servadio e Casari), all'Istituto di Genetica e Medicina del Telethon di Napoli (D' Adamo), mentre lo studio neuropatologico e' stato effettuato da ricercatori della Salpetriere e dell'Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi (Takahashi, El Hachimi, Foncin, Duyckaerts). Nel corso dell'incontro con i giornalisti, ai quali erano presenti anche Carmela Madaffari direttore generale dell'Asl 6, Mario Tassone, ministro junior alle Infrastruttura, Gianfranco Luzzo, assessore regionale alla Sanita' ed Ida D'Ippolito, senatrice di Forza Italia, la ricercatrice lametina ha spiegato che ''la peculiarita' di questa malattia risiede nell' inusualita' del quadro clinico. Questa patologia - ha aggiunto - colpisce primariamente il cervelletto e dovrebbe presentare dunque all'esordio sintomi e segni relativi a questa area del Sistema nervoso (atassia, tremori). La peculiarita' straordinaria, invece, risiede nel fatto che i pazienti iniziano la malattia con importanti disturbi del comportamento, segni psichiatrici e demenza. Solo in un momento successivo compaiono i segni cerebellari''. Il risultato ottenuto dal Centro di neurogenetica lametino, comunque, ''e' la codifica di nuova forma di demenza secondaria di cui bisognera' tenere conto in futuro sia nell'assistenza che nello studio delle demenze''. Infatti, ''il raggiungimento della causa ovvero l'identificazione del gene mutato, rende possibile una applicazione diagnostica di laboratorio e soprattutto, in futuro, la comprensione del meccanismo patogenetico della malattia. E' solo attraverso questo - ha concluso Amalia Bruni - che potranno essere identificati farmaci che possano interferire con la malattia''.

Paolini: “Bisogna riflettere sulle case famiglia chiuse”

15/11 Il Presidente dell’Associazione degli industriali della sanità privata, Enzo Paolini, interviene sulle case famiglia. “La vicenda della casa-famiglia di Mirto Crosia chiusa a seguito di provvedimento della magistratura,eseguito dai NAS, per le condizioni igienico-sanitarie in cui venivano tenuti i pazienti ricoverati, non va confuso con un episodio di ordinaria malasanita’ di cui e’ generosa dispensatrice la cronaca quotidiana.
A volte, al di la’ delle intenzioni, le situazioni di degrado si possono verificare per una sottovalutazione degli adempimenti di cui ci si fa carico nel momento in cui ci si propone, con una struttura, per erogare cure ed assistenza agli ammalati.
Per quanto riguarda poi la neuropsichiatria, si comprende facilmente quanto particolare sia la condizione del malato di mente.
Dopo la chiusura, per legge, dei famigerati manicomi, la cura in regime di ricovero delle patologie nervose e mentali viene assicurata da apposite strutture specializzate vincolate all’osservanza di regole ben precise il cui rispetto e’ affidato ai servizi di controllo delle Aziende sanitarie.
In Calabria tale assistenza viene garantita da strutture a gestione privata “accreditate” e che fanno parte, a pieno titolo, del servizio sanitario regionale.
Oltre alle strutture sanitarie dove il malato di mente viene accolto nelle fasi acute della malattia,per un periodo che non puo’ superare i novanta giorni di degenza, la legge prevede l’esistenza di strutture cosiddette “intermedie” che hanno il compito di erogare assistenza ai malati di mente nelle fasi appunto intermedie della malattia.
Le case-famiglia rientrano in questa tipologia e non sono poche le realta’ locali dove, con il sostegno dell’amministrazione comunale, prendono vita iniziative finalizzate alla creazione di case-famiglia da affidare a cooperative appositamente costituite.
Sono iniziative che non vanno scoraggiate ma deve essere chiaro, alle cooperative di gestione e ai sindaci che le promuovono, a quali responsabilita’ si va incontro.
Un malato di mente non e’ un malato qualsiasi e la sua assistenza richiede, quotidianamente, un complesso di adempimenti che non consente di poter economizzare sul personale da impiegare e sulle condizioni igienico-sanitarie da garantire.
Ne tengano debitamente conto coloro che, indulgendo a desueti schemi ideologici, vedono nelle case-famiglia l’alternativa “pubblica” alle case di cura private.
C’e’ una scuola di pensiero, affidata ad estemporanee incursioni nelle problematiche sanitarie, che va teorizzando da tempo come la risposta ai problemi in cui versa la neuropsichiatria vada ricercata nella realizzazione delle strutture “intermedie”.
C’e’ molta semplificazione in questo assunto ma c’e’ anche una parte di verita’ se alle strutture intermedie si guarda non per fare una impraticabile e velleitaria concorrenza alle case di cura specializzate ma per alleggerire il disagio e le sofferenze delle famiglie nei periodi in cui, esaurito il ciclo di 90 giorni nella clinica specializzata, il malato di mente viene restituito alla famiglia che, il piu’ delle volte, e’ nell’impossibilita’, sentimenti a parte, di farsene carico.
Ben vengano, dunque, le case-famiglia ed ogni altro presidio in numero adeguato all’emergenza sociale ma sappia, chi le promuove e chi si candida a lavorarci, che sui requisiti della professionalita’ e della responsabilita’ non potranno essere fatti sconti, ne’ politici ne’ giudiziari”

Per la CGIL “La denuncia del sen. Gentile sulla spesa farmaceutica è priva di fondamento”

12/11 ''La denuncia del senatore Gentile, e' priva di qualsiasi fondamento e mette in evidenza come non si conoscano i problemi di salute che affliggono i cittadini dell'Asl 4''. E' quanto sostengono i nota la Filcea-Cgil, la Femca-Cisl e la Uilcem-Uil della Calabria. ''Non e' assolutamente vero - prosegue la nota - che la spesa farmaceutica dell' Asl 4 di Cosenza sia sproporzionata; infatti gli unici dati certi, il riepilogo dei rimborsi richiesti dalle farmacie private, confermano che al 1 di ottobre la spesa farmaceutica nazionale media per cittadino e' stata di 164,66 euro, la spesa farmaceutica regionale media per cittadino e' stata di 167,19 euro e la spesa farmaceutica media per cittadino residente nell'Asl 4 e' stata di 159,97 euro. Gli ammalati residenti nell'Asl 4 quindi hanno speso meno della media Italia e notevolmente meno della media dei cittadini residenti in Calabria. Pertanto, se la spesa e' ''sproporzionata'', cosi' come ''denuncia'' il Sen. Gentile, si dica anche rispetto a cosa tale spesa sarebbe sproporzionata e quale assistenza farmaceutica il Senatore di Forza Italia immagina debba essere garantita o a quale tipo di assistenza avrebbero diritto i cittadini di Cosenza''. ''E' evidente - e' aggiunto nella nota delle organizzazioni sindacali - che anche l'affermazione secondo cui l'Asl 4 sarebbe al primo posto come spesa farmaceutica risulta essere egualmente falsa, perche' non puo' la stessa essere 'al primo posto in questa speciale classifica' se la spesa farmaceutica in questa Asl e' inferiore alla media della spesa Regionale. In buona sostanza, i dati riportati nella 'denuncia' attribuiti prima alla Commissione finanze e Tesoro del Senato e, poi, con virate strategiche, al Ministero della Sanita' e all'Agenzia Sanitaria Nazionale non sono esatti se riferiti alla spesa farmaceutica. Mancando quindi i motivi oggettivi della denuncia e c'e' da chiedersi inoltre perche' e' stata fata e perche' le e' stato dato tanto clamore''. Sorge il dubbio che si tratti - conclude la nota - delle solite beghe all'interno della maggioranza della Regione Calabria che con evidente noncuranza dei danni prodotti , scarica sui cittadini scaramucce di partito e tra partiti. La Filcea-Cgil, la Femca-Cisl e la Uilcem-Uil della Regione Calabria invitano i partiti di maggioranza nella Regione Calabria a ricercare altri terreni di scontro per derimere le beghe interne, evitando che egemonie territoriali e scontri tra partiti e tra consorterie abbiano ricadute negative sulla salute pubblica e sugli operatori del settore''.

I pediatri denunciano: bambini calabresi costretti a mangiare troppo ed esposti al fumo passivo

11/11 ''Il bambino in Calabria e' avvolto in una nuvola di fumo, quello della sigaretta fumata da mamma e papa' davanti a lui''. E' quanto emerge dal Rapporto della Federazione Italiana Medici Pediatri, presentato a Roma in occasione dell'apertura dei lavori del Congresso Nazionale della federazione. ''In Calabria - e' scritto in una nota - il 51% dei bambini e' esposto al fumo passivo. E l'11% e' 'vittima' della sigaretta della mamma: e' la percentuale piu' bassa tra le mamme italiane. Il 29% dei bambini tra uno e due anni della Calabria ha almeno un genitore che fuma in casa. Ma come mangiano i bambini della Calabria? Tutto sommato bene, peccato quelle porzioni sempre troppo abbondanti che, con il tempo, se si associano anche ad errori alimentari finiscono per portare il bambino verso il sovrappeso e l'obesita'. E a fare i conti con i chili di troppo in Calabria sono 27,2 bambini ogni cento (dati Istat e Iss) cosa ancor piu' preoccupante se si pensa che la media nazionale di bambini e adolescenti obesi o in sovrappeso e' del 24,2 per cento''. Il presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Pier Luigi Tucci, ha evidenziato che ''alle mamme spieghiamo bene che tipo di alimentazione devono seguire i figli. E in effetti le cose sembrano migliorare parecchio. E spieghiamo anche quanto devono mangiare. Ma una volta arrivati a tavola e' comunque la mamma a decidere quanto abbondanti fare le porzioni ed e' lei ad avere l'ultima parola su cosa mettere nel piatto. Ecco perche' e' interessante vedere le abitudini alimentari dei piu' piccoli, che rispetto ai fratelli piu' grandi hanno minore voce in capitolo e minore 'autonomia' di scelta, per comprendere che tipo di mamma si e' quando arriva l'ora del pranzo''. Per quanto riguarda i vaccini anche in Calabria c'e' una netta differenza tra ''la copertura delle vaccinazioni obbligatorie - prosegue la nota - e raccomandate e quelle che non lo sono come la vaccinazione contro la meningite da pneumococco, da meningococco e contro la varicella. In particolare per quanto riguarda la poliomielite la copertura vaccinale in Calabria e' pari al 95% (contro il 96,7 in Italia); la vaccinazione antidifterico-tetanico-pertossico ha una copertura del 93,6% (95,8 il dato italiano); la combinazione dei vaccini antidifterico-tetanico e antidifterico-tetanico-pertossico raggiunge il 94,2% (96,5 il dato nazionale); l'epatite B arriva ad una copertura del 91,3% (e' 95,3 in Italia); la combinazione di morbillo e antimorbillo-parotite-rosolia ha una copertura del 53,4% (la media nazionale e' dell'83,9) e infine la vaccinazione anti-Haemophilus influenzae B raggiunge una copertura pari al 73,9% (90,4 e' il dato nazionale)''. Il segretario della Federazione Italia Medici Pediatri della Calabria, Antonio Gurnari ha detto che ''il bambino della Calabria tutto sommato sta piuttosto bene. Peccato solo quel ritardo nella prevenzione, soprattutto per quanto riguarda le vaccinazioni, e quella cattiva abitudine a stare tanto, troppo, davanti alla Tv. Ed e' per questo che nella pagella, rispetto allo scorso anno, il bambino ha un voto piu' basso. Cala il voto anche per gli adolescenti che, con il passare del tempo, diventa sempre piu' simile negli aspetti negativi ai suoi coetanei di altre regioni''. ''Fino ad oggi - ha concluso Gurnari - i nostri adolescenti sembrano essere stati meno influenzati dalle mode, ora si stanno omologando. Confermo il voto per i genitori perche' nonostante il loro impegno si scontrano con un Sistema sanitario che nella nostra regione, lo ripeto, e' davvero in ritardo per quanto riguarda le vaccinazioni e quindi non aiuta noi pediatri nell'educazione dei genitori''.

Malasanità all’ospedale di Trebisacce, per il maltempo crolla il controsoffitto di cardiologia

11/11 Il controsoffitto della stanza di terapia intensiva del reparto di cardiologia dell' ospedale di Trebisacce e' caduto nel pomeriggio, forse a causa di una infiltrazione d' acqua. Nessuna delle quattro persone che si trovavano in cura e' rimasta ferita. Sulla zona, nel pomeriggio, e' piovuto a lungo. Sono in corso accertamenti per verificare le cause del crollo.

Gentile: “Spesa farmaceutica aumentata del 5% in Calabria. A Cosenza più del 17%”

08/11 ''La Regione Calabria per l' anno in corso 2004 ha subito un aumento pari al 5,36% nella spesa farmaceutica passando da 56 milioni di euro dell' anno 2003 a 66 milioni di Euro del 2004'': lo sostiene Antonio Gentile, senatore di Forza Italia citando i dati pervenuti alla Commissione finanze e tesoro del Senato. ''Nonostante i controlli dell' assessorato - afferma Gentile - con questi dati si rischia di rompere il patto di stabilita' fissato dalla Conferenza Stato regioni''. Secondo il parlamentare della Cdl ''e' curioso constatare come la spesa nell' Azienda sanitaria territoriale di Cosenza ha subito un eclatante e sproporzionato aumento pari al 17,54% attestandosi al primo posto in assoluto della regione quale impegno di spesa.Infatti l' incremento del 17,54% corrisponde a un aumento di 7 milioni di euro (pari a 14 miliardi di vecchie lire in piu')''. ''E' altrettanto curioso osservare - sottolinea Gentile - che una spesa fuori controllo di tale portata non abbia ricevuto una azione di controllo, ne' di prevenzione ne' di attivita' sul territorio tale da ricondurre la spesa nei limiti fisiologici previsti dalla media regionale.Questa anomala impennata dovrebbe obbligare la Direzione generale, qualora non fosse ancora intervenuta, ad attivarsi immediatamente e ricercare le cause di questo incremento di spesa che incide tra l' altro negativamente su tutto il bilancio aziendale. Sono certo - conclude Gentile - che con un rigoroso controllo tecnico verranno fuori situazioni assai incresciose di cui qualcuno si dovra' assumere per intero le responsabilita'''.

Buoncristiano (ASL) “Assistenza agli anziani nostro punto qualificante. Serve supporto di comuni e Provincia”

08/11 ''Anziani e assistenza domiciliare sono punti qualificanti del nostro programma e riteniamo che da cio' si debba partire per una concertazione con le altre istituzioni al fine di favorire e migliorare le strategie di intervento''. E' quanto sostiene, in una nota, Francesco Buoncristiano, direttore generale dell' Azienda sanitaria di Cosenza. ''L' assistenza domiciliare integrata, che e' gia' partita per circa seicento persone non autosufficienti - afferma Buoncristiano - e' gia' un punto di partenza serio per l'azienda. Bisogna , adesso, insistere e per far questo e' necessario ottimizzare le risorse''. ''Voglio ricordare - aggiunge il direttore generale - che abbiamo triplicato gia' le somme in bilancio rispetto al recente passato, perche' abbiamo consapevolizzato che la strada dell' assistenza integrata e' quella che ci evita il ricorso ai ricoveri inutili e costosi, dando il senso umanistico del rapporto. Chiediamo a Comuni e Provincia - prosegue - di essere di supporto a questa rete, recuperando le funzioni proprie della legislazione sociale, insieme alla Regione. C' e' una possibilita' concreta di fare rete- conclude Buoncristiano - e di dare ancora maggiori servizi agli anziani, che devono realmente essere centrali nei nostri programmi''.

La Commissione regionale antimafia ha ascoltato i Dg della Asl calabresi. “Vigilare sugli appalti”

05/11 La Commissione regionale per la lotta e la conoscenza del fenomeno mafioso, presieduta dal consigliere Vincenzo Pisano, ha audito nel pomeriggio di oggi i direttori generali delle aziende ospedaliere di Cosenza, Antonio Belcastro, e di Reggio Calabria, Renato Carullo, che era accompagnato dal direttore sanitario, Gianluigi Scafidi e dal direttore amministrativo Giuseppe Morace. Alle audizioni erano stati invitati altresì i dirigenti generali delle aziende ospedaliere “Ciaccio-Pugliese” e “Mater Domini” di Catanzaro, la cui partecipazione ai lavori della Commissione, in accordo con il presidente Pisano, è stata rinviata al prossimo 11 novembre. “In linea di principio – ha detto Vincenzo Pisano, introducendo i lavori – noi chiediamo ai vertici delle aziende sanitarie un impegno che va oltre il doveroso rispetto delle procedure amministrative nell’espletamento delle gare di appalto per infrastrutture, forniture beni e servizi. Una ulteriore barriera, cioè, che elevi le attenzioni con l’obiettivo di scoraggiare il malaffare tenuto conto dell’elevato volume di spesa che impegna complessivamente la sanità calabrese”. Il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Cosenza, Antonio Belcastro, ha illustrato le procedure finora adottate per la gestione dell’Annunziata, “con la coerente applicazione dei regolamenti per quel che concerne le forniture e i servizi”. Il direttore generale dell’azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli”, Renato Carullo, ha evidenziato il percorso dell’attuale azione amministrativa, con particolare riguardo ai tempi di completamento dell’ospedale “Morelli”, in via di costruzione. La Commissione regionale antimafia riprenderà le audizioni con i vertici delle aziende sanitarie calabresi dal prossimo 9 novembre.

Nulla di fatto nell’incontro tra l’ass. Luzzo e l’ANISAP

05/11 Si e' concluso con un nulla di fatto l'incontro tra l'Assessore Luzzo e le strutture che aderiscono all' associazione nazionale istituzioni sanitarie ambulatoriali private della Calabria (Anisap). ''Le strutture sanitarie convenzionate - e' scritto in una nota - aspettavano dall'assessore un'assicurazione su come proseguire l'esercizio fino a Dicembre 2004, visto che in quasi tutte le Asl i tetti di spesa sono stati ampiamente superati. Erogare prestazioni con abbattimenti tariffari fino a dicembre 2004 e' un impegno che le strutture accreditate hanno assunto con la sottoscrizione dei contratti. I contratti, devono essere rispettati altrimenti si e' fuori dal sistema. Ma alla continua e responsabile erogazione delle prestazioni sanitarie ad opera delle strutture accreditate, non corrisponde il rispetto dei termini di pagamento previsti dagli stessi contratti''. ''Per il 2004 - sostiene l'assessore Luzzo nella nota - e' impossibile riuscire a trovare una soluzione immediata e trovare nuovi fondi. Grazie ad una variazione di bilancio da far approvare in consiglio regionale sara' possibile ripianare il debito della mobilita' negativa del 2003 pari a 16.800.000 euro provocato da erronei conteggi. Cosi' sara' possibile azzerare il bilancio 2003 e sbloccare circa 1.500 mld. di vecchie lire di cui 750 mld. serviranno per chiudere i conti del 2003 e 750mld per iniziare a pagare quelli del 2004. Cosi' sara' possibile avere fondi in cassa e pagare le ASL, che a loro volta potranno pagare il debito corrente. Ci auguriamo che questo avvenga per fine anno''. Le strutture sanitarie convenzionate si chiedono intanto ''come faranno a continuare a lavorare? Come faranno a pagare i loro dipendenti ed i loro fornitori? Come sara' ancora possibile continuare ad erogare prestazioni sanitarie? Sicuramente sarebbe interessante sapere cosa succederebbe se all'improvviso tutti i cittadini della provincia fossero costretti a rivolgersi ai presidi pubblici territoriali di Crotone per avere prestazioni che abitualmente erogano le strutture sanitarie convenzionate. Circa l'80% di specialistica ambulatoriale, oggi, viene erogata dalle strutture sanitarie convenzionate e per alcune prestazioni, come per quelle odontoiatriche, non e' presente servizio pubblico. L'idea dell'assessore e' proiettata verso il futuro 2005 quando forse per molte strutture sara' ormai troppo tardi''. L'Anisap intende creare un tavolo tecnico con i funzionari dell'assessorato alla sanita', per verificare tecnicamente alcuni meccanismi che regolano i rapporti tra le strutture accreditate e il Servizio Sanitario Regionale, quali: tariffari e nomenclatori, fabbisogni del territorio per individuare finalmente il numero corretto di prestazioni da erogare, autorizzazioni ed accreditamenti.

Parte il “Camper della Salute”, iniziativa anticancro in giro per la Calabria

05/11 Iniziera' nei primi mesi del 2005 il viaggio del 'Camper della Salute' attraverso il territorio calabrese, per dare vita alla campagna di prevenzione oncologica femminile, organizzata dalla Lega italiana per la Lotta contro i tumori (Lilt) e dalla presidenza della Regione Calabria. L'iniziativa permettera' a tutte le donne di sottoporsi a visite specialistiche ed esami come pap test, mammografia, ecografia gratuitamente e vicino a casa. Un camper attrezzato con tutte le apparecchiature diagnostiche necessarie percorrera' le strade della Calabria per raggiungere in particolare i paesi piu' periferici dove e' difficile organizzare la prevenzione. Un'esperienza simile e' gia' stata sperimentata in Puglia la scorsa primavera ed ha permesso a 800 donne di sottoporsi a visite e esami. Il risultato dello screening ha individuato 13 casi sospetti di tumore di cui tre risultati effettivi e curati tempestivamente e con succecso. ''E' necessario - ha detto Francesco Schitulli, presidente della Lilt durante la conferenza stampa di presentazione della campagna - che anche nel sud si concretizzino progetti di prevenzione oncologica non solo perche' questi riducono notevolmente i costi sanitari sul lungo periodo ma anche perche' il tumore e' una patologia in crescita nel nostro Paese, in particolare nelle donne. Per questo la Lilt si impegna sul territorio, per arrivare in ogni casa e convincere ogni donna a sottoporsi alle visite di controllo. Si tratta di una vera sfida per il sud''. La campagna e' promossa anche dall'onorevole Gabriella Carlucci di Forza Italia, gia' impegnata in Puglia, che ha ribadito il proprio interesse anche in questa occasione: ''La prevenzione e l'informazione sui corretti stili di vita da adottare fin da piccoli deve entrare a far parte della nostra cultura del benessere, in particolare delle donne. La campagna di prevenzione dei tumori rivolta alle donne calabresi e organizzata dalla Lega italiana lotta contro i tumori e dalla Regione Calabria, rientra nel piano regionale per la prevenzione oncologica e si articola in varie iniziative tra cui un camper itinerante, le attivita' di informazione nelle scuole, il coinvolgimento dei medici di famiglia. ''Questa campagna e' un'operazione di grande valenza sociale e umana - ha commentato il presidente della Regione, Giuseppe Chiaravallotti -. Il nostro obiettivo e' quello di coprire tutto il territorio calabrese e fare arrivare il camper itinerante soprattutto nei luoghi piu' lontani e piu' disagiati. Per questo cercheremo la collaborazione piu' ampia possibile dai servizi sociali ai Comuni, ai medici, a sponsor privati, al mondo delle associazioni. Ognuno contribuira' in base alle possibilita' che sono molte, le Ausl per esempio potranno mettere a disposizione le strutture diagnostiche. E' fondamentale il coinvolgimento delle istituzioni a fianco dei cittadini per sostenerli nei loro problemi concreti''. Una volta terminata l'esperienza calabrese la Lilt si propone di estendere la campagna a tutte le regioni del Mezzogiorno d'Italia.

Paolini: “… se non ci fossero i privati nella sanità”

04/11 Nota del Presidente dell’associazione della sanità privata, avv. Enzo Paolini, sulle esternazioni di Liguori (Rifondazione), apparse sulla stampa. “Di tanto in tanto torna sulla stampa,insistente ma senza argomentazioni,il pregiudizio che la presenza dei “privati” nella sanita’ danneggi “il pubblico” oppure, piu’ cautamente, che le risorse assorbite dal settore privato avrebbero migliore utilizzazione se assegnate al settore pubblico. Sovente,in questo pregiudizio,gioca molto la formazione o l’appartenenza politica di taluni personaggi prossimi o collaterali ad organizzazioni politiche. Accade,infatti,ancora nel terzo millennio,che il ricorrere del termine “privato”,in sanita’ ma anche in altri settori,evochi schemi di contrapposizione pubblico-privato che appartengono ad un passato cui le democrazie occidentali ed il mercato con le sue regole hanno chiuso il conto da tempo. Leggere sulla stampa locale la dichiarazione di uno psichiatra, che milita nella sinistra radicale, nella quale sostiene,riferendosi alle strutture neuropsichiatriche in Calabria,che bisogna “fermare i privati”, puo’ stupire ma non sorprendere. Se,per un momento,il pensiero va ai pazienti di quelle strutture e alle loro famiglie, possiamo tranquillamente affermare che c’e’ molta ingratitudine, prima che faziosita’ ideologica, in quella dichiarazione dalla quale traspare il convincimento che in mano pubblica l’assistenza neuropsichiatria sarebbe ben altra cosa.In meglio,ovviamente. Ma non si argomenta come, attivando quali processi organizzativi e modalita’ terapeutiche che nel privato non si troverebbero. E si omette,invece,di riconoscere che,in Calabria,se non ci fossero i privati a garantire assistenza e cure,i malati mentali sarebbero abbandonati a se stessi e alla disperazione delle loro famiglie perche’ il settore pubblico,al riguardo,non e’ in grado di offrire nulla. Se non ci fossero i privati,diciamola tutta,per i malati di mente non ci sarebbe altro,considerata l’inadeguatezza del settore pubblico a dare risposte concrete,che la solitaria e drammatica sofferenza della malattia interamente caricata alle famiglie dalle quali sarebbe molto istruttivo acquisire qualche testimonianza. Il fatto che in Calabria siano soltanto i privati a garantire l’assistenza neuropsichiatria deve pur significare qualcosa, dal momento che nulla impedisce all’ospedalita’ pubblica di dare vita a proprie strutture direttamente gestite.Il resto,in base alle normative vigenti,lo farebbe il mercato e , nel caso specifico, sarebbero le famiglie dei malati di mente a scegliere dove far curare il proprio congiunto esercitando il diritto di libera scelta che e’ alla base del sistema sanitario nazionale.E’, invece,piuttosto legittimo il sospetto che quando si vuole “fermare i privati” in effetti si vorrebbe la loro scomparsa dal mercato e ,con i privati,la possibilita’ e il diritto dei cittadini di potere scegliere dove farsi curare.

Sta per partire la cardiologia interventistica a Cosenza

04/11 ''Siamo pronti per partire con la cardiologia interventistica, una soluzione di grande respiro per l' utenza che nasce come volonta' precisa del direttore generale, Antonio Belcastro, e che costituira' il primo passo verso l' istituzione di cardiochirurgia''. A sostenerlo e' stato il direttore sanitario dell' azienda ospedaliera di Cosenza, Gianfranco Scarpelli. ''Abbiamo sostenuto un serio sforzo economico - ha affermato Scarpelli - ed a giorni apriremo con la cardiologia interventistica: applicheremo gli stend e l' angioplastica, con possibilita' di interventi in acuzia che potranno addirittura fare in modo che chi ha subito un infarto, se assistito nel giro di poche ore, possa essere curato in maniera tale da non lasciare nessun segno: in pratica e' come se quell' infarto non fosse mai avvenuto''. Per Scarpelli questo passo e' ''fondamentale per la trasformazione dell' ospedale: ringraziamo i parlamentari e le forze politiche che hanno sostenuto Cosenza in sede legislativa, ma riteniamo che tutti debbano essere contenti, perche' l'Ospedale appartiene alla cittadinanza e su queste notizie non puo' esserci divisione''. ''Da anni, a Cosenza - ha proseguito - grazie alla scuola creata dal dott. Francesco de Rose, oggi primario al Mariano Santo, si applicano i pacemaker, anche biventricolari: in pratica, noi avremmo potuto effettuare senza alcun problema l' intervento applicato al presidente Ciampi''. Scarpelli, infine, ha ringraziato ''l' equipe diretta dal dott. Antonino Buffon, primario di cardiologia, che si appresta a dare a Cosenza la possibilita' di avere un' interventistica che evitera' emigrazioni sanitarie''.

Sottoscritto l’atto costitutivo del futuro polo oncologico di Germaneto

03/11 Comincia a prendere forma il Polo oncologico regionale, struttura d' eccellenza che sorgera' a Germaneto: l' atto costitutivo del Centro e' stato sottoscritto stamane nella sede del Governo calabrese dal presidente della Giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti e dal rettore dell' Universita' Magna Graecia, Salvatore Venuta. Alla cerimonia - che segna la conclusione di un iter avviato due anni e mezzo addietro per il Polo oncologico, ma si e' caratterizzata anche per la sigla di un altro importante documento: il protocollo d' intesa quadro tra la Regione e Azienda ospedaliera Mater Domini - hanno partecipato anche gli assessori regionali Gianfranco Luzzo (Sanita'); Raffaele Mirigliani (Presidenza) e Giuseppe Gentile (Attivita' produttive) e il preside della Facolta' di Medicina dell' ateneo catanzarese Francesco Costanzo. ''Stiamo realizzando - ha detto Luzzo - uno dei massimi obiettivi che la Regione si era posta: quello di dare assistenza ai malati oncologici mettendo a disposizione dei calabresi strutture e risorse di alto livello dove si uniscono ricerca, didattica e assistenza. Si e' partiti da posizioni non troppo vicine ma poi tra le parti ha prevalso la ragione''. Il polo oncologico di Germaneto, nelle intenzioni di Regione e Universita' che partecipano paritariamente all' impresa e avranno uguale rappresentanza anche nel Cda della Fondazione ''Tommaso Campanella'' che si occupera' della gestione, punta ad ottenere entro i previsti tre anni il riconoscimento di Irccs (Istituto ricovero e cura a carattere scientifico). ''Affrontare il problema dell' oncologia - ha detto ancora Luzzo - e' importantissimo in Calabria dove i malati sono costretti a ricorrere a strutture esterne alla regione subendo disagi enormi con oneri economici consistenti per loro e per le casse dell' ente''. In relazione al protocollo tra Ateneo di Catanzaro e Ao Mater Domini, l' assessore ha detto che l' iniziativa dovra' dare luogo ad uno ''sforzo mirato a fare diventare questo il modello gestionale verso il quale tutto il sistema dovra' tendere'''. Il rettore dell' Universita' di Catanzaro ha messo in evidenza la validita' della scelta compiuta dall' ateneo del capoluogo calabrese. ''L' integrazione tra ricerca e assistenza dato identificativo della nostra Universita' - ha aggiunto - e' proprio l' elemento fondamentale per assicurare qualita' nell' assistenza al cittadino. Questo centro sara' un modello anche per il resto del Paese. La struttura a differenza di altre analoghe, infatti, non sara' monospecialistica, ma vedra' la compartecipazione di piu' specialisti che saranno in grado di fornire un' assistenza complessiva e non solo oncologica''. Venuta ha messo in evidenza il ruolo svolto dal presidente Chiaravalloti. ''Senza il suo intervento sul ministro Sirchia - ha detto - in Calabria non ci sarebbe stato alcun polo oncologico. Il presidente Chiaravalloti ha saputo guidare e portare a realizzazione l' iter puntando sul raccordo tra Universita' e Regione''. ''Siamo giunti ad un punto avanzato di un cammino lunghissimo - ha sottolineato il governatore calabrese - Il polo oncologico e' il primo tentativo di creare un istituto di alta specializzazione in Calabria, una realta' che potra' servire non solo la regione ma anche il mezzogiorno e tutto il bacino mediterraneo''. Il presidente, motivando la decisione di impegnarsi per la realizzazione della struttura nella regione, ha sottolineato che l' obiettivo per cui si e' lavorato ''e' stato quello di dare risposte ai bisognosi, alla persona umile e senza grandi mezzi finanziari che si trova a vivere un dramma di questa portata ed e' costretto per trovare cure a recarsi fuori dalla Calabria''.

Manifestazione del Rotary contro la diffusione dell’extasy

03/11 “Extasy: attualità e prospettive”. Di questo si è parlato martedì sera nel corso di un dibattito organizzato dal Rotary Club Cosenza e svoltosi presso l’Hotel Executive. Coordinati dal presidente del Rotary, dott. Vincenzo Bavasso, i lavori si sono incentrati sulla relazione del direttore generale dell’Azienda Sanitaria n° 4 di Cosenza, dott. Francesco Buoncristiano al quale, il Rotary, ha ufficialmente consegnato i risultati del “Progetto Extasy” portato avanti, negli ultimi tre anni, dallo stesso club service cosentino. Durante questi anni, circa 10.000 alunni delle scuole superiori, sono stati informati sui rischi derivanti dall’utilizzo di questa sostanza che, purtroppo, sta vivendo un momento di grande diffusione anche tra i ragazzi della nostra città.
Il dottore Buoncristiano, nell’evidenziare l’importanza del lavoro svolto con meticolosità ed approccio scientifico dal Rotary coordinato, nella circostanza, dal dottore Walter Bevacqua, ha sottolineato come sia importante e fondamentale informare tempestivamente i giovani sui rischi delle droghe leggere visto che, l’uso di queste sostanze, inizia in un età precoce compresa tra i 13 ed i 15 anni. Buoncristiano ha poi assicurato l’impegno dell’Azienda Sanitaria nel portare avanti, nei prossimi anni, il progetto in modo da raggiungere tutti gli studenti della città. Prima fase di questo impegno sarà la diffusione, nelle scuole cittadine, dell’opuscolo realizzato dal Rotary ed avente il titolo:”L’extasy: la parola ai giovani”.
E’ poi intervenuto il dr. Caruso, referente per la medicina scolastica, che ha relazionato sul problema extasy evidenziando il punto di vista degli studenti conosciuto grazie, anche, ai questionari distribuiti dal Rotary ed ai numerosi incontri organizzati nelle scuole.
Concludendo la serata, il dottore Walter Bevacqua, ha manifestato la soddisfazione sua personale e del club per i risultati raggiunti e per il fatto che, il Rotary Club Cosenza, affida alle mani delle Istituzioni un progetto così importante che avrà, dunque, la possibilità di continuare a lungo. E’ la dimostrazione di come la ruota, simbolo del club, giri continuamente cosicché ci si possa ora impegnare su programmi diversi ed altrettanto ambiziosi.

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